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lunedì 18 febbraio 2008

Anna Maria Luisa de' Medici - Elettrice Palatina


Anna Maria Luisa, figlia di Cosimo III de’ Medici e di Margherita-Luisa d’Orléans, nacque a Firenze l’11 Agosto del 1667, era la seconda di tre fratelli: Ferdinando (1663) e Gian Gastone (1671).
L’infanzia di Anna Maria Luisa, fu segnata dai frequenti litigi fra il padre, un uomo tetro, silenzioso e profondamente religioso, e la madre, una donna vivace e scherzosa, che detestava il marito e la vita a Firenze, e che nel 1674 lasciò la Toscana per ritirarsi in un convento di Montmatre.
Il granduca Cosimo III, il cui cattolicesimo era diventato sempre più rigido, impose una serie di restrizioni e di regole mirate a bandire l’immoralità e le eresie, oltre ad opprimere la città con le sue pesanti tasse e altri provvedimenti finanziari. Il primogenito Ferdinando era diventato un giovane attraente, brillante e intelligente; il Granduca decise di farlo sposare al più presto: la dinastia aveva bisogno di un erede. Sfortunatamente la moglie scelta per lui, la principessa Violante Beatrice di Baviera, era una giovane scialba ed emotiva. Lui praticamente la ignorava, e lei, in ogni caso, era sterile. Un giorno Ferdinando partì per Venezia, dove contrasse la sifilide da una dama di nobile famiglia. Poiché non ci si poteva aspettare un erede da Ferdinando, il Granduca Cosimo concentrò la sua attenzione sul secondogenito Gian Gastone. Quest’ultimo, di tendenze omosessuali ancora più forti di quelle del fratello, passava la maggior parte del tempo da solo, dedicandosi a studi di botanica o all’apprendimento di lingue straniere. Si sposò con la figlia del duca di Sassonia-Lauenberg e vedova del conte palatino Filippo di Neuburg, una donna di una bruttezza veramente eccezionale, litigiosa ed assolutamente priva di attrattiva. La moglie lo trascinò nel villaggio di Reichstadt, vicino Praga, ma il luogo e la donna disgustavano Gian Gastone. Il loro rapporto si fece rigido e distante ed i due non ebbero mai figli. Cosimo III aveva fatto abbandonare il cappello cardinalizio al fratello minore Francesco Maria, maritato ad una giovanissima principessa (Eleonora Gonzaga) nella vana speranza di avere un erede legittimo, ma anche in questo caso non si ebbe un erede. Quindi, entrambi i fratelli di Anna Maria Luisa dimostrarono scarsa attitudine alle responsabilità di governo e poca responsabilità nei confronti della casata Medicea.
Anna Maria era una ragazza alta, bruna, con una voce mascolina e una risata sonora; Guglielmo, l’Elettore Palatino, la sposò a Innsbruck, e subito dopo le trasmise una malattia venerea: tale malattia fu ritenuta responsabile degli aborti che angustiarono la sua giovinezza. Visse ad Innsbruck fino alla morte del marito avvenuta nel 1716, poi tornò a Firenze. Nel 1723 morì Cosimo III e nel 1737 Gian Gastone. Ferdinando era morto già diversi anni prima del padre, quindi Anna Maria Luisa era rimasta l’ultima dei Medici, e ne era sempre ben consapevole. Alla sua morte la Toscana sarebbe passata sotto il dominio dei Lorena, nella persona del duca Francesco, marito di Maria Teresa d’Austria.
Alla morte del fratello Gian Gastone nel 1737 il rappresentante lorenese Principe di Craon offrì ad Anna Maria Luisa la reggenza del Granducato in nome di Francesco Stefano di Lorena, nuovo sovrano, ma la principessa declinò l'offerta, pur rimanendo a vivere in Palazzo Pitti e dedicandosi alla sua passione per l'arte e l'antiquariato. Fu proprio questa passione a farle compiere il gesto per cui è rimasta famosa e che fu la vera fortuna di Firenze: nel 1737 Anna Maria Luisa stipulò con la nuova dinastia regnante il cosiddetto "Patto di Famiglia" che stabiliva che i Lorena non potessero trasportare "o levare fuori della Capitale e dello Stato del GranDucato ... Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioje ed altre cose preziose... della successione del Serenissimo GranDuca, affinché esse rimanessero per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri". Con questo patto Anna Maria Luisa permise che Firenze non perdesse nessuna opera d'arte e che non subisse la sorte di Urbino, che all'estinzione della casata dei Della Rovere era stata letteralmente svuotata dei suoi tesori artistici. Gesto ancora più lungimirante fu il porre particolare attenzione alla frase “ per attirare la curiosità dei Forestieri”. Qui si vede la grande levatura culturale di Anna Maria, il grande spirito di conservazione ma anche il lungimirante prevedere che la bellezza delle opere poteva essere goduta anche da altri, prevedendo un turismo che allora era solo un'idea.
L'Amministrazione comunale ha inserito questa ricorrenza come festa uffiziale del Comune di Firenze insieme a altre feste e ricorrenze tradizionali che si svolgono in città. La ricorrenza della morte di Anna Maria Luisa (o Ludovica) de' Medici - Firenze, 18 febbraio 1743 viene ogni anno commemorata. L'iniziativa voluta da un gruppo di storici e di studiosi, insieme all'Assessorato per la Valorizzazione delle Tradizioni Popolari Fiorentine del Comune di Firenze ormai da 8 anni.
Di norma il cerimoniere prevede:
ore 10.00 – Il Corteo della Repubblica Fiorentina parte da Piazzetta di Parte Guelfa, Via di Calimala, Piazza della Repubblica, Via Roma, Piazza di S. Giovanni, Borgo San Lorenzo, Via del Canto de' Nelli, Piazza di Madonna degli Aldobrandini – deposizione omaggio floreale alla tomba nelle Cappelle Medicee
ore 10.30. or e 10.30 – Canto de’ Nelli - presentazione del progetto di illuminazione della statua di Anna Maria Luisa de’ Medici da parte della Direttrice delle Cappelle Medicee
ore 10.45 – il Corteo della Repubblica Fiorentina, ripartirà dalle Cappelle Medicee e, percorrendo Borgo San Lorenzo, Piazza di San Giovanni, Piazza Duomo, Via de' Calzaiuoli, Piazza della Signoria, arriva in Palazzo Vecchio
ore 11.00 – Palazzo Vecchio – Salone de’ Dugento o dei Cinquecento - Convegno “Ricordo di Anna Maria Luisa de’ Medici”
I primi atti dei convegni annuali sono stati pubblicati nel 2005, quest'anno verranno pubblicati quelli dei 3 anni successivi.

venerdì 18 gennaio 2008

Il "Carnevale Fiorentino" carnevale multietnico


Domenica 3 febbraio 2008 alle ore 14:00 con partenza da Piazza Ognissanti e arrivo in Piazza della Signoria si svolge anche per quest'anno il Carnevale fiorentino nel mondo – Carnevale multietnico.
Il Carnevale fiorentino nel mondo è festa che vuole coinvolgere la popolazione e tutti quanti amano il carnevale. Firenze lo festeggia con una sfilata che vuole consolidare l'armonia fra popoli uniti dallo spirito gioioso di una ricorrenza universalmente conosciuta. Sulle orme dei fasti carnascialeschi di una volta, Firenze ritrova con entusiasmo colori, suoni e balli di una festa che in tempi non lontani sembrava avere perso la sua carica di contagiosa allegria.
Realizzato dal Comune di Firenze e dal Quartiere 1. E' una grande festa popolare, che vede i quartieri di Firenze sfilare insieme alle nuove comunità presenti in città. Un modo per vivere, sul filo della tradizione, usi e costumi di diversi nazioni del mondo. La sfilata è aperta da cento figuranti del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, dal Corteo del Mese Mediceo, quindi la Carrozza dell'Associazione Cavallo Ambiente e le varie comunità, che sfilano ciascuna nel costume del proprio Paese d'origine: alcune a piedi, altre su carri carnevaleschi, altre ancora su carrozze o sul trenino elettrico del Carnevale.
Il corteo parte da piazza Ognissanti alle 14.00, attraversa i lungarni, via Tornabuoni, piazza Duomo per poi arrivare in piazza della Signoria, dove su un palco allestito davanti a Palazzo Vecchio i rappresentanti delle comunità partecipanti danno vita ad un'esibizione con musica e danze.
Il Carnevale ha costituito a Firenze nei secoli momento di grande festa con particolare coinvolgimento popolare e la sua origine è probabilmente da individuarsi nei Saturnali romani come nelle feste per Dionisio nell’antica Grecia. L’antico Re dei Saturnali, punto di riferimento nel corteo che si snodava per le vie centrali della città, divenne il Re del Carnevale, prima addobbato con paglia, erba e vari elementi coreografici, quindi trasformato in carro di cartapesta, nella cui progettazione si cimentarono grandi artisti come il Vasari e Baccio Bandinelli.
La festa andò sempre più a svilupparsi nel corso dei secoli e lo splendore dei veglioni in teatro, come la vivacità dei cortei mascherati, rendeva il Carnevale fiorentino fonte di attrazione come nei nostri tempi accade a Viareggio o Venezia.
L’ultimo giorno del Carnevale era animato da balli e scherzi, raggiungendo il culmine con il rogo del cosiddetto "fantoccio di Carnevale" che si trasformava in veri spettacoli pirotecnici di razzi, fuochi di bengala e simili che avevano spesso luogo dalle sponde dell’Arno.
Carnevale significava anche maschere tipiche ed il napoletano Pulcinella o il più settentrionale Arlecchino avevano a Firenze la compagnia di Stenterello, magrolino quasi anemico perché cresciuto "a stento", ma arguto e intelligente, con la parola pronta, furba e sempre a tutela dei più deboli. Giacca a falde con colori di prevalenza azzurro e panciotto giallo, calze una rossa, l’altra azzurra e bianca a righe, Stenterello fu la maschera tipica di Firenze interpretando il carattere del fiorentino brillante e sarcastico quando necessario.
Negli ultimi anni il Carnevale aveva perso a Firenze una sua specificità ed il clima di festa si era progressivamente affievolito. L’ Assessorato alla Valorizzazione e Tradizioni Popolari ha dunque deciso di intervenire ritrovando nel filo della tradizione un momento di originalità su cui rilanciare il Carnevale.
Fonte: www.comune.fi.it

venerdì 28 dicembre 2007

La “Cavalcata dei Magi”

"La Cavalcata dei Magi" di Benozzo Gozzoli (1459) in Palazzo Medici-Riccardi - Firenze


Ogni anno a Firenze, nel pomeriggio della giornata dedicata all'Epifania, il 6 gennaio, si svolge una bellissima manifestazione che ripercorre una “Festa Fiorentina” di antichissima tradizione – la “Cavalcata dei Magi”.
La “Festa dei Magi” risale al periodo storico del Rinascimento Fiorentino, ai tempi di sviluppo della città nei confronti del mondo conosciuto.
La confraternita della “Stella”, chiamata anche “Compagnia dei Magi”, compagnia di laici, per l'intero secolo XV° organizzava, ogni tre anni e poi dal 1447 ogni cinque, un solenne corteo, con abiti fastosi e belli, che rievocava, fin dal quel tempo, l'arrivo dei Magi, i Re saggi e stranieri, a Betlemme; Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, rappresentanti le tre stirpi; giapetica, semitica e camitica, che guidati dalla stella cometa, adorarono Gesù Bambino offrendogli oro, incenso e mirra, e ritornando poi ai loro paesi per diffondervi la lieta novella. Il giorno è appunto il 6 gennaio, giorno dell'Epifania che significa “manifestazione” proprio ad esaltare la rievocazione storica che si svolgeva in quel periodo.
La Signoria della Repubblica Fiorentina, decise di sovvenzionare la “Compagnia de' Magi” - "compagnia de ‘Magi que in ecclesia sancti Marci de Florentia congregatur" - nel 1417.
Risulta che della confraternita, negli anni d'oro della famiglia Medici, fecero parte tutti i suoi componenti, oltre che personaggi vicini ai Signori di Firenze, come gli umanisti Cristoforo Landino e Donato Acciaiuoli, il poeta Luigi Pulci e Angelo Poliziano.
Il Benozzo Gozzoli nel 1459 realizzo in Palazzo Medici, su commissione di Cosimo il Vecchio, un affresco raffigurante "La Cavalcata dei Magi" dove vennero ritratti molti dei personaggi protagonisti dell'epoca; i membri della famiglia, compresi Giuliano e, probabilmente, Lorenzo. Molti altre opere d'arte, in particolare di pittura fiorentina dell’Angelico, del Botticelli, di Leonardo, di Filippo Lippi, traggono ispirazione da questa festa e anche poesie e lodi del XII e XIII secolo.
Particolare è quella di Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico, che compose una laude: "E’ Magi son venuti dalla stella guidati, co’ lor ricchi tributi, in terra inginocchiati e molto consolati, adorando il Messia".
La "Compagnia dei Magi" organizzò la manifestazione fino al 1494, anno in cui i Medici furono cacciati da Firenze e di seguito venne quindi soppressa, qui il Savonarola ha un ruolo fondamentale, probabilmente fece considerare questa festa qualcosa di profano.
Lo stemma della Compagnia, cappato di nero e di bianco, mostra una parte nera centrale nella cui sommità è posizionata una stella d’oro a sei punte, simboleggiante la cometa che indicò la strada ai Magi.
Anche se molto collegata all'istituzione religiosa, questa festa era più uno uno spettacolo, ben organizzato da appositi "festaiuoli" i quali, secondo un decreto della Signoria, dovevano ricevere il massimo rispetto dagli altri confratelli.
I cortei mascherati arrivavano a Firenze dai quartieri vicini e dalle comunità limitrofe portando carri allegorici e nuove tradizioni che attualmente fanno parte più del Carnevale che della festa dell'Epifania.
In seguito infatti la parola Epifania si trasformò dialetticamente e divenne in Firenze "Befanìa" o "Befana". Assunze così con il passare del tempo, un significato più riferentesi al mascheramento, all'inizio del Carnevale, fino a giungere ai tempi attuali dove la Befana assume un significato simile a quello, non certamente proveniente dalla storia fiorentina, di Babbo Natale.
La Befana era spesso attorniata da "Befanotti" o "Befani", giovani dal volto tinto di nero, abbagliati in modo sgargiante e spesso ridicolo, che in un qualche modo richiamavano i Re Magi. Altre più recenti tradizioni circolano intorno a questa festività, anche di un folclore moderno, inteso a esaltarne la solennità.
Ogni anno quindi, a riprendere la manifestazione del tempo, si svolge di nuovo la "Cavalcata dei Magi", che parte nel primo pomeriggio del 6 gennaio, solennità dell'Epifania da Piazza della Signoria e giunge in piazza del Duomo, nella zona detta anticamente "il Paradiso", fra la Cattedrale ed il Battistero.
I "Magi" a cavallo, durante il corteo indossano costumi rinascimentali e sono preceduti dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina che porta il Gonfalone di Firenze e dai Bandierai degli Uffizi – Sbandieratori Ufficiali di Firenze, che attendono in Piazza della Signoria il corteo dei comuni, partito da Piazza Pitti.
Nell'attesa del corteo degli “Ospiti”, i Bandierai degli Uffizi intrattengono il pubblico, che nell'occasione è composto oltre che da turisti di tutte le nazionalità, anche da un gran numero di fiorentini che frequentano il centro storico, provenendo dalla periferia fiorentina e dai quartieri limitrofi.
Lo spettacolo, un armonia di abilità, spirito e tradizione, incanta i bambini e i meno giovani proponendo esibizioni di eccezionale maestria nel “Maneggio della Bandiera”, un vero e proprio grande spettacolo di circa 40 minuti, che ad ogni “Festa Fiorentina”, durante tutto l'anno, viene proposto costantemente a ringraziamento ed al piacere degli spettatori.
Una grande festa e una bella manifestazione, che è rimasta viva a Firenze come altrove, la rievocazione dell’Epifania nei suoi aspetti religiosi, cultuali e tradizionali, che per merito del Comune di Firenze, dell’Arcivescovado e dell'Opera del Duomo, la splendida "cavalcata dei Magi" è stata ormai ripristinata da circa un decennio.
La Piazza del Duomo di Firenze diventa protagonista, schiere di figuranti in costume rinascimentale, il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina con i suoi colori ed i Bandierai degli Uffizi – Sbandieratori Ufficiali di Firenze - con il loro grande spettacolo – fanno da cornice all'offerta dei doni all’immagine di Gesù Bambino, con il lancio dei palloncini carichi di messaggi d'amore e di pace a Gesù, distribuiti dall’Opera del Duomo di Firenze.