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giovedì 28 agosto 2008

La sindrome di Firenze

La sindrome di Firenze, meglio conosciuta come sindrome di Stendhal, è una presunta affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e anche allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, specialmente se sono compresse in spazi limitati.

Tale disagio è spesso riscontrato a Firenze, dove il locale ospedale di Santa Maria Nuova è almeno una volta al mese luogo di ricovero di pazienti colpiti da disturbi psicologici acuti. La malattia, piuttosto rara, colpisce principalmente persone molto sensibili e fa parte dei cosiddetti malanni del viaggiatore.
Il nome della sindrome si deve allo scrittore francese Stendhal (vero nome Marie-Henri Beyle) che, essendo stato personalmente colpito dal fenomeno durante il suo Grand tour del 1817, ne poté così dare una prima descrizione che fu poi riportata nel libro "Napoli e Firenze: un viaggio da Milano a Reggio":
« Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. »
vedi: Wikipedia

mercoledì 30 luglio 2008

Firenze vista dall'Arno

E' un'esperienza esaltante, e pensare che una quindicina d'anni fa nessuno si sarebbe sognato di girare in Arno con la barchetta per paura della puzza e delle infezioni.
In tutto il periodo estivo, è possibile fare un giro sulle antiche imbarcazioni dei renaioli, che un tempo venivano utilizzate per togliere la rena dai fondali, poi portata a riva ed utilizzata per la muratura e l'edilizia.
L'accesso alle barchette dei renaioli (navicelli) è sul letto dell'Arno sulla riva destra, tra Ponte alle Grazie e Ponte Vecchio, nel Lungarno Diaz.
A tutti sembra di conoscere Firenze, ma da quella prospettiva è davvero tutto molto diverso e curioso. Uffizi, Ponte Vecchio, Corridoio Vasariano sembrano innalzati proprio per il visitatore ed in particolare regna il silenzio.
Si vedono anche la Chiesa del Limbo, S. Jacopo sopra Arno, Ponte S. Trinita, Palazzo Corsini e gli altri monumenti e palazzi che hanno fatto la storia di Firenze.
Il tramonto è uno dei momenti più emozionanti.

martedì 22 luglio 2008

AD 1532 - La fine della Repubblica Fiorentina

L'anno 1532 è stato un anno di fondamentale importanza per la città di Firenze, uno di quegli anni in cui cade un mito per la nascita di una nuova realtà.
In questo caso la Repubblica Fiorentina, dopo l'assedio e l'entrata a Firenze delle truppe imperiali, decade per lasciare il posto al Principato.
Partiamo però dall'anno 1931, anno in cui Donato Giannotti scrive il suo trattato sulla Repubblica Fiorentina e quando il 5 luglio 1531 Alessandro de' Medici rientra a Firenze.
Il giorno successivo, nel Salone dei Cinquecento, avviene la lettura del rescritto imperiale di Carlo V del 28 ottobre 1530.
Rientrato Alessandro a Firenze, inizia un processo di trasformazione politica ed amministrativa nella gestione della città e del contado.
Riforma delle istituzioni della Repubblica Riorentina e istituzione del principato;
Abolizione della distinzione delle Arti in Maggiori e Minori;
Creazione del Consiglio dei Dugento e del Senato dei Quarantotto;
Elezione di Alessandro dei Medici a Duca della Repubblica Fiorentina.

Nel susseguirsi delle riforme pubbliche, anche qualche cambiamenti privato fu in auge, come ad esempio il duca Alessandro che il 1 maggio 1532 lascia il palazzo di famiglia, va a sentire messa a S. Giovanni e prende possesso del Palazzo della Signoria.

Un anno da "dimenticare" per i sostenitori della Repubblica, Piero Soderini avrà pianto su queste riforme, e un anno glorioso per i sostenitori dei Medici come signori assoluti della Firenze rinascimentale, senza considerare che, benchè repubblica, la famiglia del Mugello aveva una fondamentale e strategica influenza anche nel secolo precedente.

venerdì 18 luglio 2008

Un fiorentino appollaiato..

Scrivo di particolarità fiorentine di ogni tempo e di ogni tipo e pertanto anche di iniziative che destano una certa curiosità.
Voglio precisare che questo blog contiene solo curiosità e non entra nel merito di scelte politiche o all'interno di questioni sociali che necessitano di prese di posizione.
E' per questo che ieri (17 luglio 2008) passando dal Piazzale Michelangelo ed avendo letto la notizia nei giorni scorsi sulla stampa e sui media informatici, ho fatto una foto a Saverio Tommasi, "appollaiato" sopra un furgone e recintato da una rete a maglia fitta "sembrava quella per polli". Un ragazzo "accampato".

Gli ho rivolto alcune domande dopo essermi presentato:
- Ciao Saverio, tu sei fiorentino DOC?
- Si, certo. Figlio di genitori fiorentini ed anche i nonni lo sono.
- Tutti conoscono la tua iniziativa, quanto pensi di continuare ancora?
- Fino a stasera a cena. Avevamo previsto, con gli altri promotori dell'iniziativa, 3 giorni e 2 notti.
- Quando hai iniziato con precisione?
- Abbiamo iniziato il 15 al mattino.
- Quanto è stato difficile restare qui per questo periodo?
- Non particolarmente, ce la siamo cavata bene.

Ho trovato il Tommasi pimpante, sorridente ed in forma. Chi si fermava al piazzale dava un'occhiata a questo originale sistema di manifestare un'idea ed un pensiero.
Sarà l'inizio di una serie?

Questo il suo sito internet: www.saveriotommasi.it
Grazie Saverio per la tua disponibilità e per la tua simpatia.


martedì 15 luglio 2008

Il Cittadino "fiorentino" Ideale secondo Macchiavelli

E' vero, ho aggiunto "fiorentino" perchè credo che proprio alla sua patria si riferisse quando scrisse parole nuove, idilliache, ottimistiche sul cittadino ideale in un'ottica militare del tempo.
Gli eserciti rinascimentali, è ormai noto, si componevano in maggioranza di mercenari, pagati con i soldi pubblici e con le gabelle del tempo. Machiavelli nella sua maggiore opera "Il Principe" pare eccessivamente ottimista rispetto alla situazione reale.
La Repubblica poneva tasse eccessive, non aveva milizie cittadine e i cittadini stessi avrebbero voluto essere protetti ma con meno spese per lo stato.
I fiorentini non sono mai stati guerrafondai. Amavano la pace, ne erano affascinati e coinvolti, amavano il lusso e il benessere, solo gli affari contavano; a conferma delle corporazioni che si crearono nel periodo storico con le Arti Maggiori e le Arti Minori che la facevano da padrone e che esprimevano sempre di più i politici della Repubblica fiorentina.

Dice Machiavelli:
Perchè degli uomini si può dire questo generalmente: che sieno ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori, fuggitori de' pericoli, cupidi di guadagno; e mentre fai loro bene, sono tutti tua, offeronti el sangue, la roba, la vita, e figliuoli, come di sopra dissi, quando il bisogno è discosto; ma, quando ti si appresa, e si rivoltano.

Ecco dove era necessario porre un principe potente, ecco perchè un esercito residente, una milizia fiorentina composta da "Cittadini Ideali" secondo regole militari.
Tutto questo, in parte, succederà...

domenica 22 giugno 2008

L'Offerta dei Ceri di San Giovanni del 1454 secondo Palmieri

Nell'anno 1454 l’umanista Matteo di Marco Palmieri portò un visibile cambiamento nell’organizzazione della festa patronale di San Giovanni secondo le nuove indicazioni dell'arcivescovo di Firenze Antonino Pierozzi.
Era usanza fare il giorno 22 la mostra, il giorno 23 al mattino la processione delle compagnie, dei frati, dei preti e degli edifici; ne pomeriggio l’offerte dei gonfaloni e poi il giorno di San Giovanni la mattina l’offerte dei ceri e il pomeriggio del palio (oggi vi è l'assegnazione del palio per la squadra vincitrice del Calcio Storico Fiorentino)
Il Matteo Palmieri riorganizzò anticipando la mostra al giorno 21 e la processione al mattino del 22; specificò precisamente tutto il cerimoniale e indicò come dovevano muoversi le rappresentanze che qui sotto cito:

1. El principio mosse la Croce di Santa Maria del Fiore con tutti loro cherici fanciulli, e drieto a loro sei cantori.
2. Le compagnie di Iacopo cimatore e Nofri calzaiuolo con circa 30 fanciulli vestiti di bianco e agnoletti. Sono le compagnie di fanciulli del Vangelista - il cui guardiano era Jacopo di Biagio, cimatore -, e di Sant’Antonio da Padova, guidata da Onofrio di Filippo di Bartolommeo, calzaiuolo.
3. L’edificio di san Michele Agnolo, al quale soprastava Iddio padre in una nugola, e in piaza, al dirimpetto a’ Signori, feceno rapresentagione della battaglia angelica, quando Lucifero fu co’ sua agnoli maladetti cacciato di cielo.
4. Le compagnie di ser Antonio e Piero di Mariano con circa a 30 fanciulli vestiti di bianco
e agnoletti. Sono le compagnie di fanciulli della Natività, cui presiedeva ser Antonio di Mariano, e della Purificazione, guidata da Piero di Mariano, borsaio e fratello di Antonio.
5. L’edificio d’Adamo, che in piaza fe’ rapresentatione di quando Iddio creò Adamo e poi Eva, fe’ loro el comandamento, e la loro disubidienza in fino a cacciargli di paradiso, colla tentazione prima del serpente e altre apartenenze.
6. Un Moysè a cavallo con assa’ cavalleria de’ principali del popolo d’Isdrael e altri.
7. L’edificio di Moisè, el quale in piaza fe’ la rapresentatione di quando Iddio li dié la legge.
8. Più profeti et sibille con Ermes Trimegisto17 et altri profetezatori della incarnatione di Cristo.
9. L’edificio della Nuntiata, che fe’ la sua rapresentazione.
10. Ottaviano imperadore con molta cavalleria e colla Sibilla, per fare rapresentazione quando la Sibilla gli predisse dovea nascere Xristo e monstrògli la Vergine in aria con Xristo in braccio.
11. Templum pacis coll’edificio della natività per fare la sua rappresentazione.
12. Un magnifico et trionfale tempio per edificio de’ Magi, nel quale si copria un altro tempio ottangulare ornato di sette virtù intorno, et da oriente la Vergine con Xristo nato, e Erode intorno a detto tempio fe’ sua rappresentazione.
13. Tre magi con cavalleria di più di 200 cavalli ornati di molte magnificenzie, et vennono a offerere a Xristo nato. Intralasciossi la passione et sepultura, perché non parve si convenisse a
festa.
14. Una cavalleria de’ cavalieri di Pilato ordinati a guardia del Sepolcro.
15. L’edificio della sepoltura onde risuscitò Xristo.
16. L’edificio del Linbo, onde trasse e Padri sancti.
17. L’edificio del Paradiso, dove misse dicti Santi Padri.
18. Gli Apostoli e le Marie, che furono presenti all’Asuntione.
19. L’edificio dell’Asuntione di Xristo, cioè come quando salì in cielo.
20. Cavalleria di re, re, [sic] e reine, e damigelle e ninfe con cani e altre apartenenze al Vivo e Morto.
21. L’edificio del Vivo e Morto.
22. L’edificio del Giudicio, con barella de’ Sepolcri e Paradiso e Inferno, e sua rapresentasioni, come per fede si crede sarà in fine de’ secoli.

La sera di detti dì 22 andorono a offerere tutti gli ufici della città che in palagio si diputòno, et furono ufici quarantadue, numero di cittadini ducentottantotto. E dopo loro e sei della mercatantia co’ loro capitudini.
A dì 23 la mattina la processione di tutte le compagnie de’ fanciulli, di disciplina, e poi
regole di frati e preti con loro stendardi e barelle di reliquie et con grandissima copia di
paramenti, ricchi più che altra volta si ricordi.
La sera, l’offerta della Signoria, et poi XVJ gonfaloni con le compagnie, al modo usato.
A dì 24 la mattina le offerte usate, cioè prima la Parte, e fu questo anno molto copiosa di
cittadini, più che 730. 2. E palii. 3. E Ceri grandi di legname. 4. E ceri di cera accesi. 5. La
zecca. 6. E prigioni. 7. E corsieri. E dietro a quegli, el palio di san Giovanni e di sancto Lo. E
ultimi i nostri Signori.
La sera si corse el palio di ricco broccato al modo usato.
(fonte primaria: Paola Ventrone – Sulle feste di San Giovanni: Firenze 1454)

Ogni anno a Firenze si celebra questo rito, anche se i protagonisti della processione sono inevitabilmente cambiati. La popolazione partecipa attivamente, il Corteo Storico con i costumi rinascimentali fa ritornare per un breve lasso di tempo, ad immaginarsi l'ambientazione di questa festa, così importante per la città.
Conoscendone alcuni dettagli, alcuni nomi, conoscendo ambienti e modi di vivere, studiando i movimenti umanisti e del rinascimento fiorentino, si entra appieno nell'ambiente e si può "fantasticare" creandosi, simbolicamente, una "reale" visione storica dell'avvenimento.

venerdì 20 giugno 2008

Una canzone sulle fiorentine!!

Claudio, un mio lettore, mi segnala questa canzone che riguarda le fiorentine...le ragazze fiorentine s'intende, non le bistecche... e come questo autore, Acrimonio (musicista di belle speranze - Kendoka mediocre - psicologo a nero - attore da baraccone - aspirante bello - tratto dal suo sito Myspace), ha tentato di descrivere.
Metto qui sotto alcuni passaggi salienti del testo e un link dal quale potete scaricare la canzone.
Buon ascolto!!

A FIRENZE LE TIPE

Occhio alle fiorentine,
Ah perché?
me l’hanno sbriciolato,
Ma come?
Per forza poi si va a straniere;
Ma le straniere son tutte cretine
E bella fia te!

A Firenze le tipe se la menano a dumila,
voglian sempre a entrare il lista poi gni tocca fa la fila
Ciai pantaloni a zampa poi la firma sul golfino…

Se pensan che ciò sordi ecco che s’appropinquan,
Poi ti vengo a prendere in lambretta tanto con sto traffico un c’è fretta,
Dici che non vieni se non ciò BMV Z3 poi vien fori che ‘n ciai na lira neanche te.

Vestiti tutto firme la vita da nababbo, ma i sordi di chi sono?
Della mamma e d’i babbo.
O sei alternativa, socialmente attiva ti garbano i festoni, sei una fia trasgressiva;
sbuffi e ti lamenti di quello che ti manca,
ho capito…per ----------- devo fare un mutuo in banca.
Solo che mi sembra un t’interessi se sono un buon amante, galante, se ciò la trippa quando sto in mutande, se son bravo, se son bello, se sbarello; il problema è quello!
A Firenze garba più i sordi che i pisello!

Non perdetevi gli altri, ultimi 30 secondi, ci sono cose che non posso scrivere.

Link:
dal Myspace di Acrimonio
Acrimonio---A-Firenze-le-tipe

venerdì 13 giugno 2008

Dante Alighieri di nuovo fiorentino!

Dopo secoli Firenze ritrova Dante, il suo figlio più famoso nel mondo. La commissione cultura di Palazzo Vecchio, presieduta da Dario Nardella, ha approvato infatti ieri, il testo unificato delle due mozioni presentate dai consiglieri Bosi e Pieri (FI-Pdl) che invita il sindaco «a procedere alla pubblica riabilitazione di Dante Alighieri con la formale revoca della condanna» ed «a considerare
l'eventualità di conferire in quella occasione il Fiorino d'oro o altra onoreficenza alla memoria del Sommo Poeta».
Un documento fortemente voluto dai due esponenti del centrodestra , che è passato con un solo voto contrario, quello del consigliere Valentino dei Verdi («Due mozioni inutili - ha commentato - è impossibile far tornare indietro l'orologio della storia»). «Il bando dell'esilio - hanno ricordato Bosi e Pieri - non è mai stato revocato e questa, fatta eccezione per il "processo di Dante" nella basilica di San Francesco ad Arezzo in occasione dell'ottavo centenario della nascita, è la prima iniziativa per la piena riabilitazione del grande poeta, cui tanto deve la nostra città». Dopo l'allontanamento di Dante da Firenze « i figli si stabilirono a Verona continuando la sua discendenza fino all'attuale conte Pieralvise Serego Alighieri, figlio del conte Dante e attento custode delle tradizioni dantesche».

giovedì 5 giugno 2008

“Buontalenti” gelato fiorentino…

Pressoché in tutte le gelaterie di Firenze si trova da una trentina d’anni un gelato che porta il nome di “Buontalenti”. Questo gusto si presenta di colore chiaro, senza aggiunta di coloranti e i suoi ingredienti fondamentali comprendono panna e crema.
Il nome è dedicato a Bernardo Buontalenti (Firenze 1531 - 1608) architetto e scenografo italiano.
Visse nel periodo di maggior potere della famiglia de’ Medici a Firenze, fu architetto, ingegnere, idraulico e urbanista. Numerosi i suoi interventi in tutta la Toscana: riurbanizzazione del ghetto di Firenze e della città di Livorno, il Casino Mediceo di Firenze la villa di Pratolino, il Forte Belvedere, alcune parti di Palazzo Pitti, ecc..
A quel tempo personaggi come il Buontalenti venivano incaricati anche dell’organizzazione delle feste ed in occasione della festa per gli ambasciatori del Regno di Spagna, oltre alla parte decorativa e di imbellimento della città si occupò anche dei banchetti, compresa l’ultima novità del tempi, i dolci freddi.
Bernardo Buontalenti propose la propria idea sulla composizione del sorbetto, operando la prima grande trasformazione della storia del gelato. Una nuova ricetta a base di latte, miele, tuorlo d'uovo e un tocco di vino, fece nascere così la crema all'uovo e lo zabaione.
L'intervento di Buontalenti rivoluzionò la storia del gelato: da quel momento tutto si poteva gelare, anche le materie grasse come il latte e le uova. E proprio grazie al latte e alle uova il sapore del dolce freddo diventava improvvisamente rotondo, vellutato: una carezza per il palato più esigente.
Nel 1979 ad un concorso dedicato al Buontalenti emerse una gelateria fiorentina presentando un nuovo gusto di gelato, un gusto particolare. La gelateria Badiani inventò così il "Buontalenti", gusto dedicato appunto al noto architetto “pasticcere”.
ll Rinascimento fiorentino e i personaggi del nostro tempo hanno ancora una volta costituito quel connubio necessario per emergere dalla massa, questo gelato è un prodotto unico ed ogni fiorentino ne conosce il valore ed il sapore.


sabato 31 maggio 2008

Dante Alighieri compie 743 anni...

Il 743° anniversario della nascita della nascita di Dante Alighieri sarà celebrato ufficialmente domani dall'Amministrazione comunale con una serie di iniziative.
I gonfaloni dei Comune di Firenze e del Comune di Ravenna partiranno da Palazzo Vecchio e raggiungeranno in Piazza Santa Croce ai piedi della statua di Dante Alighieri per deporre una Corona di alloro intorno alle 10:00 del mattino del 31 Maggio. Alle 11:00 il corteo (dopo aver transitato davanti alla casa di Dante e dal palazzo dell'Arte dei giudici e notai in via del Proconsolo) rientrerà in Palazzo Vecchio dove, nel Salone de' Dugento, l'Assessore alle Tradizioni Popolari Fiorentine Eugenio Giani terrà la prolusione illustrativa della giornata. Alle 11.30 poi si svolgerà la cerimonia di consegna di un riconoscimento dell'Amministrazione comunale a Jean Hollander, autrici di significativi studi danteschi.
"Con queste iniziative l'Amministrazione comunale vuole ricordare e celebrare Dante Alighieri - ha sottolineato l'assessore Giani -. Abbiamo individuato come data per le celebrazioni un sabato, compreso fra il 21 maggio e l'11 giugno periodo in cui sicuramente cade la nascita del poeta, per dare modo ai cittadini di partecipare alle iniziative".
Chissà se realmente il 31 maggio sia il giorno di nascita del Sommo Poeta, a noi ci piace ricordarlo per ciò che ci ha dato e per tutto quello che ancora darà a Firenze.


giovedì 22 maggio 2008

La “Fiorita” – Manifestazione in ricordo di Girolamo Savonarola









Il Comune di Firenze ogni anno ricorda solennemente Frà Girolamo Savonarola.
Lo ricorda con una tradizionale cerimonia il 23 Maggio, giorno della morte. La cerimonia della "Fiorita" si terrà in piazza della Signoria, alla presenza del Gonfalone e del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, spargerà petali di rose, tra rami di palme, sulla lapide circolare situata sul lastrico della piazza, che segna il punto esatto dove fu impiccato e arso Frà Girolamo Savonarola assieme ai suoi due confratelli, Frà Domenico Buonvicini da Pescia e Frà Silvestro Maruffi da Firenze.
L'Assessore alle Tradizioni Popolari Eugenio Giani prenderà parte alla manifestazione, "Vogliamo ricordare - ha sottolineato l'assessore Giani - quando il 23 maggio del 1498 in piazza Signoria si consumò il rogo di Girolamo Savonarola. La cerimonia ufficiale voluta dal Comune di Firenze è un segnale importante per rendere omaggio a un personaggio che fa parte della storia della nostra città".
La manifestazione del 23 maggio 2008 prevede il seguente programma:
Ore 10.00 – Palazzo Vecchio celebrazione S. Messa nella Cappella dei Priori
Ore 10.30 – Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina partirà da Piazzetta di Parte Guelfa, via Porta Rossa, Mercato Nuovo, via Vacchereccia, Piazza della Signoria.
Ore 11.00 – Piazza della Signoria – Intervento dell’Assessore alla Valorizzazione delle Tradizioni Popolari Fiorentine
Ore 11.30 – Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, dopo aver deposto fiori sulla lapide di Girolamo Savonarola in Piazza della Signoria, si recherà per via Vacchereccia, Por Santa Maria, sul Ponte Vecchio dove saranno simbolicamente gettati fiori in Arno.
Altro pezzo di storia fiorentina, ricordare la storia per capire chi siamo e da dove veniamo.

domenica 18 maggio 2008

Per recitare Dante ci vuole classe...

Il 17 maggio 2008 nel primo pomeriggio per iniziativa della provincia di Firenze e del suo attuale Presidente è iniziata (e finita) la maratona letteraria "100 Cantori: all'improvviso Dante".La scalinata della Chiesa di Santa Croce ha "espresso" il I° canto dell'Inferno. Gli studenti delle scuole si sono cimentati nelle letture dei canti della Divina Commedia, così come numerosi amministratori dell'area fiorentina.
Silvano Gori ha recitato il II canto dell'Inferno,
il direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini ha recitato il V dell'Inferno,
Stefania Fuscagni dalla Sala del Crocifisso dell'opera di Santa Croce ha letto il VI,
Lapo Pistelli dal ristorante Le Murate ha interpretato il X canto del Purgatorio,
dal Battistero Simone Siliani ha declamato il VI del Paradiso e
l'assessore Giani dalla Chiesa di Santa Maria dei Ricci in via del Corso ha dato voce alla celebre terzina: "Dal centro al cerchio, e sì dal cerchio/movesi l'acqua in un ritondo vaso/ secondo ch'è percosso fuori o dentro";
Riccardo Marasco ha letto il V dell'Inferno,
il III canto dell'Inferno è stato letto dai ragazzi del liceo Michelangelo.
Nella cornice della Società Dante Alighieri, Giulio Stefanelli si è cimentato nella lettura del XXIV canto dell'Inferno.
La maratona si è dislocata fino al chiostro dello Scalzo dove Marcello Mancini ha letto il XXXIII canto dell'Inferno e il primo girone dantesco si è concluso nell'interno di Palazzo Frescobaldi con la lettura del XXIV. Lucio Dalla ha letto il I canto del Purgatorio, Giampaolo Talani ha recitato il IX canto del Purgatorio.

L'iniziativa, se da punto di vista culturale ha un fondamento forte, la partecipazione del pubblico non pare sia stata della stessa importanza. Neanche il maxi-schermo installato in Piazza della Repubblica che proiettava una diretta streaming delle letture dei canti della Divina Commedia ha coinvolto il pubblico. I turisti trapassavano le piazze e i luoghi senza mostrare interesse, dei fiorentini neanche l'ombra.
Il programma della proposta culturale è stata rispettato, il coinvolgimento della popolazione forse meno. Pare che certe iniziative, più che per la popolazione, più per l'arricchimento culturale dei giovani e dei meno giovani vengano proposte per enfatizzare le persone che, in questo modo, ne acquistano visibilità.
Dante nella nostra città è nato, è vissuto, ha combattuto, ha amministrato e ha scritto. Ogni angolo della città porta impresso un riferimento di Dante e delle sue opere.
Forse, l'offerta culturale anche ai turisti non è piaciuta, lodevole l'iniziativa senza un buon risultato.
Non credo nell'ignoranza e nello scarso interesse delle persone. E non credo nella scusa della pioggia, i fiorentini sanno di cosa stiamo parlando. Mica tutti si chiamano Roberto Benigni.

lunedì 12 maggio 2008

Pellegrino Artusi la cucina rilegata...

Il titolo lo conoscono tutti "Scienza in cucina e l'arte di mangiare bene". E' il testo principe della cucina fiorentina e toscana in generale. Vi sono catalogate e riscritte tutte le ricette di piatti tradizionali fiorentini, una sorta di censimento generale di ricette rappresentative, anche di altre regioni italiane, ma che sono conosciutissime anche in toscana.
In ogni casa italiana ed in particolare toscana in cui la cucina sia una passione ed un diletto, non può mancare questo testo fondamentale. Qualc'uno ha addirittura affermato che questo libro ha fatto per l'unificazione nazionale più di quanto non siano riusciti a fare i promessi Sposi del Manzoni.
Mica male per un libro di cucina!

giovedì 8 maggio 2008

Su Firenze - Giacomo Leopardi


....Firenze, ch'è la città più culta d'Italia, e dove il popolo in particolare è il più intendente e più civile...

Chi non conosce Giacomo Leopardi.
Vive a Firenze dal 1830 al 1833. Nell'aprile del 1830, il Colletta, al quale il poeta scriveva della sua vita infelice, gli offrì, grazie ad una sottoscrizione degli "amici di Toscana", l'opportunità di tornare a Firenze.
Qui curò, nel 1831, un'edizione dei "Canti", partecipò ai convegni dei liberali fiorentini e strinse un'affettuosa amicizia col giovane esule napoletano Antonio Ranieri. Risale a questo periodo la forte passione amorosa per Fanny Targioni Tozzetti, conclusasi in una delusione, che gli ispirò il cosiddetto "ciclo di Aspasia", una raccolta di poesie scritte tra il 1830 e il 1835 che contiene: "Il pensiero dominante", "Amore e morte", "A se stesso", "Consalvo" e "Aspasia".
Nell'autunno del 1831 si recò a Roma con Ranieri per ritornare a Firenze nel 1832 e nel corso di questo anno scrisse i due ultimi dialoghi delle "Operette", Il "Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere" e il "Dialogo di Tristano e di un amico".
Insomma anche il Leopardi ha lasciato belle impronte nella città del Giglio.

lunedì 5 maggio 2008

Dino Compagni primo storico fiorentino...

E' nato a Firenze intorno al 1246-1247, si chiamava in realtà Aldobrandino o Ildebrandino. Stabilitosi professionalmente come mercante, si iscrisse all’Arte di Por Santa Maria, che riuniva i produttori e i commercianti di panni di seta, ne fu anche, più volte, console.
Ricoprì importanti incarichi politici e divenne anche gonfaloniere di giustizia nel 1293. Sembra che la sua ascesa politica fu esclusivamente di merito, senza nessun aiuto da parte della famiglia. Non fu molto fortunato in questo campo, sostenitore e sostenuto da Giano della Bella fu, dopo la sconfitta del condottiero, alla fine della sua carriera. Era guelfo di parte bianca come Dante, riuscì ad evitare l’esilio dalla città, ma venne costretto a ritirarsi a vita privata. Qui iniziò a scrivere le sue opere che hanno portato ad oggi la cronaca dei tempi.
Morì il 26 febbraio 1324 ed un’epigrafe, collocata nella seconda metà del XVIII secolo nella chiesa di Santa Trinita in cui fu sepolto, ne celebra il ricordo.
Le sue opere più importanti sono:
- Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi.
- L'intelligenza: poemetto anonimo del secolo 13.

venerdì 25 aprile 2008

Dante Alighieri - Itinerari danteschi - Via Dante Alighieri

Dante è citato molte volte nell'intera città di Firenze, sono stati a lui dedicati numerosi marmi e lapidi con sopra scritti alcuni versi della Divina Commedia che mettono in risalto la vera indole ed entità del "Sommo Poeta".
Una di queste è posta in Via Dante Alighieri, nella casa in cui Dante è nato e così cita: "...io fui nato e cresciuto | Sopra 'l bel fiume d'Arno alla gran villa." Inferno XXIII, 94-95
Questi versi furono scritti in un momento in cui il poeta era in esilio, quando Firenze veniva esaltata proprio per i suoi palazzi ed edifici di rara bellezza.

Dante Alighieri - Dante routes - Dante Alighieri street

In The Dante Alighieri street, on the house where Dante is supposed to have been born.

"...'I wos born, and grew up, | On the lovely river Arno, in the great city." Inferno XXIII, 94-95

These verses are full on the tenderness felt by the exiled Poet for his beloved Florence, at the very time when so many beautiful buildings were going up.

martedì 22 aprile 2008

Firenze - Via degli Agli

Agli (via degli), da Piazza Antinori a via dei Vecchietti.
La via si trova nel Quartiere di San Giovanni e deve il suo nome all’antica e potente famiglia Agli. La famiglia era di parte guelfa, dichiarata “grande” e come tale esclusa dalle pubbliche cariche del governo Repubblicano.
La famiglia Agli fu proprietaria di un gran numero di case, palazzi, torri e la loggia che si trova fra la via dei Vecchietti e l’antica chiesa di S.Michele Berteldi, oggi San Gaetano; gli stessi edifici furono demoliti nel riordinamento del centro della città. La famiglia, di cui gli eruditi fanno risalire l’origine ai tempi del governo consolare, si estinse dell’anno 1705 con la morte di Pierantonio Agli.

Agli (via degli) From Piazza degli Antinori to via dei Vecchietti.
The Agli family may (as their name suggest) have sold garlic, which was used not only in cooking but also in medicine. They had houses behind the church of San Michele Berteldi (now San Michele e Gaetano), and towers and palazzi which were destroyed when the old market area in the centre of Florence has been dismantled.
The family became extinct with the 1705 death of Pierantonio Agli.


mercoledì 2 aprile 2008

Anche il "Pesce d'Aprile" è nato a Firenze..

Incredibile scoprire che le feste, le tradizioni popolari, gli atteggiamenti, i comportamenti quotidiani e della tradizione nazionale e europea hanno una base storico-leggendaria che si riferisce a Firenze.
Un tale Buoncompagno da Firenze, un giorno di primavera annunciò pubblicamente al popolo bolognese che avrebbe, con un apparecchio di propria invenzione, sorvolato la città. In un'affluenza di pubblico in pubblica piazza, invana fu l'attesa di questo uccello volante che mai si presentò. E' cos' che il primo pesce d'aprile ebbe il suo inventore, e solo Dio sa quanto ai fiorentini piace scherzare!
Uno dei pesci d'aprile più clamorosi della storia è stato organizzato a Firenze verso la fine dell'800. Precisamente nel mese di marzo del 1878 la stampa del periodo annunciò che a Firenze soggiunse e si fermò un principe indiano (un monumento ricorda l'evento alle Cascine). Si annunciò la morte e che il 1° aprile, proprio alle Cascine, si sarebbe svolta la cerimonia tradizionale indiana della cremazione del ricco principe e che questa sarebbe stata pubblica. I fiorentini curiosi per natura, affluirono in gran numero sul luogo e vi si formò un grande assembramento, ma del Maraja Indiano nemmeno l'ombra.
Dopo una lunga attesa e lo spazientimento della gente, un gruppetto di ragazzi passeggiando con aria indifferente, cantavano con voce altisonante: "Pesci d’Arno fritti!".
Quella volta i fiorentini furono ben scanzonati, e zitti zitti se ne tornarono a casa...
Al parco pubblico delle Cascine, si concluse quindi la sfortunata vicenda di Chuttraputti, un rajah indiano che morì durante un viaggio di ritorno da Londra. Il Monumento dell'Indiano, il Ponte all'Indiano sono toponimi che il Comune di Firenze ha voluto anche a ricordo di questi eventi.
Dopo la beffa un riconoscimento al personaggio.

mercoledì 19 marzo 2008

Le reliquie di Pazzino de' Pazzi

Nel 1097, al comando di Goffredo di Buglione, Duca della bassa Lorena, i crociati, il cui nome derivò dalla croce rossa cucita sulla spalla destra della tunica bianca che ricopriva l’armatura, partirono per la Palestina e nell’estate del 1099 posero l’assedio alla città di Gerusalemme che espugnarono il 15 luglio.
Secondo la tradizione fu il fiorentino Pazzino de’ Pazzi a salire per primo sulle mura della città santa dove pose l’insegna bianca e vermiglia. Per questo atto di valore, Goffredo di Buglione gli donò tre schegge del Santo Sepolcro.
Rientrato a Firenze il 16 luglio 1101, il valoroso capitano fu festeggiatissimo ed accolto con solenni onori.
Le tre pietre rimasero inizialmente conservate nel palazzo de’ Pazzi e quindi consegnate alla Chiesa di Santa Maria Sopra a Porta in Mercato Nuovo, per poi passare nell’adiacente Chiesa di San Biagio fino a quando, nel 1785, questa fu soppressa. Dal 27 maggio di quell’anno le sacre reliquie vennero definitivamente trasferite nella vicina Chiesa dei Santi Apostoli dove tuttora sono gelosamente conservate.

martedì 11 marzo 2008

Il Grande Cinema di Firenze

Un brutale elenco in cui è riportato il grande cinema girato a Firenze. Tutte pellicole d'autore che non hanno bisogno di presentazioni:

Le ragazze di S.Frediano 1954 Valerio Zurlini
Cronache poveri amanti 1954 Carlo Lizzani
Amici miei 1975 Mario Monicelli
Camera con vista 1986 James Ivory
Benvenuti in casa Gori 1990 Ales. Benvenuti
Molto rumore per nulla 1993 Kennet Branagh
I Laureati 1995 Leonardo Pieraccioni
Il Ciclone 1996 Leonardo Pieraccioni
Un tè con Mussolini 1998 Franco Zeffirelli
Hannibal 2001 Ridley Scott
Mondovino 2003 Jonathan Nossiter

non ho dimenticato il grande Francesco Nuti che ha lavorato però più a Prato che a Firenze; ne parlerò in un'altra occasione.