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giovedì 28 agosto 2008

La sindrome di Firenze

La sindrome di Firenze, meglio conosciuta come sindrome di Stendhal, è una presunta affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e anche allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, specialmente se sono compresse in spazi limitati.

Tale disagio è spesso riscontrato a Firenze, dove il locale ospedale di Santa Maria Nuova è almeno una volta al mese luogo di ricovero di pazienti colpiti da disturbi psicologici acuti. La malattia, piuttosto rara, colpisce principalmente persone molto sensibili e fa parte dei cosiddetti malanni del viaggiatore.
Il nome della sindrome si deve allo scrittore francese Stendhal (vero nome Marie-Henri Beyle) che, essendo stato personalmente colpito dal fenomeno durante il suo Grand tour del 1817, ne poté così dare una prima descrizione che fu poi riportata nel libro "Napoli e Firenze: un viaggio da Milano a Reggio":
« Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. »
vedi: Wikipedia

mercoledì 30 luglio 2008

Firenze vista dall'Arno

E' un'esperienza esaltante, e pensare che una quindicina d'anni fa nessuno si sarebbe sognato di girare in Arno con la barchetta per paura della puzza e delle infezioni.
In tutto il periodo estivo, è possibile fare un giro sulle antiche imbarcazioni dei renaioli, che un tempo venivano utilizzate per togliere la rena dai fondali, poi portata a riva ed utilizzata per la muratura e l'edilizia.
L'accesso alle barchette dei renaioli (navicelli) è sul letto dell'Arno sulla riva destra, tra Ponte alle Grazie e Ponte Vecchio, nel Lungarno Diaz.
A tutti sembra di conoscere Firenze, ma da quella prospettiva è davvero tutto molto diverso e curioso. Uffizi, Ponte Vecchio, Corridoio Vasariano sembrano innalzati proprio per il visitatore ed in particolare regna il silenzio.
Si vedono anche la Chiesa del Limbo, S. Jacopo sopra Arno, Ponte S. Trinita, Palazzo Corsini e gli altri monumenti e palazzi che hanno fatto la storia di Firenze.
Il tramonto è uno dei momenti più emozionanti.

venerdì 25 luglio 2008

La numerazione civica di Firenze



Nel centro storico di Firenze la numerazione stradale segue un particolare sistema con numeri rossi e blu: i numeri rossi vengono assegnati alle attività commerciali, quelli blu agli edifici residenziali. Succede così che nella stessa via esistano due numeri uguali corrispondenti a edifici diversi, ma uno contrassegnato con il blu e uno con il rosso. Le due numerazioni quindi non procedono di pari passo e talvolta possono essere spaiate anche di decine di metri.
E poi sapevate che la numerazione delle strade a Firenze segue il corso dell’Arno? Infatti nelle strade parallele al fiume la numerazione è crescente secondo il corso del fiume, mentre in quelle perpendicolari il numero più basso sarà sempre quello.
La direzione delle aree di circolazione è: per quelle parallele al fiume Armo, da monte a valle; per quelle trasversali e poste sulle riva destra, dall’Arno verso nord e per quelle poste sulla riva sinistra dall’Arno verso sud.

Regolamento per la toponomastica
Deliberazioni del Consiglio Comunale n. 135/24 del 10.03.2003 e n. 3 del 06.02.2006

Per le aree di circolazione tipo piazza dal punto più vicino all’Arno posto a monte, in senso antiorario, per quelle poste sulla riva destra e, in senso orario, per quelle poste sulla riva sinistra. Salvo quanto disposto dal nuovo codice della strada le targhe toponomastiche dovranno riportare per esteso l’onomastica del toponimo. Le targhe, all’interno della cerchia dei viali e in alcune zone di particolare pregio paesaggistico, dovranno essere di marmo o ceramica affisse a muro o su palina.
Art. 13 Le aperture poste sulle aree di circolazione sono contraddistinte da numerazione civica nera. L’attuale numerazione civica rossa resta valida fino ad esaurimento. I criteri per la numerazione civica delle aperture poste nelle aree di circolazione sono:
nelle tipologie via, viale, ecc. le aperture sono contraddistinte da numerazione civica continua, dispari sul lato sinistro, pari sul lato destro;
nelle tipologie piazza, largo, ecc. la numerazione sarà continua.
L’inizio della numerazione civica farà riferimento ai criteri indicati per le direzioni delle aree di circolazione. Quando si rende necessario, le aperture su strada potranno essere contraddistinte da un numero con l’aggiunta di un esponente alfabetico. Le aperture poste all’interno di quelle su strada e non direttamente accessibili, saranno contraddistinte con il numero dell’apertura su strada con l’aggiunta di un esponente numerico più vicino al nostro corso d'acqua.

mercoledì 23 luglio 2008

integro il post sulla "Finocchiona"

Ho letto negli ultimi tempi alcune teorie sul fatto che la "finocchiona" della quale avevo parlato qualche mese fa nel post "La Finocchiona" e le sue origini, che il modo e la maniera di confezionare e condire questo salume provenga dalla terra del Chianti. Precisamente tra Greve e l'Impruneta.

La curiosità non cambia la sostanza del buonissimo prodotto della Toscana tutta ed in particolare si può precisare che la tipica variante fiorentina di cui avevamo parlato, la "Sbriciolona", ha una particolare lavorazione da parte del maestro "Norcino", quella cioè di essere lavorata completamente a mano e tagliata con il coltello, pezzetto per pezzetto, modo in cui all'interno l'insaccato non rimane completamente compatto, ma si sbriciola all'affettatura.
La leggenda delle spezie che "confondevano" gli acquirenti di vino di scarsa qualità ha sicuramente un fondamento che ritrova nella Finocchiona una parte fondamentale, che rende oltremodo credibile il termine "Infinocchiare" che ha un doppio significato: il primo condire con semi di finocchio, il secondo interessante per noi, imbrogliare, raggirare.

martedì 22 luglio 2008

AD 1532 - La fine della Repubblica Fiorentina

L'anno 1532 è stato un anno di fondamentale importanza per la città di Firenze, uno di quegli anni in cui cade un mito per la nascita di una nuova realtà.
In questo caso la Repubblica Fiorentina, dopo l'assedio e l'entrata a Firenze delle truppe imperiali, decade per lasciare il posto al Principato.
Partiamo però dall'anno 1931, anno in cui Donato Giannotti scrive il suo trattato sulla Repubblica Fiorentina e quando il 5 luglio 1531 Alessandro de' Medici rientra a Firenze.
Il giorno successivo, nel Salone dei Cinquecento, avviene la lettura del rescritto imperiale di Carlo V del 28 ottobre 1530.
Rientrato Alessandro a Firenze, inizia un processo di trasformazione politica ed amministrativa nella gestione della città e del contado.
Riforma delle istituzioni della Repubblica Riorentina e istituzione del principato;
Abolizione della distinzione delle Arti in Maggiori e Minori;
Creazione del Consiglio dei Dugento e del Senato dei Quarantotto;
Elezione di Alessandro dei Medici a Duca della Repubblica Fiorentina.

Nel susseguirsi delle riforme pubbliche, anche qualche cambiamenti privato fu in auge, come ad esempio il duca Alessandro che il 1 maggio 1532 lascia il palazzo di famiglia, va a sentire messa a S. Giovanni e prende possesso del Palazzo della Signoria.

Un anno da "dimenticare" per i sostenitori della Repubblica, Piero Soderini avrà pianto su queste riforme, e un anno glorioso per i sostenitori dei Medici come signori assoluti della Firenze rinascimentale, senza considerare che, benchè repubblica, la famiglia del Mugello aveva una fondamentale e strategica influenza anche nel secolo precedente.

domenica 20 luglio 2008

Così è cambiato il fiorentino...

Simpatica inchiesta sulla parlata fiorentina di Giulia Righi e Federica Sanna, su come cambia e su come diverrà la nostra lingua, interviste e termini dialettali scomparsi nell'articolo apparso sul "Il Reporter".
Eccone un estratto:

Passa il tempo e cambia tutto, anche la parlata fiorentina. La lingua parlata dai nipotini di Dante sta subendo piccole e grandi trasformazioni, perlopiù impercettibili nell'immediato. Ma gli anziani si sono accorti che nessuno dice più "uscio" o "pastrano", ma "porta" e "giubbotto".
Come vu’ parlahe? Il fiorentino ieri e oggi. “Ma indo’ tu s’è andaho?”. “Icché si fa stasera? Siee, chello gli è grullo”. C’è poco da fare, è proprio buffa la parlata fiorentina. Per chi la ascolta, e a Firenze non ci è nato, riesce ad avere sfumature comiche anche in bocca ad una persona seria impegnata in un discorso altrettanto serio. E alzi la mano chi non è mai stato preso in giro per le sue “c” aspirate da un forestiero che provava goffamente a fargli il verso, riuscendoci poco e male, perché la gorgia (ovvero ciò che rende “antiphathiho” un “antipatico”) fa parte del dna del capoluogo tanto quanto l’Arno o il Battistero.

Leggete l'articolo completo "Così è cambiato il fiorentino"

martedì 15 luglio 2008

Il Cittadino "fiorentino" Ideale secondo Macchiavelli

E' vero, ho aggiunto "fiorentino" perchè credo che proprio alla sua patria si riferisse quando scrisse parole nuove, idilliache, ottimistiche sul cittadino ideale in un'ottica militare del tempo.
Gli eserciti rinascimentali, è ormai noto, si componevano in maggioranza di mercenari, pagati con i soldi pubblici e con le gabelle del tempo. Machiavelli nella sua maggiore opera "Il Principe" pare eccessivamente ottimista rispetto alla situazione reale.
La Repubblica poneva tasse eccessive, non aveva milizie cittadine e i cittadini stessi avrebbero voluto essere protetti ma con meno spese per lo stato.
I fiorentini non sono mai stati guerrafondai. Amavano la pace, ne erano affascinati e coinvolti, amavano il lusso e il benessere, solo gli affari contavano; a conferma delle corporazioni che si crearono nel periodo storico con le Arti Maggiori e le Arti Minori che la facevano da padrone e che esprimevano sempre di più i politici della Repubblica fiorentina.

Dice Machiavelli:
Perchè degli uomini si può dire questo generalmente: che sieno ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori, fuggitori de' pericoli, cupidi di guadagno; e mentre fai loro bene, sono tutti tua, offeronti el sangue, la roba, la vita, e figliuoli, come di sopra dissi, quando il bisogno è discosto; ma, quando ti si appresa, e si rivoltano.

Ecco dove era necessario porre un principe potente, ecco perchè un esercito residente, una milizia fiorentina composta da "Cittadini Ideali" secondo regole militari.
Tutto questo, in parte, succederà...

lunedì 14 luglio 2008

Quattrocento - Tentativo di romanzo

L'ho ricevuto in regalo e in questi giorni di vacanza non potevo che leggere questo "tentativo" di voler romanzare la nostra bella città ed il rinascimento.
Leggere una storia ambientata a Firenze è bellissimo quando si scorgono i luoghi nei quali si svolgono le scene, quando si individuano i particolari di una chiesa o di un palazzo storico.
Susana Fortes, l'autrice, non si è particolarmente esaltata, anzi ha confuso i nomi delle vie, le ha addirittura ricollocate, a volte, in luoghi assurdi.
Ha mescolato l'attualità con la storia, ha fatto riferimenti a volte improponibili, ma non mi sento di bocciarlo completamente, è stata infine una lettura piacevole.
Su Firenze dovrebbero scrivere i fiorentini...(o sono troppo campanilista?)

Riporto sotto la copertina:
Firenze, aprile 1478. Sono giorni terribili, quelli che seguono il fallimento della congiura ordita dalla famiglia Pazzi contro i Medici. Firenze è assetata di sangue, decisa a punire con la tortura o con la morte chiunque abbia partecipato alla cospirazione. Al sicuro nel suo palazzo, Lorenzo il Magnifico viene a sapere dei cadaveri gettati in Arno, delle decapitazioni, dei linciaggi. È la città intera che vendica la morte di suo fratello Giuliano e che si consegna nelle sue mani, rendendolo potente come non mai. Però Lorenzo non sa che i fili di quella congiura sono stati tirati da personaggi molto più influenti della famiglia Pazzi. E ignora di essere lui stesso un semplice burattino nelle mani della Storia...
Firenze, oggi. Sono in pochi a conoscere Pierpaolo Masoni, pittore rinascimentale dallo stile e dall'animo tormentato. E Ana Sotomayor, dottoranda in storia dell'arte, è arrivata a Firenze proprio per capire qualcosa di più su questo oscuro personaggio, che esercita su di lei un fascino singolare. Le sue appassionate ricerche si appuntano su uno dei quadri più controversi di Masoni, in restauro nei laboratori degli Uffizi, e su una serie di quaderni in cui il pittore racconta nei dettagli la propria esistenza e le vicende che hanno segnato la storia di Firenze alla fine del XV secolo, tra cui la congiura dei Pazzi. D'un tratto, però, Ana diventa oggetto di minacce e ricatti e si ritrova a temere per la propria vita e per quella delle persone a lei care. È chiaro che, nell'esistenza di Masoni, ci sono più misteri di quanti lei avesse immaginato. E che quei misteri, a distanza di oltre cinquecento anni, non devono comunque essere svelati...

giovedì 26 giugno 2008

Vince Santa Maria Novella!

Insegna dei Rossi di Santa Maria NovellaI Rossi di Santa Maria Novella vincono il Torneo del Calcio Storico Fiorentino del 2008.
Al termine di uno splendido incontro ben combattuto con vigoria e lealtà da entrambe le squadre, gli Azzurri soccombono ai Rossi.
9 1/2 a 4 il risultato.

Riparte con forza il Calcio Storico Fiorentino.

martedì 24 giugno 2008

Firenze - Calcio Storico Fiorentino - La Finale sarà Azzurri - Rossi

Insegna dei Rossi di Santa Maria NovellaInsegna degli Azzurri di Santa CroceAzzurri di Santa Croce e Rossi di Santa Maria Novella si contenderanno la vittoria nel torneo del Calcio Storico 2008 oggi 24 giugno, festa del patrono della città, San Giovanni.
Al termine di uno splendido incontro ben combattuto con vigoria e lealtà da entrambe le squadre, gli Azzurri hanno avuto la meglio per 5 cacce a 3 cacce e 1/2 sui Bianchi di Santo Spirito nella prima semifinale.
I Rossi hanno vinto per 6 cacce a 2 e 1/2 la seconda partita del Calcio Storico giocando contro una formazione mista, a causa della rinuncia dei Verdi di San Giovanni a partecipare, in polemica con i nuovi regolamenti della manifestazione, ritenuti troppo selettivi per la scelta del calcianti.
A cornice degli incontri, i 530 figuranti del Corteo della Repubblica Fiorentina e lo spettacolo in Piazza Santa Croce dei Bandierai degli Uffizi prima della gara.

domenica 22 giugno 2008

L'Offerta dei Ceri di San Giovanni del 1454 secondo Palmieri

Nell'anno 1454 l’umanista Matteo di Marco Palmieri portò un visibile cambiamento nell’organizzazione della festa patronale di San Giovanni secondo le nuove indicazioni dell'arcivescovo di Firenze Antonino Pierozzi.
Era usanza fare il giorno 22 la mostra, il giorno 23 al mattino la processione delle compagnie, dei frati, dei preti e degli edifici; ne pomeriggio l’offerte dei gonfaloni e poi il giorno di San Giovanni la mattina l’offerte dei ceri e il pomeriggio del palio (oggi vi è l'assegnazione del palio per la squadra vincitrice del Calcio Storico Fiorentino)
Il Matteo Palmieri riorganizzò anticipando la mostra al giorno 21 e la processione al mattino del 22; specificò precisamente tutto il cerimoniale e indicò come dovevano muoversi le rappresentanze che qui sotto cito:

1. El principio mosse la Croce di Santa Maria del Fiore con tutti loro cherici fanciulli, e drieto a loro sei cantori.
2. Le compagnie di Iacopo cimatore e Nofri calzaiuolo con circa 30 fanciulli vestiti di bianco e agnoletti. Sono le compagnie di fanciulli del Vangelista - il cui guardiano era Jacopo di Biagio, cimatore -, e di Sant’Antonio da Padova, guidata da Onofrio di Filippo di Bartolommeo, calzaiuolo.
3. L’edificio di san Michele Agnolo, al quale soprastava Iddio padre in una nugola, e in piaza, al dirimpetto a’ Signori, feceno rapresentagione della battaglia angelica, quando Lucifero fu co’ sua agnoli maladetti cacciato di cielo.
4. Le compagnie di ser Antonio e Piero di Mariano con circa a 30 fanciulli vestiti di bianco
e agnoletti. Sono le compagnie di fanciulli della Natività, cui presiedeva ser Antonio di Mariano, e della Purificazione, guidata da Piero di Mariano, borsaio e fratello di Antonio.
5. L’edificio d’Adamo, che in piaza fe’ rapresentatione di quando Iddio creò Adamo e poi Eva, fe’ loro el comandamento, e la loro disubidienza in fino a cacciargli di paradiso, colla tentazione prima del serpente e altre apartenenze.
6. Un Moysè a cavallo con assa’ cavalleria de’ principali del popolo d’Isdrael e altri.
7. L’edificio di Moisè, el quale in piaza fe’ la rapresentatione di quando Iddio li dié la legge.
8. Più profeti et sibille con Ermes Trimegisto17 et altri profetezatori della incarnatione di Cristo.
9. L’edificio della Nuntiata, che fe’ la sua rapresentazione.
10. Ottaviano imperadore con molta cavalleria e colla Sibilla, per fare rapresentazione quando la Sibilla gli predisse dovea nascere Xristo e monstrògli la Vergine in aria con Xristo in braccio.
11. Templum pacis coll’edificio della natività per fare la sua rappresentazione.
12. Un magnifico et trionfale tempio per edificio de’ Magi, nel quale si copria un altro tempio ottangulare ornato di sette virtù intorno, et da oriente la Vergine con Xristo nato, e Erode intorno a detto tempio fe’ sua rappresentazione.
13. Tre magi con cavalleria di più di 200 cavalli ornati di molte magnificenzie, et vennono a offerere a Xristo nato. Intralasciossi la passione et sepultura, perché non parve si convenisse a
festa.
14. Una cavalleria de’ cavalieri di Pilato ordinati a guardia del Sepolcro.
15. L’edificio della sepoltura onde risuscitò Xristo.
16. L’edificio del Linbo, onde trasse e Padri sancti.
17. L’edificio del Paradiso, dove misse dicti Santi Padri.
18. Gli Apostoli e le Marie, che furono presenti all’Asuntione.
19. L’edificio dell’Asuntione di Xristo, cioè come quando salì in cielo.
20. Cavalleria di re, re, [sic] e reine, e damigelle e ninfe con cani e altre apartenenze al Vivo e Morto.
21. L’edificio del Vivo e Morto.
22. L’edificio del Giudicio, con barella de’ Sepolcri e Paradiso e Inferno, e sua rapresentasioni, come per fede si crede sarà in fine de’ secoli.

La sera di detti dì 22 andorono a offerere tutti gli ufici della città che in palagio si diputòno, et furono ufici quarantadue, numero di cittadini ducentottantotto. E dopo loro e sei della mercatantia co’ loro capitudini.
A dì 23 la mattina la processione di tutte le compagnie de’ fanciulli, di disciplina, e poi
regole di frati e preti con loro stendardi e barelle di reliquie et con grandissima copia di
paramenti, ricchi più che altra volta si ricordi.
La sera, l’offerta della Signoria, et poi XVJ gonfaloni con le compagnie, al modo usato.
A dì 24 la mattina le offerte usate, cioè prima la Parte, e fu questo anno molto copiosa di
cittadini, più che 730. 2. E palii. 3. E Ceri grandi di legname. 4. E ceri di cera accesi. 5. La
zecca. 6. E prigioni. 7. E corsieri. E dietro a quegli, el palio di san Giovanni e di sancto Lo. E
ultimi i nostri Signori.
La sera si corse el palio di ricco broccato al modo usato.
(fonte primaria: Paola Ventrone – Sulle feste di San Giovanni: Firenze 1454)

Ogni anno a Firenze si celebra questo rito, anche se i protagonisti della processione sono inevitabilmente cambiati. La popolazione partecipa attivamente, il Corteo Storico con i costumi rinascimentali fa ritornare per un breve lasso di tempo, ad immaginarsi l'ambientazione di questa festa, così importante per la città.
Conoscendone alcuni dettagli, alcuni nomi, conoscendo ambienti e modi di vivere, studiando i movimenti umanisti e del rinascimento fiorentino, si entra appieno nell'ambiente e si può "fantasticare" creandosi, simbolicamente, una "reale" visione storica dell'avvenimento.

giovedì 19 giugno 2008

Il "Cibreo" - Cucina toscana e ristorante a Firenze

Il Cibreo è un termine che a Firenze, nei tempi passati, significava cibo e adesso altrettanto, ma con l'immagine del famosissimo ristorante di Luca Picchi. Qui sotto metto la ricetta:
Ingredienti:
Dal pollo: 12 fegatini, 12 creste e bargigli, 24 “fagioli”, 8 cuori; alcuni ovetti non nati e un rosso d’uovo; cipolla; salvia; limone; noce moscata; vino bianco; burro, olio, sale e pepe.

Nel burro, si fa appassire la cipolla tritata, con una ciocca di salvia, poi vi si fanno rosolare le creste e i bargigli che prima saranno stati scottati e infarinati, si bagnano con vino bianco e si cuociono per 15 minuti; quindi si aggiungono fegatini, cuori e “fagioli”; si salano, si pepano, si profumano con un po’ di noce moscata e si prosegue a cuocere per un quarto d’ora (se è necessario, si bagna con brodo caldo). Due-tre minuti prima del termine di cottura si uniscono gli ovetti non nati; infine, si toglie tutto dal fuoco e si amalgama con il tuorlo e un po’ di succo di limone. Si serve caldo, e con ancora un pizzico di pepe.

Buonissimo!!!!!!!

domenica 15 giugno 2008

Firenze - Calcio Storico Fiorentino - Rossi - Verdi

Oggi 15 Giugno 2008, è la volta della seconda semifinale Rossi - Verdi.
Firenze - Piazza Santa Croce - ore 17:00
Appuntamento al 24 Giugno 2008 per la Finalissima della nuova edizione del Calcio Storico Fiorentino.

sabato 14 giugno 2008

Firenze - Calcio Storico Fiorentino - Azzurri - Bianchi

Oggi, dopo una lunga attesa e nuovi propositi, si gioca a Firenze in Piazza Santa Croce, alle ore 17:00 la prima semifinale del Calcio Storico Fiorentino - Edizione 2008.

venerdì 13 giugno 2008

Dante Alighieri di nuovo fiorentino!

Dopo secoli Firenze ritrova Dante, il suo figlio più famoso nel mondo. La commissione cultura di Palazzo Vecchio, presieduta da Dario Nardella, ha approvato infatti ieri, il testo unificato delle due mozioni presentate dai consiglieri Bosi e Pieri (FI-Pdl) che invita il sindaco «a procedere alla pubblica riabilitazione di Dante Alighieri con la formale revoca della condanna» ed «a considerare
l'eventualità di conferire in quella occasione il Fiorino d'oro o altra onoreficenza alla memoria del Sommo Poeta».
Un documento fortemente voluto dai due esponenti del centrodestra , che è passato con un solo voto contrario, quello del consigliere Valentino dei Verdi («Due mozioni inutili - ha commentato - è impossibile far tornare indietro l'orologio della storia»). «Il bando dell'esilio - hanno ricordato Bosi e Pieri - non è mai stato revocato e questa, fatta eccezione per il "processo di Dante" nella basilica di San Francesco ad Arezzo in occasione dell'ottavo centenario della nascita, è la prima iniziativa per la piena riabilitazione del grande poeta, cui tanto deve la nostra città». Dopo l'allontanamento di Dante da Firenze « i figli si stabilirono a Verona continuando la sua discendenza fino all'attuale conte Pieralvise Serego Alighieri, figlio del conte Dante e attento custode delle tradizioni dantesche».

lunedì 9 giugno 2008

Il "Tamburlano"

Alcuni dizionari lo definiscono così: - "arnese a forma di tamburo cilindrico costituito nella parte inferiore da uno scaldino o un braciere e in quella superiore da una rete di fili di ferro o da una lamina bucherellata su cui si stendeva la biancheria da far asciugare".
Il termine se non fiorentino ha sicuramente origini toscane e per quanto riguarda la definizione di cui sopra, non è riconoscibile nella parlata della nostra città.
Il recente "Vohabolario del vernacolo fiorentino" lo definisce così: -"Simbolo di oggetto ingombrante e antiestetico. Usato anche per "Mi hai fatto una testa come un tamburlano", mi hai rintronato con le chiacchere o col frastuono" - che mi sembra già più adeguato alla nostra parlata.
E' in realtà un qualsiasi contenitore o "bidone" a forma cilindrica, ma anche no, che abbia una funzione contenitiva, di solito di metallo o di latta. L'affermazione "Mi hai fatto una testa come un tamburlano" è riferita in particolare al fatto che quando il rumore o il suono viene costretto all'interno di un contenitore, in particolare di metallo, ha un notevole rimbombo, eco, frastuono.
...mamma mia che mal di testa...

sabato 7 giugno 2008

La Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa

La biblioteca ha 101 anni ma ora, dopo gli interventi di rinnovamento e messa in sicurezza, non li dimostra. I lavori che hanno interessato la struttura fanno parte di un restyling complessivo del Palagio di Parte Guelfa (costo 1.250.00 euro) che ospita anche gli uffici della cultura, delle feste e tradizioni popolari fiorentine, della polizia municipale e dell'ufficio elettorale mandamentale. In dettaglio sono stati installati due ascensori e sono stati realizzati nuovi servizi igienici (anche per disabili). Si è proceduto poi al rifacimento dell'impianto elettrico e di climatizzazione. Inoltre, in considerazione dell'alto rischio degli ambienti della biblioteca, è stata realizzata una protezione che, in caso d'incendio, isola gli altri locali del palazzo.
La sua inaugurazione risale al 1907 quando era la "biblioteca circolante per gli operai" dell'associazione Pro Cultura. Conosciuta poi come biblioteca dell'Università Popolare, a partire dal 1976-1977 il suo patrimonio documentario passò al Comune di Firenze assumendo la denominazione attuale di "Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa". I posti sono 125 distribuiti su due sale (quella di lettura e l'emeroteca). Sono oltre 35.000 volumi tra patrimonio corrente e storico, 93 periodici con 25 quotidiani italiani e stranieri. A disposizione anche sezioni speciali dedicate alla pedagogia, psicologia e sociologia, il fondo storico della ex Biblioteca dell'Università Popolare e il collegamento internet gratuito Wi-Fi. E nel settore "Non solo libri" dedicato al giallo d'autore spazio anche a Dvd&fumetti.
La biblioteca è aperta tutti i giorni feriali dalle 9 alle 22 e il sabato dalle 9 alle 13. Nei mesi di luglio e agosto scatterà l'orario estivo che prevede l'apertura nei giorni feriali dalle 9 alle 14 e il sabato dalle 9 alle 13.
Come primo evento collaterale ospitato nella rinnovata struttura, da oggi al 30 giugno saranno in mostra i manifesti cinematografici e i fumetti di Georges Simenon.

giovedì 5 giugno 2008

“Buontalenti” gelato fiorentino…

Pressoché in tutte le gelaterie di Firenze si trova da una trentina d’anni un gelato che porta il nome di “Buontalenti”. Questo gusto si presenta di colore chiaro, senza aggiunta di coloranti e i suoi ingredienti fondamentali comprendono panna e crema.
Il nome è dedicato a Bernardo Buontalenti (Firenze 1531 - 1608) architetto e scenografo italiano.
Visse nel periodo di maggior potere della famiglia de’ Medici a Firenze, fu architetto, ingegnere, idraulico e urbanista. Numerosi i suoi interventi in tutta la Toscana: riurbanizzazione del ghetto di Firenze e della città di Livorno, il Casino Mediceo di Firenze la villa di Pratolino, il Forte Belvedere, alcune parti di Palazzo Pitti, ecc..
A quel tempo personaggi come il Buontalenti venivano incaricati anche dell’organizzazione delle feste ed in occasione della festa per gli ambasciatori del Regno di Spagna, oltre alla parte decorativa e di imbellimento della città si occupò anche dei banchetti, compresa l’ultima novità del tempi, i dolci freddi.
Bernardo Buontalenti propose la propria idea sulla composizione del sorbetto, operando la prima grande trasformazione della storia del gelato. Una nuova ricetta a base di latte, miele, tuorlo d'uovo e un tocco di vino, fece nascere così la crema all'uovo e lo zabaione.
L'intervento di Buontalenti rivoluzionò la storia del gelato: da quel momento tutto si poteva gelare, anche le materie grasse come il latte e le uova. E proprio grazie al latte e alle uova il sapore del dolce freddo diventava improvvisamente rotondo, vellutato: una carezza per il palato più esigente.
Nel 1979 ad un concorso dedicato al Buontalenti emerse una gelateria fiorentina presentando un nuovo gusto di gelato, un gusto particolare. La gelateria Badiani inventò così il "Buontalenti", gusto dedicato appunto al noto architetto “pasticcere”.
ll Rinascimento fiorentino e i personaggi del nostro tempo hanno ancora una volta costituito quel connubio necessario per emergere dalla massa, questo gelato è un prodotto unico ed ogni fiorentino ne conosce il valore ed il sapore.


sabato 31 maggio 2008

Dante Alighieri compie 743 anni...

Il 743° anniversario della nascita della nascita di Dante Alighieri sarà celebrato ufficialmente domani dall'Amministrazione comunale con una serie di iniziative.
I gonfaloni dei Comune di Firenze e del Comune di Ravenna partiranno da Palazzo Vecchio e raggiungeranno in Piazza Santa Croce ai piedi della statua di Dante Alighieri per deporre una Corona di alloro intorno alle 10:00 del mattino del 31 Maggio. Alle 11:00 il corteo (dopo aver transitato davanti alla casa di Dante e dal palazzo dell'Arte dei giudici e notai in via del Proconsolo) rientrerà in Palazzo Vecchio dove, nel Salone de' Dugento, l'Assessore alle Tradizioni Popolari Fiorentine Eugenio Giani terrà la prolusione illustrativa della giornata. Alle 11.30 poi si svolgerà la cerimonia di consegna di un riconoscimento dell'Amministrazione comunale a Jean Hollander, autrici di significativi studi danteschi.
"Con queste iniziative l'Amministrazione comunale vuole ricordare e celebrare Dante Alighieri - ha sottolineato l'assessore Giani -. Abbiamo individuato come data per le celebrazioni un sabato, compreso fra il 21 maggio e l'11 giugno periodo in cui sicuramente cade la nascita del poeta, per dare modo ai cittadini di partecipare alle iniziative".
Chissà se realmente il 31 maggio sia il giorno di nascita del Sommo Poeta, a noi ci piace ricordarlo per ciò che ci ha dato e per tutto quello che ancora darà a Firenze.


venerdì 30 maggio 2008

...Soprannomi fiorentini...

No, questa abitudine fiorentina non è caduta in disuso! A Firenze i soprannomi si usano eccome!
In passato l'abitudine era dare un soprannome, qualunque ceto sociale avesse la persona, non poteva mancare.
Il soprannome è normalmente "costruito" intorno alla persona, può verificarsi di associare il vero nome con la mole fisica aggiungendo "one" nel finale: esempio "Marione" o "Carlone" oppure "ino" Mariolino, Carlino.
Succede spessissimo a Firenze di individuare un "acronimo" o un vera parola, anche astratta, che individua una gesta o un modo di essere, da assegnare ad una persona, altre volte in base al mestiere si inventano nomignoli molto divertenti.
A volte i soprannomi possono risultare anche offensivi, si danno soprannomi che addirittura non vengono pronunciati davanti all'interessato, ma vengono usati per individuarlo precisamente nelle discussioni o nelle conversazioni in sua assenza.
Alcuni esempi di soprannomi: il Guercino, Cacco, Stecco, Secco, Lasca, Ghiozzo, Mezzo, Sego, Poppea, Baccellone, Budello, ecc...
Sui soprannomi fiorentini ci sono pagine di significati, probabilmente i lettori di questo post avranno in mente decine e decine di "soprannomi fiorentini"!!