martedì 30 novembre 2010

Abolita la pena di morte - Festa in Toscana

Il primo stato al mondo ad abolire la pena di morte fu il Granducato di Toscana con l'emanazione, il 30 novembre 1786, del nuovo codice penale firmato dal granduca Pietro Leopoldo. Se si considera l'abolizione della condanna capitale "di fatto" lo stato abolizionista più antico è la repubblica di San Marino, poichè l'ultima esecuzione risale al 1468, ma l'abolizione formale e definitiva fu sancita per legge nel 1865. La riflessione sul sistema penale vigente, che contemplava la pena capitale, fu stimolata dalla pubblicazione, nel 1764, del trattato di Cesare Beccaria "Dei delitti e delle pene", in cui si sosteneva che lo Stato, per punire un delitto, ne avrebbe commesso uno a sua volta. "Parmi assurdo - scriveva Beccaria - che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e. per allontanare i cittadini dall'assassinio ordinino un pubblico assassinio".

sabato 27 novembre 2010

Il Teschio di Hirst a Palazzo Vecchio

L’opera, valutata 100 milioni di euro, per la prima volta in Italia Sarà esposto da domani fino a maggio prossimo a Palazzo Vecchio “For the Love of God”, il teschio tempestato di diamanti opera dell’artista inglese Damien Hirst, icona di arte contemporanea mai visto in Italia. L’opera, realizzata nel 2007, ha un valore stimato di 100 milioni di euro. Finora è stata esposta solo a Londra tre anni fa, nella galleria White Cube di Hirst, e nel 2008 al Rijksmuseum di Amsterdam.
L’evento, promosso dal Comune di Firenze, assessorato alla cultura e alla contemporaneità e dai Musei civici fiorentini, è stato ideato da Memoria srl, curato da Francesco Bonami e prodotto e organizzato da Arthemisia Group.
For the Love of God è un calco di platino di un teschio umano in scala reale tempestato di 8.601 diamanti al massimo grado di purezza o con pochissime imperfezioni, per un totale di 1.106,18 carati. Sulla fronte è incastonato un grande diamante rosa a forma di goccia anche noto come “la stella del teschio”. I denti sono stati ricavati da un cranio vero del Settecento acquistato da Hirst a Londra.
Il teschio, protetto da una teca trasparente, è stato posto nella Camera del Duca e vi si accede attraverso lo Studiolo di Francesco I, luogo dove quest’ultimo coltivava i suoi interessi scientifici ed alchemici.
“Nel cuore di Palazzo Vecchio - ha commentato l’assessore alla cultura Giuliano da Empoli, che ha presentato l'esposizione insieme a Bonami e alla presidente di Arthemisia Iole Siena - è entrata una ‘bomba’ di platino e di diamanti che sta facendo discutere tutti: era questo il nostro obiettivo iniziale. L’opera, strategicamente collocata nelle segrete del Palazzo, colpisce al cuore le certezze della nostra quiete secolare. L’artista ha detto che qui si sente a casa: questo teschio oggi ha trovato casa. Naturalmente c’è a chi piace e a chi no, ma è un effetto unico entrare in questa stanza buia attraversando prima la luce dello Studiolo di Francesco I”.
Il biglietto per la mostra costa 10 euro ma si potrà visitare anche solo il museo di Palazzo Vecchio al prezzo consueto di 6 euro (riduzioni e agevolazioni sul sito del Comune www.comune.fi.it). L’orario della mostra coincide con quello del museo (in questo periodo 9-24 tutti i giorni, ad eccezione del giovedì quando l’orario è 9-14). Per informazioni 055-055.

giovedì 25 novembre 2010

Ghirlandaio - Una saga artistica lunga un secolo

Sempre declinato al singolare, Ghirlandaio è in realtà la ‘griffe’ della dinastia di artisti-imprenditori che, dalla seconda metà del Quattrocento, dominò per un secolo la scena del Rinascimento fiorentino. Ghirlandaio è dunque il capostipite Domenico (1449-1494) e Ghirlandaio sono i fratelli David (1452-1525) e Benedetto (1458-1497), il fratellastro Giovambattista, il cognato Bastiano, il figlio Ridolfo (1483-1561). Alla loro scuola si formarono decine di artisti (Michelangelo e Granacci i più celebri) che contribuirono a diffonderne in Italia e in Europa la fama di magistrali illustratori di Firenze e della sua civitas.
Quello dei Ghirlandaio fu soprattutto un clan di straordinari professionisti, molto produttivo, modernamente strutturato per capacità e ruoli: Domenico e Ridolfo i veri creativi maestri del colore, altri di più che ottimo pennello, altri ancora versati nella gestione dell’azienda.
Questo clan così quadrato, prolifico e longevo è ora al centro di una mostra di non comune importanza, la prima dedicata alla famiglia nel suo complesso, che per di più abbraccia l’intero territorio da Firenze a Scandicci e a varie località dell’hinterland. E’ la terra dove i Ghirlandaio vissero e operarono, staccandosene raramente, marchiandola di capolavori, tanto da farne un museo diffuso.
Da qui il titolo dell’evento: Ghirlandaio. Una famiglia di pittori del Rinascimento tra Firenze e Scandicci, aperta al pubblico dal 21 novembre 2010 al 1 maggio 2011, dal giovedì alla domenica, ore 10-13 e 15-19. I luoghi: il Castello dell’Acciaiolo a Scandicci, con 15 opere. Da qui un doppio itinerario conduce il visitatore per decine di tavole, pale e affreschi in musei grandi e piccoli, palazzi e chiese, ville e abbazie. Opere per lo più a tema religioso, Madonne con Bambino, natività, annunciazioni, ma anche ritratti e figure che documentano la Firenze dell’epoca.
Ciò significa che l’esposizione è cucita da un filo di tante mostre e luoghi diversi, riconducibili a due noti progetti culturali: quello della Città degli Uffizi, ideato dal direttore della celebre galleria Antonio Natali per dare visibilità al patrimonio conservato nei depositi e per far conoscere le belle terre intorno a Firenze, e quello di Piccoli Grandi Musei, organizzato dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze con un comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci e il compito di promuovere le ricchezze artistiche e monumentali della provincia.
In omaggio ai Ghirlandaio i due progetti si sono fusi: promotori la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale fiorentino, la Galleria degli Uffizi e il Comune di Scandicci, con Ente Cassa di Risparmio, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, Soprintendenza dell’area metropolitana (Firenze-Pistoia-Prato), Provincia di Firenze, Comune di Firenze, la Fondazione Romualdo del Bianco. Patrocina il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, collaborano la Regione Toscana, l’Opificio delle Pietre Dure, i comuni di Calenzano, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Signa e Lastra a Signa. Il catalogo è dell’editore Polistampa.
Come noto, il vero cognome di Domenico Ghirlandaio era Bigordi e insieme ai fratelli finì per esser identificato con il nomignolo del padre, un ottimo orafo noto per la particolare abilità nel realizzare ghirlande. Da Scandicci, terra d’origine, la famiglia si trasferì a Firenze nella prima metà del Quattrocento e nell’allora capitale mondiale dell’arte la bottega si affermò nella successiva metà del secolo.
Il percorso inizia da Scandicci. Curata dalla storica dell’arte Annamaria Bernacchioni, la mostra al Castello dell’Acciaiolo presenta un celebre dipinto di Domenico (I Santi Jacopo Stefano e Pietro), la bella Madonna di Ridolfo (dal Cenacolo di Fuligno) e altre 14 opere prestate dai musei fiorentini.
Da qui si sviluppano due diversi itinerari Ghirlandaio. Quello di Firenze comprende gli affreschi nella Sala dei Gigli in Palazzo Vecchio, la Cappella Sassetti e la Cappella Tornabuoni (rispettivamente nelle chiese di S. Trinita e S. Maria Novella), l’Adorazione dei Magi al Museo degli Innocenti. Molti altri capolavori si trovano agli Uffizi, Accademia, Galleria Palatina e nei cenacoli di Ognissanti e S. Marco: sono visite da non perdere anche se non previste in questo specifico programma.
L’altro itinerario procede invece alla scoperta delle tante testimonianze artistiche lasciate dai Ghirlandaio nel nord-ovest di Firenze, a cavallo dell’Arno: nelle case di loro proprietà a San Martino e Colleramole, nella millenaria Badia di Settimo, nella Chiesa di S. Andrea a Campi Bisenzio, nel Museo d’arte sacra di S. Donnino e S. Martino a Gangalandi. E poi Mosciano, Giogoli, S. Martino alla Palma, S. Colombano. E’ un viaggio affascinante nel Rinascimento fiorentino, tra visite guidate, incontri per famiglie, concorsi per le scuole, laboratori didattici, un premio per studenti e artigiani. In più, shopping di prodotti tipici in ristoranti, negozi e aziende convenzionate.
Info e prenotazioni: Sigma CSC 055.2340742, www.ghirlandaio.it

martedì 23 novembre 2010

Castello: Villa Corsini museo archeologico permanente

Restaurata dopo un lungo abbandono e trasformata in Antiquarium del Museo Archeologico Nazionale, la villa Corsini di Castello sarà aperta al pubblico ogni sabato e domenica dalle 10 alle 13.
E’ il primo risultato tangibile del bel successo della mostra Per ville e per giardini, che quest’estate e in autunno ha portato a Castello (alle due ville medicee e a villa Corsini) circa 90 mila visitatori, oltre 13.000 solo in quest’ultima.
L’apertura permanente della villa si è resa possibile grazie al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio (che ha finanziato anche i restauri e organizzato Per ville e per giardini) e all’Associazione Conoscere Firenze che metterà a disposizione dei volontari.
L’impianto della villa, parallelo a via della Petraia, risale come noto al Quattrocento, citata come abitazione rurale signorile della famiglia Strozzi. Opera del Tribolo e di Pierino da Vinci, il giardino avvolge l’edificio su tre lati secondo i canoni medicei: selvatico a nord, esedra con le Quattro Stagioni ad est e fiori a sud. Quando i Corsini l’acquistarono all’inizio del Settecento, la affidarono a Giovan Battista Foggini, che apportò profonde modifiche nello stile tardo barocco che costituisce l’aspetto attuale della villa.
I recenti restauri hanno infine consentito di farne una degna sede museale per i preziosi reperti del Museo Archeologico Nazionale che i visitatori di Per ville e per giardini hanno appunto potuto apprezzare. Villa Corsini ripresenta tra l’altro, dopo un lunghissimo restauro, l’Apollo saettante, una meravigliosa statua in marmo di età romana.
Accanto a numerose altre sculture antiche sono esposte anche alcune straordinarie collezioni: ad esempio la Galleria dei ritratti ideali e la raccolta medicea di iscrizioni latine (centinaia di epigrafi, statuette, bustini, ritratti, sarcofagi e urnette cinerarie) conservate un tempo agli Uffizi nella cosiddetta Sala del Ricetto.
La villa ospita però anche opere più recenti, fra cui il Fiume, menzionato da Giorgio Vasari, che il Tribolo realizzò per il giardino della villa. Il fulcro è L’Arianna dormiente la cui fama, fra xvii e xviii secolo, quando si trovava a Roma nei giardini di Villa Medici sul Pincio, è attestata dalle ammirate descrizioni dei viaggiatori del Grand Tour. Al suo fascino non sfuggì neppure Velázquez che riprodusse la scultura, una delle tre note del tipo, su una celebre tela del 1630, oggi al Museo del Prado.

martedì 9 novembre 2010

Florens 2010

Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali prima edizione, Firenze 12-20 novembre 2010.
Firenze laboratorio globale di arte, cultura ed economia, ospiterà il Forum Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, 30 convegni, 10 mostre e 150 eventi.
Florens 2010 - Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, che si svolgerà a Firenze dal 12 al 20 novembre 2010, è una manifestazione ideata da Giovanni Gentile, Presidente di Confindustria Firenze e dal Comitato Promotore di Florens 2010 composto da: Intesa Sanpaolo, Banca Cassa di Risparmio di Firenze, Confindustria Firenze, Confederazione Nazionale Artigianato Piccola e Media Impresa Firenze (CNA Firenze).
La direzione artistica della prima edizione è a cura di Davide Rampello. La prima Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali prevede 30 convegni, 10 mostre, 150 eventi ed il Forum Internazionale, organizzato in collaborazione con The European House - Ambrosetti, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e mare, Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze e Unesco.

lunedì 1 novembre 2010

Michelangelo espone al pubblico la Cappella Sistina

Il primo novembre il capolavoro di Michelangelo fu esposto in pubblico.
La Cappella Sistina è un'opera spettacolare e senza tempo. Michelangelo Buonarroti prese l'incarico di ridipingere la volta, direttamente da Papa Giulio II. Il lavoro venne completato nell'arco di soli 4 anni. La parte più bella e magnifica, il Giudizio Universale, venne dipinto in seguito e, più precisamente, tra il 1535 ed il 1541 su commissione del nuovo Papa Paolo III.
Proprio nella fase di creazione dell'opera, Michelangelo volle provare una nuova 'miscela' più adatta - rispetto al gesso - a preparare i muri per la pittura. Si trattava dell'intonaco, ideato da Jacopo l'Indaco, uno dei suoi più stretti collaboratori. Per le nudità dipint e in un luogo sacro, il Giudizio Universale fu oggetto di litigio tra lo stesso Michelangelo e il Cardianle Carafa: l'artista fu accusato di aver dipinto oscenità ed il Cardinale chiese che le figure nude fossero censurate richiedendo una vera e propria campagna, nota ai posteri come la 'campagna delle foglie di fico'.
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