giovedì 29 marzo 2012

Tracce di Firenze

Il museo di Palazzo Vecchio ha allargato il proprio percorso espositivo con “Tracce di Firenze”, nuova sezione ospitata in due sale al piano terra che racconta la storia della città, dal tardo Medioevo al Novecento.
Il progetto si inserisce nell’ampliamento delle superfici destinate alla fruizione museale previsto dal Piano Unitario di Valorizzazione e porta nel Palazzo le collezioni del museo Firenze com’era.
E' aperto al pubblico da lunedì 26 marzo 2012, con il normale biglietto di Palazzo Vecchio. Anche l’apertura sarà negli stessi orari: adesso dalle 9 alle 19, da aprile a ottobre dalle 9 alle 24, salvo il giovedì quando il museo chiude alle 14.
Le nuove sale - che vengono aperte nella ricorrenza dei trent'anni dall'inserimento del centro di Firenze nel patrimonio mondiale dell'Unesco - vogliono offrire al pubblico un breve racconto per immagini di Firenze e del suo sviluppo urbanistico e architettonico nel cuore della città e nel palazzo che meglio ne rappresenta tutte le fasi storiche. Le opere esposte provengono prevalentemente dalla raccolta storico-topografica comunale, un insieme di dipinti, stampe e disegni che documentano l’aspetto della città attraverso i secoli.
Il percorso di visita si sviluppa attraverso una esposizione permanente, seguita da una sezione temporanea.
Nella sezione permanente vengono ripercorse le tappe fondamentali dell’evoluzione di Firenze dal tardo Medioevo al Novecento. Il visitatore è accolto dagli antichi mazzi di chiavi di tre porte dell’ultima cerchia muraria della città e da due capisaldi dell’iconografia fiorentina: la riproduzione pittorica ottocentesca della celebre xilografia degli anni Settanta del Quattrocento detta Veduta della Catena, e la versione del 1594 della pianta prospettica di Stefano Bonsignori, nota per la precisione della raffigurazione topografica. Il percorso prosegue con l’apertura di ‘finestre’ su scorci e vedute particolari della città, tra cui un pregevole dipinto seicentesco di Livio Mehus, le vedute fluviali settecentesche di Paolo Anesi e Thomas Patch e quelle ottocentesche di Emilio Burci e Lorenzo Gelati. Si prosegue con una selezione delle famose stampe settecentesche di Giuseppe Zocchi che mostrano alcune delle principali piazze cittadine, e con angoli della Firenze ottocentesca di Giovanni Signorini. 
Il vecchio centro è rievocato da un gruppo di piccole tavole di Augusto Marrani che raffigurano i caratteristici vicoli dell’antico quartiere scomparsi nell’ambito delle travagliate trasformazioni urbanistiche dell’Ottocento, qui documentate dai disegni di uno dei progetti di Giuseppe Poggi per Firenze capitale del Regno d’Italia. La rappresentazione delle espansioni della città moderna è affidata alla grande Veduta panoramica di Firenze disegnata da Luigi Zumkeller nel 1936. Il percorso si conclude con due testimonianze dei momenti più dolorosi della storia recente di Firenze, le distruzioni belliche del 1944 e l’alluvione del 1966.
La sezione temporanea ospiterà invece esposizioni periodiche su temi cittadini, attingendo principalmente dai depositi e dalle collezioni comunali, e si chiude con uno schermo dedicato alla Firenze di oggi sul quale saranno periodicamente proiettati video e immagini elaborati da artisti contemporanei. Questa sezione si inaugura con l’esposizione di dieci dipinti del pittore fiorentino Ottone Rosai, quasi tutti appartenenti alla serie intitolata La Firenze di Rosai, donata al Comune dagli eredi. La collaborazione con Ex3 ha inoltre permesso di inaugurare lo schermo posto al termine del percorso di visita con un video dell’artista Grazia Toderi dal titolo Firenze, stelle di terra (2000).
Pur conoscendo il museo di Firenze com'era nella sua vecchia sede, e con rinnovata curiosità, sarà presto una meta delle mie visite museali, magari all'interno della Domenica del fiorentino, l'iniziativa gestita dal Museo dei Ragazzi di Palazzo Vecchio.
 

martedì 27 marzo 2012

Mauro Mari, in arte Maris - Pittore fiorentino

Ricevo e volentieri pubblico, questa bella iniziativa di un pittore fiorentino, Mauro Mari, che con una lunga carriera alle spalle ripercorre con una mostra personale, gli oltre quarant'anni di pittura. Maris, questo il suo nome d'arte, è un pittore astratto ed è stato allievo del maestro Mario Schifano.

Gabriella Gentilini dice di lui:
Dare forma alle emozioni e agli stati d’animo più contrastati, colorare le inquietudini quotidiane, i dolori laceranti o le gioie improvvise. Questa è la ricetta che Maris adotta nella sua pittura, quasi un viatico per i propri tormenti interiori, un diario sempre aperto con la sua coscienza, un colloquio meditato e sincero tra sé stesso e il mondo.
Le sue composizioni, informali ma non troppo, illuminate da frequentazioni europee ed avvicinabili, per energia e tensione vitale, a Pollock e soprattutto a Mario Schifano, suo indimenticabile amico, possiedono una cifra espressiva personalissima, frutto di una istintualità guidata dall’intelletto e di una fantasia mediata dalla razionalità. Quasi uno studio di immagini mentali in continua evoluzione, che danno luogo ad un tumultuoso espandersi di forme e di elaborazioni cromatiche fatte di luminosità brillanti, di trasparenze sottili e di velature infinite, come stratificazioni della memoria.
La ricerca dell’artista raggiunge anche un effetto dinamico-plastico di intensa suggestione, percepibile egregiamente sia nel grande, sia nel piccolo e piccolissimo formato, lasciando libero l’osservatore di immedesimarsi nell’opera senza staccare lo sguardo prima di averne assimilato le pulsioni, le vibrazioni interne e di avervi trovato qualcosa di riconoscibile, qualcosa di sé.

Inaugurazione Giovedì 29 Marzo 2012 ore 18:00
Presso "The Gate", Borgo S. Frediano 131 r. Firenze
Fino al 29 Aprile 2012
Orario 18:00 - 24:00
Info: www.mauromaris.com 

domenica 25 marzo 2012

Ecco il Capodanno fiorentino!

Le celebrazioni del Capodanno fiorentino vedono nuovamente protagonisti i Bandierai degli Uffizi, sbandieratori del Calcio Storico Fiorentino d il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina. All’interno della giornata in programma per i festeggiamenti, il corteo storico percorrerà le strade più importanti della città per raggiungere alle ore 11:00 la Cappella della Sacra Effige in Piazza SS. Annunziata e poi a seguire le esibizioni dei Bandierai degli Uffizi, sbandieratori ufficiali di Firenze che si ripeterà intorno a mezzogiorno in Piazza della Signoria.
Il giorno precedente, il 24 marzo, l’Ufficio Tradizioni Popolari del Comune di Firenze organizza visite guidate a Loggia dei Lanzi, Orsanmichele, piazza della Repubblica, Santa Maria Novella, Museo e Chiostri Monumentali di Santa Maria Novella a cura dell’associazione Centro Guide Turismo.
Ma perchè il 25 marzo si festeggiava il Capodanno?
Da tempo antichissimo la Chiesa cattolica festeggia l'annuncio a Maria Vergine, da parte dell'Arcangelo Gabriele, dell'Incarnazione del Verbo. Dal settimo secolo questa ricorrenza viene fissata alla data del 25 marzo, esattamente nove mesi prima di Natale, giorno della nascita di Gesù. Legandolo a questo importante avvenimento, fino al 1750 Firenze iniziava l'anno civile e per questo la datazione del periodo compreso tra il primo gennaio e il 24 marzo veniva indicata come “ab incarnatione”. Quindi il 25 marzo all'ombra del Cupolone e di tutte le terre soggette al dominio della città, si festeggiava il Capodanno, anche quando nel resto dell'Italia, sin dal 1582 era in vigore il calendario gregoriano, in base al quale l'anno iniziava, appunto, il primo gennaio.
La ricorrenza del 25 marzo per i fiorentini durò ben 168 anni, fin quando un decreto del granduca Leopoldo II di Lorena, impose l'uso del calendario gregoriano. Una targa sotto la Loggia dei Lanzi ricorda quel decreto di soppressione della festa.

venerdì 23 marzo 2012

Quant’e sette

“oggi n’ha buscate quant’e sette, tu vedrai che un si ripròa!”

Ne ha prese tante quanto sette ciuchi, vedrai che non lo fa nuovamente.

.

domenica 18 marzo 2012

François Sabatier, altro fiorentino da rivalutare


Pubblico il Quarto articolo di Pier Tommaso Messeri.
Questa la sua presentazione:
...in un periodo di riacceso interesse per la Ungher, grazie a Firenze Curiosità, si inizia a parlare della volontà di dedicarle una sala nel nuovo teatro del Maggio, o addirittura una strada... sarebbe bello!
...ho scritto su Francois Sabatier, imporatnte figura di filantropo e critico d'arte,apprezzato ancora in Francia, nonchè marito di Carolina.
François  Sabatier -
Immagine di Pier Francesco Messeri - Tutti i diritti riservati



Firenze, patria d’ingegni fini, imprescindibile meta di amanti del bello. Così almeno era fino a tutto l’ottocento, quando la nostra città era luogo di ritrovo per studiosi ed intellettuali, non solo italiani.
 In periodo di rievocazioni storiche per la nota cantante lirica Carolina Ungher ( Szakesfehéervar, Ungheria, 1803 – La Concezione, Firenze 1877), ricordata in questi giorni per aver interpretato per la prima volta nella nostra città, alla Pergola nel 1832 “L’Anna Bolena” di Donizetti, un pensiero va a François Sabatier fra i tanti cugini d’oltralpe - sarebbe difficile ricordarli tutti - amanti della cultura, che scelsero Firenze come patria d’elezione.
François Sabatier, nato a Montpellier il 2 luglio 1818 da un’antica famiglia dell’alta borghesia del luogo, dopo essere rimasto orfano di padre in tenera età, venne da uno zio mandato a studiare in una scuola gestita da Gesuiti. Il giovane François, dimostrando fin da bambino una spiccata intelligenza, incominciò a seguire diversi percorsi di studio.  Interessato profondamente dal mondo letterario, passò sui libri gran parte delle sue giornate, intervallando il suo tempo libero con la pittura. L’applicazione costante nell’apprendimento delle lingue, per le quali era molto portato, gli consentirono ben presto di parlare correttamente sette idiomi. Stimolato da de Vigny, si trasferì a Parigi,  dove poté conoscere ancor meglio e frequentare il mondo letterario intellettuale di quella grande città. Nella capitale francese, fece amicizia con numerosi pittori tra i quali Bouquet e Chenevar. La pittura, infatti, fu la grande passione di François, il quale essendo un abile disegnatore fu anche un grande collezionista oltre che critico d’arte. Grande appassionato di teatro, tradusse in francese varie opere dal tedesco, poi date alle stampe, tra le quali le più importanti sono senza dubbio il Guglielmo Tell di Schiller e il Faust di Goethe, considerate ancor oggi in Francia dei capolavori di stile.
Sabatier  fu in quegli anni avvicinato alle teorie filosofiche di François Fourier, filosofo dal cui  pensiero fu colpito e interessato .
Lo spirito  sensibile del giovane studioso non poteva rimanere indifferente dalle bellezze d’Italia, dove, a seguito di un viaggio fatto nel 1838, decise nel 1841 -dopo aver conosciuto e preso in moglie la bellissima cantante ungherese Carolina Ungher-  di trasferirsi.  Scelse come dimora  Firenze, dove abitò tra il palazzo di via de’ Renai e la villa La Concezione, nelle colline poco distanti dalla Lastra, nella via Bolognese. In quelle abitazioni, intervallando gli ameni soggiorni con viaggi nel sua casa avita di  Tour de Farges in Francia,  assieme a Carolina tenne un importante salotto culturale, frequentato dai maggiori intellettuali di passaggio nella città.  Sabatier, profondo conoscitore e amante della bellezza, lavorò molto per la stesura di un trattato di storia dell’arte, purtroppo mai portato a termine.
Fu di François il desiderio di far decorare dagli amici pittori Papety, Bouquet e dallo scultore Ottin il salotto del palazzo -comprato qualche anno prima dalla consorte- in via de’ Renai, con una serie di opere ispirate alla filosofia di Fourier, unica testimonianza nella nostra città di rappresentazioni pittoriche e scultoree dall’influenza Fourierista.  Sabatier amò così tanto la Toscana, da chiedere espressamente al Granduca Leopoldo II l’iscrizione alla nobiltà di Fiesole, desiderio che venne subito esaudito.
François venne ricercato e stimato per la sua enorme cultura e la prodigiosa memoria, che gli consentiva di recitare a mente numerosissimi testi teatrali e poetici; perfino Renato Fucini, il nostro Neri Tanfucio ne fa una simpatica descrizione nel suo Acqua Passata.
François Sabatier, animato da spirito filantropico, si adoperò molto anche per i meno fortunati; di concerto con Carolina, prese la decisione di adottare Louise Boucher, la figlia di Auguste Bouquet, morto improvvisamente. Luisa, grazie ai coniugi Sabatier, venne presentata nel variegato salotto culturale che si riuniva intorno alla coppia, conoscendo Michele Amari, famoso storico e politico, che l’avrebbe poi chiesta in matrimonio.
Dopo la morte della Ungher, François si trasferì in Francia, dove sebbene avesse ripreso moglie, ripensò sempre alla sua Firenze. Ebbe infatti il desiderio che una volta defunto, cosa che avvenne a Tour de Farges il  1 dicembre 1891, potesse riposare per sempre al cimitero delle Porte Sante, davanti alla culla dell’arte e vicino alla sua Carolina.

venerdì 16 marzo 2012

Firenze capitale mondiale delle cupole

Come potrei tralasciare questa notizia! Il simbolo stesso del mio blog e della Collana editoriale "Raccontiamo Firenze" è una cuopola!
Bella iniziativa di grande spessore culturale quella organizzata in questo congresso, non mancherò!
200 partecipanti, 28 Paesi, 5 continenti, 5 giorni di eventi e 3 mostre a tema. Dall’Iran agli Stati Uniti, le testimonianze sulle cupole da ogni angolo del mondo. Mercoledì 21 marzo concerto gratuito su musiche ‘dedicate’ alla cupola.
In terra o in muratura, di legno o d’acciaio, in calcestruzzo o in altri materiali, le cupole di tutto il mondo saranno presenti a Firenze per una settimana – dal 19 al 23 marzo 2012 - con il congresso internazionale “Domes in the World”, che vedrà a Firenze, città la cui cupola è un simbolo di eccellenza architettonica conosciuto in tutto il mondo, la partecipazione di architetti ed ingegneri, storici e antropologi, esperti e professionisti di restauro provenienti dai 5 continenti.
L’obiettivo dell’evento è creare un’occasione di incontro per organizzazioni internazionali, università, istituti ed esperti in cui scambiarsi conoscenze ed esperienze di ricerca interdisciplinare sul significato interculturale delle cupole, nel passato e nel presente.
Il congresso, ideato dalla Fondazione Romualdo Del Bianco®-Life Beyond Tourism® nell'ambito delle proprie attività per favorire il dialogo tra culture e promosso sia dalla medesima Fondazione che dal Dipartimento di Architettura, Disegno, Storia e Progetto dell’Università di Firenze e dal Collegio degli Ingegneri della Toscana, ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, oltre a molti prestigiosi patrocini (tra i quali UNESCO, alcuni Ministeri, istituzioni di ricerca), e vede la collaborazione istituzionale della Provincia di Firenze, del Comune di Firenze, dell’OPA - Opera di Santa Maria del Fiore e del Centro UNESCO di Firenze.
I principali argomenti di discussione saranno la documentazione e la ricerca storica su tipologia, tecnologia e sistemi di costruzione, la conservazione e la pratica di restauro nonché di consolidamento strutturale e quindi il valore simbolico per le società, paesaggi urbani e contesti filosofici, il valore economico e la continuità delle coperture a cupola nell’architettura moderna. Un contesto, quindi, internazionale ed interculturale che avrà come punto di partenza le cupole non solo dal punto di vista architettonico come espressione di ingegno tecnico ed artistico, ma tutto ciò che esse attraverso i secoli hanno rappresentato, e che tuttora rappresentano, a livello simbolico di identità sociale e culturale.
All’Auditorium al Duomo (Via de’ Cerretani 54r) sono attesi circa 200 partecipanti provenienti da 28 paesi di 5 continenti e, sempre nell'ottica di favorire il dialogo fra culture; è prevista la traduzione simultanea in inglese, italiano e russo.
La cerimonia di inaugurazione avrà luogo presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Firenze il 19 Marzo alle ore 15.00.
Nell'ambito del congresso sono previste - presso varie sedi nel centro storico fiorentino - tre mostre a tema, dedicate alle cupole in terra della Siria, alla Cupola del Brunelleschi di Santa Maria del Fiore ed alle più belle cupole del mondo, oltre ad un concerto ad accesso gratuito in Cattedrale di Santa Maria del Fiore, la sera del 21 Marzo, direttamente sotto il celebre Cupolone.
Per avere maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.domesintheworld.com

sabato 10 marzo 2012

Conferenza sulle Tradizioni Popolari fiorentine e l'editoria di settore

Sabato 10 Marzo 2012
ore 19.45

Les Vers Libres
Association International

ma..... con i piedini in Arno

presenta

  Calcianti e Colombine:
le tradizioni popolari a Firenze


  condotto da

Giuseppe Sabella

ospiti della serata

Filippo Giovannelli

Scrittore, Editor e curatore editoriale. Si occupa del Marketing e della Comunicazione del gruppo dei
Bandierai degli Uffizi....e molto di più...

Alessandro Bastari

Promotore editoriale, ideatore della collana editoriale “Raccontiamo Firenze”,
   
A seguire:

"B..........!!!! C'è le paste!"

I’mangiare de’ Barroccini di
Via dell’Ariento

giovedì 8 marzo 2012

Alzare la cresta

“Oh pallino, stai carmino e unn’arza’ la cresta. Ma chi tu ti credi d’esse, Garibardi!?”

Cerca di stare calmo, mica penserai di essere meglio di altri?

.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...