lunedì 28 settembre 2015

Il Bacco Artigiano e il Carro Matto

Una bella panoramica del Carro Matto 2015
Il mese di settembre è periodo di vendemmia. La campagna fiorentina sin dai tempi più remoti ha sempre primeggiato nell’attività vitivinicola e nella produzione di alcuni dei migliori vini del panorama nazionale.
Era dovere, nel rinascimento più maturo, offrire i prodotti della terra al Signore di Firenze da parte della popolazione del contado. Un po’ per dovere un po’ per diletto il popolo della Val di Sieve, attuale zona di produzione del Chianti Rufina Docg, omaggiava la Signoria del prodotto principe e più pregiato delle loro terre, il vino.
La tradizionale offerta del vino si è tramandata fino ai giorni nostri. La rievocazione di questo nobile gesto, avviene di norma l’ultimo sabato del mese di settembre nell’ambito della manifestazione “Bacco artigiano”.
Sull'Arengario di Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria, il sindaco della comunità di Rufina, offre alla città di Firenze il vino del Chianti insieme alle chiavi della “Contea di Turicchi”.
Un Carro Matto di tanti anni fa
Un tradizionale carro sormontato da una piramide di 1500 fiaschi pieni di Chianti, trainato dai tipici “bovi” di razza Chianina, storicamente ritratto nelle più belle foto storiche dei F.lli Alinari, sfila per le vie fiorentine del centro storico di Firenze. 
Il vino verrà benedetto sul sagrato del Duomo dal Vescovo, per essere poi offerto in dono in Palazzo Vecchio alla Comunità Fiorentina in rappresentanza della simbolica “Signoria di Firenze”.
Il “Carro Matto”, così è stato battezzato, è un’opera di eccezionale maestria costruttiva dei maestri vignaioli della Val di Sieve. I “Fiaschi”, tipici contenitori in vetro di aspetto panciuto e rivestiti di paglia, vengono impilati in una piramide ed intrecciati con paglia e legamenti naturali in modo da contenersi l’un l’altro.
Un geniale sistema di trasporto che permetteva al carro di trasportare grandi quantità di vino dal contado alla città. Le manifestazioni del sabato a Firenze e della domenica nel paese di Rufina sono supportate dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e quello della Città di Rufina, che accompagnano il carro nel lungo percorso. L'ambiente che si crea è suggestivo e regala una scenografia e uno spettacolo originale e unico.

Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

martedì 8 settembre 2015

La "Terra Nuova" di Scarperia

Gli stemmi del Palazzo dei Vicari di Scarperia
Castel San Barnaba, così si chiamava il nuovo centro urbano che stava per essere progettato nel corso dell'anno 1306, quando “Dominus Matteus” fu incaricato di iniziare la progettazione di questa terra nuova che dovesse prendersi in carico l'onere del confine della Repubblica Fiorentina. Era un avamposto militare costruito sulla strada che attraversava i territori dominati dagli Ubaldini. Dice Giovanni di Paolo Morelli nella sua Cronaca: “…feciono fare…giuso al piano di Mugello nel luogo detto la Scarperia una terra per Fre battifolle agli Ubaldini e torre i loro fedeli e fecionli franchi, acciochè Montaccianico non si potesse riporre…”

Il 7 settembre dello stesso anno si cominciarono a tracciare le mura e le strade e a costruire le prime strutture necessarie all'insediamento di una popolazione, che per l'occasione, veniva richiamata dalle zone limitrofe. La costruzione di terre nuove non era una pratica isolata ed era abbastanza normale per la Repubblica Fiorentina avere degli avamposti che riuscissero a proteggerne i confini. Altre città furono costruite nel tempo come Terranuova Bracciolini chiamata inizialmente Terra di Santa Maria, poi San Giovanni Valdarno e Castelfranco di Sopra. Le mura di Scarperia furono costruite a partire dal 1351, avevano delle torri rafforzate ai quattro angoli e le porte di accesso alla città erano rafforzate da bastioni e strutture difensive.

Poi il Palazzo del Podestà perchè inizialmente la città era governata da un Podestà inviato periodicamente dalla Repubblica, così come, dopo il 1415, come si può rilevare dagli statuti, divenne il Palazzo dei Vicari. Sulla facciata principale del palazzo, ogni Vicario faceva apporre il suo stemma di famiglia e adesso si presenta affacciata sulla piazza con numerosissimi blasoni ed inscrizioni che ricordano il glorioso passato. Sulla stessa piazza la Chiesa dedicata ai patroni Jacopo e Filippo, gli apostoli di Gesù festeggiati il 3 di maggio. Fu dall'avvento dei Vicari che Scarperia divenne il centro del Mugello e il Vicario governava amministrativamente e politicamente gran parte del territorio intorno alla nuova città da Sesto fino a Fiesole comprendendo gran parte della vallata.

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