mercoledì 27 marzo 2013

Lo Scoppio del Carro - Programma 2013

Già dal 2012 la cerimonia religiosa dello Scoppio del Carro ha subito una variazione ritornando a svolgere la benedizione del fuoco il giorno del Sabato santo. La manifestazione si svolgerà in due giornate: il Sabato con l'accensione del fuoco e alla domenica mattina, giorno di Pasqua, alle 10:00 il sorteggio delle sfide di Calcio Storico e alle 11:00 lo Scoppio del Carro:
La manifestazione sarà trasmessa in diretta televisiva.

La monografia sulla manifestazione, in libreria



Scoppio del Carro  2013

SABATO 30 MARZO 2013
ore 21.20   -  una rappresentanza del Corteo della Repubblica Fiorentina, partirà dal Palagio di Parte Guelfa, Porta Rossa, Por S. Maria, via Vacchereccia, piazza della Signoria.
ore 21.30 – Piazza della Signoria, il Gonfalone e il Sindaco si unisce al Corteo della Repubblica, per raggiungere la Chiesa dei santi Apostoli e Biagio per via Vacchereccia, via Por S. Maria, Borgo SS. Apostoli, piazza del Limbo.
ore 21.45 -  (Chiesa SS. Apostoli), il Corteo entra in Chiesa per la benedizione, poi con il PortaFuoco e il reliquiario con le Pietre del Santo Sepolcro, proseguirà  per Borgo SS: Apostoli, via Por Santa Maria, via Vacchereccia, Piazza della Signoria, via Calzaiuoli, piazza del Duomo.
ore 22.15 – Sagrato-Duomo, schieramento del Corteo ai lati del Portone Centrale dove si unirà la processione che dalla sacrestia arriva sul Sagrato.
ore 22.30 – inizio della veglia e accensione del fuoco.
ore 22.45 -  Corteo e il Gonfalone rientrano per via Calzaiuoli alla propria sede.

DOMENICA DI PASQUA 31 MARZO 2013: 
ore 8.15  -  Il “Carro di Fuoco”, accompagnato dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, partirà dal deposito del Prato per raggiungere Piazza del Duomo con il seguente itinerario: via il Prato, Borgo Ognissanti, piazza Goldoni, via della Vigna Nuova, via Strozzi, *piazza della Repubblica, via Roma con arrivo in piazza San Giovanni – piazza San Giovanni.
ore 8.30 -  una rappresentanza di Bandierai degli Uffizi partirà dal Palagio di Parte Guelfa, via Pellicceria, passaggio in Piazza della Signoria dove il Sindaco e le autorità cittadine si uniranno al corteo, Piazza della Repubblica - esibizione dei BANDIERAI DEGLI UFFIZI, gli Sbandieratori ufficiali del Comune di Firenze e del Calcio Storico Fiorentino, ricongiungimento al Corteo proveniente da via il Prato.
ore 9.15 – piazza S. Giovanni, arrivo del Corteo con il “Carro di Fuoco”.
ore 9.30 – una rappresentanza partirà dal Palagio di Parte Guelfa, via Porta Rossa, Por Santa Maria, via Vacchereccia, Piazza della Signoria.
ore 9.40  -   piazza Signoria, il Corteo della Repubblica Fiorentina, con il Gonfalone il Sindaco, si muoverà per via Calzaiuoli, via degli Speziali, via Roma, Piazza S. Giovanni.
ore 9.55 – arrivo Piazza S. Giovanni.
ore 10.00 – sorteggio per l’abbinamento delle partite di Calcio Storico del Torneo di San Giovanni.
ore 11.00  -   SCOPPIO DEL CARRO

Al termine della cerimonia  il Corteo e il Gonfalone, usciranno lato Porta del Campanile per piazza del Duomo, via Calzaiuoli, piazza Signoria, via Vacchereccia, Por Santa Maria, Borgo SS: Apostoli, Porta Rossa, Palagio di Parte Guelfa. Il Brindellone sarà accompagnato a Porta al Prato dalla Polizia Municipale per il percorso inverso.

GIOVEDI 4 APRILE 2013
Dal 26 marzo al 30 aprile 2013 presso il Caffè Pasticceria Serafini, Via Gioberti 168r sono esposte 25 fotografie di Giuseppe Sabella sullo Scoppio del Carro.
VERNISSAGE il 4 aprile 2013 alle ore 18:00, sarà presente il fotografo e gli autori del Libro/Catalogo che potrete acquistare direttamente ad un prezzo scontato in occasione della mostra. L'evento è organizzato dall'Associazione Culturale P.R.I.M.A. www.primapromozione.it.


Ascolta la trasmissione Dettagli Fiorentini sullo Scoppio del Carro cliccando QUI
oppure approfondisci la storia della tradizione cliccando QUI
e la leggenda del Vigile del Fuoco cliccando QUI

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sabato 23 marzo 2013

Capodanno toscano, capodanno fiorentino

Le celebrazioni del Capodanno Toscano, oltre che in moltissime altre città, come Siena e Pisa, viene festeggiato a Firenze in due Piazze emblematiche della storia della città, Piazza SS.Annunziata e Piazza della Signoria.
Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina ed i Bandierai degli Uffizi percorreranno le strade della città sino a raggiungere Piazza SS Annunziata.

Il programma della giornata prevede:
ore 15.00 partenza del corteo dal Palagio di Parte Guelfa per andare rendere omaggio alla cappella della sacra effige dell’Annunziata.
ore 15.45 arrivo del Corteo alla SS.Annunziata omaggio alla Madonna;
ore 16.30 Rientro dei gruppi storici al Palagio di Parte Guelfa, sede del Calcio Storico Fiorentino.
Da tempo antichissimo la Chiesa cattolica festeggia l'annuncio a Maria Vergine, da parte dell'Arcangelo Gabriele, dell'Incarnazione del Verbo.
Dal settimo secolo questa ricorrenza viene fissata alla data del 25 marzo, esattamente nove mesi prima di Natale, giorno della nascita di Gesù. Legandolo a questo importante avvenimento, fino al 1750 Firenze iniziava l'anno civile e per questo la datazione del periodo compreso tra il primo gennaio e il 24 marzo veniva indicata come “ab incarnatione”.
Quindi il 25 marzo all'ombra del Cupolone e di tutte le terre soggette al dominio della città, si festeggiava il Capodanno, anche quando nel resto dell'Italia, sin dal 1582 era in vigore il calendario gregoriano, in base al quale l'anno iniziava, appunto, il primo gennaio.
La ricorrenza del 25 marzo per i fiorentini durò ben 168 anni, fin quando un decreto del granduca Leopoldo II di Lorena, impose l'uso del calendario gregoriano. Una targa sotto la Loggia dei Lanzi ricorda quel decreto di soppressione della festa.
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giovedì 21 marzo 2013

Palazzo Portinari aperto per il FAI

Un angolo di città a disposizione di tutti. Palazzo Portinari, il luogo di nascita di Beatrice, la musa di Dante, verrà svelato al pubblico il 23 Marzo in una visita guidata gratuita durante la XXI Giornata FAI di Primavera.

Un interno di Palazzo Portinari


SABATO 23 MARZO 2013 ore 10.00 – 16.30
Indirizzo: Via de Bonizzi, dietro via del Corso





Visite guidate a contributo libero ogni mezz’ora ed è necessaria l'iscrizione al FAI da sottoscrivere online o in loco. E' un’occasione unica per visitare uno dei palazzi privati più rappresentativi della città.

Sorto sulle case di Folco Portinari, padre dell’amata Beatrice dantesca, abitato dal futuro granduca Cosimo I de’ Medici, sede ministeriale durante Firenze Capitale, il palazzo ha ospitato nei secoli collezioni d’arte di inestimabile valore, arricchite dalla decorazione ad affresco delle pareti e delle volte. Gli affreschi, realizzati da Alessandro Allori alla fine del Cinquecento e da Tommaso Gherardini nell’ultimo scorcio del Settecento, descrivono con grande vivacità allegorie, storie mitologiche e favole i cui protagonisti sono eroi più o meno noti: da Ercole, Ulisse, Marco Curzio al… re Rodipane, sovrano della comunità di roditori della Batracomiomachia omerica! Al piano terra, la piccola cappella, decorata dai seducenti e preziosi affreschi di Alessandro Allori.

mercoledì 13 marzo 2013

Lorenzo Pignotti, fiorentino ritrovato

L'edizione delle Favole di Lorenzo Pignotti
Oggi propongo il sesto articolo di Pier Tommaso Messeri. Questa volta si occupa di un fiorentino del Valdarno. La capacità di Messeri è quella di ri-trovare personaggi che hanno dato molto a Firenze sotto vari aspetti, Lorenzo Pignotti è uno di questi.
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Il paese di Figline Valdarno dovrebbe essere ricordato - fra le tante - anche per aver dato i natali all’erudito Lorenzo Pignotti, personaggio ormai del tutto dimenticato ai nostri giorni.
Lorenzo Pignotti nacque il 9 agosto 1739 nel seno di una famiglia di commercianti nel borgo di Figline, paese dove visse i suoi primi anni per poi trasferirsi con la famiglia prima a Città di Castello e dopo nella non lontana Arezzo. In questa città, in seguito alla prematura morte del padre, seguendo una moda comune per chi non poteva permettersi una costosa istruzione privata, venne convinto da uno zio ad entrare nel Seminario Vescovile, dove avrebbe potuto ricevere una solida cultura. Lorenzo, dopo aver terminato gli anni scolastici in quella sede, intraprese la carriera ecclesiastica insegnando retorica. Animato da uno spasmodico amore per le scienze, lasciò lo stato religioso per recarsi a Pisa, dove, dopo essersi iscritto ai corsi di medicina in quella famosa Università, si addottorò in Fisica e Medicina nel 1764. Profondamente dotto nelle materie scientifiche, il Pignotti - versatile in egual modo nelle materie letterarie - si appassionò ben presto alla storia, alla letteratura ed alla poesia. Esercitò per un periodo di tempo la professione medica a Firenze per poi compiere dei viaggi culturali nel nord Italia. Convinto filantropo, pubblicò un interessante testo medico intitolato “Istruzioni mediche per la gente di campagna”. Dopo aver ricoperto - per l’interessamento di Pompeo Neri - la cattedra di professore di Fisica nell’Accademia della Nobiltà a Firenze, riuscì in una brillante carriera universitaria a Pisa, dove divenne Rettore nel 1809.
La fine del ‘700 fu teatro di momenti difficili per la situazione politica Toscana; le invasioni francesi sul territorio minavano alle basi l’indipendenza stessa del Granducato e il giovane Generale Napoleone iniziava ad incutere paura. Nel 1796, Ferdinando III di Lorena, da qualche anno succeduto a Pietro Leopoldo nel governo della Toscana e spaventato dalla possibile avanzata delle truppe francesi verso Firenze, inviò a Bologna – dove erano acquartierati i soldati d’oltralpe - una ambasceria di dotti, tra i quali lo stesso Pignotti (che tra l’altro era stato professore di Giuseppe Bonaparte a Pisa), affinché convincessero il giovane ma terribile comandante corso a non invadere Firenze. Napoleone, incontratosi nella città Felsina con la delegazione toscana, elogiò Lorenzo Pignotti, ascoltando con commozione il poeta figlinese decantare con mal celato spirito elogiativo la sessantaseiesima ottava del secondo canto della Gerusalemme Liberata.
Pignotti, appassionato di economia e politica, conoscitore di varie lingue, stimato e ricercato da colleghi e studenti, intimo della colta e raffinata cerchia di intellettuali vicini alla corte lorenese, venne nominato nel 1801 Istoriografo Regio. Per questo curò la Storia della Toscana sino al Principato, pubblicata postuma nel 1813. Si tratta di una rassegna storiografica che, sebbene sia stata scritta in maniera narrativa a scapito di un metodo scientifico, è corredata da numerosi e curiosi aneddoti, documenti e appendici inseriti nel testo. Lorenzo Pignotti nella sua vita accademica studiò e scrisse molto: le sue opere spaziano da poemetti celebrativi come lo Shakespeare o quello in lode di Pasquale Paoli, a quelli eroicomici come La treccia donata o Il bastone miracoloso, all’Ombra di Pope, sebbene la sua opera principale, o almeno più celebrata siano senza dubbio le Favole. Queste, ispirandosi in qualche modo alle celeberrime Favole di Esopo, con spirito canzonatorio ed a volte sarcastico - come nella migliore tradizione della mentalità toscana - con arguzia ed una certa eleganza ritraggono in maniera sarcastica e satirica gli uomini ed i vari personaggi del bel mondo e della politica settecentesca, con tutti i loro vizi, abitudini e virtù, rappresentandoli come piante ed animali. Quest’opera, pur essendo criticata da qualche antologia letteraria per una certa carenza di stile, rientra a pieno titolo nel filone di quella toscanità che farà scuola e sarà propria del Pananti (suo allievo e amico), del Guadagnoli e del Giusti.
Luigi Pignotti si spense a Pisa, carico di onori e riconoscimenti accademici, il 5 agosto 1812. E’ sepolto nel cimitero monumentale del Camposanto di Pisa.
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lunedì 11 marzo 2013

La "Ruota fiorentina"

Palazzo dei Giudici, ora sede Museo Galileo
Il 14 maggio del 1532, poco dopo la ripresa del potere da parte dei Medici con l'insediamento del Duca Alessandro a capo dello stato fiorentino, abolita la Repubblica, si cominciò a riformare anche la giustizia istituendo la Ruota Civile, denominata anche Ruota Fiorentina.
La Ruota civile nacque quindi in seno alla riforma del Consiglio di Giustizia. Fu un provvedimento che rese, almeno teoricamente, una miglioria all'iter giudiziario. Mirava a distinguere in maniera più netta le competenze dei diversi giusdicenti in città e nel dominio e a definire una volta per tutte la procedura per gli appelli. 
Il Tribunale che era stato in opera sino ad allora non venne completamente smantellato. Il nuovo organo manteneva la struttura collegiale precedente, dando la preminenza tra i membri del cosiddetto podestà di Ruota. Tra le novità vi era la redistribuzione delle competenze tra i sei giudici: quattro, uno per quartiere, si occupavano delle cause di prima istanza; gli altri due avevano giurisdizione in solido sulle cause di primo appello per le sentenze emesse dal tribunale di Mercanzia e, individualmente, sulle cause di prima istanza di due quartieri cittadini ciascuno. 
Nella giurisdizione di ciascun quartiere rientravano anche le porzioni di contado e distretto pertinenti sulla base della divisione amministrativa del territorio soggetto a Firenze.
La sede della nuova magistratura era il Palazzo del Podestà, dove si trovava in precedenza il Consiglio di giustizia, per la precisione fino al 1572, quando si trasferì nel palazzo che da allora prese il nome Palazzo dei Giudici.
Dopo questa ridefinizione generale la Ruota fu più volte riformata. Il 31 maggio 1542, ad esempio, era composta da solo due giudici, ognuno dei quali aveva giurisdizione su due quartieri.
Un giudice era incaricato del primo appello per la città e aveva competenza sulle cause trattate dai due giudici di prima istanza, dagli Ufficiali della Mercanzia, dall'Arte della Lana. I tre giudici restanti, infine, erano destinati collegialmente al secondo appello.
L'ultima modifica apportata al tribunale durante il principato mediceo risale al 1717.
La dinastia lorenese, una volta acquisito il Granducato di Toscana, cambiò profondamente l'ordinamento giudiziario.
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