mercoledì 31 dicembre 2008

lunedì 29 dicembre 2008

La statua di Porta Romana

Il nome di quest’opera è Dietrofront, 1981-1984, è in Marmo ocra, ed ha circa le seguenti dimensioni: cm 600 x 400 x 180. Dopo una mostra del suo autore a Forte del Belvedere a Firenze nel corso dell’anno 1984, fu successivamente collocata, come installazione permanente, al centro della rotonda di Porta Romana a Firenze, dove già da quasi 25 anni è il simbolo dell’incrocio per via senese.
L’autore è Michelangelo Pistoletto. Nasce a Biella nel 1933. Pittore e scultore inizia a esporre nel 1955 e nel 1960 tiene la sua prima personale alla Galleria Galatea di Torino. Dopo diverse affermazioni nazionali ed internazionali, all’inizio degli anni Ottanta realizza una serie di sculture in poliuretano rigido, tradotte in marmo per la mostra personale del 1984 al Forte di Belvedere di Firenze. Nel 2007 riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts, “per la sua carriera costantemente creativa come artista, educatore e attivatore, la cui instancabile intelligenza ha dato origine a forme d'arte premonitrici che contribuiscono ad una nuova comprensione del mondo”.
Fuori dalle mura della terza cerchia, si riconosce all’opera del Pistoletto una certa originalità con la quale i fiorentini si riferiscono per l’individuazione di un luogo di Firenze che, in realtà, non avrebbe bisogno di presentazioni. La statua vuole esprimere un significativo messaggio così posizionata ed orientata, con la donna protesa verso sud ed il peso sul suo capo in direzione invece del centro città. Forse rappresenta, cito testualmente Katia Piccinini:, “il dissidio tra campagna e città, tra incombenze lavorative e doveri familiari.. Di struggente e sconcertante attualità..” Il Pistoletto, che con Firenze pare non abbia avuto particolari rapporti di fedeltà o di amore viscerale, lascia un’opera alquanto originale e di carattere, che se non per merito della propria bellezza, sarà un riferimento iconografico per la zona di Porta Romana, ben integrato nell’occhio della città.

giovedì 18 dicembre 2008

Perchè la Colonna dell'Abbondanza è il Centro di Firenze

La Colonna dell'Abbondanza si trova posizionata in Piazza della Repubblica e considerando la struttura originaria fiorentina dell'epoca romana l'antico "umbelico" era posizionato proprio dove si trova ora la colonna.
La struttura romana della città, come altre dello stesso tipo, aveva una forma quadrata e simmetrica, con strade parallele tra loro e attraversate ad angolo retto da altre strade. Essi erano i Cardini e i Decumani. Nell'incrocio tra il Cardine e il Decumano maggiore di Firenze si posizionò il centro della città dove venne eretta una colonna con lo scopo di simboleggiare la fortuna e prosperità. La Colonna dell'Abbondanza appunto. L'attuale colonna installata in Piazza della Repubblica risale agli anni '50.
Altra curiosità: essendo appunto il centro della città segna anche il confine tra i quartieri. In particolare tra il quartiere di San Giovanni (verdi), Santa Maria Novella (rossi), Santa Croce (azzurri). Il quarto, ma non in ordine di importanza, non confluisce in questo punto in quanto separato dagli altri dall'arno.

lunedì 15 dicembre 2008

"A Ufo"

La fabbrica dell'"Opera del Duomo" prima del 1200, importava legname dal Casentino facendolo transitare lungo l'Arno. Sui tronchi destinati alle opere pubbliche venivano incise le lettere UFO che stavano a rappresentare Usum Fabricae Operis indicanti che il materiale era destinato ad opere pubbliche e quindi esente dal pagamento delle tasse doganali. Ecco perchè tutt'oggi l'espressione "A UFO" significa gratis.

mercoledì 10 dicembre 2008

I Bandierai degli Uffizi raccontati in un libro

Sabato 13 dicembre 2008 nel Salone dei 500 in Palazzo Vecchio, verrà presentata la prima opera sui Bandierai degli Uffizi, scritta da Marco Ferri e Antonio Marrone dal titolo:
Ross’e Blu!
I “primi” 35 anni dei Bandierai degli Uffizi di Firenze
Edizioni Polistampa.
A conclusione di un anno pieno di festeggiamenti ed iniziative culturali per ricordare i 35 anni della fondazione dei Bandierai degli Uffizi, sbandieratori ufficiali di Firenze e del Calcio Storico Fiorentino, viene presentata dall’Assessore alle Tradizioni Fiorentine e alla Cultura Eugenio Giani con prefazione di Luciano Artusi, la storia dei Bandierai degli Uffizi.
Tutto ha inizio nel giugno del 1973 in piazza della Signoria con l’esibizione di quattro sparuti sbandieratori con un tamburino, prima della partita del Calcio Storico Fiorentino.
Nel libro sono ripercorsi i momenti salienti della storia dei bandierai, in particolare gli “anni d’oro”, che vanno dal 1980 al 1988: dal lancio del drappo nel cielo di Kiev quando era ancora una delle tante città dell’Unione Sovietica allo sbandieramento a pochi metri dalla Tour Eiffel, dall’impegno nello schivare sassi, monete e sputi prima di una partita della “Palla Grossa” a Prato al pianto di gioia nel levare in alto un trofeo appena vinto.
La pubblicazione è il primo libro sulla storia completa dei bandierai scritta da coloro che l’hanno vissuta sulla propria pelle e che oggi hanno deciso di condividerla con tutti e di immortalarla, grazie anche alle numerosissime fotografiche a colori.

domenica 7 dicembre 2008

Gli Anni di Firenze - Savonarola dal falò delle vanità al rogo 1498

Terzo appuntamento dell'iniziativa di "Gli Anni di Firenze". questa mattina alle ore 11. Dopo Campaldino e la Congiura dei Pazzi ecco Savonarola, altro importantissimo personaggio della vita fiorentina del cinquecento.
Come per le scorse edizioni, una lunga fila, ordinata, ha permesso il tutto esaurito, con alcune persone che non hanno potuto assistere all'evento.
Oratore il Prof.Adriano Prosperi che insegna Storia dell’Età della Riforma e della Controriforma alla Normale di Pisa.

Dunque Savonarola; processato 3 volte, torturato, condannato, il 23 maggio Girolamo Savonarola è impiccato e bruciato in piazza della Signoria, e le sue ceneri sparse in Arno.
Eppure, sono passati pochi mesi dal secondo ‘falò delle vanità’, trionfo materiale e simbolico della riforma religiosa e civile del frate. Cos’è accaduto?
Il domenicano arriva a Firenze nel 1489. Ha fama di implacabile rigore morale e tiene prediche affollatissime e visionarie: il castigo divino si abbatterà sulla città per la corruzione del clero e dei costumi, per la lussuria, l’idolatria, le credenze astrologiche, la sodomia, il lassismo, la simonia. La cerchia dei fedeli aumenta a dismisura e il carisma cresce: due anni dopo la morte
di Lorenzo il Magnifico, Savonarola è la guida religiosa e politica della Repubblica nata dalla sollevazione popolare contro i Medici. Firenze è per lui la nuova Gerusalemme, la costituzione repubblicana un momento del disegno divino di rinnovamento morale. Il suo rigore radicale si traduce in leggi; i ‘falò delle vanità’, tristemente famosi, bruciano carte e dadi da gioco, libri, abiti, specchi, cosmetici, gioielli, strumenti musicali. Sandro Botticelli vi brucia perfino alcuni suoi quadri. Ci vuole l'accusa di eresia e la scomunica di Alessandro VI a fermare il frate e ci vuole la minaccia di interdetto per fermare la città. È l’inizio della fine di Savonarola: la caduta sarà rapida e sensazionale quanto l’ascesa.



mercoledì 3 dicembre 2008

Moggiona-Firenze, un rapporto altalenante..

Da una breve ricerca su documenti d'archivio, mi viene di fronte una scheda del Dizionario Geografico Fisico della Toscana di Emanuele Repetti, dal quale si ritrova a grandi linee, come l'abitato di Moggiona, in Casentino, abbia avuto un'altalenante "proprietario".
Prima Contea Ghibellina, poi Repubblica Fiorentina, poi di nuovo ghibellina ecc...
Per avere un riferimento temporale e collegare un periodo storico importante come la Battaglia di Campaldino tra Guelfi e Ghibellini, almeno da questi piccoli tratti di storia, pare che Moggiona fosse del Conte Guido, quindi Ghibellina, quindi tra gli sconfitti di quella guerra.

Di seguito inserisco la scheda completa per la curiosità, svelando in realtà la vera motivazione dell'interesse per Moggiona da parte del sottoscritto, io sono "Moggionino", oltrechè ormai Fiorentino !!

Dizionario Geografico Fisico
della Toscana
di Emanuele Repetti

Numero Scheda:

31610 / 2739

Denominazione:

Moggiona

Toponimo IGM:

Moggiona

x GB:

1724756

y GB:

4851485

volume - pagine:

v. 3, p. 242 - 243

comune - provincia:

POPPI - AR

popolo:

S. Jacopo a Moggiona

piviere:


comunità:

Poppi

giurisdizione:

Poppi

diocesi:

Arezzo

compartimento:

Arezzo

ducato/regno:

Granducato di Toscana

MOGGIONA (Mojona, Modiona) nel Val d'Arno casentinese. - Villa con chiesa parrocchiale (S. Jacopo) nella Comunità Giurisdizione e circa 5 miglia a settentrione di Poppi, Diocesi e Compartimento di Arezzo.
Questa alpestre villa, che insieme col sovrastante eremo di Camaldoli ebbe titolo di contea, giace sul fianco meridionale del monte, donde a Camaldoli si viene, presso le scaturigini del torrente Sorra che si vuota nell'Archiano, lungo la strada mulattiera che guida a Camaldoli.
Due signori diversi figurarono in Moggiona innanzi che passasse sotto il dominio dei Camaldolesi. Uno di essi fu il conte Ugo del fu conte Guido, che nel 1109 donò a S. Eremo la chiesa di S. Maria di Moggiona con i beni annessi. L'altro signore era il capitolo della cattedrale di Arezzo, cui nell'anno 1107 fu venduta la villa di Moggiona dal conte Guido Guerra e dalla contessa Imilia sua moglie, salvo il censo annuo di 40 soldi lucchesi. - (ANNAL. CAMALD.)
Quindi lo stesso villaggio di Moggiona nel settembre del 1130 apparisce nuovamente alienato dal capitolo aretino agli eremiti di Camaldoli per lire 94 e soldi 14; e poscia il medesimo con due altri casali confermato in seguito al S. Eremo da varii brevi vescovili, pontificii, e anche da diplomi imperiali. Una delle bolle papali, nelle quali si conferma l'acquisto del villaggio di Moggiona a favore degli eremiti di Camaldoli fu data da Innocenzo II nel 1136; dalla quale si rileva che gli eremiti Camaldolensi avevano acquistato nel vescovato aretino villam de Modiona, quam emistis ab Henrico Preposito, et reliquis canonicis, cum eccelsia eiusdem villae et decimationibus, etc. - (opera cit.)
Anche il conte Guido, figlio del fu conte Guido Guerra e della contessa Imilia, nel 1146 approvò l'acquisto di Moggiona fatto dai Camaldolesi. Rapporto a che i sovrani d'Italia elargirono agli eremiti i diritti spettanti alla Regia Corona sopra Moggiona, consistenti nel fodro, angarie e albergarie, come risulta da un diploma di Arrigo Videl 1187, da Federigo II confermato quasi nel tempo stesso che quast'ultimo imperante accordava ai conti Guidi di Poppi e di Modigliana il tributo del placito sopra Moggiona.
Risiedeva anticamente in Moggiona un giusdicente baronale eletto dal priore di Camaldoli; il quale nel 1269 insieme con due consoli dello stesso villaggio nominò sei individui per la compilazione dello statuto di questo comune.
Nel secolo XIV gli eremiti di Camaldoli sottoposero l'eremo, il paese e il distretto di Moggiona all'accomandigia dei conti Guidi di Romena, quindi del Comune di Arezzo, e finalmente nel 1382, con riformagione della Signoria in data del 21 novembre, tanto il S. Eremo, quanto il paese e gli abitanti di Moggiona furono presi sotto la protezione perpetua della Repubblica Fiorentina con le capitolazioni seguenti.
1. Che gli eremiti di Camaldoli siano in perpetuo sotto la protezione e accomandigia del Comune di Firenze.
2. Che gli ufiziali dello stesso Comune, cui soleva affidarsi la giurisdizione della città e contado fiorentino, abbiano facoltà di procedere contro chiunque laico che commettesse maleficio nel territorio del S. Eremo per condannarlo secondo le leggi patrie.
3. Che sia lecito a ogni persona del contado fiorentino di attraversare il territorio di Moggiona, ed introdurvi qualunque mercanzia senza il pagamento di veruna gabella.
4. Che il Comune di Firenze debba amore Dei difendere gli uomini di Moggiona da qualunque oppressione, o molestia che gli fosse recata.
5. Che possa il Comune di Firenze fabbricare a suo piacere in Moggiona, o nel suo distretto, qualsiasi fortilizio e farlo custodire dai suoi ufiziali.
6. Che sia lecito alla Repubblica Fiorentina correggere e moderare gli statuti di detti luogo in qualunque tempo e qualunque causa.
7. Che gli uomini di Moggiona siano tenuti di offrire un cero di sei libbre nella mattina della festa di S. Giovanni.
8. Infine gli uomini di Moggiona si obbligarono di fare qualunque atto di sottomissione in quella forma che più piacerebbe alla Signoria di Firenze.
Nello stesso anno 1382, a dì 20 ottobre, gli statuti di Moggiona furono approvati in Firenze dal priore di Camaldoli dal parlamento dei priori, dal gonfaloniere e collegi della Repubblica per rogito di Ser Coluccio Salutati da Stignano cancelliere della Signoria.
Nel 1415, a richiesta degli eremiti di Camaldoli, con provvisione della stessa Signoria fu deciso, dagli ufiziali del monte di Firenze si dovesse amministrare la giustizia a Moggiona e nella tenuta del S. Eremo contro qualunque debitore de'Camaldolensi.
La chiesa col popolo e distretto di Moggiona nel 1537 fu incorporata a quella del S. Eremo, cui fu destinato un cappellano amovibile, fino a che con notificazione del 22 novembre 1776 fu pubblicato il motuproprio del 21 ottobre, col quale il Granduca Leopoldo I dichiarò lo scioglimento della contea di Camaldoli; e che tanto il S. Eremo quanto Moggiona e la tenuta della badia a Prataglia d'allora in poi dovesse essere considerati sotto le condizioni medesime degli altri paesi e popoli del Granducato.
Gli abitanti di Moggiona ritraggono una misera sussistenza dai lavori di faggio per barili, bigonce, ed altri utensili campestri e da cucina, non che dalle opere ch'essi fanno nell'abetina di Camaldoli; come per es., nel taglio dei vecchi abeti, nella piantagione dei nuovi, nel traino de'fusti, nei lavori di strade, e i quelli di una campagna alpestre, il cui maggior frutto si riduce a castagne e piccoli armenti di pecore e ad un assai discreto numero di majali.
La popolazione della parrocchia de'SS. Jacopo e Cristofano a Moggiona nel 1833 contava 458 abitanti.

lunedì 1 dicembre 2008

Coluccio Salutati e l’invenzione dell’Umanesimo

Chi era Coluccio Salutati, quali ruoli ha avuto all'interno della società fiorentina del tempo, quale opera o documentazione ha lasciato ai posteri?
Una mostra ci ricostruisce Coluccio Salutati ed è, ad oggi, uno dei primi studi organici sul Cancelliere della Repubblica fiorentina dal 1375 al 1406, sul personaggio centrale nella cultura fiorentina dell'ultimo quarto del Trecento e 'inventore' dell'Umanesimo.
Grandissima la documentazione storica raccolta dai curatori, per questa mostra.
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni: Vita, Opere, Biblioteca, Officina.

Coluccio Salutati e l’invenzione dell’Umanesimo
Biblioteca Medicea Laurenziana
Piazza San Lorenzo 9, 50123 – Firenze
Dalla domenica al venerdì, dalle 9.30 alle 13,30. Sabato chiuso
dal 2 novembre 2008 al 30 gennaio 2009
chiuso il sabato, 25 dicembre 2008, 1 gennaio 2009
tel. 055 290184; e-mail: eventi@operadarte.net



martedì 25 novembre 2008

I' Castagnaccio


Il “castagnaccio”è considerato un dolce, una tipica torta di popolazioni di varie parti d’Italia dove la presenza della “coltivazione” della castagna e dei castagneti da frutto è particolarmente viva e dove in passato aveva una forte predominanza rispetto alle altre attività agricole della montagna.

L’utilizzo della farina di castagne, base della preparazione del castagnaccio, è stata progressivamente abbandonata con il graduale spopolamento delle montagne a favore delle più moderne città, con il conseguente abbandono delle pietanze tipiche della montagna, tra le quali figura appunto il Castagnaccio.
In particolare nella zona fiorentina, nella sua montagna, nel Mugello e in Casentino, il Castagnaccio assume diverse denominazioni come anche: baldino o bardino.
E’ un dolce tipicamente autunnale, vista anche la stagione della produzione delle castagne con la conseguente essiccatura e la progressiva macinatura per ricavarne la farina (dolce).
Si ottiene facendo cuocere in forno un impasto di farina di castagne, acqua, olio extravergine d'oliva, pinoli e uvetta, disteso in teglia, di spessore variabile ma mai superiore al centimetro. Alcune varianti della ricetta originale fanno inserire all’interno dell’impasto rosmarino, canditi frutta secca come le noci.
In verità, secondo il mio parere, ci sta bene veramente tutto, è una base davvero squisita.

La ricetta base:
Ingredienti: 300 gr. di farina dolce di castagne;
50 gr. o più (sono buonissimi) di pinoli (preferibilmente della zona);
80 gr. di uva passa,
400 ml. d’acqua,
6 cucchiai di olio extra vergine d’oliva,
Il forno a 180 gradi, a bagno l’uvetta per un quarto d’ora, lavorare la farina con l’acqua, un pizzico di sale e un cucchiaio di olio per ottenere un composto omogeneo e senza grumi. Aggiungere i pinoli, l’uvetta strizzata e amalgamare. Predisporre un’ampia teglia di alluminio dai bordi bassi, ungerla d’olio e versarvi il semiliquido, un filo d’olio ed infornare.
30 minuti di cottura a 180°C, finchè sulla superficie non si sarà formata una crosticina croccante.

Fatevelo, buon appetito!!

domenica 23 novembre 2008

"L'altra faccia dell'anima" - I Ritratti di Giovanni Fattori

E' la terza mostra dedicata a Giovanni Fattori.
I ritratti straordinari in mostra tolgono definitivamente ogni dubbio sul pittore allo stereotipo dei soggetti militari e delle maremme contadine.
I ritratti sono delle icone della ritrattistica di ogni tempo: La cugina Argia, I fidanzati, Ritratto della prima moglie, Testa di buttero, Il bersagliere, Signore in giardino e il celebre Autoritratto del 1894. Ci sono anche due inediti, recuperati in contesti collezionistici distanti, risultano però estremamente vicini per la loro storia.
Un evento di rilievo nel panorama di iniziative dedicate al centenario dell’artista, in particolare il ciclo Firenze per Fattori. Ne fanno parte anche la mostra I luoghi di Fattori all’Accademia di Belle Arti di Firenze (in corso fino al 23 novembre), la conferenza internazionale sul restauro dei dipinti dell’800 (13-14 novembre) e la rassegna I Macchiaioli e la fotografia al Museo Alinari (4 dicembre 2008–15 febbraio 2009).

I Ritratti di Giovanni Fattori
Galleria d’arte Moderna di Palazzo Pitti, Piazza Pitti 1.
Ingresso: € 12, ridotto 6, gratuito cittadini Ue under 18-over 65.
Orario: da martedì a domenica, 8.15 – 18.50. Info: Tel. 055 2654321

giovedì 13 novembre 2008

In origine "Via Buja" ...

Proprio perchè non si vedeva nulla, Via Buja, nel senso semplicemente che il sole non aveva modo di passare.
Tettoie sporgenti, fabbriche altissime, strutture di copertura che lasciavano appena una piccola striscia di aria, una ridotta fessura che faceva a malapena intravedere il cielo; questa era Via buia.
Il nome di questo tratto dell'attuale Via dell'Oriuolo ha cambiato spesso, si è chiamata Via Bertinella o Albetinella, sicuramente proveniente dalla famiglia che vi abitava, gli Albertinelli oppure Bertinelli, proprietari di vari immobili dove sorgeva il primitivo Spedale fondato da Folco Portinari, dive si trova adesso l'Archivio Notarile.
Via Buja fu successivamente allargata nelle zone esposte a nord, per fare posto a vari palazzi nel primo tratto di Via dell'Oriuolo.

martedì 11 novembre 2008

Esercizi Storici Fiorentini - Bartolozzi e Maioli

Affacciandosi nella bottega d'arte di Bartolozzi e Maioli, ubicata dal 1938 nel centro storico artigianale dell'Oltrarno, o visitando il magazzino nella vicina Via dei Vellutini 5r, sembra di entrare in un vero e proprio museo. Settanta anni di intensa attività hanno contribuito a collezionare un numero considerevole di reperti, modelli e prototipi, ancor oggi usati per la produzione di oggetti lignei a intaglio, distribuiti in tutto il mondo.
La Bartolozzi e Maioli ha lavorato fra l'altro al restauro dell'Abbazia di Montecassino, agli arredi per il Palazzo del Quirinale, per le residenze del Sultano degli Emirati Arabi e al rifacimento di due sale del Cremlino.

Bartolozzi e Maioli
Via Maggio 13r
Via dei Vellutini 5r
Firenze

www.esercizistorici.it

venerdì 7 novembre 2008

Firenze - Uffizi - "La Madonna del cardellino"

La "Madonna del Cardellino" è considerato uno dei maggiori capolavori del giovane Raffaello.
La localizzazione di questa opera d'arte di inestimabile valore artistico ed economico è la Galleria degli Uffizi.
L'opera è stata recentemente restaurata dall'Opicifio delle Pietre Dure di Firenze, dopo dieci anni di meticoloso lavoro verrà esposta in una suggestiva mostra monografica dal titolo 'L'amore, l'arte e la grazia - Raffaello: La Madonna del cardellino restaurata'.




La "Madonna del cardellino", dopo una vita tormentata fatta di interventi di fortuna tesi a porre riparo alla distruzione della tela avvenuta a metà del Cinquecento e dopo dieci anni di restauro a cura , torna alla grazia e alla vivacità cromatica di un tempo. Il celebre dipinto, prima di tornare definitivamente alla Galleria degli Uffizi, verrà esposto al grande pubblico nelle sale di Palazzo Medici a Firenze dal 23 novembre 2008 al primo marzo 2009.
La "Madonna del cardellino" fu realizzata intorno al 1506 in un periodo storico molto fervido per l'arte e l'operosità degli artisti fiorentini, tra i quali Raffaello, Leonardo, Michelangelo e Frà Bartolomeo. Nel 1547 l'opera fu oggetto di una "catastrofe" con il crollo della casa di Lorenzo Nasi nella quale era ospitata; venne ritrovata e ricomposta, diciassette erano i pezzi e molti piccoli lembi assemblati.

Nelle foto alcune immagini delle varie fasi del restauro.

mercoledì 5 novembre 2008

La "Fontana dei Puttini"

La Fontana dei Puttini fu realizzata nel 1952 da Mario Moschi in piazza Vasari (Ponte al Pino). E' stata modellata nel 1942 ma fusa nel 1952 dalla fonderia Marinelli in un'unica gettata. Era l'epoca della ricostruzione di Firenze dopo la guerra e l'abbellimento delle piazza con sculture fu una pratica molto diffusa e incoraggiata dall'allora sindaco Giorgio La Pira. Esiste un'altra opera del Moschi in piazza Dalmazia realizzata però nel 1925 ed è il "Monumento ai caduti di Rifredi" che rappresenta un arciere che difende una donna con bambino in collo (l'Italia). Per quanto riguarda i Puttini (di questa statua ne esiste una seconda copia privata fusa nel 1968) l'ispirazione venne all'artista dai momenti reali della vita: la piccola nipotina che gattonava e la tartaruga che girava libera in casa. Mario Moschi nacque a Val di Rose frazione di Lastra a Signa il 6 maggio 1896 (mori nel 1971) da una famiglia di tradizione edile. Attratto fin da ragazzo dalla scultura frequentò lo stabilimento, allora famoso, della "Manifattura di Signa" specializzato nell'imitazione di ogni genere di antichità. Nel 1948 fondò insieme ad altri il "Gruppo Donatello" che riuniva gli artisti che avevano lo studio intorno a piazza Donatello, ancora oggi attivo. Una sua famosa scultura è il "Giocatore di football" realizzata per le olimpiadi di Berlino del 1936 e che rappresenta un calciatore che 'stoppa' la palla in corsa.

Adesso la fontana dei Puttini di Mario Moschi, grazie alla spesa del Comune (15mila euro) e l'accurato restauro curato dall'Opificio delle Pietre Dure i quattro bebè di bronzo che 'gattonano' uno sull'altro sul dorso di una tartaruga sono tornati a splendere.
Il restauro complessivo della fontana è durato un anno circa. Non solo sono stati ripuliti i puttini e la tartaruga che li 'regge' ma anche è stato risistemato dal servizio Belle Arti del Comune tutto il sistema idraulico e la vasca restaurata direttamente in loco.

Ieri sera sono passato per fate la foto che vedete; di notte con il cellulare non è venuta un gran che, ma prometto di mettere una foto migliore in seguito...ho notato che la piazzetta è molto buia e frequentata da personaggi non troppo raccomandabili. Restauro bellissimo, ambiente da rivedere.

martedì 4 novembre 2008

OGGI 4 novembre

42° Anniversario dell'alluvione di Firenze del 1966

La "Gallina di Firenze"

Leggo una simpatica notizia sul notiziario on-line di Nicola Novelli <nove.firenze.it> che riporto integralmente come una curiosità popolare di una Città che troppo spesso si sente urbanizzata e metropolitana, ma che in fondo è un vero paesone!!

"Chissà se il nuovo Regolamento di Polizia municipale ha già previsto e persegue il caso di una gallina nomade in città?
Perché ne abbiamo incontrata una che vive senza padrone proprio ai confini del centro storico [nella foto scattata all‘incrocio tra via del Gelsomino e viale Torricelli].
La pennuta si muove libera tra piazzale Galileo e il Poggio Imperiale e senza timore svolazza sulle auto che transitano passando da un giardino privato all’altro. Sembra che fosse allevata in una area agricola da un anziano che due anni fa è passato a miglior vita.
L’animale si è sottratto alla cattura degli eredi e da allora continua a sopravvivere nei paraggi cibandosi di quel che trova. E deve averne trovato in abbondanza, perché sta bene e le sue penne sono cresciute a sufficienza da consentirle il volo. La gallina è ben conosciuta dagli abitanti della zona. Ma nessuno è riuscito in due anni a catturarla… né se sa dire dove possa aver deposto sin’ora le uova."

lunedì 3 novembre 2008

Firenze x 92

E' sicuro che nel corso dei secoli il nome di Firenze, ha solcato mari e percorso monti e pianure.
Il nome di Firenze ha oltrepassato ogni cultura, ogni differenza linguistica ed è divunuto anche un nome di persona, nelle sue estensioni o contrazioni, nelle traduzioni linguistiche.
Ogni continente ha una serie di paesi o città che portano il nome di Firenze, al mondo ce ne sono almeno 92.
La più antica è Florence in South Carolina, la più alta, a 1000 metri, sul lago Vittoria, in Kansas la città di Florence fu fondata il 4 dicembre 1870. Nelle vecchie cartoline di Florence in Texas si notano i pali del telegrafo che mostrano l'arrivo del progresso. In Massachusetts nella città di Florence nel 1832, Samuel Whitmarsh piantò 25 acri di alberi di gelso per inziare l'allevamento dei bachi da seta e presto la sua piccola fabbrica con mulino, divenne proprietà di una comunità di abolizionisti della schiavitù che inventarono anche un marchingegno che fu adottato nelle macchine da cucire e arrivarono a dare vita a una delle più importanti industrie del settore a inizi Novecento. Alla famiglia Steen è legata la nascita di Florence nel Mississipi (era il 1820), ai cacciatori di pellicce e ai mormoni quella della cittadina in Nebraska, agli immigrati irlandesi una delle due Florence dello stato di New York. Gli appassionati di surf conoscono Florence, in Oregon, promontorio famoso per le sue onde. Moltissime altre città sono negli USA.
Sainte-Florence, comune francese di 129 abitanti nel cuore della Gironda, o l'omonimo municipio nella regione della Loira con «ben» 900 residenti.
Le Florencia, nome spagnolo di Firenze, spuntano ovunque. In Messico la più celebre è Florencia de Benito Juarez, il cui nome deriva, secondo la leggenda, dalle coppie di Florencio e Florencia che furono tra i fondatori spagnoli della città (prima dei massacri a opera di Nuno Guzman lì abitavano gli Caxcan).
Il Messico conta un'altra Florencia e una Nueva Florencia, una Florencia è in Honduras, un'altra nella foresta tropicale del Costa Rica, con una gemella poco lontano. La Florencia cubana, tagliata dal fiume Chambas, è stata fondata nel 1926 grazie all'arrivo della ferrovia ed è base di partenza ideale per escursioni a Florenceville Canada.

Insomma, non sono attualmente in grado di elencarle tutte, dal piccolo paese di 100 abitanti a città più importanti e popolose, a nomi propri di persona, il nome di Firenze è stato e sarà per sempre nella storia del mondo. Chi altri possono permettersi questo lusso?

venerdì 31 ottobre 2008

Esercizi Storici Fiorentini - Abacus

In questo negozio, nato nel 1985, si svolge una ormai rara forma di artigianato artistico. Abacus è, infatti, specializzato nella conservazione e nel restauro di testi antichi attraverso l’utilizzo di tecniche antiche e tradizionali.
La produzione si rivolge ad un pubblico che esige la qualità; essa comprende: quaderni personali, rubriche, album foto, libri ospiti, ecc. La carta marmorizzata usata per alcune rilegature o per gli specchi dei piatti dei libri è qui prodotta con molte tecniche differenti sia antiche che moderne.
E’ l’unico esercizio in città che effettua la rilegatura dei libri con la tecnica, che si usava nella Firenze di un tempo, chiamata “rosso sott’oro” per la caratteristica di presentarsi a libro chiuso come un blocco d’oro ed a libro aperto colorato di rosso. Altra peculiare caratteristica è che i libri vengono rilegati con cucitura a mano.
Il negozio è uno dei rarissimi se non probabilmente l’unico a produrre libri per le firme e libri bianchi da collezione con una speciale riserva alcalina all’interno degli stessi che combatte l'acidità che è causa dell'invecchiamento naturale rendendoli longevi per centinaia di anni (adatti per la conservazione).

ABACUS
Via Ginori, 28/30r
Tel: +39 055 219719
www.abacusfirenze.it
abacus@abacusfirenze.it

www.esercizistorici.it

mercoledì 29 ottobre 2008

Firenze - Magistrature - Capitani d'Orsanmichele

Il 10 agosto 1291 fu costituita la Compagnia laicale di "Santa Maria di San Michele in Orto" per rendere onore alla Madonna con i canti che tutte le sere i fedeli innalzavano alla miracolosa immagine della Madre di Dio, posta sotto il loggiato di Orsanmichele dove aveva luogo, al mattino, il mercato del grano e delle biade. Questa immagine della Madonna, dipinta su un pilastro da Ugolino da Siena, fu oggetto di grandissima venerazione, e venne addirittura detta "Madonna delle Grazie" per i numerosi miracoli che continuamente Le si attribuivano. Fu proprio fra i numerosissimi devoti che si radunavano ogni sera davanti alla sacra immagine a cantare le laudi che si form� questa Compagnia, detta anche dei "Laudesi" proprio per le "laudi" che essi cantavano.

lunedì 27 ottobre 2008

Gli Anni di Firenze - La Battaglia di Campaldino

Una coda interminabile ieri davanti al Cinema-Teatro Odeon a Firenze per l’iniziativa de “Gli Anni di Firenze”. Ieri 26 ottobre 2008 è stata presentata la serie di 9 incontri sulle lezioni di storia che riguardano Firenze e i suoi momenti principali del glorioso passato, dalla Battaglia di Campaldino del 1289 fino al sindaco più amato dei fiorentini, Giorgio La Pira.
Molti fiorentini interessati sono rimasti fuori, la coda, peraltro molto ordinata, raggiungeva via Strozzi. Il cinema Odeon può ospitare poco più di 600 persone ed era veramente gremito.
L’argomento era di quelli che i fiorentini conoscono bene, l’intramontabile rivalità tra Guelfi e Ghibellini, la battaglia che meglio rappresenta questa rivalità è quella dell’11 giugno 1289, la “Battaglia di Campaldino”. Molti i personaggi coinvolti di grande nome e spessore storico, Dante Alighieri, il Vescovo di Arezzo Guglielmino degli Umbertini, Sozzo de’ Guicciardini, Cavalcante Cavalcanti, Corso Donati, Conte Guido Novello, Vieri de’ Cerchi e molti altri citati da Dante nella Divina Commedia e soprattutto da Dino Compagni e Giovanni Villani nelle loro “Croniche”.
Alessandro Barbero insegna Storia medievale all’Università del Piemonte Orientale, e ci ha presentato in meno di 2 ore gli spaccati politici del periodo.
Nella piana che porta a Poppi, in località Campaldino, si affrontano l’armata aretina dei Ghibellini e quella fiorentina dei Guelfi. Tra le sue file, un giovane cavaliere, Dante Alighieri, combatte come guelfo bianco. Forse l'immagine del Sommo Poeta a cavallo, con la cotta di maglia, la testa chiusa nell'elmo di ferro e la spada in pugno non appartiene al più diffuso immaginario dantesco, certo però è che se molti hanno sentito nominare quella battaglia, il merito va alla Divina Commedia. Ma Campaldino ha un'importanza centrale per il medievista e non solo perché la vittoria dei fiorentini sancisce l’egemonia del guelfismo in Italia e di Firenze sul resto della Toscana.
Un osservatorio ideale per capire come si faceva la guerra nel Medioevo, dal reclutamento degli eserciti al processo decisionale che conduceva all'apertura di un conflitto, dalla pianificazione d’una campagna alla conduzione tattica d’uno scontro, fino alle tensioni sociali che attraversavano le forze armate, specchio, allora come oggi, delle contraddizioni d’una società.

giovedì 23 ottobre 2008

a Firenze nasce "Medicea"...

MEDICEA - rivista interdisciplinare di studi medicei: ideata e diretta da Marco Ferri e Clara Gambaro, con il contributo di Banca Etruria.
Ieri, 22 ottobre 2008 nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze è stata presentata "Medicea".
Grande l'affluenza di pubblico che si è verificata, situazione che ha un po' sorpreso e compiaciuto il rappresentante di BancaEtruria quando ha specificato che in genere per situazioni culturali di questo tipo non si vedono molte persone interessate, probabilmente anche questo contribuisce al successo della rivista!
Sono intervenuti Eugenio Giani, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze; Roberto Cecchi, Direttore generale MIBAC - Ministero per I Beni e le Attività Culturali; Carlo Sisi, Presidente del Museo Marino Marini e Cristina De Benedictis, Docente di Museologia presso Università degli Studi di Firenze, oltre agli ideatori ed autori.
Medicea, che vede la luce dopo due anni dall'idea iniziale, e si propone la divulgazione della materia con rigore scientifico ma anche con una grande apertura ai giovani che in genere trovano difficoltà a pubblicare i propri studi. La rivista è interdisciplinare, quindi a tutto campo sui Medici, che come puntualizzava l'Assessore Giani, hanno governato questa città per 303 anni con qualche piccola interruzione.
La pubblicazione avrà cadenza quadrimestrale.
Non mancheremo di seguire la rivista e di farne "settore" nella nostra biblioteca.
Complimenti a Marco Ferri e a Clara Gambaro.

martedì 21 ottobre 2008

La "Porta di San Niccolò"

Quando si dice la volontà di riscoprire nuove prospettive...
La Porta San Niccolò è una di quelle entrate di Firenze che hanno sempre avuto una minore importanza proprio perchè non è posizionata lungo le direttrici del traffico come potrebbero essere quella del Prato o di Beccaria.
Importanza che però essa raggiunge per la sua particolarità, che le altre non hanno più; cioè che è l'unico esempio di torre, del trecento, fu edificata nel 1324, su progetto dell'Orcagna (ma non è confermato), che non fu ribassata (“scapitozzata”) nel Cinquecento, perché la collina di San Miniato le offriva una naturale protezione dai colpi delle artiglierie.
E' quindi l'unica porta fiorentina esistente che conservi la sua altezza originale di costruzione, a differenza di San Gallo, Beccaria e Porta Romana ed altre, che furono “scapitozzate” per evitare che a seguito dei cannoneggiamenti le macerie distruggessero cadendo le costruzioni circostanti.
Un progetto ora la rimette in luce, anche per poterla restaurare e riaprire al grande pubblico, perchè dalla sua sommità, si ha una prospettiva diversa del panorama dall'alto di Firenze, diverso anche da quello del piazzale Michelangelo che le è così vicino.

giovedì 16 ottobre 2008

Giovanni dalle Bande Nere - Capitano di Ventura

Giovanni dalle Bande Nere - Forlì 1498 - Mantova 1526
Figlio di Giovanni dei Medici (Giovanni "il Popolano", del ramo secondogenito della famiglia, quello che fa capo a Lorenzo il Vecchio) e di Caterina Riario Sforza, virago fra le più celebri del Rinascimento.
Eccellente condottiero - fu visto dal Machiavelli come l'uomo capace di unificare l'Italia - la sua figura è avvolta da un alone di leggenda che ne ha spesso sottaciuto la ferocia.
Ebbe il soprannome quando, alla morte del papa Medici Leone X, mutò da bianche a nere in segno di lutto le bande della sua insegna di capitano di ventura.
Vero mercenario, ansioso solo di combattere per chi lo pagava meglio, in soli quattro anni, dal 1522 al '26, cambiò campo quattro volte: fu al soldo del Papa, poi dei francesi, degli imperiali e quindi nuovamente dei francesi.
Capitanò l'esercito della Lega di Cognac, alleanza franco-veneto-pontificia voluta da papa Clemente VII (ancora un Medici) contro gli imperiali, ma fu ucciso da un colpo di colubrina e i Lanzichenecchi si aprirono la strada per il sacco di Roma (1527).
Un particolare sulla spada della statua a lui dedicata che si trova sul lungarno agli Uffizi, l'incisione della frase:- "Non mi snudare senza ragione, non m'impugnare senza valore" - grandi moniti per il tempo.

venerdì 10 ottobre 2008

Sei fiorentino se...

Raffaella, una lettrice di questo blog, mi ha inviato una serie di piccole frasi che caratterizzano la fiorentinità popolare, alcune fiorentinità (anche toscane in realtà) che ripercorrono ambientazioni, situazioni, modi di essere che fanno ripensare a noi, alla nostra vita vissuta in Firenze, nel passato e nel presente.
Grazie Raffaella e buona lettura a tutti!!

Sei fiorentino se... ti scappa detto un :"maremma maiala 'mpestaha!" anche quando non dovresti...
Sei fiorentino se... hai sempre la battuta pronta!...
Sei fiorentino se... il pane lo mangi senza sale...
Sei fiorentino se... guardando il duomo ti senti fiero..
Sei fiorentino se... sei stanco della "coca cola con la cannuccia corta corta"...
Sei fiorentino se... quando vedi il giglio di Firenze ti senti importante...
Sei fiorentino se... mangi i crostini fatti con i fegatini...
Sei fiorentino se... tu dici: 'icchè tu vvoi, icchè tu dici...
Sei fiorentino se... sai fare le imitazioni degli accenti della tua regione!!!...
Sei fiorentino se... i viali sono una bella cosa, ma percorsi di notte e senza guardare ai lati...
Sei fiorentino se... mangi la bistecca alla fiorentina pensandolo come un onore e non come un semplice pasto...
Sei fiorentino se... riesci a sdrammatizzare tutto con una battuta...
Sei fiorentino se... ti piacciono i cantuccini e certe volte li inzuppi nel vin santo...
Sei fiorentino se... pensi "da Firenze in un'ora si va dappertutto, mare, montagna, colline"...
Sei fiorentino se... ti senti orgoglioso del tuo accento, anche quando ti prendono in giro!...
Sei fiorentino se... pensi "eh, ma noi si!!! noi parliamo l'italiano, l'italiano è nato qui con Dante!!!"...
Sei fiorentino se... pensi che le cascine sono un bellissimo parco... di giorno, ma non a pranzo la domenica, ela sera è meglio non avvicinarsi troppo...
Sei fiorentino se... sai che tra livornesi e pisani c'è l'odio...e i fiorentini non gli sono poi così simpatici...
Sei fiorentino se... sai cucinare la bistecca al sangue...
Sei fiorentino se... per dire 'schiacciata' dici 'sTiacciata'...
Sei fiorentino se... invece di dire 'Che freddo!' dici 'Maremma che DIaccio!!'...
Sei fiorentino se... dici A ME MI! ...
Sei fiorentino se... ti vanti di esser dello stesso posto di Conti, Ceccherini, Pieraccioni, Benigni...
Sei fiorentino se... quando ti imitano nel modo di parlare, rispondi con un sorriso: 'E un ti riesce, gnamo, t'insegno io...
Sei fiorentino se... sei stato almeno una volta al Carnevale di Viareggio...
Sei fiorentino se... sei stato almeno una volta alle "Spiagge Bianche"...
Sei fiorentino se... dici "ma che ssei grullo?" ...
Sei fiorentino se... mangi i cenci...
Sei fiorentino se... esclami 'SIE!' quando qualcuno spara una cazzata ...
Sei fiorentino se... dici 'I su fratello', 'la Mi màmma', 'I mi babbo'...
Sei fiorentino se... dici 'CHETATI!' parecchio convinto invece di 'stai zitto!'...
Sei fiorentino se... chiami la sigaretta 'CICCHINO'...
Sei fiorentino se... mangi le Pappardelle Al Sugo di Cinghiale...
Sei fiorentino se... invece di salutare con un semplice CIAO dici 'BONA!'...
Sei fiorentino se... sai fare sempre casino, metti allegria...
Sei fiorentino se... chiami 'CENCIO' lo straccio per pulire...
Sei fiorentino se... tra amici non prendi mai nulla sul serio e hai sempre voglia di scherzare...
Sei fiorentino se... quando non te ne importa nulla di una cosa dici:'M'IMPORTA UNA SEGA'...
Sei fiorentino se... soprattutto sei fiero di esserlo...
Sei fiorentino se... dici "pole" al posto di può...
Sei fiorentino se... sei ORGOGLIOSO DI ESSERLO.......FIORENTINO!!!

martedì 7 ottobre 2008

Firenze la città più virtuosa d'Italia

Il Sole24 ore ha stilato la lista delle città più virtuose in Italia.
La classifica è stata stilata su argomenti come la cultura, la scuola, i servizi.
Firenze è la città che spende di più per l'istruzione e per i servizi in generale con l'assistenza, penso agli anziani, e per la cultura (se non spende Firenze per la cultura chi lo dovrebbe fare?)
Rimane un nodo cruciale che non dipende dalla bellezza della nostra storia e dei nostri monumenti, ma dalle amministrazioni pubbliche che devono occuparsi di ciò: il trasporto pubblico. Grande "magagna" fiorentina che nessuna amministrazione comunale ha mai risolto.

venerdì 3 ottobre 2008

100 barche di carta



Erano veramente 100 barche di carta?



Non le ho contate ma vi assicuro che l’iniziativa,è stata, se non altro, originale.
Cento barche di carta hanno navigato l’Arno controcorrente. Si, per la brezza di vento che soffiava in quel preciso istante, l’artista Nicoletta Boris, ha rilasciato le barchette di carta partendo da Ponte Vecchio.



Il 2 ottobre le barche sono state le protagoniste della “Regata di carta” tra Ponte Vecchio e Ponte alla Carraia. La performer fiorentina ha liberato 100 imbarcazioni, lunghe quasi un metro e realizzate da lei stessa.
I modelli, costruiti con la più tradizionale delle tecniche, piegati cioè manualmente dall’artista, verranno poi recuperati, saranno poi messi all'asta per una raccolta di fondi a scopo di beneficenza.
La carta che è stata utilizzata per costruire queste barche è resa impermeabile dall’amido di mais, quindi biodegradabile.
Da non dimenticare il notevole e partecipativo aiuto della società storica fiorentina dei “Canottieri di Firenze”.

giovedì 2 ottobre 2008

lo "Zafferano fiorentino"

E' addirittura Denominazione Origine Protetta lo Zafferano di Firenze, è una spezia antichissima conosciuta fin dall’antichità nell’Asia Minore.
Veniva utilizzato per moltissimi usi come il tessile per tingere le stoffe, medicinale e cosmetico.
Intorno al 1200 arrivò in Italia e si sviluppò la coltivazione anche in Toscana.
Nelle zone intorno a Firenze trovò il proprio abitat naturale e trovò inoltre un fiorente mercato di scambio all'interno dei più ampi commerci della nostra città.
Addirittura lo si denominò con un particolare nome, “Zima di Firenze”.
Lo Zafferano ha un'attività benefica sulla salute, antiossidanti attivi contro l'invecchiamento, oppure in cucina colora e insaporisce i piatti.
E' un prodotto che costa molto, proprio per la sua particolarità. Il prezzo si giustifica dal fatto che per ottenerne un chilo bisogna raccoglierlo solo all'alba, in autunno, quando i fiori sono ancora chiusi, un lavoro durissimo e di pazienza, in più si devono raccogliere i pistilli di 150 mila fiori di Crocus Sativus, è necessario fare tutto manualmente, perché le macchine potrebbero rovinare il fiore.
La produzione della provincia di Firenze arriva a circa 3 chili e mezzo, circa l'1 percento del prodotto nazionale.
Gustosi sono i piatti a base di zafferano, come la zuppa di zafferano o il dolce di farro e zafferano.

Numerosi ed interessantissimi sono gli incontri che il Comitato promotore dello Zafferano di Firenze organizza ogni anno nel periodo della raccolta e della lavorazione.
Quando si dice "l'oro della terra"!!

martedì 30 settembre 2008

Firenze - Arti Minori - Arte dei Beccai

Montone nero rampante in campo oro
Fu una delle più potenti e più ricche delle Arti Minori. Anticamente molte macellerie vennero sistemate, per ragioni igieniche, nelle botteghe sul Ponte Vecchio oggi occupate dagli orafi. Ebbe la sede in Via Orsanmichele, nel palazzo che tuttora mostra ben conservata sulla facciata la propria insegna in pietra, raffigurante un montone rampante.

venerdì 26 settembre 2008

La "Compagnia dell'Amore"

Una grande brigata di circa 1000 persone, tutte vestite di bianco, ed a capo un certo Rossi detto il "Signore dell'Amore".
Questa allegra brigata aveva lo scopo di occuparsi di giuochi, balli, cene e di vivere "in gioia e allegrezza" in un periodo storico, siamo nel 1283, in cui non esistevano ancora Santa Croce, il Duomo, e nemmeno Palazzo della Signoria.
La fama della compagnia passò ben presto i confini di Firenze e della Toscana per spargersi in tutta Italia. Arrivarono a Firenze cavalieri e personaggi da tutta la penisola. Questa eccezionale felicità e tranquillità durò per oltre un anno e il 1283 divenne l'anno del benessere e di agiatezza che sparì l'anno seguente perchè i fiorentini tornarono a farsi guerra tra loro.
Non siamo mai stati tranquilli e mai ci siamo "annoiati"!!

mercoledì 17 settembre 2008

Il "Peposo"

La storia del "Peposo".
In realtà un particolare spezzatino originario dell'Impruneta. In alcuni ristoranti di Firenze il paese d'origine lo inseriscono proprio nel menù: "Peposo dell'Impruneta" si trova scritto a grandi lettere.
Già dal nome si intuisce che uno degli ingredienti principali di questa ricetta fiorentina è il pepe, abbondante. La storia del peposo è semplice ma efficace. Un po' leggenda un po' verità.
All'Impruneta si chiama anche "Peposo alla fornacina" ,nato dai maestri fornaciai che lo cuocevano insieme al "Cotto fiorentino".
Una storia risalente a molto prima della costruzione della Cupola del Brunelleschi, dove gli storici collocano la nascita del Peposo.
Durante la costruzione del cupolone, gli operai lavoravano di gran lena e la fatica si faceva sentire. Gente di stomaco buono, forti e robusti avrebbero mangiato anche i mattoni di cotto che stavano cuocendo. Proprio insieme ai mattoni, un bel pentolone di "Peposo", a fuoco lento cuoceva carne di scarsa qualità, ma nutriente innaffiata di vino dei colli fiorentini.
Il pepe che conservava la carne, insieme al sale e alla salamoia era d'uso comune, in qualche modo si doveva pur conservare il cibo.
La ricetta? Prossimamente su questo blog.

venerdì 12 settembre 2008

l'origine della "Rificolona"

Il 7 settembre Firenze ha festeggiato una sua tradizionale festa, la Rificolona.
Abbiamo già parlato di cosa è "La Rificolona". Una festa, dedicata soprattutto ai bambini, che si svolge la sera del 7 Settembre, vigilia della natività della Madonna, principalmente in Piazza Ss. Annunziata.
Ma l'origine di questo avvenimento e di queste "lanterne" così luminose e colorate, pare provenga da un non troppo recente passato, quando i contadini ed i montanari delle montagne e delle vallate intorno a Firenze venivano in città per la fiera dell'8 settembre.
Casentinesi, mugellani, garfagnani, pistoiesi arrivavano a Firenze a piedi e illuminando i sentieri e le strade con queste lampade o torce ricoperte da strutture per riparare la fiamma dal vento.
Il 7 in SS Annunziata, l'8 a lavorare vendendo i propri prodotti alla fiera.

I fiorentini fecero propria questo tipico sistema di illuminazione, e costruivano vere e proprie opere d'arte di carta o cartapesta e attaccandole alle finestre o in cima ad un'asta hanno così creato una ricorrenza di grande impatto e suggestivi colori.

venerdì 5 settembre 2008

La "Rificolona"

"Ona, ona, ona, ma che bella rificolona..
la mia l'eh co' fiocchi, la tua l'eh co' pidocchi!!..."

Queste si che sono le canzonette storiche di Firenze!
E' una delle prime canzoncine che il vero fiorentino insegna alla sua prole.
La Festa della Rificolona è il 7 settembre di ogni anno. La manifestazione principale a Firenze viene organizzata dall'Amministrazione comunale in collaborazione con varie associazioni culturali.
Per la liturgia cattolica è la vigilia della natività della Madonna ed è una tradizione popolare ancora molto sentita e partecipata, di antico folklore.
Le rificolone sono delle costruzioni di carta velina o cartapesta, dove all'interno di inserisce una candela che, una volta accesa, illumina l'opera d'arte. I bambini la costruiscono nei giorni antecedenti a casa o a scuola, per poi utilizzarla in occasione della sfilata che si svolge per le strade della città. Sono montate su una canna e con un telaio rigido, spesso con filo di ferro.
Si trovano rificolone anche prodotte industrialmente.
Il 7 di settembre di ogni anno, ancora oggi, in varie parte della città si può ancora ammirare questa tradizionale sfilata, e ragazzini di ogni ceto sociale che portano la loro rificolona, altri ragazzini che con cerbottane e stucco, mirano e distruggono le rificolone con una mira infallibile.
Si ricorda che negli anni Cinquanta ci fu una sfilata delle rificolone di tipo fluviale, si svolse sull'Arno nel tratto fra Bellariva e la pescaia di San Niccolò. Strutture di carta colorata posizionate sulle barche dei renaioli, tutte illuminate che scorrevano sull'acqua.
Non c'ero, deve essere stata una bella sensazione. La riproponiamo?

mercoledì 3 settembre 2008

il "Ratto delle Sabine"

Ieri mattina, in attesa di andare al lavoro, mi avvicina un turista in Piazza della Signoria chiedendo un'informazione (si vede che mi ha visto come un fiorentino, uno del posto) :- Mi fa vedere una foto di una statua chiedendomi dove si trovava, perchè lui non l'aveva trovata.
Era il "Ratto delle Sabine" del Giambologna. Di scatto mi giro verso la "Loggia dei Lanzi" e un sorriso mi sorge spontaneo, la statua marmorea non si vedeva perchè coperta da impalcature per restauro. Indico la situazione all'amico turista e entrambi sorridiamo e ci salutiamo.
In effetti la statua è originale, non una copia. Ha grossi problemi di conservazione, lo smog e l'afflusso turistico sono i principali fattori di deterioramento dell'opera.
E' un soggetto molto ammirato, è un capolavoro che attrae molti visitatori. La Loggia è sempre piena di turisti ed è unico anche come dimensioni, un blocco di marmo di Carrara unico, alto 4 metri e 10.
La statua rappresenta un giovane bello e fisicamente molto possente che stringe a forza una bella ragazza (figliola) nuda e fisicamente sfuggente, mentre il vecchio protettore viene buttato a terra e sottomesso.
Erano tempi di rapimenti, anche per matrimoni forzati.
Il restauro è necessario, già da diversi anni si monitorava l'opera ed adesso è arrivato il momento di prendere una decisione. Probabile che la statua debba essere messa al chiuso, speriamo ai Grandi Uffizi.

martedì 2 settembre 2008

La Storia di Firenze in mostra con i Bandierai degli Uffizi

Il video della rete televisiva Seeten di presentazione di questa mostra che ripercorre i luoghi e la storia di Firenze e dei suoi sbandieratori; i Bandierai degli Uffizi.
Fino al 10 settembre in Sala d'Arme di Palazzo Vecchio e dal 11 al 30 settembre al Palagio di Parte Guelfa.

lunedì 1 settembre 2008

Firenze e le altre...

Firenze città del mondo. La nostra amata città è gemellata con 14 città europee e 13 città del resto del mondo. Un bel traguardo se si pensa che i gemellaggi debbano anche servire alla comunicazione ed ai rapporti internazionali. Le elenco qui sotto, anche per far conoscere...dove ci conoscono!
  • Europa:
    • Bandiera della Germania Dresda, Germania
    • Bandiera della Svezia Malmo, Svezia
    • Bandiera della Scozia Edimburgo, Scozia
    • Bandiera della Francia Reims, Francia
    • Bandiera della Spagna Valladolid, Spagna
    • Bandiera della Germania Kassel, Germania
    • Bandiera della Finlandia Turku, Finlandia
    • Bandiera della Grecia Atene, Grecia
    • Bandiera dell'Ucraina Kiev, Ucraina
    • Bandiera della Lettonia Riga, Lettonia
    • Bandiera dell'Albania Tirana, Albania
    • Bandiera della Francia Porto-Vecchio, Francia
    • Bandiera della Polonia Kraków, Polonia
    • Bandiera dell'Ungheria Budapest, Ungheria
  • Altre città del mondo:
    • Bandiera del Marocco Aaiun, Marocco
    • Bandiera dell'Eritrea Asmara, Eritrea
    • Bandiera dell'Iran Esfahan, Iran
    • Bandiera del Marocco Fes, Marocco
    • Bandiera degli Stati Uniti Filadelfia, USA
    • Bandiera del Giappone Gifu, Giappone
    • Bandiera della Siria Damasco, Siria
    • Bandiera del Giappone Kyōto, Giappone
    • Bandiera del Kuwait Al-Kuwait, Kuwait
    • Bandiera della Cina Nanchino, Cina
    • Bandiera d'Israele Nazaret, Israele
    • Bandiera del Brasile Salvador de Bahia, Brasile
    • Bandiera dell'Australia Sydney, Australia
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