sabato 30 giugno 2012

Caro Lapi, ci mancherai!

Gianluca Lapi - Foto Giuseppe Sabella
Con la partita giocata dai Verdi di San Giovanni contro i Bianchi di Santo Spirito il 16 giugno 2012, Gianluca Lapi, storico Calciante verde, lascia il Calcio Storico fiorentino. L’addio al Calcio Storico di Gianluca Lapi, è stato ufficializzato al termine di questa semifinale, vinta dai Bianchi per 9 cacce e mezzo a 2. Gianluca è stato una colonna portante dei Verdi di San Giovanni per 32 anni. E’ da tutti considerato uno dei più grandi giocatori di Calcio Storico di sempre, tanto che il paragone con Lorenzo il Magnifico ne ha decretato la massima grandezza. A 50 anni suonati, giocando moltissime partite, ha realizzato oltre 60 cacce.
In una recente intervista al Corriere fiorentino, racconta i motivi per i quali lascia questa grande passione: «...voglio lasciare spazio ai giovani…Ho scelto di giocare a piedi nudi perché per me l’arena di Santa Croce è come una spiaggia dove si gioca tra amici». Ecco il vero spirito di come dovrebbe essere il Calcio Storico, poi aggiunge: «Oggi il calcio storico viene preso troppo sul serio e ha perso il carattere folcloristico di una volta. Prima era uno sport che finiva sempre a tarallucci e vino tra i giocatori delle due squadre, venivano organizzate cene in cui le quattro squadre si ritrovavano per scherzare e ridere in compagnia. Oggi invece i calcianti neppure si parlano. Col tempo si è perso quello spirito ridanciano che ha dato origine al Calcio Storico. Oggi tutto è basato sull’atleticità e non c’è spazio per le battute». 
Si, perché Lapi, il più grande di tutti, non ha mai fatto del pugilato l’unico mezzo per giocare al Calcio fiorentino. E’ da sempre un grande atleta, ex portiere di calcio all’inglese, ha praticato anche nelle serie professionistiche. Il Calcio Storico non può ridursi in uno scontro tra pugili e praticanti di arti marziali, qui si parla di placcaggi, di bloccare l’avversario, non di un ring.
Racconta ancora Lapi al Corriere fiorentino: «Anni addietro prima di entrare in campo, si scherzava tutti insieme, magari si beveva un bicchierino di grappa o si fumava una sigaretta, oggi invece si va avanti a forza di proteine e integratori, muscoli e palestra. Fino a qualche anno fa, i calcianti di ognuna delle squadre vivevano i luoghi di ritrovo all’interno dei quartieri di appartenenza, oggi siamo nel mondo di facebook e i reclutamenti avvengono grazie alle conoscenze dei giocatori, indipendentemente dall’appartenenza al quartiere». Poi parla del suo esordio: «Ho esordito il 24 giugno 1980 in una gara al giardino di Boboli. Fu molto emozionante, anche perché segnai la prima caccia della mia vita. Venivo dal calcio professionistico, avevo giocato come portiere nel Napoli e nella Pistoiese. Poi mi sono dato al pugilato. Mi sono avvicinato al Calcio Storico perché alla mia palestra si allenavano i Bianchi. M’incuriosiva molto questa tradizione e decisi di provare. Nei Bianchi però non c’era posto e quindi entrai nella squadra dei Verdi». 
Lo spirito che racconta Lapi in questa intervista pubblicata sul Corriere fiorentino prima della finale del 24 giugno 2012, vinta dai Bianchi sugli Azzurri per 4 cacce a 0, è quello che si rivive quando si giocano le partite dei Veterani del Calcio Storico. Anche lui ha partecipato alle due edizioni, quella del 2011 e quella giocata il 15 giugno 2012, prima del torneo vero e proprio. Anche in quella partita ha giocato scalzo. Uberto Bini, ideatore delle Vecchie Glorie, nel nuovissimo libro “Il Calcio fiorentino”, scritto con Sandro Bennucci e Filippo Giovannelli, lo descrive così: «Uomini come Gianluca Lapi che quando lo vedevi immischiato in una rissa oppure in un testa a testa, la consapevolezza era che: sì le botte erano le stesse e facevano indubbiamente lo stesso male, ma era un male necessario con il massimo rispetto per l'uomo che avevi di fronte. Questi sono i Calcianti con la C maiuscola. Questi sono gli uomini con la U maiuscola che dovrebbero scendere in campo per dar vita a questo 'giochino'. Questi sono i Guerrieri con la G maiuscola che vogliamo vedere in 'piazza', in nome di Fiorenza nostra». 
Gianluca Lapi è il Calciante per eccellenza, è l’esempio per tutti gli altri. Ha una sua morale, che è quella giusta per dare spirito e smalto ad una squadra nuova e giovane, quella dei Verdi di San Giovanni. Quello che ci auguriamo, oltre che vederlo in campo nelle prossime partite dei Veterani del Calcio Storico, è che rimanga nell’ambiente, magari faro e guida proprio dei Verdi; il colore che ha sempre amato e difeso con forza ed orgoglio. Lapi è colui che potrebbe ridare smalto a questa squadra, a questo colore, a questo spaccato cittadino, così importante per tutto il Calcio Storico fiorentino. 
A Gianluca Lapi un arrivederci quindi, nei campi “polverosi” della Firenze che ci piace.

mercoledì 27 giugno 2012

L'Ultima dei Medici riesumata

L'Elettrice Palatina in una recente rappresentazione
Le motivazioni destano una forte curiosità. Le Cappelle Medicee sono ancora il teatro di una delle più misteriose attività di ricerca dell'Università di Firenze.
Anna Maria Luisa de' Medici, delle quale abbiamo fatto in questo blog alcune descrizioni, nacque a Firenze l'11 luglio 1667 e morì il 18 febbraio 1743, giorno in cui ogni anno si celebra un suo ricordo. Con lei si esaurì il ramo granducale della dinastia Medicea, ed è a lei che si deve il mantenimento a Firenze di gran parte delle opere d'arte raccolte dai Medici in tre secoli di storia attraverso il Patto di famiglia sottoscritto il 31 ottobre 1737, dove impegnava il Granduca Francesco Stefano di Lorena alla conservazione del patrimonio e a beneficio ''pubblico''. Sin dal marzo 1858, il corpo dell'Elettrice Palatina giace in un vano ai piedi del pilastro di sud-ovest della cripta delle Cappelle Medicee.
Il progetto di riesumazione prevede il recupero del corredo, se la situazione archeologica lo consente, la sua messa in sicurezza, ed un'interessantissimo intervento di recupero delle spoglie mortali della principessa.
Queste verranno messe in sicurezza in contenitore stabilizzato in plexiglas, in un ambiente messo a disposizione dalla Parrocchia di San Lorenzo. A quel punto iniziera' la fase delle analisi antropologiche, della morfologia scheletrica, della patologia, della campionatura per isotopi del collagene per paleonutrizione, oltre all'esecuzione di tomografia e radiografia dei segmenti scheletrici accessibili.
A seguire e' previsto il trasporto del vestiario e del corredo funerario nelle varie sedi dei laboratori restauro dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, per valutazioni sui modi e tempi di restauro. Infine e' in programma il ricollocamento delle spoglie di Anna Maria Luisa in San Lorenzo (con la sistemazione in una nuova cassa), la benedizione delle stesse e la loro definitiva tumulazione.
E' probabile anche uno studio medico sui tessuti e sulle cause della morte, che anche se conosciute, possono dare ulteriori informazioni su come venivano curate e trattate alcune malattie qualche secolo addietro.

martedì 26 giugno 2012

La Fortezza da Basso, fortezza sotterranea

La Fortezza da Basso, oggi sede espositiva di Firenze fu voluta da Alessandro de' Medici, Duca di Firenze.
Incaricò due artisti ed architetti, Pier Francesco da Viterbo e Antonio da Sangallo di progettare e realizzare una fortezza, dopo l’esperienza dell’assedio posto a Firenze tra il 1529 ed il 1530.
La Fortezza da Basso, che in origine venne chiamata Castello Alessandria, vide posta la prima pietra nel maggio del 1533 ed ultimata anche nelle strutture interne nel 1537. Fu un’opera importante, nella quale furono investiti uomini e mezzi finanziari di notevole entità, dal rientro in città dopo l’assedio, la famiglia Medici doveva dimostrare la superiore potenza alla popolazione e intimidire i rivoltosi. Un segnale di questa posizione fu dato nel lato rivolto verso la città, dove Antonio da Sangallo progettò e realizzò il Mastio, un bastione di notevole imponenza e di aspetto monumentale. Anche durante il periodo Lorenese la fortezza ebbe una funzione militare, fu inoltre dotata di altre strutture interne.
Nel periodo di Firenze Capitale, le mura cittadine che si congiungevano alla Fortezza da Basso furono abbattute per dare spazio ai viali di circonvallazione, la Fortezza rimase integra e fu interrata in molte sue parti, tanto da coprire alcuni accessi ed i grandi portoni, fatti riemergere recentemente.
Era militarmente una fortificazione a forma di pentagono irregolare, alcune delle mura incontrarono le mura esistenti e nella parte del lato più lungo inglobò l’esistente Porta Faenza. Quasi tutta l’infrastruttura fu costruita con mattoni, considerati materiale migliore per assorbire eventuali colpi di artiglieria, mentre il Mastio, quello progettato verso l’interno della città da Antonio da Sangallo, fu costruito con pietre di notevoli dimensioni e scalpellinate in modo da dare un motivo decorativo di allusione medicee a forma di diamante, moda del tempo.
Non esiste una Fortezza senza misteri, senza passaggi segreti, senza leggende o aneddoti. La Fortezza da Basso nasconde una galleria all’interno delle mura. Essa percorre tutto il perimetro della fortificazione e fu realizzata nello stesso momento della costruzione principale. Negli ultimi anni non è stata fatta nessuna manutenzione e pertanto sia nei passaggi che in alcuni punti del percorso, la struttura è notevolmente danneggiata, in alcuni punti il passaggio è completamente ostruito per la frana delle mura o il cedimento delle volte. Molte parti del percorso sono danneggiate anche dall’infiltrazione delle acque, che formano anche grosse buche…quasi un percorso da speleologi.
Esistono particolari strutture e manufatti all’interno del percorso come ad esempio le “Troniere”, dalle quali si poteva sparare a pelo terra, poi numerose feritoie, costruite con diverse inclinazioni per poter permettere di sparare in diverse angolature e coprire il più ampio spazio possibile. Ci sono anche strutture difensive che prevedevano l’invasione delle sotterranee, cioè se il nemico fosse riuscito ad entrare all’interno del percorso, queste strutture permettevano di combatterlo anche all’interno. Esistono poi numerose porticine in legno massello, alcune aperte che conducono a piccole stanze piene di detriti ed altre chiuse alle quali nessuno sa dare una spiegazione, forse ai luoghi detti “di contromina”. Pare che una o alcune di queste porte abbiano la funzione di accesso ad una via di fuga segreta, che porti in altri luoghi più sicuri, all’interno o all’esterno della città.
La leggenda dice che è probabile un collegamento tra la Fortezza da Basso ed il Forte di Belvedere, se vera potrebbe essere una delle più segrete gallerie che attraversano completamente la città di Firenze; poco probabile, ma il passato e le intelligenze militari del periodo medievale e rinascimentale ci hanno sorpreso per le infrastrutture che sono riusciti a costruire, adesso potremmo cercarne le prove!
Auguri!!

mercoledì 20 giugno 2012

venerdì 15 giugno 2012

L'alta tecnologia scopre il Genio di Leonardo

Nuove App e alta tecnologia per scoprire il Genio di Leonardo nella sua Casa natale

Riapre la Casa di Anchiano, un luogo che unisce tradizione e innovazione per raccontare le origini di
Leonardo da Vinci.
Dopo un importante intervento di restauro la Casa Natale di Leonardo da Vinci ad Anchiano, luogo simbolo del legame di Leonardo con la sua terra, riapre al pubblico con molte novità. Gli interventi sulla casa del Genio, curati dalla direzione del Museo Leonardiano, hanno prodotto un allestimento museologico di nuova concezione che utilizza le ultime tecnologie multimediali per proporre un incontro “speciale” e interattivo con Leonardo e la sua opera pittorica e grafica.
Mentre il Museo Leonardiano, nel borgo di Vinci, documenta l’attività di Leonardo inventore, tecnologo e ingegnere e la Biblioteca Leonardiana, anch’essa nel centro della città, cura la documentazione specialistica, la Casa Natale rappresenta il luogo dove conoscere Leonardo pittore e uomo.
L'ologramma di Leonardo
Attraverso l’applicazione “Leonardo Touch” a cura di Centrica, sarà possibile approfondire, per la prima volta a Vinci, la conoscenza di Leonardo pittore mentre un sofisticato dispositivo, realizzato dall’azienda Halta Definizione, consentirà al visitatore di vedere ed interrogare l’Ultima Cena, grazie ad un sistema sensibile al movimento umano.
E per conoscere qualcosa in più sulla sua vita privata e il rapporto con il territorio d’origine, Leonardo accoglierà i visitatori in forma di ologramma a grandezza naturale. Intrecciando video, teatro e
documentario, l’ologramma, realizzato da Art Media Studio con un sistema di proiezioni full HD, darà voce ad un Leonardo che dalla sua ultima dimora di Amboise in Francia volge lo sguardo al passato tornando, virtualmente, ad Anchiano in Toscana per raccontare le frequentazioni, gli studi e le vicende che lo legarono a questa terra.

INFO PER LA VISITA
Raggiungibile dal centro di Vinci sia in auto che in pullman, la Casa natale sarà inaugurata il prossimo 22 giugno alle ore 17.30, con aperture straordinarie sabato 23 e domenica 24 giugno dalle ore 10.00 alle ore 22.00 ad ingresso gratuito.
Aperta tutti i giorni dalle 10.00 – 19.00 (10.00 – 17.00 nel periodo novembre – febbraio).
Biglietto d’ingresso 2,00 €, cumulativo Casa natale + Museo Leonardiano 8,00 € (intero).
Per saperne di più www.casanataledileonardo.it
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