venerdì 12 dicembre 2014

Basilica di San Miniato, un'aquila e non una croce

La chiesa e il campanile di San Miniato a Monte
La Basilica di San Miniato a Monte fu fondata nel 1018 nel luogo dove erano state rintracciate le reliquie del santo martire Miniato.
Non c'è certezza di chi fosse Miniato, poi divenuto santo, ma si sa che fu il primo martire della città. Le sue origini potrebbero essere ricercate in un mercante greco o un principe armeno in pellegrinaggio da Roma. Intorno al 250, Miniato arrivò a Firenze ed iniziò una vita dedicata a Dio come eremita. Lui stesso fu decapitato durante le persecuzioni anticristiane dell'imperatore Decio.
Dopo la decapitazione Miniato si alzò in piedi, prese la sua testa tra le braccia e attraversò la città portandosi Oltrarno, nella collina soprastante la città (Mons Fiorentinus) e vi fondò il luogo della sua vita eremitica.

Particolare dell'Aquila dell'Arte di Calimala

L'attuale basilica fu costruita a partire dal 1013 quando era vescovo di Firenze Alibrando, altro personaggio fiorentino di altri tempi.
Un'altra curiosità che si ritrova nella basilica è che nel punto più alto della facciata al posto di una croce che dovrebbe rappresentare il simbolo fondamentale della fede cristiana, c'è un'aquila di rame dorato. L'aquila stringe negli artigli una balla di lana (il torsello), che era il simbolo dell'arte di Calimala, una delle più potenti Arti Maggiori che amministravano la città, era quella dei Mercatanti. L'Arte di Calimala fu designata di amministrare, dal 1288, la basilica e tutti i suoi interessi economici e per questo ebbe la concessione da parte del clero e degli amministratori dell'epoca ad installare la propria aquila in luogo della croce.

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mercoledì 3 dicembre 2014

Icona della mia infanzia: Emma Perodi


Locandina di un convegno dedicato ad Emma Perodi - Credits La Nazione
Un'icona della mia infanzia è Emma Perodi. Famosa per la sua opera principale "Le novelle della nonna", pubblicata nel corso del biennio 1892/1983, è una raccolta di storie fantasiose ambientate nella selvaggia e magnifica vallata del Casentino, la valle dove nasce l’Arno e teatro di numerose ed importanti pagine storiche del medioevo.
Sono storie per bambini che in parallelo evocano temi da adulti. Precursore dell’attuale stile Fantasy, gli argomenti delle novelle provocano reazioni anche inquietanti e paurose, tanto da rasentare l’horror, questo tipo di approccio fa avvicinare alla lettura anche un pubblico più maturo.
Il nome completo è Maria Emma Caterina Matilde Perodi nasce a Cerreto Guidi (FI)  il 31 gennaio 1850, l’ipotesi che potesse essere nata a Fiesole oppure a Firenze è tramontata quando fu ritrovato, a Cerreto Guidi, un attivissimo centro nella provincia di Firenze, l’atto di nascita.
Ricevuta una adeguata istruzione, il padre Federigo era un Ingegnere e la madre Adelaide Morelli Adimari proveniva da una famiglia assai benestante, cercò molto presto una certa indipendenza culturale e viaggiò molto negli anni della propria gioventù e della sua formazione.
Dagli studi e dalla sua susseguente maturazione culturale, che avvenne principalmente a Firenze, intraprese la carriera giornalistica che la pose ben presto ad un ruolo preminente nella società della comunicazione del tempo.
Aveva imparato correttamente le lingue straniere che le risultarono molto utili nel corso della propria carriera di scrittrice e traduttrice dall’inglese, dal francese e dal tedesco.
Era giornalista e scrittrice, lavorava per riviste importanti come il Fanfulla della Domenica ed Il Giornale dei Bambini, del quale è stata direttore per molti anni a partire dal 1887. Il Giornale dei Bambini, fondato da Ferdinando Martini, veniva pubblicato a Roma e fu proprio lei che fece pubblicare Pinocchio, del suo amico Collodi, con il titolo di Storia di un burattino.
Lavorò moltissimo a Palermo dove per l’editore Salvatore Biondo pubblicò numerose opere in venti anni di incessante lavoro.
Morì a Palermo il 5 marzo 1918.

Il Comune di Cerreto Guidi (FI) luogo natale della Perodi ha dedicato una biblioteca alla sua memoria. La biblioteca comunale Cerreto Guidi “Emma Perodi” è attiva sin dal 1996 ed è inserita in una rete di biblioteche dei comuni e delle comunità limitrofe alla vallata del fiume Elsa e dell’Arno, cooperando con Certaldo, Empoli, Fucecchio, Vinci e tante altre realtà locali di rilievo.
E’ stata anche oggetto di una pubblicazione monotematica che ha portato, su iniziativa di varie istituzioni di livello regionale, come l’associazione Bibliografia e Informazione di Pontedera, editore della rivista Notiziario Bibliografico Toscano con la collaborazione della Biblioteca dell’Identità Toscana, all’edizione del “Quaderno dedicato alla scrittrice Emma Perodi”.
E’ praticamente la bibliografia completa della scrittrice e di nove saggi critici dei maggiori studiosi del personaggio.

Alcune sue opere:
L'omino di pasta;
Giornalai e lustrascarpe;
Sorellina;
Cuoricino ben fatto;
Nel canto del fuoco;
I bambini delle diverse nazioni a casa loro;
Le novelle della nonna;
Nel regno delle fate;
La calza della befana;
Il figlio di un imperatore;
Fiabe elettroniche;
Al tempo dei tempi. Fiabe e leggende delle città di Sicilia;
I briganti di Cerreto Guidi.


Nell’immaginario collettivo, per chi da piccolo ha avuto qualcuno che si prodigava gentilmente alla letture di favole fantastiche e di storie interessanti, Emma Perodi è un nome al quale non si può non essere legati.
Fortunato sono stato io che provenendo dalla bellissima valle del Casentino, ho ambientato facilmente “Le novelle della nonna” in luoghi reali, in ambienti scenografici propri di quei territori, con i suoi splendidi paesaggi e le più macabre locazioni.
L’ho sempre immaginata una donna speciale, con una fantasia al limite dell’estremo, che riusciva ad ambientare favole e personaggi in luoghi comuni e della tradizione, rendendo interessante e curiosa una comunità povera dal punto di vista sociale, ma molto ricca di spirito e fantasia.

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