lunedì 25 febbraio 2013

La "Base di San Lorenzo" con Giovanni Signorini

Dopo la scoperta di un bellissimo olio su tela di Giovanni Signorini, che riporto in seguito nel corpo del post, propongo nuovamente questo articolo scritto circa due anni fa sulle vicissitudini di un monumento conosciuto a tutti i fiorentini, ma poco amato, forse per la collocazione non particolarmente valorizzata.

L'attuale lapide sul monumento
UNA PARTE DI QUESTO MONUMENTO
DESTINATO DA COSIMO PRIMO
AD ONORARE LA MEMORIA DEL PADRE
GIOVANNI DALLE BANDE NERE
LUNGAMENTE NON CURATA QUI STETTE
E IL VOLGO LA CHIAMO' LA BASE DI SAN LORENZO
RESTAURATA NELL'ANNO MDCCCL
E POSTAVI LA STATUA DEL GRAN CAPITANO
EBBE ALFINE COMPIMENTO LA PREGEVOLE OPERA
SCOLPITA DAL BANDINELLI

Così è scolpito in un lato del monumento a Giovanni dalle Bande Nere in Piazza San Lorenzo a Firenze. Molto si intuisce da questa iscrizione sulla travagliata storia di questa opera, in primo luogo l’autore, Baccio Bandinelli, realizzò questa statua a partire dal 1540 su commissione di Cosimo I de' Medici nel periodo in cui al Padre, Giovanni dè Medici, furono riconosciute le doti di Grande Condottiero e Capitano di Ventura, doti uniche a riguardo della famiglia Medici, da sempre al servizio di Firenze.
Come secondo punto si percepisce che il monumento è stato completato in due periodi, un primo costruendone la base “lungamente non curata” (vizio fiorentino non ancora sconfitto) ed un secondo con l’apposizione della statua di Giovanni proprio sulla stessa base.
La base è anche una fontana, ancora oggi funzionante, ma poco visibile vista la quantità di gente e dei banchi del caratteristico mercato addossati alla statua.

La Base di San Lorenzo priva della statua - Olio su tela di
Giovanni Signorini 1830
Museo Tracce di Firenze, Palazzo Vecchio

La collocazione della statua e del suo ancora più famoso basamento “La Base di San Lorenzo”, non era quella attuale.La statua completa ad onore del padre di Cosimo I dè Medici doveva inizialmente essere posizionata dentro la Cappella Negroni, nella Basilica di San Lorenzo, chiesa da sempre simbolo della famiglia. Il Bandinelli ideò e realizzò Giovanni dalle Bande Nere seduto, difficilmente un guerriero ed un condottiero di così grande importanza veniva ritratto in una posizione diversa dal cavalcare la groppa di un cavallo oppure posizionato in piedi, in posa o in azioni di guerra, ma la posizione seduta si rese necessaria per lo spazio a cui era destinato il monumento.

Giovanni dalle Bande Nere seduto, posto sulla
Base di San Lorenzo

Cosimo I però, cambio la collocazione della statua ormai realizzata, la volle nella Sala delle Udienze di Palazzo Vecchio, ma senza il basamento, troppo grande, che venne invece collocato in Piazza San Lorenzo, dove tutt’ora si trova.
Nel 1812 vi venne aggiunta la fontanella con la maschera leonina, su disegno di Giuseppe del Rosso. Questa venne usata anche per abbeverare gli animali. La testa leonina fa riferimento al Marzocco, simbolo antico di Firenze. Ispirati dai rilievi del Bandinelli sui due lati della base, si presentano gli stemmi dei Medici.
La “Base di San Lorenzo”, come veniva chiamata dai fiorentini in quanto priva della sua statua, vide assolvere alla propria funzione solo nel 1850, quando Giovanni dé Medici venne ricollocato.
In occasione del ricollocamento fu composto un epigramma satirico, che ironizzava sugli spostamenti della statua:
“Messer Giovanni delle Bande Nere,
dal lungo cavalcar noiato e stanco,
scese di sella e si pose a sedere”


Liberato dall’assedio del commercio del mercato e dall’affluenza incontrollata dei visitatori della zona, questo monumento potrebbe acquistare un certo valore simbolico, per Firenze, per i Medici e per tutta la cultura storica della Firenze del rinascimento.


domenica 17 febbraio 2013

"Rivuar" o Rivoire?

L'attuale Rivoire
- "Vieni con me che si va a prendere un caffè da Rivuar"
- "Da Rivuar o da Rivoire"
- "Si davvero, il cognome l'era italiano, mica francese"
- "Eran piemontesi"
- "Perchè un tu lo scrivi su Firenze Curiosità?!"
- "Tu lo sai che prima al posto di questo palazzo c'era la Loggia dei Pisani e anche l'Arte del Cambio?"
-"Ma da quando?"
-"Mah, il palazzo mi pare sia dell'800, con Firenze Capitale"
- ......

Questa è stata la conversazione di questa mattina con il mio amico Michele. Rivoire è un caffè che tutti conoscono a Firenze. Un locale che per la propria posizione strategica nel centro cittadino è da tutti conosciuto e apprezzato.
Enrico Rivoire era un cioccolataio della famiglia reale dei Savoia. Arrivò a Firenze quando insieme a tanti altri torinesi, la città divenne capitale d’Italia e nel 1872 aprì una cioccolateria proprio in Piazza della Signoria. Offriva alla numerosissima clientela fiorentina un ottimo cioccolato prodotto interamente nella maniera artigianale con una antica e segreta ricetta. La fama del locale si diffuse ed in breve tempo artisti, politici, nobili e personaggi famosi iniziarono a frequentare il locale per il gusto di assaporare raffinate delicatezze di pasticceria a Firenze. Tutto il mondo conosce questo storico locale che, rispetto ad allora, ha ampliato la propria offerta, in particolare per la numerosa clientela tutistica.
Dopo circa 100 anni di gestione della famiglia Rivoire,  nel 1977 l'attività è stata rilevata dai fratelli Bardelli che ne hanno mantenuto le caratteristiche originarie e la eccellente produzione artigianale che da sempre contraddistingue i prodotti Rivoire. 
Ma chi ha conosciuto davvero la famiglia Rivoire ci dice che questo cognome spesso non veniva pronunciato alla francese (Rivuar) ma come un cognome italiano, cioè il torinese Rivoire. Il tempo però, forse perchè pronunciando il cognome alla francese faceva più chic ed il locale guadagnava di fama e di prestigio, ha optato per il francesismo.
In questo ambiente ricco di storia, che offre la vista di Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi, la Fontana del Nettuno, arredato e decorato secondo lo stile dei primi del '900, si respira un'aria di nuovo. Il Palazzo del Leone, così chiamato perchè di proprietà delle Assicurazioni Generali venete, è stato l'ultimo palazzo costruito in Piazza della Signoria. L'edificio, in forme tipiche del primo Rinascimento fiorentino, riecheggia nelle forme dei palazzi delle grandi famiglie fiorentine, in particolare i palazzi Medici Riccardi, Strozzi e Gondi, ma a differenza di quelli originali, vennero realizzati una serie continua di archi nei quali sono ospitati grandi fondi commerciali, cosa che nel Rinascimento neppure si sarebbero sognati di fare. E' un edificio di quattro piani, quindi diverso dai tradizionali palazzi delle grandi famiglie che si attestavano sempre a tre livelli.
Prima di questo palazzo, vi erano edifici molto più caratteristici dal punto di vista architettonico. Erano molto simili a quelli che possiamo ancora vedere accanto alla Loggia de' Lanzi e che costeggiano l'ultima parte della piazza verso via Vacchereccia.
Gli edifici che erano qui, al posto del Palazzo del Leone, avevano una grande storia. Le loro mura avevano visto gli eventi più importanti della leggendaria storia di Firenze. Tutti i fabbricati di diverse dimensioni si affacciavano sulla piazza proprio frontalmente a Palazzo Vecchio e avevano ospitato botteghe artigiane, uffici pubblici e anche la sede dell'Arte del Cambio. In basso, lungo tutto il lato della piazza, la famosissima Loggia de' Pisani.

La Loggia de' Pisani con a sinistra la Chiesa di Santa Cecilia e a destra l'ingresso dell'Arte del Cambio

Prima della costruzione del nuovo edificio, oltre la Loggia, si trovava anche la Chiesa di Santa Cecilia. La chiesa era una delle antiche priorie medievali di Firenze, una delle quattro del sestriere di San Pier Scheraggio. Ebbe il titolo di collegiata con tanto di canonici fino al 1250 e nel suo chiostro ebbero residenza i consoli dell'Arte del Cambio, che ogni anno celebravano la festa della santa.
Nel 1367 la Chiesa fu ribassata per allargare piazza della Signoria e successivamente venne ricostruita in maniera capovolta, con l'ingresso sulla piccola piazza de' Malespini.
Nel 1637 fu di nuovo capovolta mettendo l'ingresso sotto la Loggia dei Pisani, per cercare di dare un tono più decoroso a un luogo definito di "molte indecenze". La sua memoria è oggi legata esclusivamente al nome della piazzetta tra piazza della Signoria e via Vacchereccia.


 

sabato 9 febbraio 2013

La Carmina Burana al Mandela Forum di Firenze


Bellissimo e soprattutto originale rappresentazione della Carmina Burana al Mandela Forum di Firenze. C'erano proprio tutti, Zubin Mehta e l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, il Coro del Maggio e le voci bianche della Scuola di Musica di Fiesole, la direzione e l'allestimento della Fura dels Baus. 
Lo spettacolo si è svolto tutto quanto senza amplificazione. Ne ha perso forse un po' l'acustica, ma il coraggio del progetto ha avuto grande successo. 
Come poi non parlare della scenografia. Una idea originale di proiezione su di un telo bianco montato su un grande cerchio, ha schermato l'orchestra. Sul telo ogni sorta di proiezioni che hanno reso, insieme agli attori protagonisti ed ai solisti, uno spettacolo davvero bello e piacevole.
Personalmente sono anche molto contento che il Mandela Forum, unico palazzetto dello "Sport" dell'intera nazione italiana che non è intitolato ad uno sponsor, ma dedicato, come nel caso fiorentino, ad un grande della politica internazionale, Nelson Mandela, grande lottatore per i diritti umani del suo popolo, ospiti questi grandi eventi di grande musica e di grande cultura. A Firenze vediamo finalmente strutture che sono davvero utilizzate per gli scopi nobili della vita sociale, cultura e sport.
Una bella serata davvero.

lunedì 4 febbraio 2013

Salvador Dalì in mostra a Firenze

La locandina della mostra
Anche Firenze ha una mostra d'arte contemporanea.
"The Dalì Universe Florence" è un'esposizione delle opere di Salvador Dalì, assente da Firenze da diversi lustri. 
Oltre 100 opere dell'artista sono state concentrate ed esposte a Palazzo Medici Riccardi in una mostra inaugurata il 30 gennaio 2013. La mostra rimarrà aperta fino al 25 maggio 2013 al prezzo del biglietto di 10 euro intero, 8 euro ridotto, orario 9-19.
Si tratta di una speciale collezione di oltre 100 opere del Maestro del Surrealismo, “The Dalí Universe a Firenze” il titolo che i curatori, Fondazione Ambrosiana per l’Arte e la Cultura e Beniamino Levi, hanno voluto dare a questa particolare collezione. E' un’occasione unica che permette al pubblico di avvicinarsi agli aspetti meno noti del lavoro di Salvador Dalí, scoprendo un’ampia selezione di sculture in bronzo, oggetti in vetro, mobili e collages ancora poco conosciuta.

Una delle opere esposte (Credits: Enrico Bicci)

Dai famosi orologi molli alla figura femminile esplorata nella sua forza e sensualità, la mostra “The Dalí Universe”, intende rivelare la fonte di ispirazione del genio di Dalí, per promuovere la comprensione della sua vita e della sua infinita immaginazione artistica.
Nella varietà delle opere in mostra, l’esposizione svela anche un Dalí illustratore, attraverso un’importante collezione di incisioni, litografie e interpretazioni surrealiste di grandi opere letterarie.

Con piacere, indipendentemente dal "dove" e dal "chi", ritorna a Firenze una mostra mono-autore di un grande artista contemporaneo. L'ultima volta sono dovuto andare a Pisa, al Palazzo Blu, per riuscire a vedere grandi artisti, che anche e soprattutto a Firenze, avrebbero una platea molto più ricca e adeguata, rispetto ai tentativi, seppur apprezzabili, di attrarre turismo delle altre città italiane.
Incoraggio questo tipo di cultura perchè è quella che amerei vedere nella mia città, come un polo d'attrazione di ogni periodo artistico-culturale degli ultimi 2000 anni.
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