martedì 29 settembre 2009

Nasce oggi "Il Caravaggio"

Nasce oggi Michelangelo Merisi, detto "Il Caravaggio".
È il 29 settembre 1571 e siamo nell'intransigente Occidente della Controriforma. Di lì a qualche giorno si consumerà la terribile Battaglia di Lepanto nella quale la Lega Santa, voluta da Paolo V, otterrà una schiacciante vittoria contro la flotta ottomana di Mehmet Alì Pascià. L'epidemia di peste che scoppia nella sua città natale quando ha appena sei anni, costringe il piccolo Michelangelo e la sua famiglia a trasferirsi nella proprietà del marchese di Caravaggio, vicino a Bergamo, dove il padre lavora come capomastro.
Il bambino, salvatosi dal co ntagio, viene convinto dalla madre a svolgere un periodo di apprendistato nella bottega di Simone Peterzano per imparare l'arte di dipingere. Il suo carattere e il poco denaro che l'accompagna non lo aiutano, quando - morta la madre -, diciannovenne, parte alla volta di Roma. Arrivato nella città, passa da un luogo all'altro, case, locande e osterie con annessi bordelli, senza trovare un alloggio fisso e tanto meno una bottega dove lavorare. Finalmente, le cose migliorano quando viene accolto nella casa del Cardinale Francesco Maria Del Monte. Sono gli anni più fecondi del suo periodo romano in cui, tra gli altri, crea capolavori come Bacco, Medusa, la Vocazione di San Matteo, Narciso, la Conversione di San Paolo.
Ma la vita del già allora celeberrimo pictore ormai è un susseguirsi di piccoli e più importanti arresti, di fughe in altre città, fino a quella verso Malta provocata dal bando capitale comminatogli dal papa per aver ucciso Ranuccio Tommasoni in una rissa.
A Malta, dopo averlo ordinato Cavaliere, mettono Caravaggio ancora una volta in carcere perché vengono informati che si tratta di un omicida. Fugge di nuovo. Il papa gli concede la grazia e, desideroso di tornare a Roma, affronta il viaggio su una feluca dalla quale sbarca a Porto Ercole delirante di febbre. Finirà la sua vita su quella spiaggia: non ha ancora trentanove anni il 18 luglio del 1610.

lunedì 28 settembre 2009

Il Pianoforte

Non mi capita più spesso, come anni indietro, di passare da via de’ Ginori.
Gli splendidi palazzi del lato sinistro lo meriterebbero almeno una volta al mese. Questi palazzi oltretutto evocano vicende che sono parte della storia fiorentina con famiglie, artisti e personaggi pubblici. Il più imponente ed elegante è senz’altro quello della famiglia che da il nome alla strada : palazzo Ginori attribuito a Baccio d’Agnolo. Slanciato, si chiude con l’elegante loggiato sotto il tetto.
I Ginori pare si siano inurbati a Firenze da Calenzano alla fine del ‘200 e fino dal ‘300 hanno preso parte attiva alla vita cittadina, fornendo al Governo della Repubblica 5 Gonfalonieri di Giustizia e 26 Priori. Alla fine del ‘400 la famiglia era divisa in più rami, ad oggi ne restano ancora due : i Ginori Lisci ed i Ginori Conti.
A poca distanza da questo c’è un secondo palazzo Ginori anch’esso attribuito a Baccio d’Agnolo.
Nel ’700 a Doccia, nei pressi di Sesto, i Ginori fondarono quella che ancor oggi è una splendida fabbrica di porcellane nota in tutto il mondo. Avere nel corredo un ‘servito’ di piatti ‘Ginori’ era, ed è tutt’oggi, motivo di grande orgoglio. Altro imponente edificio è palazzo Neroni, quello della potente famiglia che ebbe anch’essa 28 Priori e 8 Gonfalonieri di Giustizia.
Il rapporto di amicizia con Cosimo il Vecchio fece cadere la famiglia in disgrazia e fu esiliata da Firenze quando aderì al partito dei Pitti. Adiacente a questi il palazzo Montauto, che espone due bellissime finestre inginocchiate il cui disegno pare sia da attribuire all’Ammannati. Non si può non accennare all’elegante palazzo Tolomei, già Del Chiaro. Per completare le emergenze di via de’ Ginori, conviene rammentare che il lato destro di questa strada inizia con un muro di cinta merlato, che racchiude il giardino e il retro di palazzo Medici-Riccardi . Da questa parte della strada si accede alla straordinaria Biblioteca Riccardiana, ed ai suoi rari e preziosi volumi e incunaboli. In evidenza anche il grande stemma dei Riccardi, succeduti ai Medici nella proprietà del palazzo disegnato da Michelozzo : una Chiave.
Non ci passo più spesso da questa strada. A volte, anni indietro, ai passanti capitava di ascoltare, proveniente dalla finestra di uno di questi palazzi, il suono di un pianoforte con splendide note. La tastiera era toccata dal M° Michele Campanella. A volte mi fermavo sotto casa, rapito e grato.
Francoeffe

martedì 22 settembre 2009

La Pieve di Montemignaio

Girando in Toscana, dove vai vai, c’è sempre da scoprire qualcosa e da riempirsi gli occhi!
In particolar modo se capiti nel Casentino, questa splendida vallata operosa, verde, piena di spiritualità, stante le emergenze che vi si incontrano.
Arrivando dalla parte di Firenze le prime che si incontrano sono il Castello e la Pieve di Romena. Ma l’avete mai visitata? Ha, ecco! Credevo di no! Scendendo il passo si incontra un bivio che conduce a Montemignaio. Di questo parlerò dopo perché prima volevo suggerire altro. Al bivio giusto, andate a Stia. Oltre a buona cucina vi si trovano opere d’arte in abbondanza e una piazza dalla quale bisogna che ci strappino per venir via. Se rientrando farete la strada che passa da Londa, fermatevi al Santuario di S. Maria delle Grazie, dove vi troverete sommersi da opere delle botteghe dei Della Robbia e del Ghirlandaio.
Non parlo di Poppi che col suo dito che si vede da lontanissimo, attrae il visitatore che si perde, prima sotto i portici, poi a San Fedele – una delle emergenze colme di opere d’arte- ed infine al castello di Conti Guidi, con la sua cappella affrescata da Taddeo Gaddi, il suo scalone elicoidale, la Biblioteca Rilliana. Senza contare il panorama che si gode dai suoi spalti.
La Verna e l’Eremo di Camaldoli, da soli, anche senza tener conto delle opere che vi si trovano (ad es. le robbiane a La Verna) , fanno fare il pieno della spiritualità che spesso manca.
Se si aggiunge anche la Pieve di Socana : piana e distensiva, la misura sarebbe colma. I resti del Castelli dei Guidi sono disseminati ovunque. I vecchi borghi, la maggior parte dei quali murati o con resti di mura, la fanno da padrone. E Montemignaio, donde sono partito? Eccolo : vale la pena di visitarlo perché c’è la romanica Pieve di S. Maria Assunta, una delle 7 fondate da Matilde di Canossa, quindi del primo secolo del secondo millennio. Le cose più belle sono le colonne : quadrate, rotonde, lunghe e corte con splendidi capitelli scolpiti e con, in alcune, resti di affreschi del /XIII°/XIV° sec. Visitatela, poi ne parliamo.
Francoeffe

lunedì 21 settembre 2009

Nasce oggi Girolamo Savonarola

Il 21 settembre 1452 nasce a Ferrara Girolamo Savonarola, frate domenicano e di fatto reggente della Repubblica di Firenze dal 1494 al 1498.
Dopo gli studi umanistici e di medicina, a 23 anni entra nell'ordine dei frati predicatori fondato da s. Domenico di Guzman e perciò detti 'Domenicani'. Dopo tre anni di studio e preparazione, viene ordinato sacerdote nel 1478, sviluppando ben presto una vocazione alla predicazione.
Nel 1483 a 31 anni fa la sua prima esperienza di predicatore a Firenze ed a San Gimignano, presagendo imminenti castighi per la Chiesa, che doveva essere rinnovata e presto. I toni apocalittici della sua predicazione gli valgono l'allontanamento da Firenze ad opera di Lorenzo de' Medici.
Tornato in città dopo pochi anni, diventa priore del convento di S. Marco e riprende la sua appassionata predicazione, che ha un notevole consenso, visto il mutato clima spirituale e politico.
Dopo la morte di Lorenzo (1492) e la cacciata dei Medici da Firenze nel 1494 Girolamo Savonarola diventa arbitro assoluto di Firenze, anima ed ispiratore del governo repubblicano, esercitando una forte sorveglianza sui costumi dei Fiorentini.
Amato dal popolo, aveva tuttavia molti nemici, all'interno dello stesso Ordine Domenicano e tra i potenti italiani, tra cui lo stesso papa Alessandro VI, che presto ebbero la meglio.
Condannato a morte come eretico, fu impiccato e bruciato in Piazza della Signoria, il 23 maggio 1498.

venerdì 18 settembre 2009

Florence is the next Florence

L'Assessore alla cultura e alla contemporaneità del Comune di Firenze, così come aveva preannunciato durante il BarCamp di Palazzo Vecchio, ha presentato il Piano Strategico per la cultura di Firenze.
Un documento di 16 pagine che descrive una strategia per il contemporaneo a Firenze citando molti esempi e rimandando a progetti esistenti di città straniere ed a attività consolidate.
Dice Da Empoli nelle sue conclusioni: "chi si aspettava da questo documento una enunciazione sistematica per temi o per capitoli di bilancio sarà forse rimasto deluso"
Partiamo da queste intenzioni e verifichiamo sul campo i buoni propositi, penso sia meglio osare che restare immobili ad aspettare.

I paragrafi del documento:
01 Il Paradosso Fiorentino
02 Una strategia post Bilbao
03 Partire da quello che c'è
04 Le iniziative strategiche
05 I Catalizzatori
06 Conclusioni (provvisorie)
questi i paragrafi del documento che potete scaricare a questo indirizzo:
http://barcamp.org/f/FLORENCE+IS+THE+NEXT+FLORENCE.pdf


giovedì 17 settembre 2009

Le feroci critiche fiorentine

La “critica fiorentina” su ogni qualsivoglia argomento ha ormai raggiunto una frequenza quotidiana. Ogni novità che riguarda lo sviluppo cittadino, le opere pubbliche, le scelte politiche ha una risonanza “critica” che raggiunge, a volte, livelli "feroci".
Questo tipo di atteggiamento proviene da lontano, i fiorentini contemporanei hanno ereditato dai propri avi simil comportamento, sempre critico e poco costruttivo, per il “gusto” di criticare.
Un esempio plateale riguarda l'edificazione del Palazzo Bartolini Salimbeni di Piazza Santa Trinita a Firenze. Fu edificato da Baccio d'Agnolo tra il 27 febbraio 1520 ed il maggio 1523.
La famiglia, per la costruzione della propria dimora, predispose un registro dei lavori dove vennero annotate tutte le spese, dettagliando anche il compenso per l'Architetto che progetto questo innovativo palazzo; il "Libro della muraglia".
Un palazzo costruito con nuovi criteri, che divenne importante per lo sviluppo dell'architettura residenziale fiorentina, fu inaugurato un nuovo stile di presentare le facciate, fu uno stile rinascimentale alla romana, una novità per l'architettura rinascimentale della città, essendo ispirato a forme classiche.
Anche il Vasari ci spiega la nuova architettura: fu il primo edifizio, quel palazzo, che fusse fatto con ornamento di finestre quadre con frontespizi e con porta, le cui colonne reggessimo architrave, fregio e cornice”.
Da questa "innovazione" architettonica partirono le polemiche, fu aspramente criticato, ancora Vasari ci descrive le critiche: "furono queste cose tanto biasimate dai fiorentini con parole, con sonetti, con appiccicarvi filze di frasche, come si fa alle chiese per le feste, dicendosi che aveva più forma di tempio che di palazzo, che Baccio fu per uscirne di cervello; tuttavia sapendo che aveva imitato il buono e che l’opera stava bene, se ne passò”.
E' per questo motivo che sopra la porta d'ingresso del Palazzo Bartolini Salimbeni, il Baccio posizionò una scritta a futura memoria di ciò che dovette subire prima del successo: "Carpere promptius quam imitari" (criticare è più facile che imitare).
Lo stile venne successivamente riprodotto e segnò il passaggio al manierismo.
Sul Palazzo ancora un'altra curiosità di Firenze, Baccio D'Agnolo fece incidere sulle finestre un motto: "Per non dormire". Un'ipotesi che giustifica la scritta riguarda il modo di condurre gli affari. I Bartolini Salimbeni al tempo erano una delle potenze dell'economia cittadina e spesso gli appuntamenti d'affari potevano farsi anche di notte; l'altra ipotesi riguarda del sonnifero fatto assumere dai rivali compratori di merce in modo da essere i primi all'asta delle mercanzie al mattino presto;,questa versione potrebbe essere supportata dal fregio scolpito sullo stemma dei Bartolini-Salimbeni, Tre Papaveri, chissà se già da allora venissero usati in "alchimia" per produrre una certa sostanza? Quest’ultima un’ipotesi un po’ azzardata!

domenica 13 settembre 2009

Oggi muore Dante Alighieri...

La notte tra il 13 ed il 14 settembre 1321 muore a Ravenna Dante Alighieri, uno dei padri della letteratura italiana. Non si conosce la data esatta di nascita, collocata intorno alla primavera del 1265. La sua famiglia era legata alla corrente dei Guelfi senza un impegno attivo. Una carriera politica di rilievo fu intrapresa, invece, da Dante che però, nonostante l'appartenenza alla corrente guelfa, era avverso al papa Bonifacio VIII. Quando i Guelfi, sconfitti e cacciati da Firenze i Ghibellini con la battaglia di Campaldino si divisero in due schieramenti diversi, per Dante, allora Priore nel Consiglio dei Dodici, si delineò - a suo stesso dir e - l'inizio della sua rovina. La rivalità tra Guelfi Neri e Bianchi, portò il Consiglio a prendere una decisione per ottenere una tregua in una Firenze lacerata dalle continue battaglie tra le due fazioni. I capi Corso Donati e Vieri De' Cerchi, rispettivamente alla guida dei Neri e dei Bianchi, vennero esiliati. Dante votò a favore del provvedimento. Prima che questo fosse messo in atto intervenne Carlo Di Valois per aiutare il Papa e mise a ferro e fuoco la città iniziando una persecuzione contro tutti coloro che dimostravano ostilità nei confronti di Bonifacio VIII. Fu colpito anche Dante che, tra l'altro, da Bonifacio VIII stesso era stato ingiustamente trattenuto a Roma quando la Repubblica lo aveva inviato come ambasciatore di pace. Non rivide più la sua città.

giovedì 10 settembre 2009

Assegnato il premio Torrino d'Oro 2009

I premiati: Margherita Hack, Cristina Acidini Luchinat, Athina Cenci, Alessandro Benvenuti, Sebastian Frey, Giampiero Maracchi, Stefano Bemer, Piero Pelù, Fondazione FILE
La tradizionale Cena di San Frediano, meglio nota come evento del “Torrino d’Oro” che da alcuni anni si tiene a Firenze, in Piazza del Cestello, nel cuore del quartiere storico di San Frediano, si presenta nell’edizione 2009 in veste di solidarietà.
L’importante evento si svolge quest'anno il 10 settembre, organizzato dal Comitato Festeggiamenti di San Frediano a Cena, sarà, per volontà di quest’ultimo, dedicato alla Fondazione Italiana di Leniterapia.
FILE è una Fondazione privata senza scopi di lucro nata nel 2002 a Firenze allorché un gruppo di persone condivisero una idea, poi divenuta realtà: dare alla città di Firenze e alla sua provincia un servizio socio-sanitario altamente qualificato e gratuito. Per questo motivo organizza e partecipa ad eventi di natura culturale e sportiva, o più semplicemente “mondana”, finalizzati alla raccolta fondi.
I Torrini d’Oro sono riconoscimenti conferiti ad illustri personaggi fiorentini che, con il loro impegno professionale, hanno contribuito a diffondere la “fiorentinità” in Italia e nel mondo. Da questa edizione il premio è concesso anche ad enti ed istituzioni che con il loro lavoro e la loro professionalità, espressa nei diversi ambiti assistenziali, hanno offerto un servizio alla città di Firenze.
Gli altri Torrini saranno conferiti alla astrofisica Margherita Hack, che ritira il premio della precedente edizione, alla direttrice del Polo Museale Fiorentino Cristina Acidini Luchinat , agli attori Athina Cenci e Alessandro Benvenuti, i due terzi dei giancattivi, al portiere della fiorentina Sebastian Frey, al meteorologo Giampiero Maracchi, al “maestro delle scarpe” l’artigiano Stefano Bemer ed infine al grande cantautore fiorentino Piero Pelù.
Si prevede la partecipazione di circa 1600 persone sedute a tavola per una cena con servizio catering gestito da Villa Viviani, una serata in allegria con uno spettacolo, presentato da Carlo Conti e Stefano Baragli al quale è stata affidata anche la direzione artistica. E se del celebre presentatore fiorentino Carlo Conti non occorre dire niente, di altrettanta qualità e professionalità è la presenza di Stefano Baragli, brillantissimo presentatore, anch'egli fiorentino da sempre, con un vasto curriculum, anche televisivo, di serate condotte all'insegna del divertimento, della cultura e della solidarietà.
Gli artisti presenti in serata hanno rinunciato tutti al proprio compenso professionale, visto lo spirito filantropico dell'evento “Torrino d'Oro 2009”.
Insomma, una serata fiorentina a cui non si può mancare!

mercoledì 9 settembre 2009

L’Eretico Savonarola

Molto è stato studiato e detto, sul personaggio di Savonarola, e tutti sono ormai a conoscenza che fu condannato per eresia e bruciato in Piazza della Signoria a Firenze dopo essere stato impiccato con altri due suoi fedelissimi frati.
Ma i dubbi e i misteri su questo “potentissimo” personaggio rimangono e ancora non si riesce a spiegare compiutamente come un "fraticello" potesse essere arrivato all’apice della politica, ad essere il protagonista delle conversazioni italiane.
Molte erano le voci che circolavano sul conto del frate, pare fosse un amico intimo di vari regnanti, con il grandissimo potere di influenzare la vita politica fiorentina senza apparire ufficialmente in vere e proprie cariche pubbliche, un grande oppositore del Papa Alessandro VI, che pur essendo cattolico e della stessa parte religiosa, opponeva segretamente resistenze fortissime alla politica papale.
Fu fondatore e capo di un grande partito politico segreto, di questo non esistono veri e propri documenti che ne certifichino l’esistenza, ma il risultato politico delle sue azioni è stato talmente evidente che non sarebbe stato possibile senza un’organizzazione alle spalle, perfettamente guidata.
Grandissimo oratore, riusciva a mettere “zizzagna” tra i popoli e tra le persone, tra moglie e marito, tra famiglia e famiglia. Era riuscito a strappare il potere ai nobili per cederlo nelle mani del popolo che lui stesso controllava con i suoi sermoni e pubbliche riunioni; si è stimato che oltre ai fiorentini, ai sermoni partecipassero anche numerosissime persone di città esterne a Firenze ed anche di altri stati fino a raggiungere anche 15-18.000 persone.
Arrivista, ambizioso, furbo, superbo, avaro, concentratore del potere e centralista, (aveva addirittura estromesso la propria famiglia dalla propria vita), era riuscito a ridurre ad un gregge di pecore i cittadini di Firenze che tutti consideravano popolo astuto.
Profeta di antiche profezie, nell’altro fronte aveva il merito di essere anche un uomo benedetto, considerato quasi un santo e un grandissimo intellettuale.
Possiamo comunque già definirlo, sulla base delle conoscenze attuali, un eretico e uno scismatico. Alcune altre fonti citano caratteristiche personali e caratteriali del Savonarola come l’essere ermafrodito, anche considerato omosessuale, ci sono svariati esempi della pratica omosessuale nel rinascimento fiorentino, portatore di malattie veneree come la sifilide.
Ma un personaggio così famoso e così infamato nel corso del suo ultimo periodo di potere a Firenze, come poteva controllare così compiutamente un popolo?
Quale era la sua reale missione, fino a che punto la sua influenza raggiungeva gli obiettivi?
Era o non era una persona onesta e sincera, lavorava e si comportava in buona o in mala fede?
Molte sono le domande che ancora oggi pongono dubbi ed incertezze sul disegno politico e religioso del Savonarola.
Le ceneri del frate e dei suoi collaboratori furono raccolte fino all’ultimo granello e assicurate con scorta e protezione alle acque dell’Arno, per evitare di lasciare tracce che potessero diventare reliquie da adorare.
Firenze e l’Italia non potevano permettersi di avere credenze che, se avessero promulgato miracoli, si sarebbero materializzate in richieste di santità o di martirio per un personaggio, il Savonarola, che definirlo “moralmente discutibile” è ancora un complimento.

martedì 8 settembre 2009

La Regione Toscana apre i suoi Palazzi Storici

Da martedì 8 settembre per una settimana possibili le prenotazioni. Tre “luoghi insoliti” visitabili a Firenze con l'aiuto di Fai e Amf.
Da martedì 8 settembre e fino al successivo martedì 15 sarà possibile prenotare visite a tre “luoghi insoliti” di Firenze, di proprietà della Regione Toscana, che saranno straordinariamente aperti (dalle 9 alle 13) domenica 20 settembre su iniziativa della Regione e sotto la guida del Fai (Fondo ambientale italiano) e dell'associazione Amici dei musei fiorentini (Amf).
I “luoghi insoliti” sono il Palazzo Sacrati Strozzi, in piazza Duomo, costruito agli esordi del XVII secolo sulle case medievali della Famiglia Bischeri, oggi sede della presidenza della Regione Toscana; la casa Rodolfo Siviero, in Lungarno Serristori, dov'è collocato l'omonimo museo con opere appartenute allo “007 dell'arte”; il Museo di storia della sanità toscana, in Borgognissanti, dov'è organizzato un singolare percorso con arredi, suppellettili, quadri, ferri chirurgici.
Le prenotazioni si accettano per telefono
(055 4385616)
o per posta elettronica (luoghi.insoliti@regione.toscana.it)
con maggiori dettagli dedicati ai tre luoghi su
www.regione.toscana.it/luoghinsoliti
Le stesse visite saranno poi ripetute in due domeniche autunnali: il 18 ottobre e il 15 novembre con analoghe modalità di prenotazione.

domenica 6 settembre 2009

La Rificolona...che spettacolo!!!

Il 7 settembre Firenze festeggia una sua tradizionale ricorrenza, la Rificolona.
E' una festa, dedicata soprattutto ai bambini, che si svolge alla sera. Per la liturgia cattolica è la vigilia della natività della Madonna ed è una tradizione popolare ancora molto sentita e partecipata, di antico folklore la manifestazione si svolge principalmente in Piazza Ss. Annunziata.

"Ona, ona, ona, ma che bella rificolona..
la mia l'eh co' fiocchi, la tua l'eh co' pidocchi!!..."

Queste si che sono le canzonette storiche di Firenze! E' una delle prime canzoncine che il "vero fiorentino" insegna alla sua prole.

L'origine di questo avvenimento e di queste "lanterne" così luminose e colorate, pare provenga da un non troppo recente passato, quando i contadini ed i montanari delle montagne e delle vallate intorno a Firenze venivano in città per la fiera dell'8 settembre.
Casentinesi, mugellani, garfagnani, pistoiesi arrivavano a Firenze a piedi e illuminando i sentieri e le strade con queste lampade o torce ricoperte da strutture per riparare la fiamma dal vento.
Il 7 in SS Annunziata, l'8 a lavorare vendendo i propri prodotti alla fiera.
I fiorentini fecero propria questo tipico sistema di illuminazione, e costruivano vere e proprie opere d'arte di carta o cartapesta e attaccandole alle finestre o in cima ad un'asta hanno così creato una ricorrenza di grande impatto e suggestivi colori, all'interno di inserisce una candela che, una volta accesa, illumina l'opera d'arte. I bambini la costruiscono nei giorni antecedenti a casa o a scuola, per poi utilizzarla in occasione della sfilata che si svolge per le strade della città.
Si trovano rificolone anche prodotte industrialmente.
Ancora oggi, in varie parte della città si può ancora ammirare questa tradizionale sfilata, e ragazzini di ogni ceto sociale che portano la loro rificolona, altri ragazzini che con cerbottane e stucco, mirano e distruggono le rificolone con una mira infallibile.
Si ricorda che negli anni Cinquanta ci fu una sfilata delle rificolone di tipo fluviale, si svolse sull'Arno nel tratto fra Bellariva e la pescaia di San Niccolò. Strutture di carta colorata posizionate sulle barche dei renaioli, tutte illuminate che scorrevano sull'acqua.
Non c'ero, deve essere stata una bella sensazione. La riproponiamo?

Ho appena letto: "L’8 settembre la società canottieri (lungarno Luisa De’ medici) organizza alle 21 la sfilata delle rificolone sull’Arno su classici barchetti dei renaioli e alle 22 ci sarà la premiazione delle rificolone più belle".
Occasione da non perdere!

sabato 5 settembre 2009

La "Gorga Nera" e la "Selva Oscura"

Il recupero dell'area umida della "Gorga Nera" è un vero e proprio recupero ambientale e da molti punti di vista anche storico-culturale, si individua in questo luogo uno dei posti visitati da Dante, dal quele ha tratto ispirazione per la Divina Commedia.
L’area umida si trova in comune di San Godenzo, lungo il sentiero che dalla Fonte del Borbotto sale verso il monte Falterona, l’intervento è servito per favorire la conservazione e la protezione della "Rana Temporaria" detta anche Rana montana (Rana temporaria) è un anfibio anuro della famiglia Ranidae, molto comune in Europa.
Il recupero non è stato solo ambientale, ma anche culturale e storico, l’area della Gorga Nera è di grande valore ed importanza per le comunità di San Godenzo e Castagno D’Andrea. Intorno a questo luogo infatti si intrecciano storia e leggenda, un antro collegava bocca d’Arno, la sorgente dove nasce il più grande fiume toscano, alla Gorga Nera, questo sarebbe poi sparito a causa di un rovinoso terremoto.
E' qui che nasce il collegamento con Dante e la Divina Commedia, pare che visitando quest’antro Dante Alighieri ne abbia immaginato “La selva oscura”. Ma le storie e le leggende sulla Gorga Nera sono assai numerose, i vecchi abitanti lo consideravano un luogo magico, qui sono anche stati ritrovati reperti medievali che fanno pensare vi sorgesse una grande segheria che ha fornito il legno per la realizzazione per tutte le più importanti opere realizzate a Firenze.

venerdì 4 settembre 2009

Greg Wyatt: Two Rivers a Firenze

Fronte Sala d'Arme di Palazzo Vecchio a Firenze l'opera in bronzo di Greg Wyatt: Two Rivers resterà esposta in Piazza della Signoria dal 5 settembre al 24 ottobre, successivamente verrà spostata, e li resterà permanentemente, in Piazza Poggi, insieme alle già presenti opere di giovani artisti fiorentini e newyorchesi.
E' un bronzo di 4,70 metri di altezza che sarà donata dall'artista alla città di Firenze.
Altre sculture della mostra di Greg Wyatt saranno visitabili nella Sala d'Arme.
Two Rivers è un'opera ispirata dai due fiumi, Arno e Hudson, molto vicini all'artista.
Mi è rimasta molto impressa una frase dell'artista ad un'intervista rilasciata ad un quotidiano fiorentino, dice riguardo alla contemporaneità di Firenze: «Vedo la contemporaneità attraverso la lente del classico. Ma quello che voi chiamate classico è il simbolo dell’innovazione, della creatività. Quindi, in un certo senso, Firenze è contemporanea perché è ancora in grado di insegnare».
Non pare dello stesso avviso l'attuale Assessore alla Cultura, Da Empoli, sembra che dopo l'esposizione la statua potrebbe essere venduta su e-Bay.

mercoledì 2 settembre 2009

Inganni ad arte.Meraviglie del trompe-l’oeil dall’antichità al contemporaneo

La prima grande mostra italiana sull’illusione visiva in un percorso spettacolare tra arte e scienza, realtà e simulazione.

Firenze, Palazzo Strozzi / 16 ottobre 2009-24 gennaio 2010

Per la prima volta in Italia una mostra racconta l’intrigante e spettacolare storia del trompe-l’oeil, ovvero l’inganno ottico, l’eterna sfida tra la realtà e la sua simulazione, non solo nell’ambito della pittura ma nella trasversalità che ha caratterizzato la sua diffusa fortuna nel percorso dell’arte europea.

Dal 16 ottobre 2009 al 24 gennaio 2010 a Palazzo Strozzi a Firenze la rassegna Inganni ad arte. Meraviglie del trompe-l’oeil dall’antichità al contemporaneo, che ripercorre l’affascinante vicenda del trompe-l’oeil, cioè l’arte di rappresentare come vero ciò che vero non è. Attraverso 120 opere di pittura, scultura e arti applicate provenienti da diversi musei e collezioni, lo spettatore avrà la possibilità di scoprire anche gli aspetti neuroscientifici che stanno dietro le opere d’arte che hanno come tema l’illusione. Un percorso tra arte e scienza rivolto ai visitatori di tutte le età per esplorare i modi in cui il cervello umano può essere ingannato e il piacere che si prova a essere coinvolti in questo contemplando i capolavori di grandi maestri come Tiziano, Velázquez e Mantegna, Tiepolo, Tintoretto, Turrell, Pistoletto.

La mostra ideata da Cristina Acidini e Annamaria Giusti, e curata da Annamaria Giusti, direttrice della Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, la Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, avrà come seconda tappa Parigi, dal 17 febbraio 2010 al Musée du Luxembourg.

Percorso scientifico per famiglie e bambini. La parte della mostra legata alla Scienza sarà curata da Richard Gregory, neuropsicologo e fondatore del primo centro scientifico interattivo in Inghilterra, che ha ideato uno speciale percorso per famiglie e bambini con la collaborazione di Priscilla Heard (University of West of England). Oltre a ologrammi che animeranno l’itinerario della rassegna, sarà realizzata una speciale stanza interattiva dove il visitatore potrà sperimentare direttamente gli inganni e le illusioni sensoriali.

Iniziative collaterali. Molti gli eventi e le iniziative e collaterali che la Fondazione dedica alle scuole, ai ragazzi e alle famiglie. In questo caso il tema dell’inganno sarà non solo collegato all’illusione ottica ma coinvolgerà tutti e cinque i sensi: con la partecipazione di mastri profumieri (odorato) grandi chef (gusto) e esperti di tecnologia (suono, tatto, vista).

Posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Ministero degli Affari Esteri e dal Consolato Americano, la mostra è stata realizzata con il sostegno di Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze e Associazione Partners Palazzo Strozzi. Main Sponsor Cassa di Risparmio di Firenze.
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