giovedì 16 febbraio 2017

Programma 2017 della Partita dell'Assedio - 17 febbraio 1530


Il 17 febbraio 1530 Piazza Santa Croce a Firenze divenne teatro di una delle più importanti sfide lanciate dalla Repubblica Fiorentina all’imperatore Carlo V, quando la popolazione assediata da molti mesi dalle truppe imperiali, si cimentò in una partita di calcio, dando l’impressione di non considerare l’esercito dell’Impero degno di attenzione.
Il Comune di Firenze in collaborazione con l'Associazione 50 minuti e il Calcio Storico Fiorentino, segna questa data come la vera rievocazione storica alla quale si riferiscono le gesta dell'istituzione storica del Giuoco del Calcio fiorentino.
E' la partita, quella denominata dell'Assedio, presa come punto di riferimento per le manifestazioni storiche cittadine, per il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e per ogni riferimento storico rievocativo ufficiale della città di Firenze.
Quando nel lontano 4 maggio 1930 vennero ripristinate le tradizioni e le feste popolari in Toscana, il Giuoco del Calcio si fece strada come rievocazione storica per il piacere dei fiorentini e dei forestieri. L'impostazione fu quella di ricercare in quella famosissima partita il punto d'unione, per impostare la tradizione popolare cittadina, (non quindi i Medici e le loro imposizioni ducali e granducali) al periodo repubblicano unico e vera fonte di libertà popolare.
Con questa bella iniziativa delle Vecchie Glorie del Calcio Storico Fiorentino inizia quindi un vero percorso che riporta le vere tradizioni popolari alla ribalta della città e dei fiorentini.

Il 17 febbraio 2017, dopo 487 anni da quella gloriosa giornata, in Piazza Santa Croce avverrà un vero e proprio miracolo, anche perchè la città lo richiede a gran voce. Verrà giocata una partita rievocativa nell'ambientazione storica di allora. Verranno erette palizzate di legno, verranno poste a terra balle di fieno e di paglia a protezione dei limiti del campo, verrà distesa in tutta la piazza la sabbia necessaria a formare un campo di Calcio Fiorentino.
Bianchi contro Verdi come vuole la tradizione e come fu descritto dal Benedetto Varchi nelle sue Istorie Fiorentine:

Alli diciassette i Giovani, si per non intermetter l'antica usanza di giuocare ogn'anno al Calcio per Carnasciale, e si ancora per maggior vilipendio dé nemici, fecero in sulla Piazza di Santa Croce una partita a livrea; venticinque Bianchi e venticinque Verdi, giocando una vitella: per essere non solamente sentiti, ma veduti, misero una parte di suonatori con trombe, e altri strumenti in sul comignolo del tetto di Santa Croce; dove dal Giramonte fu lor tratto una cannonata; ma la palla andò alta e non fece danno a persona.


25 contro 25 - Benedetto Varchi
Prima della partita la sfilata dell'imponente Corteo della Repubblica Fiorentina con le figure al completo. Per questa occasione, i Calcianti delle Vecchie Glorie che scenderanno in campo verranno ribattezzati con i nomi di personaggi fiorentini dell'epoca suddivisi nelle due squadre.

Squadra Bianca
Capitano: Gherardo conte della Gherardesca
Alfiere: Barbarossa de' Bartoli
Spugnaioli: Mariano da Montemaggio, Jacopo Micceri
Calcianti: Morticino degli Antinori, Giovanni Nerli, Alamanno de' Pazzi, Giovanni de' Bardi, Giovanni Ricasoli, Alamanno Alamanni, Goro da Montebenichi, Filippo Arrighetti, Vincenzo Maria capponi, Antonio Rabatti, Filippo del Nero, Tommaso Soderini, Lorenzo di Castiglione, Filippo Guadagni, Enrico principe di Condé, Giordano Martelli, Ceseri Borboni, Napoleone Orsini, Jacopo Giocondi, Tullio Guerriero, Tommaso Rinuccini, Ottaviano Conti, Tommaso Ghelandi, Averardo Salviati, Giovanni Francesco Ridolfi.

Squadra Verde

Capitano: Sinibaldo Gaddi
Alfiere: Raffaello da Cortona
Spugnaioli: Zanobi Bartolini, Bali Pucci
Calcianti: Caccia degli Altoviti, Dante da Castiglione, Francesco de' Medici, Roberto degli Albizzi, Piero Strozzi, Giuliano Capponi, Raffaello Rondinelli, Francesco Guicciardini, Armato dal Borgo, Lione Ricasoli, Piero degli Alfani, Neri Capponi, Salvestro Aldobrandini, Girolamo Carducci, Scipione Gaddi, Giovan Battista Bini, Anguillotto da Pisa, Maffeo Barberini, Niccolò della Morca, Piero Altoviti, Pier Francesco Rinuccini, Giovanni da Turino, Francesco Valori, Vincenzo Torrigiani, Cammillo Vitelli.
Oltre a tutte le autorità locali, numerosi sono i personaggi illustri invitati ad assistere alla Partita dell'Assedio, tutti discendenti diretti degli antenati di quel periodo storico, tra i quali Carlo d'Asburgo Lorena successore di Carlo V, Beatrice Regina d'Olanda discendente di Filiberto di Chalon principe d'Orange, la contessa Alessandra Oddi Baglioni discendente di Malatesta Baglioni, Girolamo Guicciardini successore di Francesco Guicciardini, ecc.. ecc..
PROGRAMMA
Martedì 17 febbraio 2017

ore 13.30 - Raggruppamento del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e delle due squadre di Calcianti in Palagio di Parte Guelfa;
ore 14:30 - Partenza del Corteo Storico in direzione di Piazza Santa Croce sfilando da Piazzetta di Parte Guelfa, Porta Rossa, Piazza della Signoria, Via dei Gondi, Borgo de' Greci, fino a raggiungere la Piazza di Santa Croce luogo della partita.
ore 15:00 -  Basilica di Santa Croce - Benedizione
ore 15:30 - Rischieramento del Corteo e delle due squadre dei Calcianti ed esibizione dei Bandierai degli Uffizi;
ore 16:00 - Inizio della partita rievocativa di Calcio fiorentino, Bianchi vs Verdi;
ore 16:40 - Fine delle ostilità;
ore 16:45 - Premiazione dei partecipanti e della squadra vittoriosa;
ore 17:00 - Rientro del corteo storico al Palagio di Parte Guelfa per lo stesso percorso dell'andata.

L'ingresso alla manifestazione è libero

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

domenica 12 febbraio 2017

Cambio della Guardia di Palazzo Vecchio - Programma



Il Cambio della Guardia in numerose città europee è uno degli appuntamenti da non perdere per i visitatori di tutto il mondo. E’ un rito che si rinnova periodicamente e per alcune occasioni speciali di grande impatto emozionale.

Il Cambio della Guardia è uno degli atteggiamenti e pratiche militari che non hanno tempo. E’ espressione di sicurezza militare di castelli e di recinzioni protettive di campi di battaglia o di città. Successivamente all’evoluzione delle tattiche di guerra, è divenuta una pratica di forte impatto simbolico delle più grandi realtà militari e civili anche del nostro tempo.
Alcuni esempi sono quello di Londra per la Regina, oppure a quello del Milite Ignoto a Roma, o anche al Cambio della Guardia di Atene, in Grecia, divenuto famoso per le tradizionali calzature dei soldati con il pon pon.

L'Assedio di Firenze - Giovanni Stradano - Palazzo Vecchio

La storia di Firenze ci riporta sicuramente agli anni dell’Assedio del 1529/30, quando Carlo V volle riportare a Firenze la famiglia Medici assediando la città. Firenze aveva un proprio esercito cittadino e Palazzo Vecchio o della Signoria, sede cittadina dell’amministrazione e del potere, veniva protetta da un gruppo militare dell’Esercito della Repubblica Fiorentina: i Fanti di Palazzo, gruppo costituito appositamente per proteggere il “Palazzo” luogo del potere.
L’Esercito della Repubblica Fiorentina era comunque composto da numerosi altri gruppi militari di diverse caratteristiche intrinseche, che all’occasione sostituivano gli stessi Fanti di Palazzo in questo loro importantissimo compito.


Arengario di Palazzo Vecchio
Il Gonfalone di Firenze o del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina si posiziona al centro dell’Arengario, due Militi armati vengono posizionati ai lati dello stesso a Guardia del Simbolo Cittadino e del Palazzo del Potere, il Capitano e un Ufficiale completano la Guardia. La cerimonia è scandita dal rullo imperiale dei Tamburini, dagli squilli di Chiarine, dai movimenti sincronizzati all'usanza militare dell'epoca.



Domenica Metropolitana o Prima Domenica del Mes
Orario: 09.00 - 10.00 - 11.00 - 12.00 - 13.00
La Manifestazione non si svolgerà in caso di pioggia.

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

lunedì 6 febbraio 2017

La Guardia del Fuoco di Firenze 700 anni di storia (1316/2016)

Archivi Corpo dei Pompieri di Firenze del Comandante Papini

Fa parte della storia della Città di Firenze un aspetto che per secoli e secoli è stato appannaggio dell'amministrazione e della gestione cittadina fino a quando, nel 1938 una decisione nazionale costituì il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Ma partiamo da circa 1000 anni fa, quando sulla scorta della "Militia vigilum" d'epoca romana, Firenze aveva un servizio organizzato contro gli incendi.
Il primo documento ufficiale è un decreto del Comune di Firenze che risale al 1316 e che riguarda un primo regolamento riferito ai cittadini adibiti a spegnere gli incendi. Era l'istituzione della "Guardia del Fuoco" ufficialmente costituita a Firenze nel 1334. La Guardia del Fuoco di Firenze necessariamente operò nelle grandi emergenze dovute agli incendi in città.
Anche la Guardia del Fuoco era organizzata, così come quasi tutte le istituzioni cittadine dell'epoca, in quartieri, ogni quartiere aveva alcune squadre più o meno numerose che intervenivano con i propri mezzi e attrezzi del mestiere. Le squadre erano composte principalmente da muratori, fabbri, falegnami e in genere artigiani.
I mezzi però non erano molti e l'attività di volontariato dei vari professionisti non fu sufficiente per dare un vero servizio delle emergenze. Quindi nel 1416 il Comune di Firenze realizzò una regolare ed organica formazione, chiamata appunto "Guardia del Fuoco" costituita da:

- 4 squadre di 10 uomini ciascuna: San Giovanni, Santa Croce, Santa Maria Novella, Santo Spirito.
- Ogni squadra veniva comandata dal "Capodieci" ed era formata da 4 Maestrri e 5 Manovali. Erano aggiunti anche due "lanternari" e venti "porti" (cinque per quartiere).

Un Notaio registrava su ogni intervento chi era accorso sul luogo e chi non era presente veniva deferito per la proposta di provvedimenti disciplinari al Gonfaloniere di Giustizia.
Tutti i componenti della Guardia del Fuoco venivano eletti dai Gonfalonieri della città ogni quattro mesi e potevano essere rieletti.

Guardia del Fuoco 1416 - Bozzetto Alfredo Lensi
Il Capodieci ed i Maestri indossavano una veste di cuoio provveduta a proprie spese. Sul davanti di tale veste era dipinta una mannaia e sul dietro un segno distintivo del quartiere del quale dipendevano e cioè: Battistero e chiavi per il Quartiere di San Giovanni, Sole giallo per il Quartiere di Santa Maria Novella, Croce gialla in campo azzurro per il Quartiere di Santa Croce, Colomba bianca con raggi d'oro per il Quartiere di Santo Spirito. I "Porti" avevano una uguale veste di cuoio ma avevano dipinto davanti e dietro una secchia; I "Manovali" non avevano una veste di cuoio ma portavano sulla testa una celata, al pari di tutti i componenti della Guardia del Fuoco.
La prima sede dell'organizzazione fu stabilita nella torre che sorgeva presso l'angolo del Ghetto, in faccia a Santa Maria del Campidoglio.
Questo tipo di organizzazione rimase in funzione per vari secoli e fu sempre oggetto di particolari cure da parte di chi teneva le redini del potere sino ad arrivare al 1760 sotto il governo lorenese che pur mantenendole il nome di Guardia del Fuoco trasformò l'organizzazione rendendola più unitaria. Napoleone nel 1809, riformò nuovamente l'organizzazione fino ad arrivare a diventare la "Compagnia dei Pompieri di Firenze". Il regolamento prevede una uniforme per i pompieri con sfoggio di pennacchi, bottoni lucidi e sciarpe a tracolla, fucile e sciabola. La Compagnia è comandata da un Capitano coadiuvato da un Tenente, da un Sergente, 4 Caporali di prima classe e 2 Caporali di seconda classe. Questa organizzazione risentiva dell'influsso militarista alla francese e i pompieri venivano adibiti anche a servizi che nulla avevano in comune con la sicurezza contro gli incendi o altri sinistri.
Il protettore era Sant'Antonio Abate, colui che aveva superato la prova del fuoco e della tentazione, il 17 gennaio di ogni anno ne veniva celebrata la festa.

Nel 1880 l'architetto Alessandro Papini, ufficiale del Corpo, redige il progetto per i lavori di totale trasformazione ed adattamento dei locali di Piazza San Biagio per renderli più idonei alla funzione di Caserma dei Pompieri e relativo arsenale per gli attrezzi. Produsse anche:

- Nuovo regolamento disciplinare e organico, la cui forza effettiva fui portata a 131 uomini;
- Regolamento amministrativo del Corpo e quello di esecuzione dei servizi; precisazione dell'esecuzione delle varie manovre con distribuzione ai componenti dei relativi libretti;
- Modifiche al materiale per renderlo più idoneo;
- Acquisto della prima pompa a vapore (della ditta inglese "Shand Mason" nell'anno 1888 e di n.13 cavalli;
- Primi atti sulla prevenzione incendi nei locali e teatri;
- Modifica dell'uniforme la quale viene portata ad una forma più seria, più elegante e soprattutto più funzionale.

Nel 1882 viene installato il primo telefono a Firenze; precisamente quello fra il Gabinetto del Sindaco e la Caserma dei Pompieri a San Biagio.

La sede dei Pompieri di Piazza San Biagio ora Parte Guelfa
Sullo sfondo il Palagio di Parte Guelfa

Nel 1921, dopo elaborate pratiche, il Comune di Firenze decise di trasferire il Corpo dei Pompieri da Piazza San Biagio al cantiere di proprietà comunale in via La Farina.

Per unificare il Corpo dei Pompieri di tutte le regioni d'Italia si riunì a Torino il Consiglio della Federazione Nazionale delle Unioni Regionali dei Corpi dei Pompieri.
Tale Federazione fu l'embrione di quel processo evolutivo che, nel volgere di pochi anni, dette origine a una formazione nazionale unitaria dei Pompieri che nel 1935 fu per la prima volta oggetto di un Decreto Legge, con la formazione dei Corpi Provinciali dei Pompieri e con un coordinamento nazionale.
Nel 1941 con la costituzione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, divenne Patrona Santa Barbara che ancora tutt'oggi è celebrata il 4 dicembre di ogni anno.

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...