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giovedì 28 agosto 2008

La sindrome di Firenze

La sindrome di Firenze, meglio conosciuta come sindrome di Stendhal, è una presunta affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e anche allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, specialmente se sono compresse in spazi limitati.

Tale disagio è spesso riscontrato a Firenze, dove il locale ospedale di Santa Maria Nuova è almeno una volta al mese luogo di ricovero di pazienti colpiti da disturbi psicologici acuti. La malattia, piuttosto rara, colpisce principalmente persone molto sensibili e fa parte dei cosiddetti malanni del viaggiatore.
Il nome della sindrome si deve allo scrittore francese Stendhal (vero nome Marie-Henri Beyle) che, essendo stato personalmente colpito dal fenomeno durante il suo Grand tour del 1817, ne poté così dare una prima descrizione che fu poi riportata nel libro "Napoli e Firenze: un viaggio da Milano a Reggio":
« Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. »
vedi: Wikipedia

lunedì 28 luglio 2008

Il "murales" di Viale Filippo Strozzi




Non è ancora terminato e ci riserva già delle belle sorprese. Senza entrare nel merito del perché, quello se vorranno ce lo potranno spiegare gli autori o i committenti, il "murales" che si sta pian pianino completando in Viale Filippo Strozzi ha qualcosa di particolare.
Una grandissima Piovra inonda con i suoi tentacoli la città?
Le nutrie invadono gli scantinati?
Strani mostri salgono sopra i tetti di Firenze?

Qualunque sia l'interpretazione gli autori sanno ciò che fanno, il tratto è sicuro e i colori sono belli.
Vediamone alcuni scatti, in attesa della completa realizzazione.

Buon lavoro ragazzi e fatevi sentire, fateci partecipi della vostra idea.

domenica 22 giugno 2008

L'Offerta dei Ceri di San Giovanni del 1454 secondo Palmieri

Nell'anno 1454 l’umanista Matteo di Marco Palmieri portò un visibile cambiamento nell’organizzazione della festa patronale di San Giovanni secondo le nuove indicazioni dell'arcivescovo di Firenze Antonino Pierozzi.
Era usanza fare il giorno 22 la mostra, il giorno 23 al mattino la processione delle compagnie, dei frati, dei preti e degli edifici; ne pomeriggio l’offerte dei gonfaloni e poi il giorno di San Giovanni la mattina l’offerte dei ceri e il pomeriggio del palio (oggi vi è l'assegnazione del palio per la squadra vincitrice del Calcio Storico Fiorentino)
Il Matteo Palmieri riorganizzò anticipando la mostra al giorno 21 e la processione al mattino del 22; specificò precisamente tutto il cerimoniale e indicò come dovevano muoversi le rappresentanze che qui sotto cito:

1. El principio mosse la Croce di Santa Maria del Fiore con tutti loro cherici fanciulli, e drieto a loro sei cantori.
2. Le compagnie di Iacopo cimatore e Nofri calzaiuolo con circa 30 fanciulli vestiti di bianco e agnoletti. Sono le compagnie di fanciulli del Vangelista - il cui guardiano era Jacopo di Biagio, cimatore -, e di Sant’Antonio da Padova, guidata da Onofrio di Filippo di Bartolommeo, calzaiuolo.
3. L’edificio di san Michele Agnolo, al quale soprastava Iddio padre in una nugola, e in piaza, al dirimpetto a’ Signori, feceno rapresentagione della battaglia angelica, quando Lucifero fu co’ sua agnoli maladetti cacciato di cielo.
4. Le compagnie di ser Antonio e Piero di Mariano con circa a 30 fanciulli vestiti di bianco
e agnoletti. Sono le compagnie di fanciulli della Natività, cui presiedeva ser Antonio di Mariano, e della Purificazione, guidata da Piero di Mariano, borsaio e fratello di Antonio.
5. L’edificio d’Adamo, che in piaza fe’ rapresentatione di quando Iddio creò Adamo e poi Eva, fe’ loro el comandamento, e la loro disubidienza in fino a cacciargli di paradiso, colla tentazione prima del serpente e altre apartenenze.
6. Un Moysè a cavallo con assa’ cavalleria de’ principali del popolo d’Isdrael e altri.
7. L’edificio di Moisè, el quale in piaza fe’ la rapresentatione di quando Iddio li dié la legge.
8. Più profeti et sibille con Ermes Trimegisto17 et altri profetezatori della incarnatione di Cristo.
9. L’edificio della Nuntiata, che fe’ la sua rapresentazione.
10. Ottaviano imperadore con molta cavalleria e colla Sibilla, per fare rapresentazione quando la Sibilla gli predisse dovea nascere Xristo e monstrògli la Vergine in aria con Xristo in braccio.
11. Templum pacis coll’edificio della natività per fare la sua rappresentazione.
12. Un magnifico et trionfale tempio per edificio de’ Magi, nel quale si copria un altro tempio ottangulare ornato di sette virtù intorno, et da oriente la Vergine con Xristo nato, e Erode intorno a detto tempio fe’ sua rappresentazione.
13. Tre magi con cavalleria di più di 200 cavalli ornati di molte magnificenzie, et vennono a offerere a Xristo nato. Intralasciossi la passione et sepultura, perché non parve si convenisse a
festa.
14. Una cavalleria de’ cavalieri di Pilato ordinati a guardia del Sepolcro.
15. L’edificio della sepoltura onde risuscitò Xristo.
16. L’edificio del Linbo, onde trasse e Padri sancti.
17. L’edificio del Paradiso, dove misse dicti Santi Padri.
18. Gli Apostoli e le Marie, che furono presenti all’Asuntione.
19. L’edificio dell’Asuntione di Xristo, cioè come quando salì in cielo.
20. Cavalleria di re, re, [sic] e reine, e damigelle e ninfe con cani e altre apartenenze al Vivo e Morto.
21. L’edificio del Vivo e Morto.
22. L’edificio del Giudicio, con barella de’ Sepolcri e Paradiso e Inferno, e sua rapresentasioni, come per fede si crede sarà in fine de’ secoli.

La sera di detti dì 22 andorono a offerere tutti gli ufici della città che in palagio si diputòno, et furono ufici quarantadue, numero di cittadini ducentottantotto. E dopo loro e sei della mercatantia co’ loro capitudini.
A dì 23 la mattina la processione di tutte le compagnie de’ fanciulli, di disciplina, e poi
regole di frati e preti con loro stendardi e barelle di reliquie et con grandissima copia di
paramenti, ricchi più che altra volta si ricordi.
La sera, l’offerta della Signoria, et poi XVJ gonfaloni con le compagnie, al modo usato.
A dì 24 la mattina le offerte usate, cioè prima la Parte, e fu questo anno molto copiosa di
cittadini, più che 730. 2. E palii. 3. E Ceri grandi di legname. 4. E ceri di cera accesi. 5. La
zecca. 6. E prigioni. 7. E corsieri. E dietro a quegli, el palio di san Giovanni e di sancto Lo. E
ultimi i nostri Signori.
La sera si corse el palio di ricco broccato al modo usato.
(fonte primaria: Paola Ventrone – Sulle feste di San Giovanni: Firenze 1454)

Ogni anno a Firenze si celebra questo rito, anche se i protagonisti della processione sono inevitabilmente cambiati. La popolazione partecipa attivamente, il Corteo Storico con i costumi rinascimentali fa ritornare per un breve lasso di tempo, ad immaginarsi l'ambientazione di questa festa, così importante per la città.
Conoscendone alcuni dettagli, alcuni nomi, conoscendo ambienti e modi di vivere, studiando i movimenti umanisti e del rinascimento fiorentino, si entra appieno nell'ambiente e si può "fantasticare" creandosi, simbolicamente, una "reale" visione storica dell'avvenimento.

venerdì 13 giugno 2008

Dante Alighieri di nuovo fiorentino!

Dopo secoli Firenze ritrova Dante, il suo figlio più famoso nel mondo. La commissione cultura di Palazzo Vecchio, presieduta da Dario Nardella, ha approvato infatti ieri, il testo unificato delle due mozioni presentate dai consiglieri Bosi e Pieri (FI-Pdl) che invita il sindaco «a procedere alla pubblica riabilitazione di Dante Alighieri con la formale revoca della condanna» ed «a considerare
l'eventualità di conferire in quella occasione il Fiorino d'oro o altra onoreficenza alla memoria del Sommo Poeta».
Un documento fortemente voluto dai due esponenti del centrodestra , che è passato con un solo voto contrario, quello del consigliere Valentino dei Verdi («Due mozioni inutili - ha commentato - è impossibile far tornare indietro l'orologio della storia»). «Il bando dell'esilio - hanno ricordato Bosi e Pieri - non è mai stato revocato e questa, fatta eccezione per il "processo di Dante" nella basilica di San Francesco ad Arezzo in occasione dell'ottavo centenario della nascita, è la prima iniziativa per la piena riabilitazione del grande poeta, cui tanto deve la nostra città». Dopo l'allontanamento di Dante da Firenze « i figli si stabilirono a Verona continuando la sua discendenza fino all'attuale conte Pieralvise Serego Alighieri, figlio del conte Dante e attento custode delle tradizioni dantesche».

giovedì 12 giugno 2008

Il Polimoda "chicca" fiorentina...

L'istituto Polimoda e' universalmente riconosciuto come una delle migliori scuole di moda in Italia ed in Europa. Polimoda è una scuola altamente qualificata nella formazione dei professionisti della moda e del marketing, come in molti altri settore collegati alla moda.
Polimoda offre ogni anno ai propri studenti una formazione di alto livello con i propri corsi estivi e master, i propri corsi di fashion design e marketing della moda ed in numerosi altri campi innovativi.
Da settembre 2008, alcune lezioni e laboratori dell'istituto saranno ospitati nel Castello dell’Acciaiolo, una struttura costruita tra il 1300 e il 1400, poco distante dal centro della città.
Dall'inizio dell'anno accademico 2008/2009, circa 300 metri quadri del castello (conosciuto anche come villa Carcherelli) saranno destinati al corso triennale post diploma in Design Calzature e Accessori, al master in Fashion Footwear Design e ai master executive courses del Polimoda, corsi rivolti in particolar modo alle aziende ed ai professionisti. L’Acciaiolo ospiterà, oltre a due uffici,quattro laboratori organizzati su quattro aule capaci di accogliere giornalmente circa 80 studenti.

sabato 7 giugno 2008

La Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa

La biblioteca ha 101 anni ma ora, dopo gli interventi di rinnovamento e messa in sicurezza, non li dimostra. I lavori che hanno interessato la struttura fanno parte di un restyling complessivo del Palagio di Parte Guelfa (costo 1.250.00 euro) che ospita anche gli uffici della cultura, delle feste e tradizioni popolari fiorentine, della polizia municipale e dell'ufficio elettorale mandamentale. In dettaglio sono stati installati due ascensori e sono stati realizzati nuovi servizi igienici (anche per disabili). Si è proceduto poi al rifacimento dell'impianto elettrico e di climatizzazione. Inoltre, in considerazione dell'alto rischio degli ambienti della biblioteca, è stata realizzata una protezione che, in caso d'incendio, isola gli altri locali del palazzo.
La sua inaugurazione risale al 1907 quando era la "biblioteca circolante per gli operai" dell'associazione Pro Cultura. Conosciuta poi come biblioteca dell'Università Popolare, a partire dal 1976-1977 il suo patrimonio documentario passò al Comune di Firenze assumendo la denominazione attuale di "Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa". I posti sono 125 distribuiti su due sale (quella di lettura e l'emeroteca). Sono oltre 35.000 volumi tra patrimonio corrente e storico, 93 periodici con 25 quotidiani italiani e stranieri. A disposizione anche sezioni speciali dedicate alla pedagogia, psicologia e sociologia, il fondo storico della ex Biblioteca dell'Università Popolare e il collegamento internet gratuito Wi-Fi. E nel settore "Non solo libri" dedicato al giallo d'autore spazio anche a Dvd&fumetti.
La biblioteca è aperta tutti i giorni feriali dalle 9 alle 22 e il sabato dalle 9 alle 13. Nei mesi di luglio e agosto scatterà l'orario estivo che prevede l'apertura nei giorni feriali dalle 9 alle 14 e il sabato dalle 9 alle 13.
Come primo evento collaterale ospitato nella rinnovata struttura, da oggi al 30 giugno saranno in mostra i manifesti cinematografici e i fumetti di Georges Simenon.

domenica 18 maggio 2008

Per recitare Dante ci vuole classe...

Il 17 maggio 2008 nel primo pomeriggio per iniziativa della provincia di Firenze e del suo attuale Presidente è iniziata (e finita) la maratona letteraria "100 Cantori: all'improvviso Dante".La scalinata della Chiesa di Santa Croce ha "espresso" il I° canto dell'Inferno. Gli studenti delle scuole si sono cimentati nelle letture dei canti della Divina Commedia, così come numerosi amministratori dell'area fiorentina.
Silvano Gori ha recitato il II canto dell'Inferno,
il direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini ha recitato il V dell'Inferno,
Stefania Fuscagni dalla Sala del Crocifisso dell'opera di Santa Croce ha letto il VI,
Lapo Pistelli dal ristorante Le Murate ha interpretato il X canto del Purgatorio,
dal Battistero Simone Siliani ha declamato il VI del Paradiso e
l'assessore Giani dalla Chiesa di Santa Maria dei Ricci in via del Corso ha dato voce alla celebre terzina: "Dal centro al cerchio, e sì dal cerchio/movesi l'acqua in un ritondo vaso/ secondo ch'è percosso fuori o dentro";
Riccardo Marasco ha letto il V dell'Inferno,
il III canto dell'Inferno è stato letto dai ragazzi del liceo Michelangelo.
Nella cornice della Società Dante Alighieri, Giulio Stefanelli si è cimentato nella lettura del XXIV canto dell'Inferno.
La maratona si è dislocata fino al chiostro dello Scalzo dove Marcello Mancini ha letto il XXXIII canto dell'Inferno e il primo girone dantesco si è concluso nell'interno di Palazzo Frescobaldi con la lettura del XXIV. Lucio Dalla ha letto il I canto del Purgatorio, Giampaolo Talani ha recitato il IX canto del Purgatorio.

L'iniziativa, se da punto di vista culturale ha un fondamento forte, la partecipazione del pubblico non pare sia stata della stessa importanza. Neanche il maxi-schermo installato in Piazza della Repubblica che proiettava una diretta streaming delle letture dei canti della Divina Commedia ha coinvolto il pubblico. I turisti trapassavano le piazze e i luoghi senza mostrare interesse, dei fiorentini neanche l'ombra.
Il programma della proposta culturale è stata rispettato, il coinvolgimento della popolazione forse meno. Pare che certe iniziative, più che per la popolazione, più per l'arricchimento culturale dei giovani e dei meno giovani vengano proposte per enfatizzare le persone che, in questo modo, ne acquistano visibilità.
Dante nella nostra città è nato, è vissuto, ha combattuto, ha amministrato e ha scritto. Ogni angolo della città porta impresso un riferimento di Dante e delle sue opere.
Forse, l'offerta culturale anche ai turisti non è piaciuta, lodevole l'iniziativa senza un buon risultato.
Non credo nell'ignoranza e nello scarso interesse delle persone. E non credo nella scusa della pioggia, i fiorentini sanno di cosa stiamo parlando. Mica tutti si chiamano Roberto Benigni.

martedì 13 maggio 2008

Il Marzocco

Nella Repubblica fiorentina, il "marzocco" o "marzucco" era un leone simbolo del potere popolare. La tradizione dell'animale totemico nelle città italiane del medioevo era molto forte, in particolare a Firenze; tale identificazione si riflette in molti stemmi cittadini e spesso utilizzato in stemmi araldici del tempo; l'abitudine di mantenerne ed esporne esemplari era considerato segno di potenza e ricchezza.
Il termine è di etimologia incerta, ma comunque da riferire al latino "martius"= di Marte. Un'altra delle spiegazioni avanzate è che la parola Marzocco sia la contrazione della parola Martocus, cioè piccolo Marte.
La più celebre rappresentazione è quella di Donatello, una bellissima scultura che nel primo rinascimento fiorentino, sintetizzava con una anormale intuizione un leone che trattiene con la zampa destra uno scudo rappresentante il giglio rosso in campo bianco simbolo guelfo di questa città. Il Marzocco di Donatello è oggi conservato nel Museo del Bargello e in copia in Piazza della Signoria.

giovedì 8 maggio 2008

Su Firenze - Giacomo Leopardi


....Firenze, ch'è la città più culta d'Italia, e dove il popolo in particolare è il più intendente e più civile...

Chi non conosce Giacomo Leopardi.
Vive a Firenze dal 1830 al 1833. Nell'aprile del 1830, il Colletta, al quale il poeta scriveva della sua vita infelice, gli offrì, grazie ad una sottoscrizione degli "amici di Toscana", l'opportunità di tornare a Firenze.
Qui curò, nel 1831, un'edizione dei "Canti", partecipò ai convegni dei liberali fiorentini e strinse un'affettuosa amicizia col giovane esule napoletano Antonio Ranieri. Risale a questo periodo la forte passione amorosa per Fanny Targioni Tozzetti, conclusasi in una delusione, che gli ispirò il cosiddetto "ciclo di Aspasia", una raccolta di poesie scritte tra il 1830 e il 1835 che contiene: "Il pensiero dominante", "Amore e morte", "A se stesso", "Consalvo" e "Aspasia".
Nell'autunno del 1831 si recò a Roma con Ranieri per ritornare a Firenze nel 1832 e nel corso di questo anno scrisse i due ultimi dialoghi delle "Operette", Il "Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere" e il "Dialogo di Tristano e di un amico".
Insomma anche il Leopardi ha lasciato belle impronte nella città del Giglio.

venerdì 25 aprile 2008

Dante Alighieri - Itinerari danteschi - Via Dante Alighieri

Dante è citato molte volte nell'intera città di Firenze, sono stati a lui dedicati numerosi marmi e lapidi con sopra scritti alcuni versi della Divina Commedia che mettono in risalto la vera indole ed entità del "Sommo Poeta".
Una di queste è posta in Via Dante Alighieri, nella casa in cui Dante è nato e così cita: "...io fui nato e cresciuto | Sopra 'l bel fiume d'Arno alla gran villa." Inferno XXIII, 94-95
Questi versi furono scritti in un momento in cui il poeta era in esilio, quando Firenze veniva esaltata proprio per i suoi palazzi ed edifici di rara bellezza.

Dante Alighieri - Dante routes - Dante Alighieri street

In The Dante Alighieri street, on the house where Dante is supposed to have been born.

"...'I wos born, and grew up, | On the lovely river Arno, in the great city." Inferno XXIII, 94-95

These verses are full on the tenderness felt by the exiled Poet for his beloved Florence, at the very time when so many beautiful buildings were going up.

lunedì 21 aprile 2008

Il Corridoio Vasariano

Il Corridoio Vasariano merita almeno una piccola recensione. Ben più ampia sarebbe la riscrittura delle caratteristiche di questa "opera d'arte" e ancora più interessante scoprire il Vasari in tutte le sue forme.
Il Corridio Vasariano è un ambiente che suscita grandi fantasie nel visitatore. E' lungo circa un chilometro ed è nato per motivazioni pratiche, con la funzione di collegamento tra gli uffici dei Medici che erano posizionati in Palazzo Veccio con l’attuale Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti, allora residenza della stessa famiglia.
Palazzo Pitti ospita oggi una parte della collezione di dipinti del Seicento e del Settecento degli Uffizi che quella degli Autoritratti degli artisti. Si tratta di un passaggio stretto, il suo ingresso è all’inizio del secondo corridoio degli Uffizi, passa sopra il Ponte Vecchio e arriva fino a Palazzo Pitti.
Dal punto di vista architettonico il passaggio sopraelevato è stata un'intuizione nuova da parte del Vasari per quel tempo, ma come novità è stata indicata dagli stessi Medici per soddisfare un'esigenza, quella di non mescolarsi al popolo nelle trasferte tra Palazzo Vecchio e la propria residenza.
L'interno del Corridoio Vasariano è fornito di numerosissime opere d'arte e da scorci particolarissimi di Firenze e di alcuni interni, come quello della Chiesa di Santa Felicita. In realtà dal corridoio si può vedere l’interno della Chiesa ed i Medici assistevano alle funzioni anche da questo punto; lungo una parete c’è infatti una finestra che si affaccia su quello che un tempo era il palco privato della famiglia.
Il Corridoio Vasariano è aperto solo su prenotazione, ma vale decisamente una attenta visita e meglio sarebbe se fosse guidata e preparata preventivamente, il prezzo non è eccessivo ma sopra la norma ed il tempo trascorso all'interno non è mai abbastanza.
Buona visita al Corridoio Vasariano!

martedì 1 aprile 2008

Casa Editrice Leo S. Olschki, una grande passione...

Signore e Signori ecco il "Top"...

Ho voluto fare un post su un'eccellenza fiorentina di grande rilevanza e passione, una casa editrice che ha fatto la storia di Firenze nella nicchia dell'editoria delle scienze umanistiche.
Nel settore editoriale di nicchia si prediligono tirature estremamente limitate ma durature nel tempo, testi specialistici e tecnici ma di grande levatura culturale.
Nonostante che la maggioranza dei libri sia in italiano, circa la metà del fatturato è destinato all’estero e questo sottolinea il ruolo della Casa Editrice nella diffusione della cultura italiana oltre confine.
La Casa Editrice Leo S. Olschki ha più di 120 anni di attività, costituisce una forza di particolari caratteristiche nel vasto panorama dell’editoria nazionale.
Il simbolo, “dal cuore crociato e diviso”, come la definì Gabriele D’Annunzio, è familiare agli specialisti, agli studiosi, ai bibliotecari di tutto il mondo ed ha un particolare significato per gli istituti culturali e le università.
La Casa Editrice poggia sul lavoro di cinque generazioni della stessa famiglia e questa rara continuità costituisce il presupposto per un lungo cammino ancora da percorrere nel mondo e per il mondo della cultura.
Da Leo ad Aldo, da Aldo ad Alessandro, a Costanza e Daniele Olschki, la quarta generazione, a Serena, la quinta: al lungo e glorioso passato è garantito un futuro pieno di promesse.

martedì 11 marzo 2008

Il Grande Cinema di Firenze

Un brutale elenco in cui è riportato il grande cinema girato a Firenze. Tutte pellicole d'autore che non hanno bisogno di presentazioni:

Le ragazze di S.Frediano 1954 Valerio Zurlini
Cronache poveri amanti 1954 Carlo Lizzani
Amici miei 1975 Mario Monicelli
Camera con vista 1986 James Ivory
Benvenuti in casa Gori 1990 Ales. Benvenuti
Molto rumore per nulla 1993 Kennet Branagh
I Laureati 1995 Leonardo Pieraccioni
Il Ciclone 1996 Leonardo Pieraccioni
Un tè con Mussolini 1998 Franco Zeffirelli
Hannibal 2001 Ridley Scott
Mondovino 2003 Jonathan Nossiter

non ho dimenticato il grande Francesco Nuti che ha lavorato però più a Prato che a Firenze; ne parlerò in un'altra occasione.

mercoledì 5 marzo 2008

Il Telescopio di Galileo Galilei

Il Telescopio di Galileo è lo strumento che ha cambiato il mondo. Lo scienziato riuscì infatti a modificare un curioso tubo ottico realizzato da alcuni artigiani olandesi, per crearne uno strumento di ingrandimento ideale per l’osservazione degli astri. La terra non più al centro dell’Universo, assumeva i tratti di un pianeta tra gli altri.
Al Museo di Storia della scienza la mostra sul telescopio di Galileo Galilei in piazza dei Giudici a Firenze. La mostra sull’invenzione del telescopio è la prima delle iniziative per le celebrazioni
galileiane che si terranno nel 2008. E' divisa in cinque sezioni, il percorso espositivo presenta preziosi strumenti originali fra cui la lente obbiettiva e i due unici cannocchiali di Galileo pervenuti ai nostri tempi, oltre a importanti documenti e manoscritti. I pannelli interattivi e le applicazioni multimediali consentono ai visitatori di rivivere da protagonisti le straordinarie esperienze compiute da Galileo Galilei. La mostra diventa così un grande tributo allo scienziato e filosofo che trasformò, con le sue scoperte, la concezione del mondo preesistente in uno scenario nuovo.

lunedì 3 marzo 2008

Leonardo da Vinci e Francesco Melzi

Leonardo da Vinci e Francesco Melzi, quest'ultimo molto meno famoso del primo, ma personaggio che ha avuto una fondamentale importanza sui documenti e i manoscritti che il "Leonardo" aveva prodotto nella sua profiqua ed applicatissima vita.
Fu proprio a Francesco Melzi che Leonardo lasciò in eredità tutti i suoi manoscritti e che con il passare del tempo, dopo varie vicende, si dispersero da Villa Melzi in tutta Europa.
Attualmente i documenti sono distribuiti principalmente in quattro nazioni: Inghilterra, Francia, Italia e Spagna.
I manoscritti sono stati pubblicati con intenti scientifici dal 1880 e successivi periodi, alcune edizioni successive anche con fotografie degli originali.
La produzione tipo-litografica del tempo ci ha quindi donato 28 codici che sono sparsi un po' in tutto il mondo, copie e riproduzioni hanno valori non indifferenti, sia culturali che economici.
La più grande opera di Leonardo da Vinci è stata proprio la sua eredità..

venerdì 29 febbraio 2008

Il David di Michelangelo

di Thalia Giovannelli
Il David è stato scolpito nel marmo di Carrara.
Un enorme pezzo di questo marmo riposava ai tempi di Michelangelo in una rimessa di Firenze. Molti scultori del ‘300 avevano cercato di scolpire quel enorme pezzo di pietra chiamato “il Gigante” ma nessuno aveva mai proseguito il proprio lavoro su questo blocco. Da piccolo Michelangelo aveva trovato questa rimessa vicino ai luoghi dove andava a giocare. Era un vecchio deposito e all’interno giaceva il Gigante. Michelangelo aveva sempre sognato di scolpirlo ma non aveva mai osato chiederlo.
Nel 1501, Soderini, Gonfaloniere della città, voleva affidare il Gigante a Leonardo da Vinci. Michelangelo, appena venuto a sapere la notizia si recò da Soderini per convincerlo ad affidarlo invece a lui stesso. Ottenuto il benestare si mise subito all’opera e creò un modellino d’argilla. Ha bene in mente cosa vuole fare, da quel marmo deve uscire un David; un personaggio che simboleggia la vittoria della qualità umana sulla forza bruta, la capacità di vincere contro il potente se si ha l’abilità per farlo. Nel pezzo di marmo era già stata scolpita una piccola cosa e nessuno aveva mai avuto il coraggio di toglierla fino ad allora.
Dopo tra anni di lavoro, finalmente il David è finito e sorge il problema di dove collocarlo.
Alcuni lo volevano mettere sotto la Loggia de Lanzi, al riparo, Michelangelo invece, ai piedi di Palazzo Vecchio.
Dopo un gran dibattito, fu collocato proprio ove l’artista lo voleva mettere.
E così, dalle più belle statue del rinascimento, è diventato uno dei simboli di Firenze.
Dall’ 1873, l’originale del David si trova alla Galleria dell’Accademia, ma si possono vedere altre copie: una in Piazza della Signoria, nella posizione originaria e un’altra al Piazzale Michelangelo, di bronzo.

giovedì 28 febbraio 2008

Michelangelo Buonarroti

di Thalia Giovannelli
Michelangelo Buonarroti nasce il 6 marzo 1475 a Caprese, da Ludovico di Lionardo Buonarroti Simoni e Francesca Neri.
Alla morte della madre, Michelangelo, 6 anni, viene affidato a una famiglia fiorentina che lo farà studiare alla scuola di Francesco da Urbino.
Michelangelo ha 13 anni quando entra nella bottega dei Ghirlandaio, ma ben presto, dopo circa un anno, entrerà nella cerchia di Lorenzo il Magnifico.
Michelangelo, trattato da Lorenzo come un figlio, studia l’arte antica e la filosofia insieme a personaggi illustri come Poliziano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola ed altri.
Dopo la morte di Lorenzo il Magnifico, nel 1492, Michelangelo torna nella casa paterna. Due anni dopo, prevedendo la cacciata dei Medici da Firenze, si trasferisce a Bologna per un’anno. Dopo un breve ritorno a Firenze, Michelangelo si reca a Roma dove conosce il cardinale Riario cugino del prossimo papa. Quì scolpisce la Pietà.
Nel 1504 rientra a Firenze, dove scolpirà il David e gli sarà chiesto di affrescare la battaglia di Cascina in Palazzo vecchio di fronte alla Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci; nessuno dei due affreschi sarà realizzato definitivamente.
Nel 1505 gli viene commissionata la tomba papale di Giulio II a Roma. Tre anni più tardi, firmò il contratto per gli affreschi della Cappella Sistina. Qualche anno dopo il papa Giulio muore. Tornando a Firenze realizzerà la Biblioteca Laurenziana e la Cappella Medici.
Nel 1530 per le proprie idee politiche, Michelangelo rischia di essere assassinato. Dopo varie vicissitudini, alla morte del padre, nel 1534, Michelangelo si trasferirà definitivamente a Roma. Dopo altre opere, lavorerà alla Volta della Cappella Sistina e dipingerà il Diluvio Universale, fino alla fine della sua lunga vita.
Questo grande artistia morirà all’età di 89 anni, il 18 febbraio 1564 accanto ai suoi più cari amici.

mercoledì 12 dicembre 2007

Pieraccioni racconta Firenze

Girando sul web ho trovato questa descrizione di Firenze da parte di uno dei più grandi artisti contemporanei che la città sull'Arno ci ha dato. Leonardo Pieraccioni


Firenze l’è piccina e vista da i’Piazzale
la pare una bambina vestita a carnevale.
Firenze l’è un po’ stretta e 'un ci si può atterrare

Peretola è un giochino e non si può allargare.

Firenze spara i fochi quando arriva San Giovanni

noi si guardano e si dice “l'eran meglio quegl'altr’anni”

Firenze un s’accontenta e se gli chiudono i giardini

la batte i piedi in terra come fanno i bambini.

Firenze alle Cascine l’è tutto un puttanio

ci son donne bellissime, le paiano i' mi' zio

però fanno colore e se ci sono 'un mi lamento

d’altra parte tutti i posti c’hanno un suo arredamento.

di di di di di dai….
sciai di di di di…
Firenze l’è piccina e l’è anche casa mia

ce l’ho sempre davanti anche quando vado via.

Firenze non cambiare che dopo non ci piaci

rimani piccolina, noi ti si porta i baci.

Festicciole il sabato alle tre, calde di sudore e di bignè

via Gioberti all’angolo lassù, quei periti tecnici bijoux.

un inverno limpido imbiancò, per mezz’ora l’Arno si fermò
ci guardava pallido passare, “Amici Miei” lo stavan per girare…

venerdì 7 dicembre 2007

Firenze Patrimonio Mondiale UNESCO

Il 17 dicembre 1982 il centro storico di Firenze entrava nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO con le seguenti motivazioni:

questo eccezionale valore culturale, a buona ragione, avrebbe dovuto essere stato inserito nelle prime liste del Patrimonio Mondiale e qualsiasi giustificazione sarebbe stata pertanto impertinente e superflua. L’ICOMOS sottolinea il fatto che il Centro Storico di Firenze risponde ad ogni criterio stabilito dalla Convenzione”. Il Centro Storico di Firenze viene definito dall’ICOMOS

“una realizzazione artistica unica nel suo genere, un capolavoro d’opera, il risultato di una continua creazione protrattasi per oltre sei secoli” (Criterio I), in grado di esercitare

“una influenza predominante sullo sviluppo architettonico e delle arti monumentali prima in Italia e poi in Europa” (Criterio II) che conserva ancora

“antiche strade intatte, palazzi fortificati (...) logge, fontane, un meraviglioso ponte risalente al quattordicesimo secolo” (Criterio III), che raggiunse un

“potere economico e politico in Europa tra il quattordicesimo ed il diciassettesimo secolo” (Criterio IV) e fu coinvolto

“in eventi di importanza internazionale. Nell’ambiente dell’Accademia neoplatonica si sviluppò il concetto di Rinascimento” (Criterio VI).

25 candeline per il mondo intero..


martedì 4 dicembre 2007

Quando Santiago Calatrava....

Settembre - Ottobre 2000 - Firenze ha celebrato l'insieme dell'opera di Santiago Calatrava.
Lo fece con una mostra interessantissima dove la relazione tra architettura e scultura, tra arte ed ingegneria interpretavano il Calatrava artista completo.
Firenze e Palazzo Strozzi. Introduzione nell'arte contemporanea con l'architettura di Calatrava poetica e innovatrice, tecnologia di ispirazione archetipica, linee e forme inconfondibili ed immediatamente identificabili nel segno di Calatrava.
Acquerelli, riproduzioni, fotografie, sculture.
Creatore di monumenti contemporanei, famosi sono i ponti e opere mastodontiche per la nostra piccola Europa.
Uno dei più grandi Architetti dei nostri tempi.