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giovedì 29 maggio 2008

Firenze - Magistrature - Tribunale di Mercatanzia

Intorno al Trecento, le Arti crearono questa istituzione giuridica che stava al di sopra di esse con la funzione di dirimere le controversie sorte tra Corporazioni, e per esaminare e giudicare le liti commerciali fra mercanti, anche in campo internazionale; doveva però sempre tutelare gli interessi del Comune, che per ragioni di commercio poteva avere contrasti con altri Stati. L’autorità ed il prestigio di questo Tribunale erano enormi, tanto che le sue inappellabili sentenze erano considerate valide anche all’estero.

venerdì 11 aprile 2008

Firenze - Arti Minori - Arte dei Maestri di Pietra e di Legname

Una scure al naturale posta a banda in campo rosso

Comprendeva tutti coloro che erano addetti alla costruzione di edifici, sia che si occupassero della muratura che delle parti in legname, ed includeva anche gli architetti, famoso fra questi Andrea Orcagna. L’Arte elesse quali propri protettori i Santi Castorio, Simproniano, Nicostrato e Simplicio, conosciuti comunemente come i Quattro SS. Martiri Coronati.


mercoledì 13 febbraio 2008

Firenze - Magistrature - Maestri della Zecca

Nel secolo XIII fu istituita questa Magistratura ed a presiederla vennero chiamati due Ufficiali, detti prima "Signori della Moneta" e poi "Signori" o "Maestri della Zecca", eletti ogni sei mesi uno dall’Arte dei Mercanti di Calimala e l’altro dall’Arte del Cambio. Ad essi fu affidata la delicata mansione della sorveglianza sul conio e la fabbricazione delle monete sulle quali facevano imprimere un proprio segno o la propria arme; determinavano il prezzo delle monete forestiere con autorità di consentirne o vietarne la circolazione; avevano licenza di ricercare e condannare i falsari. I Magistrati della Zecca avevano l’insegna in campo azzurro addenaiato di fiorini d’oro.

mercoledì 16 gennaio 2008

Firenze - Arti Maggiori - Arte dei Vaiai e Pellicciai

Il campo è vaiato in bianco e nero a cinque filari, nel riquadro superiore all’asta, L’Agnus Dei in campo azzurro
Ultima delle sette Arti Maggiori, aveva pur essa la sua importanza perché era impegnata, come quella dei Medici e Speziali, nel lucroso traffico con l’Oriente e col Settentrione, fonte di grande ricchezza. Da lì infatti venivano importate oltre ventidue qualità di pelli grezze di animali pregiati le quali, conciate e finemente lavorate dagli artigiani, si tramutavano in lussuosi capi di abbigliamento maschili e femminili. La materia prima più rara veniva importata dai paesi stranieri principalmente attraverso il porto di Pisa.

giovedì 27 dicembre 2007

Firenze - Arti Maggiori - Arte dei Medici e Speziali

In campo bianco la Madonna con in braccio il Bambino

L’attività di quest’Arte consisteva nell’esercizio della medicina e della chirurgia, secondo le cognizioni di quel tempo. Gli antichi "dottori" preparavano in molti casi da se stessi le medicine da somministrare ai propri pazienti. Gli Speziali procuravano e vendevano le erbe, le droghe e le spezie necessarie alla preparazione dei medicinali, anche attraverso il commercio col lontano Oriente. Smerciavano inoltre profumi ed essenze e colori per tintori e pittori. Fra i suoi iscritti annoverò anche Dante Alighieri e Giotto. La Madonna, detta "della rosa" fu la Protettrice dell’Arte la quale le dedicò la statua, opera di Simone Ferrucci.

venerdì 7 dicembre 2007

Firenze - Arti Maggiori - Arte della Seta o di Por Santa Maria

Il campo bianco mostra una porta rossa ferrata con soglia e tre scalini in grigio pietra
I suoi iscritti lavoravano drappi di seta a campo d’oro, broccati d’argento e di ogni altro colore. Quest’Arte ebbe il suo maggiore sviluppo nella seconda metà del 1400, quando iniziò il declino di quelle di Calimala e della Lana. Fu Gino Capponi che insegnò agli artefici fiorentini il metodo di filare l’oro per tesserlo con la seta per ottenere i rinomati broccati a campo d’oro e d’argento. Fu chiamata in principio "Arte di Por Santa Maria" dal nome di una porta del primo cerchio delle mura di Firenze, prossima al luogo della sua residenza ed alle molte botteghe di setaioli.

mercoledì 31 ottobre 2007

Firenze - Magistrature - Maestri della Gabella dei Contratti

La gabella dei contratti era una tassa (o meglio un’imposta indiretta) calcolata secondo un tanto per cento ed applicata su qualunque contratto, convenzione o accordo fra due o più persone o parti, atto a costituire un rapporto giuridico patrimoniale opportunamente registrato; in parte corrispondente all’Ufficio del Registro dei nostri tempi. Con la semplice parola "Contratti" s’intendeva indicare questo magistrato. Il Magistrato fu istituito intorno al 1316 e vi furono preposti degli Ufficiali chiamati "Maestri della Gabella dei Contratti" o "Provveditori della Gabella dei Contratti" o anche "Provveditori de’ Contratti". Questo Magistrato aveva nell’insegna in campo azzurro un leone rampante oro con la lingua rossa, voltato verso sinistra, abbrancante in alto un cartiglio con la scritta "Contratti".

martedì 17 luglio 2007

Firenze - Arti Maggiori - Arte della Lana

In campo azzurro il bianco Agnus Dei che tiene una croce astata con una piccola insegna bianca crociata di rosso.

La sua attività era affine a quella di Calimala ma aveva una lavorazione più raffinata di lane nostrali ed estere, sia nel tipo che nel colore: non trattava panni grezzi ma aveva un ciclo completo di fabbricazione che iniziava dall’acquisto della materia prima e terminava nella vendita del tessuto splendidamente finito. Fu l’Arte che per il suo grande sviluppo, fino dai tempi più antichi costituì una fonte di grande ricchezza per la Repubblica . Sostenne finanziariamente anche la costruzione del magnifico Duomo di Santa Maria del Fiore. Ebbe sede nel severo palazzo che si può ammirare ancora oggi nella via Calimala.

giovedì 21 giugno 2007

Firenze - Magistrature - Ufficio del Monte Comune (o Monte delle Graticole)

Nel 1343 fu creato in Fiorenza l’Ufficio del Monte Comune, e per ogni Quartiere fu istituito un libro dove venivano segnate tutte le somme di denaro che i privati cittadini prestavano al Comune, ricevendone naturalmente un frutto annuale d’interessi.
La parola "monte" era usata, in questo caso, quale termine economico per indicare l’operazione che convogliava un flusso di soldi. Il Monte Comune venne chiamato popolarmente anche "Monte delle Graticole" a causa dei cancelli posti a protezione dei banchi dei funzionari addetti; agli stessi cancelli (che richiamavano l’immagine di una graticola) venivano attaccate tutte le comunicazioni del Monte riguardanti i prestiti.

lunedì 18 giugno 2007

Le Armi della Repubblica in Palazzo Vecchio

Cosa sono e cosa raffigurano gli stemmi posti sotto le merlature guelfe di Palazzo Vecchio?
Sono le cosiddette Armi della Repubblica, sono stemmi e simboli che hanno tutti un preciso significato che riporto di seguito:
Giglio bianco in campo rosso: La più antica insegna della città, adottata successivamente dai Ghibellini;
Scudo partito di due campi, uno bianco e uno rosso: l'arme di Fiesole e di Firenze unite, da rilevare in data 1010. Accadde che nel costituire una univoca lega difensiva, Firenze ritirò il giglio e fiesole la mezza luna e di conseguenza i campi rimasero vuoti.
Giglio rosso in campo bianco: stemma adottato dalla parte Guelfa della città nel 1251 quando ebbero la supremazia sui ghibellini che mantennero la vacchia insegna.
Campo bianco tagliato da una striscia trasversale dorata: all'interno della striscia vi è inscritta la parola LIBERTAS, era l'insegna dei Priori delle Arti successivamente detta della Libertà.
Croce rossa in campo bianco: Il Popolo, quando Giano della Bella era Gonfaloniere di Giustizia.
Due chiavi dorate a croce in campo azzurro: La Chiesa, Clemente VI nel 1265 donò la propria arme come simbolo di gratitudine alla parte Guelfa per l'aiuto dato a Carlo d'Angiò.
Aquila che afferra il drago con giglio d'oro sulla testa: La Guelfa, ricevuta anch'essa da Clemente VI.
Giglio d'oro e rastrello di rosso in campo azzurro: scudo di Carlo d'Angiò quando assunse la Signoria di Firenze nel 1267.
Scudo partito primo lato gigli d'oro in campo azzurro e secondo lato strisce rosse in campo d'oro: arma di Roberto re di Napoli signore della città quando Firenze era minacciata da Arrigo VII nel 1313.

lunedì 11 giugno 2007

Firenze - Arti Minori - Arte dei Fabbri

Tenaglia nera posta a banda in campo bianco.
A questa ricca Arte erano iscritti i numerosi artefici che lavoravano il ferro fabbricando attrezzi agricoli, catene, sproni, coltelli e forbici. Vi appartenevano inoltre ferratori, maniscalchi, fibbiai.
All’Arte dei Fabbri fu iscritto Niccolò Grosso detto il "Caparra", autore delle pregevoli lanterne in ferro battuto poste agli angoli del Palazzo Strozzi. Il soprannome di "Caparra" gli derivò dal fatto che egli non cominciava nessun lavoro se prima non riceveva una caparra. Non era uno sprovveduto, se la sarebbe cavata bene anche ai tempi odierni.

venerdì 11 maggio 2007

Firenze - Magistrature - Ufficio dell’Archivio Generale

Con questa denominazione s’indicava in Firenze il particolare ufficio creato per custodire il pubblico archivio. E per archivio si intendeva il luogo dove venivano conservate tutte le scritture pubbliche e private, in modo che potessero essere all’occorrenza esaminate e consultate agevolmente, per stabilire la verità su un determinato atto.
Prima del 1518 i notai conservavano i contratti, i testamenti ed ogni altra scrittura presso di se, ma da questa consuetudine nascevano spesso degli inconvenienti; specialmente dopo la morte del notaio.

mercoledì 2 maggio 2007

Firenze - Magistrature - Ufficio dei Capitani di Parte Guelfa

Dopo la sconfitta subita dai ghibellini nel 1267, Firenze divenne il centro della Lega Guelfa in Toscana, che si estendeva fino a Bologna e Perugia.
Fu perciò costituito un Magistrato retto da cittadini chiamati "Consoli dei Cavalieri"; questo nome fu cambiato in quello di "Capitani di Parte Guelfa" aventi il "fine di tenere in istato la Parte Guelfa".

lunedì 23 aprile 2007

Firenze - Arti minori - Arte dei Calzolai

Tre strisce nere orizzontali in campo bianco

Come indica chiaramente il nome, gli immatricolati a quest’Arte fabbricavano calzature e pianelle in materiale di vario genere, nelle numerosissime botteghe che si trovavano nell’attuale Via Pietrapiana, anticamente divisa in via dei Pianellai e via degli Scarpentieri. La residenza di questa corporazione era posta nel chiasso di Messer Bivigliano, oggi Baroncelli.

domenica 15 aprile 2007

Firenze - Arti Maggiori - Arte del Cambio

Il campo vermiglio è addenaiato.
Fu per eccellenza un’arte nella quale i fiorentini furono i primi nel mondo. La sua attività consisteva nel cambio delle monete estere, nel prestare denaro ricavandone interesse, e nel trasmettere valuta da un paese all’altro dell’Europa mediante "lettere di cambio". Tutto questo facilitava la vendita e l’acquisto dei prodotti fiorentini all’estero poiché i numerosi mercanti sparsi per commercio un po’ ovunque, dovevano ricorrere all’Arte del Cambio per il servizio dei loro traffici.

martedì 10 aprile 2007

Firenze - Magistrature - Ufficio degli Otto di Guardia e Balìa

Allo scopo di garantire nel miglior modo possibile la tranquillità e la sicurezza degli abitanti della città e del contado, nel 1375 venne istituito il Magistrato degli Otto di Guardia e Balìa, al quale furono affidate funzioni di polizia. Si disse degli "Otto" poichè componeva di tal numero di Ufficiali, eletti due per quartiere; il nome di "Guardia" lo ebbe perchè tutelava la libertà, l’ordine ed il vivere decente in tutto il territorio cittadino e del Dominio Fiorentino (come dimostrano i numerosi bandi tuttora esistenti su targhe di pietra in tante vie della città); la denominazione di "Balìa" gli derivava dall’autorità di ricercare e catturare i violatori della legge, i ribelli, i delinquenti comuni, e di sottoporli alle torture e di condannarli a qualunque pena con processi dallo stesso tribunale degli Otto, le cui sentenze erano inappellabili.

domenica 8 aprile 2007

Gli Uffici e le Magistrature fiorentine

Gli Uffici e le Magistrature, le cui insegne sono rappresentate sulle bandiere dei Bandierai degli Uffizi, costituitisi in Firenze fino dalle epoche più antiche, furono numerosi. Secondo le circostanze civili e sociali e le vicende religiose e politiche succedutesi nel tempo, subirono variazioni nel numero, nel nome e nelle competenze, dovute a soppressioni, incorporamenti e nuove istituzioni. Certamente tutte avevano una loro propria ragion d’essere e tutte erano indispensabili per il buon governo della Repubblica. Tutte le leggi venivano discusse fra la Signoria, che era il Magistrato Supremo, il Gonfaloniere ed i Collegi, seguendo la prassi stabilita, passando per altri magistrati fino alla loro definitiva approvazione ed applicazione pratica. Fra i diversi uffici e magistrati che intorno al ‘500 esistevano a Firenze, 16 erano di particolare importanza e, si può dire, preminenti sugli altri per le loro caratteristiche poste a tutela della libertà, dell’ordine, del prestigio della Repubblica e della giustizia nei confronti dei cittadini.

venerdì 30 marzo 2007

Firenze - Arti Maggiori - Arte dei Mercatanti o di Calimala

In campo rosso aquila d’oro afferante un torsello bianco ammagliato.

Una delle più ricche e potenti di Firenze, aveva le botteghe in Via Calimala per la lavorazione del panno grezzo proveniente principalmente dalla Francia e dall’Inghilterra, panno che veniva poi riesportato in tutti i paesi dopo essere stato pregevolmente trattato nella rasatura, cimatura e coloritura.
Per la misurazione dei tessuti l’Arte istituì una unità di misura detta "canna di Calimala" costituita da una verga di ferro lunga 4 braccia (circa m.2,33). Tale canna fu adottata anche dal Comune di Firenze e usata all’estero.

mercoledì 28 marzo 2007

Firenze - Arti Minori - Arte dei Beccai

Montone nero rampante in campo oro

Fu una delle più potenti e più ricche delle Arti Minori. Anticamente molte macellerie vennero sistemate, per ragioni igieniche, nelle botteghe sul Ponte Vecchio oggi occupate dagli orafi. Ebbe la sede in Via Orsanmichele, nel palazzo che tuttora mostra ben conservata sulla facciata la propria insegna in pietra, raffigurante un montone rampante.

sabato 17 marzo 2007

Firenze - Arti maggiori - Arte dei Giudici e dei Notai

In campo azzurro stella d’oro a otto punte.
Era di primaria importanza nell’ordine gerarchico delle Arti: i Giudici proponevano e pronunziavano sentenze nelle liti commerciali, i Notai stendevano contratti e statuti e ne sorvegliavano l’esecuzione. Da questa corporazione proveniva il "Proconsolo", capo supremo riconosciuto da tutte le Arti. I pescatori d’Arno dovevano annualmente fargli omaggio di una determinata quantità di pesce; ciò dette origine al detto popolare "pescare per il proconsolo" cioè lavorare gratis.