venerdì 26 maggio 2017

Strage dei Georgofili a Firenze - Commemorazione


Sabato 27 maggio ricorre il ventiquattresimo anniversario della strage di via dei Georgofili. Nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 l’esplosione di una boma provocò la morte di Angela Fiume e Fabrizio Nencioni, delle loro figlie, Nadia e Caterina, e dello studente di architettura Dario Capolicchio, ferendo anche 41 persone. Danni gravi subirono gli Uffizi, Palazzo Vecchio, la Chiesa di Santo Stefano al Ponte e tutti gli edifici intorno al luogo dove esplose l’ordigno. In quell’anno altre bombe esplosero a Roma e Milano, secondo un progetto criminale che aveva come obiettivo quello di condizionare il funzionamento delle istituzioni democratiche e la vita civile del paese. Grazie all’impegno di magistrati coraggiosi, tra cui Gabriele Chelazzi e Pier Luigi Vigna, scaturì la certezza che si era trattato di una strage mafiosa, attuata con la precisa volontà di condizionare la vita politica del paese e di strappare condizioni di favore per i boss detenuti nelle carceri di massima sicurezza. Una verità giudiziaria che attende ancora una completa e esaustiva ricostruzione storica e politica

Firenze rispose immediatamente all’attentato con una mobilitazione compatta e unitaria. Ogni anno la strage viene ricordata con una cerimonia che si svolge nella notte tra il 26 e il 27 maggio e con altre iniziative promosse e sostenute dall’Associazione tra i familiari delle vittime.

Programma delle Commemorazioni

Venerdì 26 maggio

ore 16.30, Regione Toscana, Piazza Duomo 10
Convegno con interventi di Vittorio Bugli (Assessore alla Presidenza della Regione Toscana),Pietro Grasso (Presidente del Senato), Giovanna Maggiani Chelli (Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili),Giuseppe Creazzo (Procuratore capo della Repubblica di Firenze), Alessandro Crini (Procuratore Capo della Repubblica di Pisa). Giuseppe Nicolosi (Procuratore Capo della Repubblica di Prato). Danilo Ammannato (Avvocato parte civile processo stragi 1993), conduce l’incontro Francesco Nocentini (giornalista)

ore 21, Piazza della Signoria, Arengario di Palazzo Vecchio
(in caso di pioggia: Salone dei Cinquecento), Commemorazione della strage
ore 21, Concerto, con Arie e Cori d’Opera di G. Verdi (Nabucco “ Va pensiero”, da Il Trovatore “Vedi le fosche notturne spoglie”), G. Puccini (Gianni Schicchi “O mio babbino caro”, Turandot “ Nessun dorma”), P.Mascagni (Cavalleria rusticana “Gli aranci olezzano”);
ore 22, Saluti delle istituzioni locali, con interventi di Pietro Grasso (Presidente del Senato), Giovanna Maggiani Chelli, Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili);
ore 22.30, Selezione di brani dall’opera 'Traviata' di Giuseppe Verdi. Soprano Sabrina Enrichi, Tenore Enrico Nenci, Coro di San Francesco e Santa Chiara a Montughi. Direttore del coro Enrico Rotoli, Orchestra Il Carmine, Direttore Fabiano Fiorenzani. Amplifi cazione audio: Epasound. Conduce la serata Giulia Weber Saranno presenti alle manifestazioni studenti e insegnanti delle scuole del Polo Tecnico Professionale di Lugo (Ra), sezione ITIS “Marconi”.

Sabato 27 maggio

ore 1, Piazza della Signoria, Partenza del corteo verso via dei Georgofili
ore 1,04, Deposizione di una corona di alloro sul luogo dell’attentato
ore 8,30, Cimitero di La Romola (San Casciano in Val di Pesa), Deposizione di un cuscino di rose sulla tomba della famiglia Nencioni
ore 9, La Romola (Giardino del Tramonto), gli alunni dell’IIP Gianni Rodari di Cerbaia, a
conclusione del loro percorso scolastico sulla legalità, ricorderanno la strage
ore 9, Cimitero Sarzanello (Sarzana), Deposizione di un cuscino di rose sulla tomba di Dario
Capolicchio

Fonte: Comune di Firenze

mercoledì 24 maggio 2017

I Nuovi Palloni del Calcio Storico Fiorentino


Il Giuoco del Calcio Fiorentino ha un preciso riferimento storico che fa specifico riferimento a partite giocate in epoca tardo-medievale e rinascimentale. Trattandosi principalmente di un Gioco Storico, deve basare la propria attività su regole rievocative che riconducono ai principi descritti in occasione della ripresa del 1930 di Alfredo Lensi e Pietro Gori. Anche in quella occasione ci si pose il problema di come riportare alla luce un evento storico e in che modo affrontare la parte storico rievocativa degli abiti e delle attrezzature. Ci è sembrato quindi sensato dare maggiore attenzione ad aspetti di particolare importanza che in realtà sono il vero valore aggiunto delle manifestazioni e degli eventi storico-rievocativi per aumentarne la qualità e la storicità. Uno di questi aspetti riguarda la Palla con cui vengono giocate le partite di Calcio Storico.

Anche se gli attuali palloni moderni spesso si rifanno a progetti leonardeschi che utilizzavano pentagoni ed esagoni per formare una sfera irregolare, abbiamo ritenuto plausibile, dal punto di vista storico, ricondurre lo studio su palle più semplici e sicuramente realizzabili con tecniche artigianali tramandate sino ai nostri giorni.

Per i motivi espressi in premessa sono stati realizzati Palloni specifici per il Gioco del Calcio Fiorentino che hanno le seguenti Caratteristiche:
Originalità - Il Pallone del Calcio Fiorentino ha caratteristiche uniche, originali ed esclusive;
Attinenza Storica - Il Pallone è realizzato artigianalmente con tecniche e materiali utilizzati nel rinascimento, cucito a mano e riferito a palle o palloni utilizzati in giochi di sferistica documentati e referenziati;
Esclusività - Il Pallone realizzato per il Giuoco del Calcio Fiorentino è prodotto in esclusiva per la nostra manifestazione e non può essere utilizzato per altre tipologie di gioco, seppur simile, salvo precisa autorizzazione del Comune di Firenze, Ufficio Tradizioni Popolari.
Simbologia - Il Pallone del Calcio Storico Fiorentino, oltre che essere presentato ufficialmente come unico ed irripetibile prima del prossimo Torneo di Calcio Storico, è uno dei simboli fondamentali della nostra manifestazione.

CARATTERISTICHE

Il Pallone di Gioco del Calcio Storico Fiorentino è costituito visivamente da 4 (quattro) spicchi longitudinali di due colori alternati: 2 Bianchi e 2 Rossi, i colori di Firenze.
Il Pallone è realizzato il cuoio o pelle spessa e verniciata (non pitturata) che permette la tenuta del colore e non si scolorisce durante il gioco a contatto con sudore o acqua.


Il Pallone è formato da otto pezze di cuoio o pelle di forma triangolare, cucite tra loro con spago di canapa interamente a mano. Il cuoio è rivestito internamente da più strati di tela per renderlo il più possibile indeformabile. La camera d'aria interna è in gomma, gonfiabile con una valvola (unica parte moderna del pallone, ma completamente invisibile per l’aspetto storico-rievocativo).
Il Pallone ha un peso di circa 500 grammi.
Il Pallone ha un diametro finale che può variare dai 21 ai 23 cm proprio per la realizzazione artigianale della stessa.

I Palloni di Rappresentanza sono quelli che vengono portati dal Pallaio nelle parate del Corteo della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino e sono di 4 colori:

Bianco - Rosso - Verde - Azzurro

anche questi Palloni saranno costruiti allo stesso modo, ma con cuoio e pelle di colore scelto.

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martedì 23 maggio 2017

La "Fiorita" - Commemorazione della morte di Fra' Girolamo Savonarola

Un momento di una vecchia commemorazione

All’alba del 23 maggio 1498, alla vigilia dell’Ascensione, Frà Girolamo Savonarola assieme ai suoi due confratelli, Frà Domenico Buonvicini da Pescia e Frà Silvestro Maruffi da Firenze, dopo aver ascoltato la santa messa nella Cappella dei Priori nel Palazzo della Signoria, furono condotti sull’Arengario di Palazzo Vecchio dove subirono la degradazione da parte del Tribunale del Vescovo. Nello stesso luogo vi erano anche il Tribunale dei Commissari Apostolici e quello del Gonfaloniere e dei Signori Otto di Guardia e Balìa, questi ultimi i soli che potevano decidere sulla condanna. Dopo la degradazione i tre frati furono avviati verso il patibolo, innalzato nei pressi della Fontana del Nettuno in seguito compiuta dal Giambologna, e collegato all’arengario del palazzo da una passerella alta quasi due metri da terra. La forca, alta cinque metri, si ergeva su una catasta di legna e scope cosparse di polvere da sparo per bombarde. Fra le urla della folla fu appiccato il fuoco a quella catasta che in breve fiammeggiò violentemente, bruciando i corpi oramai senza vita degli impiccati. Le ceneri dei tre frati, del palco e d’ogni cosa arsa furono portate via con delle carrette e gettate in Arno dal Ponte Vecchio, anche per evitare che venissero sottratte e fatte oggetto di venerazione da parte dei molti seguaci del Savonarola mescolati fra la folla.
Dice infatti il Bargellini:
"ci furono gentildonne, vestite da serve, che vennero sulla piazza con vasi di rame a raccogliere la cenere calda, dicendo di volerla usare per il loro bucato".
Il rogo del Savonarola in piazza della Signoria

La mattina dopo, il luogo dove avvenne l’esecuzione apparve tutto coperto di fiori, di foglie di palma e di petali di rose. Nottetempo, mani pietose avevano così voluto rendere omaggio alla memoria dell’ascetico predicatore, iniziando la tradizione che dura tuttora. Il punto esatto nel quale avvenne il martirio era indicato da un tassello di marmo, già esistente, dove veniva collocato il "Saracino" quando si correva la giostra. Questo lo si rivela da ‘Firenze illustrata’ di Del Migliore, il quale così scrive:
"alcuni cittadini mandavano a fiorire ben di notte, in su l’ora addormentata, quel luogo per l’appunto dove fu piantato lo stile; che v’è per segno un tassello di marmo poco lontano dalla fonte".
Al posto dell’antico tassello per il gioco del Saracino, attualmente è posizionata la lapide circolare che ricorda il punto preciso dove fu impiccato e arso "frate Hieronimo". La lapide, in granito rosso, porta un’iscrizione in caratteri bronzei.
La fiorita sulla lapide
Il 23 maggio quindi si ricorda l'anniversario della morte di Fra Girolamo Savonarola con un'infiorata che prende origine dalla pietosa, spontanea iniziativa popolare che vide, la mattina dopo la morte del predicatore, il luogo del supplizio coperto di fiori.

La cerimonia si svolge in piazza della Signoria con la tradizionale "Fiorita",il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, dopo aver reso omaggio con il Gonfalone di Firenze depositando dei fiori sulla lapide, si reca a Ponte Vecchio dove le madonne Fiorentine, ad emulare lo spargimento delle ceneri in Arno, lanciano petali di rosa dalla spalletta del ponte.
Programma:
ore 10.00 santa messa nella Cappella dei Priori;
ore 10.30 tradizionale "Fiorita"" in piazza della Signoria. A seguire il Corteo della Repubblica Fiorentina si recherà fino al Ponte Vecchio dove verranno gettati i fiori in Arno.
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giovedì 11 maggio 2017

I Simboli dei Calcianti del Calcio Storico Fiorentino

I 27 simboli dei Calcianti del Calcio Storico Fiorentino
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I Calcianti del Calcio Storico Fiorentino non sono numeri.
Nel Giuoco del Calcio Fiorentino, sempre più spesso i Calcianti rimangono a torso nudo durante le partite. Questo è dovuto al fatto che le le temperature del mese di giugno cominciano ad essere alte e quindi i Calcianti si liberano dei caldi costumi, da una certa dose di esibizionismo che serve ad esporre i propri tatuaggi o il proprio fisico a favore dei e delle fans.

Foto di Giuseppe Sabella

I Calcianti, quindi, sarebbero difficilmente identificabili in campo, pieni di terra e di fanghiglia e in numero nettamente superiore (54) rispetto ad un qualsiasi altro sport di squadra senza un segno di riconoscimento. I componenti delle squadre non vengono identificati con dei numeri.
Sulla parte destra frontale di pantaloni storici, un simbolo dipinto su stoffa bianca definisce ed associa ad ogni calciante una identità. I simboli sono 27 e sono associati al colore identificando in modo univoco il calciante precedentemente comunicato alle autorità, compilando una lista dei giocatori in campo per quella partita.

Falcetto Verde, Aquila Bianca, Drago Rosso, Leone Azzurro sono solo alcuni dei simboli identificati.

Inserisco a corredo di questo post, l'elenco completo dei 27 simboli facendo notare che la stilizzazione è ridotta alla massima semplicità.


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lunedì 3 aprile 2017

Scoppio del Carro 2017 - Programma


Come da tradizione nella domenica di Pasqua davanti al sagrato del Duomo torna lo Scoppio del Carro. Questa cerimonia fiorentina risale ai lontani tempi della prima crociata. Pazzino de’ Pazzi ritorna da Gerusalemme con tre pietre focaie che divengono reliquia. Da sempre accendono la scintilla da cui parte la colombina che "vola" dall'altar maggiore della Basilica di Santa Maria del Fiore verso "I' Brindellone", lo incendia e poi torna indietro. Il buon esito del tragitto, secondo la tradizione popolare fiorentina, è di favorevole auspicio per la città (l'ultima volta che la colombina si inceppò fu nella Pasqua del 1966...)
La manifestazione dello Scoppio del Carro si svolgerà in due giornate: il Sabato Santo con la Benedizione del Fuoco Santo che già dal 2012 è ritornato alle originarie testimonianze e alla domenica mattina, giorno di Pasqua.
Alle 10:00 dopo l'Inno alla Vittoria suonato dai Musici del Corteo avverrà il sorteggio delle sfide di Calcio Storico e alle 11:00 lo Scoppio del Carro:
Scoppio del Carro 2017
SABATO SANTO 15 aprile 2017
ore 20.30 - Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, partirà dal Palagio di Parte Guelfa, Porta Rossa, Por S. Maria, via Vacchereccia, piazza della Signoria, il Gonfalone e il Sindaco si uniranno al Corteo per raggiungere la Chiesa dei Santi Apostoli e Biagio per via Vacchereccia, via Por S. Maria, Borgo SS. Apostoli, piazza del Limbo.
ore 21.00 - (Chiesa SS. Apostoli), il Porta Fuoco e il reliquiario con le Pietre del Santo Sepolcro, proseguirà per Borgo SS. Apostoli, via Por Santa Maria, via Vacchereccia, Piazza della Signoria, via Calzaiuoli, piazza del Duomo.
ore 21.30 – Sagrato-Duomo, schieramento del Corteo ai lati del Portone Centrale dove si unirà la processione che dalla sacrestia arriva sul Sagrato.
Veglia e accensione del fuoco.
Al termine il Corteo e il Gonfalone rientrano per via Calzaiuoli alla propria sede.
DOMENICA DI PASQUA 16 aprile 2017
ore 8.00 - Il “Carro di Fuoco”, accompagnato dal primo Corteo della Repubblica Fiorentina, partirà dal deposito del Prato per raggiungere Piazza del Duomo con il seguente itinerario: via il Prato, Borgo Ognissanti, piazza Goldoni, via della Vigna Nuova, via Strozzi, piazza della Repubblica, via Roma con arrivo in piazza San Giovanni e posizionato in Piazza del Duomo tra il sagrato della Cattedrale e il Battistero.
ore 8.15 - I Bandierai degli Uffizi partiranno dal Palagio di Parte Guelfa e percorrendo via Pellicceria raggiungeranno piazza della Repubblica dove proporranno una grande esibizione.
I Bandierai degli Uffizi, Sbandieratori ufficiali del Comune di Firenze e del Calcio Storico Fiorentino, attenderanno il Corteo proveniente da via il Prato per accodarsi alla parata.
ore 8.45 - Il secondo Corteo della Repubblica Fiorentina partirà dal Palagio di Parte Guelfa, via Porta Rossa, Por Santa Maria, via Vacchereccia, Piazza della Signoria.
ore 9.00 - piazza Signoria, il Corteo della Repubblica Fiorentina, con il Gonfalone e il Sindaco, si muoverà per via Calzaiuoli, via degli Speziali, via Roma, Piazza S. Giovanni.
ore 10.00 – Il Presidente del Calcio Storico Michele Pierguidi con i Capitani delle quattro Squadre, effettuerà il sorteggio per l’abbinamento delle partite di Calcio Storico del Torneo di San Giovanni.
ore 11.00 - SCOPPIO DEL CARRO
Al termine della cerimonia il Corteo e il Gonfalone, usciranno lato Porta del Campanile per piazza del Duomo, via Calzaiuoli, piazza Signoria, via Vacchereccia, Por Santa Maria, Borgo SS. Apostoli, dove lasceranno le reliquie del Santo Sepolcro e rientreranno per Porta Rossa al Palagio di Parte Guelfa. Il Brindellone sarà accompagnato a Porta al Prato dalla Polizia Municipale per il percorso inverso.
Ascolta la trasmissione Dettagli Fiorentini sullo Scoppio del Carro cliccando QUI
oppure approfondisci la storia della tradizione cliccando QUI
e la leggenda del Vigile del Fuoco cliccando QUI

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mercoledì 29 marzo 2017

Il Cambio della Guardia di Firenze - Programma



Il Cambio della Guardia in numerose città europee è uno degli appuntamenti da non perdere per i visitatori di tutto il mondo. E’ un rito che si rinnova periodicamente e per alcune occasioni speciali di grande impatto emozionale.

Il Cambio della Guardia è uno degli atteggiamenti e pratiche militari che non hanno tempo. E’ espressione di sicurezza militare di castelli e di recinzioni protettive di campi di battaglia o di città. Successivamente all’evoluzione delle tattiche di guerra, è divenuta una pratica di forte impatto simbolico delle più grandi realtà militari e civili anche del nostro tempo.
Alcuni esempi sono quello di Londra per la Regina, oppure a quello del Milite Ignoto a Roma, o anche al Cambio della Guardia di Atene, in Grecia, divenuto famoso per le tradizionali calzature dei soldati con il pon pon.

L'Assedio di Firenze - Giovanni Stradano - Palazzo Vecchio

La storia di Firenze ci riporta sicuramente agli anni dell’Assedio del 1529/30, quando Carlo V volle riportare a Firenze la famiglia Medici assediando la città. Firenze aveva un proprio esercito cittadino e Palazzo Vecchio o della Signoria, sede cittadina dell’amministrazione e del potere, veniva protetta da un gruppo militare dell’Esercito della Repubblica Fiorentina: i Fanti di Palazzo, gruppo costituito appositamente per proteggere il “Palazzo” luogo del potere.
L’Esercito della Repubblica Fiorentina era comunque composto da numerosi altri gruppi militari di diverse caratteristiche intrinseche, che all’occasione sostituivano gli stessi Fanti di Palazzo in questo loro importantissimo compito.

Arengario di Palazzo Vecchio
Il Gonfalone di Firenze o del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina si posiziona al centro dell’Arengario, due Militi armati vengono posizionati ai lati dello stesso a Guardia del Simbolo Cittadino e del Palazzo del Potere, il Capitano e un Ufficiale completano la Guardia. La cerimonia è scandita dal rullo imperiale dei Tamburini, dagli squilli di Chiarine, dai movimenti sincronizzati all'usanza militare dell'epoca.



Domenica Metropolitana o Prima Domenica del Mes
Orario: 09.00 - 10.00 - 11.00 - 12.00 - 13.00
La Manifestazione non si svolgerà in caso di pioggia.

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giovedì 16 febbraio 2017

Programma 2017 della Partita dell'Assedio - 17 febbraio 1530


Il 17 febbraio 1530 Piazza Santa Croce a Firenze divenne teatro di una delle più importanti sfide lanciate dalla Repubblica Fiorentina all’imperatore Carlo V, quando la popolazione assediata da molti mesi dalle truppe imperiali, si cimentò in una partita di calcio, dando l’impressione di non considerare l’esercito dell’Impero degno di attenzione.
Il Comune di Firenze in collaborazione con l'Associazione 50 minuti e il Calcio Storico Fiorentino, segna questa data come la vera rievocazione storica alla quale si riferiscono le gesta dell'istituzione storica del Giuoco del Calcio fiorentino.
E' la partita, quella denominata dell'Assedio, presa come punto di riferimento per le manifestazioni storiche cittadine, per il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e per ogni riferimento storico rievocativo ufficiale della città di Firenze.
Quando nel lontano 4 maggio 1930 vennero ripristinate le tradizioni e le feste popolari in Toscana, il Giuoco del Calcio si fece strada come rievocazione storica per il piacere dei fiorentini e dei forestieri. L'impostazione fu quella di ricercare in quella famosissima partita il punto d'unione, per impostare la tradizione popolare cittadina, (non quindi i Medici e le loro imposizioni ducali e granducali) al periodo repubblicano unico e vera fonte di libertà popolare.
Con questa bella iniziativa delle Vecchie Glorie del Calcio Storico Fiorentino inizia quindi un vero percorso che riporta le vere tradizioni popolari alla ribalta della città e dei fiorentini.

Il 17 febbraio 2017, dopo 487 anni da quella gloriosa giornata, in Piazza Santa Croce avverrà un vero e proprio miracolo, anche perchè la città lo richiede a gran voce. Verrà giocata una partita rievocativa nell'ambientazione storica di allora. Verranno erette palizzate di legno, verranno poste a terra balle di fieno e di paglia a protezione dei limiti del campo, verrà distesa in tutta la piazza la sabbia necessaria a formare un campo di Calcio Fiorentino.
Bianchi contro Verdi come vuole la tradizione e come fu descritto dal Benedetto Varchi nelle sue Istorie Fiorentine:

Alli diciassette i Giovani, si per non intermetter l'antica usanza di giuocare ogn'anno al Calcio per Carnasciale, e si ancora per maggior vilipendio dé nemici, fecero in sulla Piazza di Santa Croce una partita a livrea; venticinque Bianchi e venticinque Verdi, giocando una vitella: per essere non solamente sentiti, ma veduti, misero una parte di suonatori con trombe, e altri strumenti in sul comignolo del tetto di Santa Croce; dove dal Giramonte fu lor tratto una cannonata; ma la palla andò alta e non fece danno a persona.


25 contro 25 - Benedetto Varchi
Prima della partita la sfilata dell'imponente Corteo della Repubblica Fiorentina con le figure al completo. Per questa occasione, i Calcianti delle Vecchie Glorie che scenderanno in campo verranno ribattezzati con i nomi di personaggi fiorentini dell'epoca suddivisi nelle due squadre.

Squadra Bianca
Capitano: Gherardo conte della Gherardesca
Alfiere: Barbarossa de' Bartoli
Spugnaioli: Mariano da Montemaggio, Jacopo Micceri
Calcianti: Morticino degli Antinori, Giovanni Nerli, Alamanno de' Pazzi, Giovanni de' Bardi, Giovanni Ricasoli, Alamanno Alamanni, Goro da Montebenichi, Filippo Arrighetti, Vincenzo Maria capponi, Antonio Rabatti, Filippo del Nero, Tommaso Soderini, Lorenzo di Castiglione, Filippo Guadagni, Enrico principe di Condé, Giordano Martelli, Ceseri Borboni, Napoleone Orsini, Jacopo Giocondi, Tullio Guerriero, Tommaso Rinuccini, Ottaviano Conti, Tommaso Ghelandi, Averardo Salviati, Giovanni Francesco Ridolfi.

Squadra Verde

Capitano: Sinibaldo Gaddi
Alfiere: Raffaello da Cortona
Spugnaioli: Zanobi Bartolini, Bali Pucci
Calcianti: Caccia degli Altoviti, Dante da Castiglione, Francesco de' Medici, Roberto degli Albizzi, Piero Strozzi, Giuliano Capponi, Raffaello Rondinelli, Francesco Guicciardini, Armato dal Borgo, Lione Ricasoli, Piero degli Alfani, Neri Capponi, Salvestro Aldobrandini, Girolamo Carducci, Scipione Gaddi, Giovan Battista Bini, Anguillotto da Pisa, Maffeo Barberini, Niccolò della Morca, Piero Altoviti, Pier Francesco Rinuccini, Giovanni da Turino, Francesco Valori, Vincenzo Torrigiani, Cammillo Vitelli.
Oltre a tutte le autorità locali, numerosi sono i personaggi illustri invitati ad assistere alla Partita dell'Assedio, tutti discendenti diretti degli antenati di quel periodo storico, tra i quali Carlo d'Asburgo Lorena successore di Carlo V, Beatrice Regina d'Olanda discendente di Filiberto di Chalon principe d'Orange, la contessa Alessandra Oddi Baglioni discendente di Malatesta Baglioni, Girolamo Guicciardini successore di Francesco Guicciardini, ecc.. ecc..
PROGRAMMA
Martedì 17 febbraio 2017

ore 13.30 - Raggruppamento del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e delle due squadre di Calcianti in Palagio di Parte Guelfa;
ore 14:30 - Partenza del Corteo Storico in direzione di Piazza Santa Croce sfilando da Piazzetta di Parte Guelfa, Porta Rossa, Piazza della Signoria, Via dei Gondi, Borgo de' Greci, fino a raggiungere la Piazza di Santa Croce luogo della partita.
ore 15:00 -  Basilica di Santa Croce - Benedizione
ore 15:30 - Rischieramento del Corteo e delle due squadre dei Calcianti ed esibizione dei Bandierai degli Uffizi;
ore 16:00 - Inizio della partita rievocativa di Calcio fiorentino, Bianchi vs Verdi;
ore 16:40 - Fine delle ostilità;
ore 16:45 - Premiazione dei partecipanti e della squadra vittoriosa;
ore 17:00 - Rientro del corteo storico al Palagio di Parte Guelfa per lo stesso percorso dell'andata.

L'ingresso alla manifestazione è libero

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domenica 12 febbraio 2017

Cambio della Guardia di Palazzo Vecchio - Programma



Il Cambio della Guardia in numerose città europee è uno degli appuntamenti da non perdere per i visitatori di tutto il mondo. E’ un rito che si rinnova periodicamente e per alcune occasioni speciali di grande impatto emozionale.

Il Cambio della Guardia è uno degli atteggiamenti e pratiche militari che non hanno tempo. E’ espressione di sicurezza militare di castelli e di recinzioni protettive di campi di battaglia o di città. Successivamente all’evoluzione delle tattiche di guerra, è divenuta una pratica di forte impatto simbolico delle più grandi realtà militari e civili anche del nostro tempo.
Alcuni esempi sono quello di Londra per la Regina, oppure a quello del Milite Ignoto a Roma, o anche al Cambio della Guardia di Atene, in Grecia, divenuto famoso per le tradizionali calzature dei soldati con il pon pon.

L'Assedio di Firenze - Giovanni Stradano - Palazzo Vecchio

La storia di Firenze ci riporta sicuramente agli anni dell’Assedio del 1529/30, quando Carlo V volle riportare a Firenze la famiglia Medici assediando la città. Firenze aveva un proprio esercito cittadino e Palazzo Vecchio o della Signoria, sede cittadina dell’amministrazione e del potere, veniva protetta da un gruppo militare dell’Esercito della Repubblica Fiorentina: i Fanti di Palazzo, gruppo costituito appositamente per proteggere il “Palazzo” luogo del potere.
L’Esercito della Repubblica Fiorentina era comunque composto da numerosi altri gruppi militari di diverse caratteristiche intrinseche, che all’occasione sostituivano gli stessi Fanti di Palazzo in questo loro importantissimo compito.


Arengario di Palazzo Vecchio
Il Gonfalone di Firenze o del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina si posiziona al centro dell’Arengario, due Militi armati vengono posizionati ai lati dello stesso a Guardia del Simbolo Cittadino e del Palazzo del Potere, il Capitano e un Ufficiale completano la Guardia. La cerimonia è scandita dal rullo imperiale dei Tamburini, dagli squilli di Chiarine, dai movimenti sincronizzati all'usanza militare dell'epoca.



Domenica Metropolitana o Prima Domenica del Mes
Orario: 09.00 - 10.00 - 11.00 - 12.00 - 13.00
La Manifestazione non si svolgerà in caso di pioggia.

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lunedì 6 febbraio 2017

La Guardia del Fuoco di Firenze 700 anni di storia (1316/2016)

Archivi Corpo dei Pompieri di Firenze del Comandante Papini

Fa parte della storia della Città di Firenze un aspetto che per secoli e secoli è stato appannaggio dell'amministrazione e della gestione cittadina fino a quando, nel 1938 una decisione nazionale costituì il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Ma partiamo da circa 1000 anni fa, quando sulla scorta della "Militia vigilum" d'epoca romana, Firenze aveva un servizio organizzato contro gli incendi.
Il primo documento ufficiale è un decreto del Comune di Firenze che risale al 1316 e che riguarda un primo regolamento riferito ai cittadini adibiti a spegnere gli incendi. Era l'istituzione della "Guardia del Fuoco" ufficialmente costituita a Firenze nel 1334. La Guardia del Fuoco di Firenze necessariamente operò nelle grandi emergenze dovute agli incendi in città.
Anche la Guardia del Fuoco era organizzata, così come quasi tutte le istituzioni cittadine dell'epoca, in quartieri, ogni quartiere aveva alcune squadre più o meno numerose che intervenivano con i propri mezzi e attrezzi del mestiere. Le squadre erano composte principalmente da muratori, fabbri, falegnami e in genere artigiani.
I mezzi però non erano molti e l'attività di volontariato dei vari professionisti non fu sufficiente per dare un vero servizio delle emergenze. Quindi nel 1416 il Comune di Firenze realizzò una regolare ed organica formazione, chiamata appunto "Guardia del Fuoco" costituita da:

- 4 squadre di 10 uomini ciascuna: San Giovanni, Santa Croce, Santa Maria Novella, Santo Spirito.
- Ogni squadra veniva comandata dal "Capodieci" ed era formata da 4 Maestrri e 5 Manovali. Erano aggiunti anche due "lanternari" e venti "porti" (cinque per quartiere).

Un Notaio registrava su ogni intervento chi era accorso sul luogo e chi non era presente veniva deferito per la proposta di provvedimenti disciplinari al Gonfaloniere di Giustizia.
Tutti i componenti della Guardia del Fuoco venivano eletti dai Gonfalonieri della città ogni quattro mesi e potevano essere rieletti.

Guardia del Fuoco 1416 - Bozzetto Alfredo Lensi
Il Capodieci ed i Maestri indossavano una veste di cuoio provveduta a proprie spese. Sul davanti di tale veste era dipinta una mannaia e sul dietro un segno distintivo del quartiere del quale dipendevano e cioè: Battistero e chiavi per il Quartiere di San Giovanni, Sole giallo per il Quartiere di Santa Maria Novella, Croce gialla in campo azzurro per il Quartiere di Santa Croce, Colomba bianca con raggi d'oro per il Quartiere di Santo Spirito. I "Porti" avevano una uguale veste di cuoio ma avevano dipinto davanti e dietro una secchia; I "Manovali" non avevano una veste di cuoio ma portavano sulla testa una celata, al pari di tutti i componenti della Guardia del Fuoco.
La prima sede dell'organizzazione fu stabilita nella torre che sorgeva presso l'angolo del Ghetto, in faccia a Santa Maria del Campidoglio.
Questo tipo di organizzazione rimase in funzione per vari secoli e fu sempre oggetto di particolari cure da parte di chi teneva le redini del potere sino ad arrivare al 1760 sotto il governo lorenese che pur mantenendole il nome di Guardia del Fuoco trasformò l'organizzazione rendendola più unitaria. Napoleone nel 1809, riformò nuovamente l'organizzazione fino ad arrivare a diventare la "Compagnia dei Pompieri di Firenze". Il regolamento prevede una uniforme per i pompieri con sfoggio di pennacchi, bottoni lucidi e sciarpe a tracolla, fucile e sciabola. La Compagnia è comandata da un Capitano coadiuvato da un Tenente, da un Sergente, 4 Caporali di prima classe e 2 Caporali di seconda classe. Questa organizzazione risentiva dell'influsso militarista alla francese e i pompieri venivano adibiti anche a servizi che nulla avevano in comune con la sicurezza contro gli incendi o altri sinistri.
Il protettore era Sant'Antonio Abate, colui che aveva superato la prova del fuoco e della tentazione, il 17 gennaio di ogni anno ne veniva celebrata la festa.

Nel 1880 l'architetto Alessandro Papini, ufficiale del Corpo, redige il progetto per i lavori di totale trasformazione ed adattamento dei locali di Piazza San Biagio per renderli più idonei alla funzione di Caserma dei Pompieri e relativo arsenale per gli attrezzi. Produsse anche:

- Nuovo regolamento disciplinare e organico, la cui forza effettiva fui portata a 131 uomini;
- Regolamento amministrativo del Corpo e quello di esecuzione dei servizi; precisazione dell'esecuzione delle varie manovre con distribuzione ai componenti dei relativi libretti;
- Modifiche al materiale per renderlo più idoneo;
- Acquisto della prima pompa a vapore (della ditta inglese "Shand Mason" nell'anno 1888 e di n.13 cavalli;
- Primi atti sulla prevenzione incendi nei locali e teatri;
- Modifica dell'uniforme la quale viene portata ad una forma più seria, più elegante e soprattutto più funzionale.

Nel 1882 viene installato il primo telefono a Firenze; precisamente quello fra il Gabinetto del Sindaco e la Caserma dei Pompieri a San Biagio.

La sede dei Pompieri di Piazza San Biagio ora Parte Guelfa
Sullo sfondo il Palagio di Parte Guelfa

Nel 1921, dopo elaborate pratiche, il Comune di Firenze decise di trasferire il Corpo dei Pompieri da Piazza San Biagio al cantiere di proprietà comunale in via La Farina.

Per unificare il Corpo dei Pompieri di tutte le regioni d'Italia si riunì a Torino il Consiglio della Federazione Nazionale delle Unioni Regionali dei Corpi dei Pompieri.
Tale Federazione fu l'embrione di quel processo evolutivo che, nel volgere di pochi anni, dette origine a una formazione nazionale unitaria dei Pompieri che nel 1935 fu per la prima volta oggetto di un Decreto Legge, con la formazione dei Corpi Provinciali dei Pompieri e con un coordinamento nazionale.
Nel 1941 con la costituzione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, divenne Patrona Santa Barbara che ancora tutt'oggi è celebrata il 4 dicembre di ogni anno.

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giovedì 26 gennaio 2017

La commemorazione del Miracolo di San Zanobi

Il Corteo della Repubblica Fiorentina per San Zanobi (Foto Dorneanu)
Il 26 gennaio del 429 a Firenze si verificò un evento del tutto innaturale, assimilabile ad un vero e proprio Miracolo. La leggenda ci tramanda che al passaggio delle reliquie di San Zanobi, che venivano trasferite dalla cattedrale di San Lorenzo a quella di Santa Reparata, un olmo secco miracolosamente rinverdì quando si sfiorarono i rami. Da quel preciso istante cominciarono a spuntare nuove foglie verdi. Un documento assolutamente originale che potete ammirare nella foto seguente, è contenuto nel Messale EDILI 145 conservato alla BML nel quale si vede il corpo del Santo portato in direzione di Santa Reparata con dietro l'Olmo rinverdito. Il Corteo è aperto da religiosi in processione e seguito dalle alte cariche religiose e civili-

Minuatura tratta da Biblioteca Medicea Laurenziana ms. Edili 145, c. 139V
A Zanobi è dedicata la Colonna posta lateralmente al Battistero di San Giovanni, davanti alla porta nord. Ha un fusto in granito con sopra un albero in ferro e una croce. Fu eretta in data imprecisata. Abbiamo notizie certe dal 1333, quando fu abbattuta dall'alluvione e successivamente ed immediatamente ricostruita. Sulla stessa colonna di granito vi è un'iscrizione che ricorda la leggenda di San Zanobi.

I Bandierai degli Uffizi per San Zanobi (Foto Dorneanu)
San Zanobi è vissuto nel IV secolo d.C. ed è stato un vescovo di Firenze. E' il patrono principale dell'arcidiocesi fiorentina, assieme a Antonino Pierozzi entrambi Santi della Chiesa Cattolica.
Veri e propri miracoli sono attribuiti a "Zenobio" (altro nome che si ritrova nei testi storici) durante il suo vescovado, la risurrezione del figlio di una pellegrina francese, testimoniato anche da una targa presente sulla facciata di Palazzo Valori e Altoviti, è uno dei più emblematici. Il tronco di quell'albero fu in seguito utilizzato per scolpire un crocifisso che attualmente si trova nella chiesa di San Giovannino dei Cavalieri in via San Gallo. Altre fonti ci tramandano che lo stesso legno fu utilizzato per un dipinto del "Maestro del Bigallo", che raffigura le gesta del San Zanobi nella propria vita vescovile.

Il Saluto alle Autorità (Foto Sabella)

Molti fiorentini non conoscono il vero significato per il quale la colonna è collocata in quella posizione, per questo e per altri motivi legati alla Tradizione Popolare e Religiosa, ogni anno è organizzata una commemorazione di quell'episodio. E' talmente forte nel suo significato che è stato tramandato sino a noi.

Le Madonne Fiorentine depongono un omaggio floreale (Foto Dorneanu)

Con il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, ogni 26 gennaio omaggiamo la ricorrenza del Miracolo di San Zanobi con una Fiorita all'omonima colonna in piazza San Giovanni a Firenze.
Alla presenza delle autorità civili e religiose ogni anno facciamo nuovamente "rifiorire" quell'Olmo che al passaggio del feretro del Santo da secco ritornò in vita.
Un Santo che la città non dimentica e che ogni anno lo ricorda con fiorentini e turisti che si ritrovano per celebrare le proprie tradizioni popolari.

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giovedì 5 gennaio 2017

La Cavalcata dei Magi di Firenze - Programma 2017

La Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli a Palazzo Medici Riccardi
Nella giornata dedicata all'Epifania, si svolge a Firenze la “Cavalcata dei Magi”. Una “Festa Fiorentina” di antichissima tradizione che quest'anno è arrivata alla XXI edizione dal ripristino del 1996.
La “Festa dei Magi” risale al periodo storico del Rinascimento Fiorentino, ai tempi di sviluppo della città nei confronti del mondo conosciuto.
La confraternita della “Stella”, chiamata anche “Compagnia dei Magi”, compagnia di laici, per l'intero secolo XV organizzava, ogni tre anni e poi dal 1447 ogni cinque, un solenne corteo, con abiti fastosi e belli, che rievocava, fin dal quel tempo, l'arrivo dei Magi, i Re saggi e stranieri, a Betlemme; Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, rappresentanti le tre stirpi; giapetica, semitica e camitica, che guidati dalla stella cometa, adorarono Gesù Bambino offrendogli oro, incenso e mirra, e ritornando poi ai loro paesi per diffondervi la lieta novella. Il giorno è appunto il 6 gennaio, giorno dell'Epifania che significa “manifestazione” proprio ad esaltare la rievocazione storica che si svolgeva in quel periodo.
La Signoria della Repubblica Fiorentina, decise di sovvenzionare la “Compagnia de' Magi” - "compagnia de ‘Magi que in ecclesia sancti Marci de Florentia congregatur" - nel 1417.
Risulta che della confraternita, negli anni d'oro della famiglia Medici, fecero parte tutti i suoi componenti, oltre che personaggi vicini ai Signori di Firenze, come gli umanisti Cristoforo Landino e Donato Acciaiuoli, il poeta Luigi Pulci e Angelo Poliziano.

Il Benozzo Gozzoli nel 1459 realizzo in Palazzo Medici, su commissione di Cosimo il Vecchio, un affresco raffigurante "La Cavalcata dei Magi" dove vennero ritratti molti dei personaggi protagonisti dell'epoca; i membri della famiglia, compresi Giuliano e, probabilmente, Lorenzo. Molti altre opere d'arte, in particolare di pittura fiorentina dell’Angelico, del Botticelli, di Leonardo, di Filippo Lippi, traggono ispirazione da questa festa e anche poesie e lodi del XII e XIII secolo.
Particolare è quella di Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico, che compose una laude: "E’ Magi son venuti dalla stella guidati, co’ lor ricchi tributi, in terra inginocchiati e molto consolati, adorando il Messia".
La "Compagnia dei Magi" organizzò la manifestazione fino al 1494, anno in cui i Medici furono cacciati da Firenze e di seguito venne quindi soppressa, qui il Savonarola ha un ruolo fondamentale, probabilmente fece considerare questa festa qualcosa di profano.
Lo stemma della Compagnia, cappato di nero e di bianco, mostra una parte nera centrale nella cui sommità è posizionata una stella d’oro a sei punte, simboleggiante la cometa che indicò la strada ai Magi.
Anche se molto collegata all'istituzione religiosa, questa festa era più uno uno spettacolo, ben organizzato da appositi "festaiuoli" i quali, secondo un decreto della Signoria, dovevano ricevere il massimo rispetto dagli altri confratelli.
I cortei mascherati arrivavano a Firenze dai quartieri vicini e dalle comunità limitrofe portando carri allegorici e nuove tradizioni che attualmente fanno parte più del Carnevale che della festa dell'Epifania.
In seguito infatti la parola Epifania si trasformò dialetticamente e divenne in Firenze "Befanìa" o "Befana". Assunze così con il passare del tempo, un significato più riferentesi al mascheramento, all'inizio del Carnevale, fino a giungere ai tempi attuali dove la Befana assume un significato simile a quello, non certamente proveniente dalla storia fiorentina, di Babbo Natale.
La Befana era spesso attorniata da "Befanotti" o "Befani", giovani dal volto tinto di nero, abbagliati in modo sgargiante e spesso ridicolo, che in un qualche modo richiamavano i Re Magi. Altre più recenti tradizioni circolano intorno a questa festività, anche di un folclore moderno, inteso a esaltarne la solennità.
Ogni anno quindi, a riprendere la manifestazione del tempo, si svolge di nuovo la "Cavalcata dei Magi", che parte nel primo pomeriggio del 6 gennaio, solennità dell'Epifania da Piazza della Signoria e giunge in piazza del Duomo, nella zona detta anticamente "il Paradiso", fra la Cattedrale ed il Battistero.
I "Magi" a cavallo, durante il corteo indossano costumi rinascimentali e sono preceduti dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina che porta il Gonfalone di Firenze. Nell'attesa del Corteo in attivo da Palazzo Pitti i Bandierai degli Uffizi – Sbandieratori Ufficiali di Firenze, si esibiscono in Piazza della Signoria.
Una grande festa e una bella manifestazione, che è rimasta viva a Firenze come altrove, la rievocazione dell’Epifania nei suoi aspetti religiosi, cultuali e tradizionali, che per merito del Comune di Firenze, dell’Arcivescovado e dell'Opera del Duomo, la splendida "Cavalcata dei Magi" è stata ormai ripristinata ed è uno dei punti essenziali della tradizione fiorentina.
La Piazza del Duomo di Firenze diventa protagonista, schiere di figuranti in costume rinascimentale, il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina con i suoi colori fanno da cornice all'offerta dei doni all’immagine di Gesù Bambino, con il lancio dei palloncini carichi di messaggi d'amore e di pace a Gesù, distribuiti dall’Opera del Duomo di Firenze.

Questo il programma 
Venerdì 6 gennaio 2017, giorno dell'’Epifania, l'’Opera di Santa Maria del Fiore organizza a Firenze la rievocazione storica della "Cavalcata dei Magi".
La manifestazione è giunta alla XX edizione e fu ripristinata nell'ambito dei festeggiamenti per i 700 anni dalla posa della prima pietra della Cattedrale e della fondazione dell'’Opera.
Venne ripresa un'’antica e gloriosa tradizione fiorentina del XV secolo organizzando un corteo storico, sotto gli auspici dell’Arcidiocesi, del Capitolo del Duomo, in collaborazione con il Comune di Firenze e con la partecipazione dei comuni della provincia.

IL PROGRAMMA 2016
Ore 11:00 - Presepe vivente sul Sagrato del Duomo, con la collaborazione dell'’Associazione Regionale Allevatori della Toscana;
Ore 14:00 - Partenza del Corteo da Piazza de' Pitti, Ponte Vecchio, Piazza della Signoria;
Ore 14:00 - Piazza Duomo, intrattenimento con canti natalizi eseguiti dal “Piccolo Coro Melograno”
Ore 14:00 - Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e i Bandierai degli Uffizi si esibiscono in Piazza della Signoria;
Ore 14:30 - Ripartenza del Corteo per via Calzaiuoli con in testa il Gonfalone di Firenze ed il Corteo della Repubblica Fiorentina che percorrendo Via Calzaiuoli raggiungerà Piazza Duomo;
Ore 15:15 - Schieramento figuranti nella Piazza del Duomo e "Cerimonia del Saluto" a cura del Direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino
Filippo Giovannelli.
Ore 15:45 - I Re Magi deporranno i loro doni ai piedi del Presepe vivente.
Ore 16:00 - Intervento di Franco Lucchesi, Presidente dell'Opera di Santa Maria del Fiore e saluto di S. Em.za Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo Metropolita di Firenze.
Ore 16:30 - Lancio dei Palloncini con messaggi di festa e di Pace da parte dei bambini della Diocesi.

Buona Festa dell'Epifania, con una vecchia e ancora fervida tradizione!

Per saperne di più leggi:
Dalla Persia il culto dei Magi e la rappresentazione di Leonardo da Vinci


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