giovedì 30 ottobre 2014

Se questo fosse vero, l'Annunciazione di Leonardo

L'Annunciazione alla Galleria degli Uffizi
Massimo Giontella, nell'edizione online del 24 ottobre 2014 del Giornale dell'Arte ci pone di fronte ad una serie di considerazioni, peraltro apparentemente inconfutabili, di una nuova attribuzione di uno dei dipinti più famosi di Leonardo da Vinci: L'Annunciazione.
Ad una conferenza organizzata presso l'Accademia Toscana di Scienze e Lettere La Colombaria il 21 ottobre 2014, Riccardo Fubini e Massimo Giontella hanno parlato di «Sacra Rappresentazione, profezia e riferimenti politici nella Annunciazione attribuita a Leonardo».
Sono state sviscerate alcuni aspetti riguardanti il dipinto che si trova alla Galleria degli Uffizi, dando una nuova interpretazione.
Le argomentazioni sono state prese in esame e quindi affidata a queste "prove" una nuova paternità  dell’opera.
L'Annunciazione di Leonardo è stata dipinta da Antonio del Pollaiolo.
Ecco di seguito le motivazioni espresse da Massimo Giontella in modo sintetico:

1) Il paesaggio sullo sfondo è Otranto, come dimostrano le somiglianze geografiche e una lettera di Federico di Montefeltro che asserisce di avere di fronte a sé la pianta della città fatta fare da Sisto IV in funzione di un attacco liberatore dalla aggressione turca. La datazione del dipinto è pertanto 1481.
2) Se Federico aveva in mano la pianta di Otranto è evidente che la villa fiorentina presente nel dipinto era la sua villa di Rusciano in Firenze.
3) Il coinvolgimento di Federico con il dipinto esclude che il «main author» sia Leonardo dal momento che non vi furono mai rapporti tra il Duca e l’artista. Insieme ad altre argomentazioni ve ne è una di carattere stilistico che conferma l’asserzione: lo studio ossessivo del particolare è inconciliabile con il fare leonardesco. Leonardo è senz’altro presente nel dipinto come allievo emancipato, ma l’artista principale è Antonio del Pollaiolo.
4) Il dipinto era una esortazione affinché Federico prendesse il comando delle operazioni militari contro i Turchi: il verosimile committente fu Giuliano Gondi, plenipotenziario a Firenze del Duca di Urbino, su incitamento dei reali napoletani cui il Gondi era intimamente legato.
5) Il monte sullo sfondo, che aveva caratteristiche antropomorfe prima del restauro del 2000, rappresentava la Sibilla predicente la vittoria di Federico: tutto ciò non si realizzò perché Sisto IV temendo che l’urbinate sposasse definitivamente la causa napoletana, bloccò il Duca quando questi era già partito per Otranto e si trovava a Recanati.
6) Gli errori attributivi della critica d’arte sono concentrati nelle opere commissionate da e per Federico di Montefeltro perché questi richiedeva un richiamo molto stretto alle opere del primo Quattrocento di Van Eyck anche a costo di sacrificare un po’ le connotazioni precipue del suo artista di riferimento: Antonio del Pollaiolo.

Non ci resta che attendere una risposta da parte degli esperti e proprietari dell'opera, qualcuno alla Galleria degli Uffizi si dovrà pur esprimere!

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martedì 28 ottobre 2014

Il Broccione

Dicesi Broccione: Persona sprecisa, disordinata, colui che svolge un lavoro approssimativo, gesta scoordinate che provocano confusione.
E' un'affermazione, ad esempio è un broccione il pittore che sbafa il disegno, l'imbianchino che schizza su tutto il pavimento, il cuoco che sparge tutto per la cucina, il commensale che si schizza la camicia, calciatore maldestro.
"oh che broccione tussei, fa' per bene! un tu 'vvedi che tu schizzi dappertutto!!!"Questo termine oltre che fiorentino è anche prettamente toscano, viene usato praticamente in tutte le provincie della toscana con una leggera prevalenza nel senese e nell'aretino.
Colui che causa il Caos...praticamente...


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sabato 11 ottobre 2014

La “Corilla Olimpica”, Maria Maddalena Morelli

Maria Maddalena Morelli nasce a Pistoia il 17 marzo 1727 da Caterina Buonamici e dal violinista Jacopo Morelli.
Inizia da piccola, all’avvento dei primi studi letterari, a mostrare innate doti per la poesia e studia filosofia. A poco più di trent’anni, il 1 aprile del 1761 fonda l’Accademia dell’Ordine dei Cavalieri Olimpici ed in seguito, da questa istituzione, prende il nome d’arte di “Corilla Olimpica”.
Studiò a Napoli ed in quella città conosce un ufficiale dell'esercito spagnolo, si sposò ed ebbe un figlio. Sopraggiunge presto una separazione, sia dal marito che dal figlio e intraprende una fervida carriera intellettuale di poetessa ed improvvisatrice.
Alcuni suoi contemporanei la descrivono così: "d'alta statura, di bianca carnagione, con lunghi capelli biondi non impolverati e sciolti, occhi vivacissimi ed azzurri, bocca rosea e grande, sorridente, petto ricolmo, braccia ben tornite..." Giacomo Casanova, noto adulatore, l'aveva conosciuta a Firenze, la descrive come “strabica”, forse le aveva resistito?.
Numerosi sono stati i riconoscimenti conferiti a questa poetessa fino a raggiungere il massimo il giorno 31 agosto del 1778 quando ottenne dal papa l' assenso a incoronarla e a conferirle il titolo di Poetessa Laureata e di Nobile Romana. Un onore che prima di lei, era toccato solo a Petrarca e al poeta improvvisatore Bernardino Perfetti.
In quell’occasione, invece del discorso di commemorazione al premio, venne chiesto alla poetessa di esternare dei versi descrivendo le sensazioni che ella stessa provava nel ricevere l’onoreficenza, e così si espresse:

Cerchi la Patria, o Cantor chiaro e saggio?
Entro Pistoia e in riva all'Arno antico
Presi le mosse al mio mortal viaggio.
Quivi sul dolce mio terreno aprico
Insiem con l'altre donne m'avvezzai
L'ago a trattare al genio mio nemico.Ma fin d'allora il biondo Apollo amai,
e in Elicona, ove talvolta ascesi,qualche foglia di lauro anch'io spiccai:e fin d'allora a sciorre il canto appresi all'improvviso,e sieguo improvvisando l'estro,
ond'io i vanni della mente ascesi.


Viaggiò molto in Italia e in Europa e dopo un lungo soggiorno a Roma si trasferì a Firenze e il suo salotto divenne il ritrovo di intellettuali e letterati.
Nel 1780 si trasferi' definitivamente a Firenze in via della Forca (oggi via Ferdinando Zannetti n. 2) e per tutto il resto della sua vita tenne sempre salotto in questa sua nuova casa.
Alla sua vita ed alla sua figura sono state ispirate numerose opere tra le quali il dramma Corilla Olimpica di Paolo Giacometti, opera letteraria che non mise in luce la vera natura e non dette facile comprensione della figura storica della poetessa. Ad esempio la cronaca del tempo ci riferisce di una serata di primavera del 1770, dove nell’appartamento della Corilla si riuniscono alcune signore della Firenze che conta. Signore "tutte incipriate, in apparenza rigide... ma lascive nelle denudazioni del petto e nella bizzarria delle acconciature". Signore accompagnate da giovanotti "sbarbati, con la parrucca e lo spadino, in calzoni corti, calze chiare e scarpette lucenti... abatini azzimati sdilinquentisi dinanzi alle belle dame".
Venne il giorno in cui si riunirono ad ascoltare la musica di un giovane talento austriaco che rispondeva al nome di Wolfgang Amadeus Mozart. Donna di lungimirante intuito, la Corilla non cercò di far ascoltare musica al tredicenne, (era venuto in Italia col padre per questo) fece in modo invece, che fosse lui a deliziare i presenti con alcuni brani suonati al pianoforte, e volle intercalare l’esibizione del grandioso ospite con estemporanei versi in poesia, in rima, sui più svariati argomenti che le venissero in quella sede proposti.
La Corilla Olimpica sapeva bene quali erano le sue qualità. Inventare rime baciate, alternate o contrapposte, era un talento che aveva da bambina e che aveva coltivato nel corso della propria impegnatissima vita.
Nell' anno della sua scomparsa la citta' pose una lapide commemorativa sulla porta della sua casa fiorentina. Morì l'8 novembre del 1800. Il serto d'alloro col quale era stata incoronata a Roma è conservato tuttora in un'urna nella chiesa della Madonna dell'Umiltà a Pistoia.
A vedere solo questa lapide sopra la porta del palazzo in cui ha vissuto questa grande poetessa, parrebbe una triste lode ad una donna mesta e di rango marginale, quasi un’immagine da cortigiana e di scarsa cultura. Questa impressione non rende il giusto merito a colei che ha scelto Firenze per vivere la propria vita di intellettuale e di meritoria carriera letteraria.

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venerdì 3 ottobre 2014

Il libro sulla Cupola del Brunelleschi

La copertina del libro
Nemmeno a farlo apposta, dopo la pubblicazione del mio post precedente sulla Cupola del Brunelleschi, vengo a conoscenza della pubblicazione del libro di Massimo Ricci dal titolo "Il genio di Filippo Brunelleschi e la costruzione della cupola di Santa Maria del Fiore".
E' uscito in commercio qualche mese fa, ma non avevo avuto modo di conoscerlo, mi era sfuggito.
Il libro, oltre a contenere l'illustrazione degli aspetti di tecnologia inerenti la costruzione, presenta una ricca documentazione storica degli eventi che accompagnarono l’impresa, compresa la straordinaria invenzione di macchine e dispositivi che il Maestro inventò e realizzò per renderla possibile.
Nel libro è presente anche uno studio sull’ubicazione della casa di Brunelleschi, sulla scomparsa cava della Cupola del Poggio di Trassinaia e una Storia della Cattedrale basata sui documenti pubblicati da Cesare Guasti.
Completa la trattazione la presentazione dei risultati della ricerca ottenuti con la costruzione del Modello della Cupola, a grande scala (1:5), realizzato nel Parco dell’Anconella a Firenze con la quale è stato possibile verificare, dal punto di vista della pratica artigianale, la “regola di costruzione” ipotizzata.
La ricerca e i risultati di questa presentati nel libro, sono certamente i più completi ed accreditati a livello internazionale.
Massimo Ricci, dicevamo anche nell'altro post, è stato docente di Tecnologia dell’Architettura all’Università degli Studi di Firenze ed è oggi membro del Forum UNESCO “University and Heritage” di Valencia. E' tra i massimi conoscitori della Cupola di Filippo Brunelleschi.
Un libro di testo? Si certamente è la base di studi specifici, ma anche un documento importante per chi, appassionato dell'opera brunelleschiana, vuole approfondire la parte tecnica e storica della Cupola più bella del Mondo.


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