sabato 31 maggio 2008

Dante Alighieri compie 743 anni...

Il 743° anniversario della nascita della nascita di Dante Alighieri sarà celebrato ufficialmente domani dall'Amministrazione comunale con una serie di iniziative.
I gonfaloni dei Comune di Firenze e del Comune di Ravenna partiranno da Palazzo Vecchio e raggiungeranno in Piazza Santa Croce ai piedi della statua di Dante Alighieri per deporre una Corona di alloro intorno alle 10:00 del mattino del 31 Maggio. Alle 11:00 il corteo (dopo aver transitato davanti alla casa di Dante e dal palazzo dell'Arte dei giudici e notai in via del Proconsolo) rientrerà in Palazzo Vecchio dove, nel Salone de' Dugento, l'Assessore alle Tradizioni Popolari Fiorentine Eugenio Giani terrà la prolusione illustrativa della giornata. Alle 11.30 poi si svolgerà la cerimonia di consegna di un riconoscimento dell'Amministrazione comunale a Jean Hollander, autrici di significativi studi danteschi.
"Con queste iniziative l'Amministrazione comunale vuole ricordare e celebrare Dante Alighieri - ha sottolineato l'assessore Giani -. Abbiamo individuato come data per le celebrazioni un sabato, compreso fra il 21 maggio e l'11 giugno periodo in cui sicuramente cade la nascita del poeta, per dare modo ai cittadini di partecipare alle iniziative".
Chissà se realmente il 31 maggio sia il giorno di nascita del Sommo Poeta, a noi ci piace ricordarlo per ciò che ci ha dato e per tutto quello che ancora darà a Firenze.


venerdì 30 maggio 2008

...Soprannomi fiorentini...

No, questa abitudine fiorentina non è caduta in disuso! A Firenze i soprannomi si usano eccome!
In passato l'abitudine era dare un soprannome, qualunque ceto sociale avesse la persona, non poteva mancare.
Il soprannome è normalmente "costruito" intorno alla persona, può verificarsi di associare il vero nome con la mole fisica aggiungendo "one" nel finale: esempio "Marione" o "Carlone" oppure "ino" Mariolino, Carlino.
Succede spessissimo a Firenze di individuare un "acronimo" o un vera parola, anche astratta, che individua una gesta o un modo di essere, da assegnare ad una persona, altre volte in base al mestiere si inventano nomignoli molto divertenti.
A volte i soprannomi possono risultare anche offensivi, si danno soprannomi che addirittura non vengono pronunciati davanti all'interessato, ma vengono usati per individuarlo precisamente nelle discussioni o nelle conversazioni in sua assenza.
Alcuni esempi di soprannomi: il Guercino, Cacco, Stecco, Secco, Lasca, Ghiozzo, Mezzo, Sego, Poppea, Baccellone, Budello, ecc...
Sui soprannomi fiorentini ci sono pagine di significati, probabilmente i lettori di questo post avranno in mente decine e decine di "soprannomi fiorentini"!!

giovedì 29 maggio 2008

Firenze - Magistrature - Tribunale di Mercatanzia

Intorno al Trecento, le Arti crearono questa istituzione giuridica che stava al di sopra di esse con la funzione di dirimere le controversie sorte tra Corporazioni, e per esaminare e giudicare le liti commerciali fra mercanti, anche in campo internazionale; doveva però sempre tutelare gli interessi del Comune, che per ragioni di commercio poteva avere contrasti con altri Stati. L’autorità ed il prestigio di questo Tribunale erano enormi, tanto che le sue inappellabili sentenze erano considerate valide anche all’estero.

mercoledì 28 maggio 2008

E' nato il Vocabolario!!!


Incredibile, abbiamo il nostro vocabolario!
Un ottimo lavoro, lo leggerò con cura e minuziosa attenzione e sicuramente ne ricercherò le curiosità linguistiche più importanti per renderle protagoniste del mio blog.
Grazie agli autori ed ai puntualissimi divulgatori.
Scaricatelo in .pdf da qui: Vohabolario fiorentino

martedì 27 maggio 2008

La Coppa del Mondo nel Salone dei Cinquecento

Che sia dovuto ad una ampliamento dell'importanza di "Coverciano" oppure ad evento programmato, la Coppa del mondo di calcio vinta dagli azzurri nel 2006 in Germania è esposta nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio da domani al 30 maggio.

"In occasione della partita amichevole fra Italia e Belgio in programma allo stadio Franchi il 30 maggio - ha spiegato l'assessore allo sport Eugenio Giani - e per consolidare il rapporto fra Firenze la nostra nazionale, mi sono adoperato nel corso di incontri preliminari per l'occasione dell'evento col presidente federale Giancarlo Abete, per precedere la partita con l'esposizione della Coppa alzata al cielo da Cannavaro e compagni nel luglio 2006 a Berlino".

La cerimonia di apertura della teca contenente il trofeo si svolgerà il 28 maggio 2008 alle ore 10:00 alla presenza di una rappresentanza del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, sempre presente nelle occasioni di grandissimo rilievo per la città e sarà vigilata, nell'orario di apertura, da personale della Protezione Civile del Comune di Firenze.

Firenze riesce ad incuriosire anche il pubblico di ogni parte del mondo.

lunedì 26 maggio 2008

Firenze - Corteo Storico della Repubblica Fiorentina - Fanti dell’Ordinanza

I Fanti dell’ordinanza erano la milizia cittadina, quella cioè residente all’interno della città, costituita principalmente da fiorentini; al contrario degli eserciti che erano formati da truppe mercenarie assoldate appositamente per la guerra. I loro costumi e le loro gesta, tra gli altri, sono rappresentati nel Salone dei Cinquecento negli affreschi del Vasari.

domenica 25 maggio 2008

Le Campane e l'Orologio della Torre di Arnolfo di Cambio

Tornano a funzionare le Campane e l'Orologio della Torre di Arnolfo di Cambio in Palazzo Vecchio. Alle 12 in punto la "Campana del Mezzogiorno" della Torre di Arnolfo è tornata a far sentire il suo suono a distesa annunciando le ore 12:00. Così come la lancetta dell'orologio ha ricominciato a segnare le ore. Grazie a un lavoro dei tecnici della Fabbrica di Palazzo Vecchio e della ditta OES è stato ripristinato il congegno elettromeccanico che comanda l'orologio e le tre campane (le altre due sono la "Martinella" o "Tojana" e la campana "del Leone") della Torre di Arnolfo, fuori uso dal mese di gennaio causa rifacimento impianto elettrico. Ciò consentirà i rintocchi commemorativi della campana della Martinella in occasione del 15° anniversario della strage di via dei Georgofili, alle 1,04 del 27 maggio.La "Campana del Mezzogiorno" suona solo una volta nella giornata, mentre i rintocchi corrispondenti alle ore vengono scanditi dalla "Campana del Leone", già riattivata da ieri sera. Va ricordato che l'orologio della Torre di Arnolfo ha la particolarità di avere una sola lancetta. Le mezzore ed i quarti d'ora vanno quindi calcolati in base all'esatto spostamento della lancetta sul quadrante.
La torre di Palazzo Vecchio fu costruita verso il 1310 quando il corpo del palazzo era quasi terminato. Posta sulla facciata (ispirandosi probabilmente al Castello dei Conti Guidi a Poppi), si appoggia solo in parte alle murature sottostanti, presentando il lato frontale costruito completamente in falso (cioè sporgente rispetto alle strutture sottostanti).
Alta circa 94 metri, la torre poggia su una casa-torre preesistente appartenuta ai Foraboschi o, secondo altre fonti, ai Della Vacca, per questo non è centrata sulla facciata, ma spostata verso il lato sud.
Il ballatoio della cella campanaria è sostenuto da mensoloni con archetti ogivali, sopra il quale poggia un'edicola con archi a tutto sesto sostenuti da quattro massicce colonne in muratura sormontate da capitelli a foglie. Nella cella sono attaccate tre campane: La Martinella, che richiama i fiorentini ad adunanza, la Campana del Mezzogiorno, la Campana dei Rintocchi (la più grande). Attorno ad una delle colonne si può vedere la scaletta a chiocciola che permette di salire sulla copertura.
Il grande orologio fu originariamente costruito dal fiorentino Nicolò Bernardo, ma rimpiazzato nel 1667 da uno realizzato da Giorgio Lederle di Augusta e montato da Vincenzo Viviani, che è ora di nuovo finzionante.
Ancora un pezzo di storia fiorentina che rende curiosa ed interessante ogni parte della città, ogni angolo e piccolo pezzo di pietra.

giovedì 22 maggio 2008

La “Fiorita” – Manifestazione in ricordo di Girolamo Savonarola









Il Comune di Firenze ogni anno ricorda solennemente Frà Girolamo Savonarola.
Lo ricorda con una tradizionale cerimonia il 23 Maggio, giorno della morte. La cerimonia della "Fiorita" si terrà in piazza della Signoria, alla presenza del Gonfalone e del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, spargerà petali di rose, tra rami di palme, sulla lapide circolare situata sul lastrico della piazza, che segna il punto esatto dove fu impiccato e arso Frà Girolamo Savonarola assieme ai suoi due confratelli, Frà Domenico Buonvicini da Pescia e Frà Silvestro Maruffi da Firenze.
L'Assessore alle Tradizioni Popolari Eugenio Giani prenderà parte alla manifestazione, "Vogliamo ricordare - ha sottolineato l'assessore Giani - quando il 23 maggio del 1498 in piazza Signoria si consumò il rogo di Girolamo Savonarola. La cerimonia ufficiale voluta dal Comune di Firenze è un segnale importante per rendere omaggio a un personaggio che fa parte della storia della nostra città".
La manifestazione del 23 maggio 2008 prevede il seguente programma:
Ore 10.00 – Palazzo Vecchio celebrazione S. Messa nella Cappella dei Priori
Ore 10.30 – Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina partirà da Piazzetta di Parte Guelfa, via Porta Rossa, Mercato Nuovo, via Vacchereccia, Piazza della Signoria.
Ore 11.00 – Piazza della Signoria – Intervento dell’Assessore alla Valorizzazione delle Tradizioni Popolari Fiorentine
Ore 11.30 – Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, dopo aver deposto fiori sulla lapide di Girolamo Savonarola in Piazza della Signoria, si recherà per via Vacchereccia, Por Santa Maria, sul Ponte Vecchio dove saranno simbolicamente gettati fiori in Arno.
Altro pezzo di storia fiorentina, ricordare la storia per capire chi siamo e da dove veniamo.

martedì 20 maggio 2008

Va' 'ia, va' 'ia, va' 'ia !!

Espressione fiorentina di conclusione di un discorso o di un'espressione altrui. Esprime la conclusione di un'idea considerata non buona, una persona con un comportamento deprecabile, di disgusto o di disprezzo. Di fronte a questa affermazione è molto difficile dare un seguito alla discussione.
Particolare la pronuncia di questa "frase", effettivamente solo un fiorentino è in grado di dirla con la tonalità che ne indica poi il significato.
Sembra veramente una pietra sopra un foglio di carta, conclude, blocca qualsiasi altra replica.
E' usata tantissimo, soprattutto nelle animate discussioni di politica e di sport quando, si sa, le opinioni divergono molto spesso, usata inoltre negli affari e nelle situazioni familiari più disparate.
Immaginate l'enfasi di un promotore di un'idea, della convinzione che mette nello spiegare l'effetto positivo di ciò che promuove, quanto è convinto che l'idea proposta per la soluzione del problema è l'unica possibilità che esiste e che al culmine dell'enfatizzazione del soggetto del discorso, quando si aspetta l'applauso, la conferma e l'approvazione....nel silenzio totale e nella piena attenzione del pubblico presente....qualcuno in fondo alla sala a voce alta esclama: ...va' 'ia, va' 'ia, va' 'ia !!...

lunedì 19 maggio 2008

Proverbio fiorentino - previdenze sagge..

Un'altro proverbio fiorentino che non possiamo escludere dalla nostra analisi quotidiana delle curiosità di Firenze è sicuramente uno di quelli che non sono solo di un luogo, ma sono citati in modo dialettale essendo validi moniti per tutte le cittadinanze e le persone di buona intelligenza.
Il proverbio è: "meglio ave' paura che buscanne" - Meglio avere paura che prenderle.
Certo che se ti si presenta davanti un colosso e tu sei un mingherlino senza fondate conoscenze della difesa personale o di una qualche arte marziale, miglior monito non potrebbe essere recepito. Il fatto è che, citando un'altro proverbio, "la prudenza non è mai troppa", e questo può veramente essere il vero significato del detto fiorentino, riferito al modo più generale di essere consapevoli dei pericoli in cui giornalmente ci possiamo trovare di fronte.
Fiorentino o no, certi modi di dire sono la base dei comportamenti del vivere in comunità.

domenica 18 maggio 2008

Per recitare Dante ci vuole classe...

Il 17 maggio 2008 nel primo pomeriggio per iniziativa della provincia di Firenze e del suo attuale Presidente è iniziata (e finita) la maratona letteraria "100 Cantori: all'improvviso Dante".La scalinata della Chiesa di Santa Croce ha "espresso" il I° canto dell'Inferno. Gli studenti delle scuole si sono cimentati nelle letture dei canti della Divina Commedia, così come numerosi amministratori dell'area fiorentina.
Silvano Gori ha recitato il II canto dell'Inferno,
il direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini ha recitato il V dell'Inferno,
Stefania Fuscagni dalla Sala del Crocifisso dell'opera di Santa Croce ha letto il VI,
Lapo Pistelli dal ristorante Le Murate ha interpretato il X canto del Purgatorio,
dal Battistero Simone Siliani ha declamato il VI del Paradiso e
l'assessore Giani dalla Chiesa di Santa Maria dei Ricci in via del Corso ha dato voce alla celebre terzina: "Dal centro al cerchio, e sì dal cerchio/movesi l'acqua in un ritondo vaso/ secondo ch'è percosso fuori o dentro";
Riccardo Marasco ha letto il V dell'Inferno,
il III canto dell'Inferno è stato letto dai ragazzi del liceo Michelangelo.
Nella cornice della Società Dante Alighieri, Giulio Stefanelli si è cimentato nella lettura del XXIV canto dell'Inferno.
La maratona si è dislocata fino al chiostro dello Scalzo dove Marcello Mancini ha letto il XXXIII canto dell'Inferno e il primo girone dantesco si è concluso nell'interno di Palazzo Frescobaldi con la lettura del XXIV. Lucio Dalla ha letto il I canto del Purgatorio, Giampaolo Talani ha recitato il IX canto del Purgatorio.

L'iniziativa, se da punto di vista culturale ha un fondamento forte, la partecipazione del pubblico non pare sia stata della stessa importanza. Neanche il maxi-schermo installato in Piazza della Repubblica che proiettava una diretta streaming delle letture dei canti della Divina Commedia ha coinvolto il pubblico. I turisti trapassavano le piazze e i luoghi senza mostrare interesse, dei fiorentini neanche l'ombra.
Il programma della proposta culturale è stata rispettato, il coinvolgimento della popolazione forse meno. Pare che certe iniziative, più che per la popolazione, più per l'arricchimento culturale dei giovani e dei meno giovani vengano proposte per enfatizzare le persone che, in questo modo, ne acquistano visibilità.
Dante nella nostra città è nato, è vissuto, ha combattuto, ha amministrato e ha scritto. Ogni angolo della città porta impresso un riferimento di Dante e delle sue opere.
Forse, l'offerta culturale anche ai turisti non è piaciuta, lodevole l'iniziativa senza un buon risultato.
Non credo nell'ignoranza e nello scarso interesse delle persone. E non credo nella scusa della pioggia, i fiorentini sanno di cosa stiamo parlando. Mica tutti si chiamano Roberto Benigni.

venerdì 16 maggio 2008

Grullo, Grullerello, Grullerellone...

Questo si che è un termine proprio fiorentino. Il termine "Grullo" ha enorme importanza nel dialetto fiorentino di tutti i tempi. Nelle sue estensioni, esso rappresenta benissimo l'intensità dell'offesa o dello scherno che si voglia dare alla persona a cui è rivolto.
Il grullo è un personaggio un po' strano, al quale manca un po' di sostanza, che non è tutto "rifinito", insipido ma anche estroverso e a volte incosciente.
"oh grullo!!! icchè tuffai, un tu vedi che piove?!!" potrebbe essere una frase tipica fiorentina con la quale comunicare un'azione strana o inconsueta.
"unn'è mica colpa sua, l'eh così, se l'è grullo un ci pole fa nulla".
Mogio, Mezzo addormentato, Sbalordito, Melenso a causa sia fisica che morale, Sopraffatto da gravi pensieri, Citrullo, di corta intelligenza, persona semplice e poco accorta, non furbo, Gonzo.
Altri sinonimi:
sciocco, stupido, scimunito, imbecille, cretino, balordo, insensato, stolido, babbeo, citrullo, bietolone, scemo, minchione, fatuo, allocco, stolto, idiota, beota, strullo, coglione..
Insomma una bella etichetta per colui al quale viene affibbiata simile affermazione!!

giovedì 15 maggio 2008

Firenze - Corteo Storico della Repubblica Fiorentina - Gli Alabardieri

Gli Alabardieri sono soldati a piedi armati di alabarda, un’arma tipica delle fanterie svizzere del 1400 che venne poi diffusa in tutta Europa. L’alabarda fu inventata innestando, su una “picca” corta, la lama di una scure, unendo così le funzioni di arma di punta con quella da taglio. Gli Alabardieri indossano corpetto e calzoni in panno rosso e tela bianca. Vestono inoltre un corsaletto in cuoio grezzo affibbiato ai fianchi e alle spalle, sono armati di bacinetto, alabarda e spada.

martedì 13 maggio 2008

Il Marzocco

Nella Repubblica fiorentina, il "marzocco" o "marzucco" era un leone simbolo del potere popolare. La tradizione dell'animale totemico nelle città italiane del medioevo era molto forte, in particolare a Firenze; tale identificazione si riflette in molti stemmi cittadini e spesso utilizzato in stemmi araldici del tempo; l'abitudine di mantenerne ed esporne esemplari era considerato segno di potenza e ricchezza.
Il termine è di etimologia incerta, ma comunque da riferire al latino "martius"= di Marte. Un'altra delle spiegazioni avanzate è che la parola Marzocco sia la contrazione della parola Martocus, cioè piccolo Marte.
La più celebre rappresentazione è quella di Donatello, una bellissima scultura che nel primo rinascimento fiorentino, sintetizzava con una anormale intuizione un leone che trattiene con la zampa destra uno scudo rappresentante il giglio rosso in campo bianco simbolo guelfo di questa città. Il Marzocco di Donatello è oggi conservato nel Museo del Bargello e in copia in Piazza della Signoria.

lunedì 12 maggio 2008

Pellegrino Artusi la cucina rilegata...

Il titolo lo conoscono tutti "Scienza in cucina e l'arte di mangiare bene". E' il testo principe della cucina fiorentina e toscana in generale. Vi sono catalogate e riscritte tutte le ricette di piatti tradizionali fiorentini, una sorta di censimento generale di ricette rappresentative, anche di altre regioni italiane, ma che sono conosciutissime anche in toscana.
In ogni casa italiana ed in particolare toscana in cui la cucina sia una passione ed un diletto, non può mancare questo testo fondamentale. Qualc'uno ha addirittura affermato che questo libro ha fatto per l'unificazione nazionale più di quanto non siano riusciti a fare i promessi Sposi del Manzoni.
Mica male per un libro di cucina!

venerdì 9 maggio 2008

Sala Rossa di Palazzo Vecchio - gli'è tutto da rifare....

Gli'è tutto da rifare, si dice a Firenze.
Incredibile la disavventura capitata alla città su una consulenza storico artistica pagata dal Comune di Firenze.
Nell'evidenziare i passati storico-artistici della Sala Rossa e di alcune date fondamentali per Firenze Capitale d'Italia e per i regnanti dell'epoca, si sono verificati su una brochure evidenti errori storici, molto gravi. Il depliant è stato stampato in migliaia di copie dal Comune stesso.

La proclamazione dell'Unità d’Italia nel 1860 invece del 1861, i 5 anni di Capitale dal 1860 al 1865 invece che dal 1865 al 1870.
Anche altre imprecisioni sono stampate in questo documento e non vogliamo in questo post infierire ancora su la leggerezza con cui è stata fatta questa piccola ricerca storica da parte dell'autrice.
E' comunque un fatto grave, se si pensa che la brochure è dedicata a Palazzo Vecchio, ed è stata sbagliata anche l'indicazione della data di costruzione del Salone dei Cinquecento.
Speriamo almeno che l'Amministrazione comunale non abbia pagato in anticipo il compenso alla consulente. Per quanto riguarda la carta stampata e cestinata, ci vorranno 80 anni per far ricrescere gli alberi distrutti per la cellulosa.

giovedì 8 maggio 2008

Su Firenze - Giacomo Leopardi


....Firenze, ch'è la città più culta d'Italia, e dove il popolo in particolare è il più intendente e più civile...

Chi non conosce Giacomo Leopardi.
Vive a Firenze dal 1830 al 1833. Nell'aprile del 1830, il Colletta, al quale il poeta scriveva della sua vita infelice, gli offrì, grazie ad una sottoscrizione degli "amici di Toscana", l'opportunità di tornare a Firenze.
Qui curò, nel 1831, un'edizione dei "Canti", partecipò ai convegni dei liberali fiorentini e strinse un'affettuosa amicizia col giovane esule napoletano Antonio Ranieri. Risale a questo periodo la forte passione amorosa per Fanny Targioni Tozzetti, conclusasi in una delusione, che gli ispirò il cosiddetto "ciclo di Aspasia", una raccolta di poesie scritte tra il 1830 e il 1835 che contiene: "Il pensiero dominante", "Amore e morte", "A se stesso", "Consalvo" e "Aspasia".
Nell'autunno del 1831 si recò a Roma con Ranieri per ritornare a Firenze nel 1832 e nel corso di questo anno scrisse i due ultimi dialoghi delle "Operette", Il "Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere" e il "Dialogo di Tristano e di un amico".
Insomma anche il Leopardi ha lasciato belle impronte nella città del Giglio.

lunedì 5 maggio 2008

Dino Compagni primo storico fiorentino...

E' nato a Firenze intorno al 1246-1247, si chiamava in realtà Aldobrandino o Ildebrandino. Stabilitosi professionalmente come mercante, si iscrisse all’Arte di Por Santa Maria, che riuniva i produttori e i commercianti di panni di seta, ne fu anche, più volte, console.
Ricoprì importanti incarichi politici e divenne anche gonfaloniere di giustizia nel 1293. Sembra che la sua ascesa politica fu esclusivamente di merito, senza nessun aiuto da parte della famiglia. Non fu molto fortunato in questo campo, sostenitore e sostenuto da Giano della Bella fu, dopo la sconfitta del condottiero, alla fine della sua carriera. Era guelfo di parte bianca come Dante, riuscì ad evitare l’esilio dalla città, ma venne costretto a ritirarsi a vita privata. Qui iniziò a scrivere le sue opere che hanno portato ad oggi la cronaca dei tempi.
Morì il 26 febbraio 1324 ed un’epigrafe, collocata nella seconda metà del XVIII secolo nella chiesa di Santa Trinita in cui fu sepolto, ne celebra il ricordo.
Le sue opere più importanti sono:
- Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi.
- L'intelligenza: poemetto anonimo del secolo 13.

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