venerdì 31 maggio 2013

Zeffirelli dona il suo archivio a Firenze

L'archivio di Zeffirelli avrà una sua casa a Firenze.
Il maestro Franco Zeffirelli dona al Comune di Firenze il proprio archivio. Tutto il materiale sarà raccolto in un edificio fiorentino il cui progetto sarà realizzato nella Galleria Rinaldo Carnielo in piazza Savonarola e si chiamerà "Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo". 
La galleria Rinaldo Carnielo è uno dei rari esempi di arte secessionista a Firenze. Carnielo è stato uno degli scultori più noti in Italia e all’estero attivi nella metà dell’Ottocento. Nel 1885 acquistò una palazzina in piazza Savonarola adibendola a studio e abitazione. In seguito il figlio di Carnielo costituì un legato con il passaggio dell’edificio al Comune.
Il Centro di Zeffirelli sarà dedicato alle arti dello spettacolo e ospiterà il suo sterminato archivio (bozzetti per le scene, lettere, contratti, appunti, disegni preparatori, soggetti cinematografici, figurini per i costumi, fotografie, ritagli stampa, cassette audio e video degli spettacoli) raccolto nella lunga carriera come regista, scenografo, costumista e scrittore. Il Centro ospiterà anche la biblioteca del maestro, 10 mila volumi prevalentemente riferiti alle arti figurative, e fungerà da luogo di formazione e didattica, con corsi che spazieranno dalla scenografia al canto, dalla regia alla fotografia, dal costume alla recitazione, dalla sceneggiatura all’arredamento.
I lavori di ristrutturazione della Galleria sono già in corso con un impegno economico dell’amministrazione di 700 mila euro per le opere di adeguamento dell’edificio, mentre per la fase di allestimento serviranno anche sponsor privati. Lo stesso maestro ha partecipato a disegnare la nuova ‘scenografia’ interna del complesso. Il termine previsto per l’inaugurazione è l’autunno del 2014.

Un fiorentino che ha lavorato molto. Da sempre legato alla sua città trova oggi il giusto riconoscimento a favore della cultura fiorentina ed internazionale.

© Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata


mercoledì 29 maggio 2013

Raccontate Firenze: alla scoperta di nuovi autori

NuoviAutori
Foto: Giuseppe Sabella - www.giuseppesabella.it
La collana editoriale “Raccontiamo Firenze”, diretta da Filippo Giovannelli, è un omaggio alla Città del Giglio. A fianco delle edizioni che guidano il lettore attraverso le tante, affascinanti e spesso controverse, peculiarità della Città e dei suoi abitanti, la collana propone anche volumi fotografici che raccontano i primati di Firenze con immagini inedite e intense.
Il nome della collana rivela già quale sia il suo obiettivo: raccontare con semplicità gli innumerevoli contorni e primati di Firenze, senza celare il sentimento di profondo amore che anima i tanti fiorentini appassionati della storia e del presente della Città.
E’ per questo motivo che “Raccontiamo Firenze” apre le sue porte a nuovi autori. Selezioneremo i temi, i fatti, i soggetti, i luoghi, i costumi ai quali dedicheremo la nostra attenzione leggendo i vostri manoscritti.
Desideriamo investire sulle opere di autori che sappiano valorizzare la nostra magnifica città in ogni forma di espressione.
Inviateci dunque le vostre opere. Le valuteremo attentamente e, delle migliori, faremo edizioni curate di saggi storici e moderni, racconti, storie, volumi fotografici e romanzi.
Di seguito, riassumiamo alcune semplici ma fondamentali regole da seguire per coloro che vorranno sottoporci le proprie opere:
1) L’originale (inedito) deve essere completo (non inviate estratti o singoli capitoli stralciati dal testo complessivo).
2) Allegate anche una sinossi oppure un abstract del vostro lavoro.
3) Il manoscritto deve essere inviato in formato elettronico, esclusivamente in uno dei seguenti formati: .doc, .docx, .rtf. (non inviate testi in formato .pdf).
4) Il manoscritto deve essere spedito al seguente indirizzo di posta elettronica: info@raccontiamofirenze.eu
5) Corredate, inoltre, ciascun manoscritto di:
• lettera di presentazione dell’opera;
• Curriculum Vitae dell’autore, che comprenderà i riferimenti a precedenti pubblicazioni.
6) E’ indispensabile che l’autore fornisca il suo consenso esplicito al trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 D.lgs. 196/2003 (T.U. sulla Privacy). I vostri dati personali saranno utilizzati da MyO Srl solamente per svolgere le proprie normali attività lavorative e non verranno divulgati a terze parti. E’ sufficiente indicare nella lettera di presentazione, che sarà debitamente sottoscritta dall’autore, la seguente dicitura: “Acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 D.lgs 196/2003”.
7) Ogni originale sarà esaminato nel più breve tempo possibile. In ogni caso, a tutti gli autori sarà data risposta.
8) I manoscritti non saranno restituiti.
9) Inviando il manoscritto, l’autore accetta tutte le condizioni sopra riportate.
In bocca al lupo!

domenica 26 maggio 2013

XX anniversario della Bomba ai Georgofili

La strage di via dei Georgofili è da tutti ricordata come una delle calamità che hanno colpito Firenze nel secolo scorso. Un attentato di stampo mafioso che è stato attribuito all'organizzazione Cosa Nostra e per questo sono stati individuati anche i responsabili di questo atroce gesto.
Nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993, a Firenze, un Fiat Fiorino imbottito di tritolo, viene fatto esplodere nei pressi della storica torre dei Pulci, tra gli Uffizi e l'Arno, sede dell'Accademia dei Georgofili.





Perdono la vita 5 persone di cui conosciamo bene l'identità e sono:
Fabrizio Nencioni (39 anni) e la moglie Angela Fiume (36 anni);
le loro figlie Nadia Nencioni (9 anni), Caterina Nencioni (50 giorni di vita);
Dario Capolicchio (22 anni) che era a Firenze per motivi di studio;
48 persone rimangono ferite e medicate negli ospedali fiorentini.

La grande esplosione si sentì in tutta la città, numerosi sono i ricordi di quel grande boato che passano per la mente dei fiorentini. Molti i danni agli immobili e al patrimonio artistico, venne distrutta la torre dei Pulci e moltissime altre abitazioni; La Galleria degli Uffizi subisce gravi danneggiamenti anche alle opere d'arte.
Il mio ricordo è indelebile, io mi trovavo in via calimala a casa di alcuni amici. Fu devastante ogni momento successivo al boato. Ogni anno a Firenze in occasione della ricorrenza vengono organizzati eventi appositi per non disperdere la memoria dell'evento. Per testimoniare fratellanza e sostegno ai familiari dei fiorentini e non, che hanno perso la vita e per tutto il patrimonio artistico che fu danneggiato.
Nel luogo in cui scoppiò la bomba negli anni sonostati apposti numerosi ricordi, tra i quali mi piace ricordare un olivo che posto il quell'angolo da senso di pace e serenità ritrovata.

martedì 21 maggio 2013

Agli Uffizi con Correggio in attesa del Parmigianino, del Giorgione e di Tiziano


Aprono alla Galleria degli Uffizi due nuove sale. Le opere di restauro vanno lentamente avanti e passo dopo passo alcuni risultati cominciano ad arrivare. Gli Uffizi si sa, sono patrimonio dell'umanità e questo non fa sconti a chi può credere che possano appartenere ad una sola cerchia di persone, di personaggi o dei politici di turno. Quindi, anche se avremmo preferito un risultato diverso sulla tempistica dei lavori, apprezziamo il lavoro finora svolto.
Le sale che sono state allestite sono la numero 68 e la numero 71. La prima è dedicata alla pittura romana della prima metà del Cinquecento e la seconda ospita i dipinti del Correggio.

Le due sale sono state allestite al piano nobile dell'ala di Ponente. Sono state dipinte di bianco con degli inserti mobili color rosso, come quelli delle "Sale rosse" dedicate alla pittura del XVI secolo, che si differenziano dalle cosiddette "Sale blu", delle quali abbiamo parlato qui, annunciate i inaugurate nel 2011 all'interno del progetto dei "Grandi Uffizi".
Altre sale verranno prossimamente aperte al primo piano e sono quelle dedicate alle opere di Parmigianino, di Giorgione e di Tiziano.

giovedì 16 maggio 2013

La nascita dell'Opera Lirica

Prima di citare il giorno esatto in cui l'Opera Lirica ebbe luogo per la prima volta in assoluto, dobbiamo certamente premettere che l'evoluzione negli anni di questo bellissimo spaccato dell'arte canora e teatrale è stato pressochè immutato. Sono cambiate le musiche, gli stumenti e le sceneggiature, ma l'originale rappresentazione delle tragedie greche, nate con la "Camerata de' Bardi" (dal conte Giovanni de' Bardi) era quello di ricostituirne l'"habitat" naturale.
Nel "Dialogo della musica antica e moderna" di Vincenzo Galilei, padre del più famoso figlio Galileo, venne espressa la Divina Commedia, messa in pratica cantandone la poesia del Conte Ugolino.
Ma il 6 ottobre 1600, in una sala di Palazzo Pitti, Jacopo Peri, artista contemporaneo, in occasione delle nozze del re Enrico IV di Francia con Maria de’ Medici, presentò “L’Euridice” nel cosiddetto “Stile Rappresentativo”.
Volendosi attenere all'opera data alla stampa, “L’Euridice” di Jacopo Peri, fu pubblicata il 6 febbraio 1601 su un libretto di Ottavio Rinuccini, viene preceduta da un’altra “L’Euridice” di un grande musicista laziale, Giulio Caccini (1571 - 1618), basata sullo stesso libretto, che fece stampare la sua “favola musicale” il 20 dicembre 1600, anche se poi fu rappresentata, per la prima volta, quasi due anni dopo, il 5 dicembre 1602, sempre a Palazzo Pitti.
Nelle pagine introduttive della raccolta di madrigali e di arie “Le Nuove Musiche”, edito a Firenze nel 1602, Caccini espone chiaramente il suo ritorno a un canto monodico, più comprensibile, maggiormente consono alle nuove necessità artistiche del primo Seicento.
Il canto prima di tutto.
Le prime rappresentazioni di queste opere avvengono per mani di grandi compositori dell'epoca, per iniziativa e magneicenza della famiglia Bardi, fiorentina e rappresentate in un palazzo, quello de' Pitti che non lascia scampo alla paternità fiorentina del'origine dell'opera lirica.
Per onestà intellettuale voglio citare anche un'altra possibilità che alcuni portano come tesi assoluta, quella del 24 febbraio 1607. Alla corte di Mantova Claudio Monteverdi presentò in quella data "L'Orfeo", la sua "favola in musica" su libretto di Alessandro Striggio figlio. Ma come avete letto in precedenza, per risalire alle origini di questo genere musicale, bisogna tornare indietro nel tempo di sette anni, a Palazzo Pitti, ai Bardi, a Firenze!

lunedì 6 maggio 2013

Le Grandi Meridiane Fiorentine

Il 20 giugno dell'anno 2007 venne inaugurata ufficialmente la meridiana collocata sul piazzale antistante l'attuale Museo Galileo in Piazza dei Giudici. Misurare il tempo è sempre stato e ritenuto necessario dall'uomo. In passato la meridiana aveva una funzione fondamentale per la vita cittadina, per incontri, commercio ecc...
Il Museo della Scienza ha proposto una mostra "La linea del sole. Le grandi meridiane fiorentine". Bellissime riproduzioni di meridiane che si trovano in tutta la città. Quella del Battistero di San Giovanni, quella di Santa Maria del Fiore, Santa Maria Novella e la Specola.
Nella foto la meridiana in Piazza Signoria della quale ho parlato qui.

giovedì 2 maggio 2013

I parenti di Michelangelo

La Basilica di Santa Croce divenne il cimitero della famiglia del Buonarroti. Negli ultimi tempi, senza nessun tipo di indagine invasiva, sono emerse fondate ipotesi sul fatto che molti dei parenti del Buonarroti possano essere stati sepolti all'interno della Basilica di Santa Croce in Firenze.
L'eterno riposo, così eccellente, sarebbe stato previsto per ben 65 parenti del genio artistico, tra avi e discendenti. La maggior parte dei parenti di Michelangelo sarebbero morti in età giovane o giovanissima a causa di malattie.
Una scoperta a dir poco eccezionale, vista la levatura del maestro scultore conosciuto in tutto il mondo, avvenuta facendo un accurato studio dei registri dei morti della Basilica, nei quali sono registrati i nominativi delle sepolture con anche le annotazioni risalenti all'epoca michelangiolesca.
Già Benedetto Varchi ricordava questa possibilità quando il nipote di Michelangelo, Leonardo (notare la fantasia dell'epoca sui nomi di battesimo) Buonarroti aveva "cautamente cavato il corpo di Roma e, come fussi una mercatanzia, inviatolo alla patria in una balla" e che la cassa doveva essere "scaricata a Santa Croce, dove tutti li antenati di Michelagnolo si riposano".
Insieme a Michelangelo, dal 1400 al 1858, saranno oltre sessanta gli antenati e i discendenti dell’artista che sono sepolti in Santa Croce.
E brava la famiglia Buonarroti!!!
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