giovedì 29 gennaio 2015

Programma 2015 - La Partita dell'Assedio

Il manifesto della Partita dell'Assedio
Il 17 febbraio 1530 Piazza Santa Croce a Firenze divenne teatro di una delle più importanti sfide lanciate dalla Repubblica Fiorentina all’imperatore Carlo V, quando la popolazione assediata da molti mesi dalle truppe imperiali, si cimentò in una partita di calcio, dando l’impressione di non considerare l’esercito dell’Impero degno di attenzione.
Il Comune di Firenze in collaborazione con l'Associazione 50 minuti e il Calcio Storico Fiorentino, segna questa data come la vera rievocazione storica alla quale si riferiscono le gesta dell'istituzione storica del Giuoco del Calcio fiorentino.
E' la partita, quella denominata dell'Assedio, presa come punto di riferimento per le manifestazioni storiche cittadine, per il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e per ogni riferimento storico rievocativo ufficiale della città di Firenze.
Quando nel lontano 4 maggio 1930 vennero ripristinate le tradizioni e le feste popolari in Toscana, il Giuoco del Calcio si fece strada come rievocazione storica per il piacere dei fiorentini e dei forestieri. L'impostazione fu quella di ricercare in quella famosissima partita il punto d'unione, per impostare la tradizione popolare cittadina, (non quindi i Medici e le loro imposizioni ducali e granducali) al periodo repubblicano unico e vera fonte di libertà popolare.
Con questa bella iniziativa delle Vecchie Glorie del Calcio Storico Fiorentino inizia quindi un vero percorso che riporta le vere tradizioni popolari alla ribalta della città e dei fiorentini.

Il 17 febbraio 2015, dopo 485 anni da quella gloriosa giornata, in Piazza Santa Croce avverrà un vero e proprio miracolo, anche perchè la città lo richiede a gran voce. Verrà giocata una partita rievocativa nell'ambientazione storica di allora. Verranno erette palizzate di legno, verranno poste a terra balle di fieno e di paglia a protezione dei limiti del campo, verrà distesa in tutta la piazza la sabbia necessaria a formare un campo di Calcio Fiorentino. 54 Calcianti, 2 Capitani, 2 Alfieri, 4 Spugnaioli, scenderanno in campo, Bianchi contro Verdi come vuole la tradizione e come fu descritto dal Benedetto Varchi nelle sue Istorie Fiorentine. Prima della partita la sfilata dell'imponente Corteo della Repubblica. Per questa occasione, i Calcianti delle Vecchie Glorie che scenderanno in campo verranno ribattezzati con i nomi di personaggi fiorentini dell'epoca suddivisi nelle due squadre.


Squadra Bianca
Capitano: Gherardo conte della Gherardesca
Alfiere: Barbarossa de' Bartoli
Spugnaioli: Mariano da Montemaggio, Jacopo Micceri
Calcianti: Morticino degli Antinori, Giovanni Nerli, Alamanno de' Pazzi, Giovanni de' Bardi, Giovanni Ricasoli, Alamanno Alamanni, Goro da Montebenichi, Filippo Arrighetti, Vincenzo Maria capponi, Antonio Rabatti, Filippo del Nero, Tommaso Soderini, Lorenzo di Castiglione, Filippo Guadagni, Enrico principe di Condé, Giordano Martelli, Ceseri Borboni, Napoleone Orsini, Jacopo Giocondi, Tullio Guerriero, Tommaso Rinuccini, Ottaviano Conti, Tommaso Ghelandi, Averardo Salviati, Giovanni Francesco Ridolfi.

Squadra Verde
Capitano: Sinibaldo Gaddi
Alfiere: Raffaello da Cortona
Spugnaioli: Zanobi Bartolini, Bali Pucci
Calcianti: Caccia degli Altoviti, Dante da Castiglione, Francesco de' Medici, Roberto degli Albizzi, Piero Strozzi, Giuliano Capponi, Raffaello Rondinelli, Francesco Guicciardini, Armato dal Borgo, Lione Ricasoli, Piero degli Alfani, Neri Capponi, Salvestro Aldobrandini, Girolamo Carducci, Scipione Gaddi, Giovan Battista Bini, Anguillotto da Pisa, Maffeo Barberini, Niccolò della Morca, Piero Altoviti, Pier Francesco Rinuccini, Giovanni da Turino, Francesco Valori, Vincenzo Torrigiani, Cammillo Vitelli.

Oltre a tutte le autorità locali, numerosi sono i personaggi illustri invitati ad assistere alla Partita dell'Assedio, tutti discendenti diretti degli antenati di quel periodo storico, tra i quali Carlo d'Asburgo Lorena successore di Carlo V, Beatrice Regina d'Olanda discendente di Filiberto di Chalon principe d'Orange, la contessa Alessandra Oddi Baglioni discendente di Malatesta Baglioni, Girolamo Guicciardini successore di Francesco Guicciardini, ecc.. ecc..

PROGRAMMA
Martedì 17 febbraio 2015

ore 13.30 - Raggruppamento del Corteo Storico della repubblica Fiorentina e delle due squadre di Calcianti in Palagio di Parte Guelfa;
ore 14:00 - Partenza del Corteo Storico in direzione di Piazza Santa Croce sfilando da Piazza della repubblica, Via degli Speziali, Via Calzaiuoli, Piazza della Signoria, Via della Ninna, Piazza del Grano, Via de' Neri, Borgo Santa Croce, fino a raggiungere la Piazza di Santa Croce luogo della partita.
ore 15:00 - Esibizione dei Bandierai degli Uffizi - Sbandieratori Ufficiali di Firenze;
ore 15:20 - Rischieramento del Corteo e delle due squadre dei Calcianti;
ore 15:45 - Inizio della partita rievocativa di Calcio fiorentino, Bianchi vs Verdi;
ore 16:35 - Fine delle ostilità;
ore 16:45 - Premiazione dei partecipanti e della squadra vittoriosa;
ore 17:00 - Rientro del corteo storico al Palagio di Parte Guelfa per lo stesso percorso dell'andata.

L'ingresso alla manifestazione è libero


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mercoledì 28 gennaio 2015

Cronologia di un assedio - Fine della Repubblica Fiorentina

L'Assedio di Firenze

Un "assedio" è definito come una situazione bellica in cui un esercito circonda e controlla gli accessi ad una località, di solito fortificata, allo scopo di costringere i difensori alla resa o di conquistarla con la forza, mette a dura prova un'intera città.
Dopo qualche settimana mancano le provviste, si fa difficoltosa la gestione della vita comune, iniziano problemi con le malattie che imperversano nella popolazione.
Firenze, come tantissime altre città del mondo conosciuto, hanno subito almeno un assedio. Alcune di queste grandi città sono Costantinopoli, Malta, Roma, Leningrado, Gaeta ecc..ecc.. 
L'assedio di Firenze, quello relativo alla riconquista del potere sulla città da parte della famiglia Medici avvenuto nel 1529-1530, fu l'atto finale della imposizione del predominio spagnolo in Italia ad opera dell'Imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo V. Essi strinse un accordo con papa Clemente VII, per instaurare nuovamente il regime mediceo in città.
La Signoria di Firenze, di stampo repubblicano, si era ribellata cacciando i Medici dalla città e Carlo V dovette, pur con scarso entusiasmo e allo scopo di contentare il nuovo alleato e farsi perdonare l'inaudito attacco al papato avvenuto con il Sacco di Roma del 1527, adattarsi a ristabilire la famiglia Medici sul trono che divenne successivamente Granducato di Toscana.
Di seguito inseriamo la Cronologia dell'Assedio più importante di Firenze, molti sono gli episodi che indurranno a ricordare episodi famosi, momenti di rabbia e di ingiustizia che il popolo repubblicano e libero di Firenze dovette subire. Firenze cedette con onore all'Imperatore e iniziò per la città un periodo di sottomissione medicea, che infine, comunque, portò numerosi vantaggi e prosperità alla nostra città.
CRONOLOGIA
1529 aprile 15 - Firenze assolda Malatesta Baglioni signore di Perugia, considerato avverso ai Medici, col titolo generico di Governatore delle soldatesche;
1529 aprile - Il popolano Francesco Carducci sostituisce come Gonfaloniere Capponi, accusato di rapporti epistolari con Clemente VII per trovare una via d’uscita dalla guerra. Ề una vittoria della fazione «piagnona» (savonaroliana) popolana;
1529 aprile - Michelangelo è eletto Governatore generale e Procuratore alle fortificazioni di Firenze per completare le fortificazioni cominciate nel 1521 (restringendone però il perimetro per renderle più difendibili). Distrutte abitazioni, ville e monasteri esterni e vicini alle mura; costruiti i bastioni davanti alle porte della cerchia medievale; fortificata la collina di San Miniato;
1529 giugno 25 - Istituite sanzioni contro la bestemmia;
1529 giugno 26 - Nello spirito savonaroliano della fazione al potere Cristo è di nuovo proclamato re di Firenze;
1529 giugno 29 - Trattato di Barcellona tra Clemente VII e Carlo V: quest’ultimo promette il suo aiuto al papa per riportare i Medici a Firenze, ottenendo in cambio la promessa della corona imperiale;
1529 giugno - A sancire l’accordo di Barcellona si stipula in Spagna il matrimonio tra Alessandro de’ Medici e Margherita, figlia dell’imperatore;
1529 anno - Prestiti forzosi imposti ai cittadini più ricchi per far fronte alle spese di guerra, necessarie a contrastare l’avanzata delle truppe imperiali dal sud della Toscana;
1529 agosto 3 - Trattato di Cambrai tra Carlo V e Francesco I: la Francia si impegna a lasciare l’Italia e a togliere sostegno agli alleati italiani, compresa Firenze;
1529 settembre 20 - Michelangelo si allontana da Firenze, inserito in una lista di proscritti. Quando il 20 ottobre ha il perdono, torna in città per partecipare alla sua difesa;
1529 settembre-ottobre - Avvicinandosi le armate comandate dal d’Orange molti cittadini fiorentini partigiani dei Medici o ottimati contrari al governo popolano lasciano Firenze; tra questi Francesco Guicciardini, Roberto Acciaiuoli, Baccio Valori, Alessandro de’ Pazzi e Alessandro Corsini;
1529 ottobre 14 - Inizia l’assedio degli imperiali a Firenze;
1529 ottobre 29 - Primo bombardamento delle mura di Firenze;
1529 ottobre-novembre - Il commissario fiorentino Francesco Ferrucci compie sortite contro i nemici; rinforza la guardia di Prato e di Empoli, garantendo rifornimenti di viveri e munizioni dal Mugello e da Pisa verso Firenze. A Montopoli e a San Miniato al Tedesco (10 novembre) Ferrucci sbaraglia i nemici;
1529 novembre 2 - Riorganizzata la milizia, elevando il limite massimo di età per i coscritti dai 35 ai 50 anni. Arriva dunque a 10.000 il numero dei soldati;
1529 dicembre 2 - Raffaele Girolami succede a Francesco Carducci nella carica di Gonfaloniere;
1529 dicembre - Istituiti i Sindachi dei ribelli, incaricati di requisire i beni dei disertori e dei cittadini fiorentini considerati nemici della Repubblica;
1529 dicembre 11 - Il capitano fiorentino Stefano Colonna assalta gli accampamenti imperiali di Santa Margherita a Montici; dalle porte di Firenze altri soldati colgono di sorpresa i nemici, ma, secondo gli storici del tempo, la ritirata voluta da Malatesta Baglioni impedisce di sbaragliare il nemico;
1530 gennaio 26 - Malatesta Baglioni succede ufficialmente ad Ercole d’Este, in realtà rimasto sempre distante da Firenze, come Capitano generale dell’esercito fiorentino;
1530 febbraio 17 - Solenne partita di calcio giocata in piazza Santa Croce, luogo vicino alle postazioni imperiali fuori le mura, per farsi udire dai nemici in segno di scherno;
1530 anno - Infiammate prediche di frati savonaroliani incitano alla resistenza e alla lotta;
1530 aprile 27-28 - Francesco Ferrucci, nominato Commissario generale di campagna delle genti de’ Fiorentini, doma la ribellione di Volterra;
1530 maggio 5 e giugno 10 - Altre sortite dei Fiorentini contro i nemici accampati fuori dalle mura. Anche questa volta il comportamento di Malatesta Baglioni, che lascia il grosso delle truppe inoperose, è giudicato inadeguato;
1530 maggio 13 - Il vice comandante degli imperiali Fabrizio Maramaldo assedia Volterra, difesa con successo dai soldati fiorentini di Francesco Ferrucci;
1530 maggio 16 - Celebre orazione in occasione del giuramento della milizia cittadina, davanti al consiglio Maggiore;
1530 maggio 29 - Capitolazione di Empoli alle armate imperiali. La città è saccheggiata;
1530 giugno 21 - Alla luce del successo di Empoli gli imperiali tentano un secondo assedio a Volterra, ancora una volta respinto dai Fiorentini di Ferrucci;
1530 anno - Penuria di viveri e di rifornimenti e nuova epidemia di peste a Firenze;
1530 agosto 3 - L'esercito fiorentino comandato da Ferrucci, che cerca di portare soccorso a Firenze, è sconfitto dalle truppe di Fabrizio Maramaldo a Gavinana. Nella battaglia muore il principe d'Orange, Capitano generale degli imperiali. Anche Ferrucci perde la vita dopo essere stato ferito e preso prigioniero;
1530 agosto 8 - Tradimento di Malatesta Baglioni, che si impadronisce della guardia di Porta Romana e permette agli imperiali di penetrare in città;
1530 agosto 12 - Firenze si arrende. Firmato a Santa Margherita a Montici un accordo che permette di evitare il saccheggio;
1530 agosto 20 - I partigiani dei Medici rientrati in città, occupato il Palazzo della Signoria, convocano Parlamento e nominano una Balìa che depone le istituzioni repubblicane. Viene definitivamente restaurato il domino dei Medici.

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lunedì 26 gennaio 2015

Le "meravigliose" Potenze Festeggianti

Un opuscolo sulle Potenze
Il tardo rinascimento ci regala lo sviluppo di una delle "invenzioni" fiorentine più caratteristiche del modo di vivere gioioso dei cittadini di allora: le Potenze festeggianti o Potenze di Firenze. Erano comunità di persone che si raccoglievano nel volontariato di un piccolo quartiere. Si adoperavano per l'organizzazione delle Feste fiorentine rionali, per l'esibizione di artisti, per pranzi e cene di comunità ed anche, questa è la parte più curiosa, gare e scontri con caratteristiche a dir poco stravaganti.
Le prime Potenze risalgono al 1343. Si formarono come associazioni laiche nelle quali nessuna ingerenza religiosa poté deviare lo spirito organizzativo.
Il più grande sviluppo di queste organizzazioni avvenne al tempo del primo granducato. Cosimo I de' Medici, dopo l'abolizione della Repubblica Fiorentina, finanziò queste piccole organizzazioni rionali alle quali era dato il compito di organizzare feste e divertimenti in città.
Il finanziamento di queste congreghe fu perpetuato anche dai successivi granduchi, Francesco I le sovvenzionò ampiamente in occasione della nascita di Filippo nel 1577, primo erede maschio. Le Potenze erano sostenute economicamente anche dalle classi borghesi e dai nobili ai quali piaceva molto assistere alle feste da loro organizzate.
Segni delle Potenze
Era la povera gente e il piccolo popolo che animavano le congregazioni. Esse avevano una dimensione strettamente rionale ed erano paragonabili alle contrade di una città medievale.
Avevano nomi curiosi, come "reame", "impero", e di conseguenza un "re" oppure un "imperatore". I capi erano eletti dai componenti delle Potenze e dirigevano tutte le attività organizzative dei festeggiamenti.
Le paragoneremo un po' come alla recente riscoperta delle figurazioni medievali e rinascimentali degli ultimi vent'anni, tra le attività organizzate dalle Potenze c'erano gli sbandieramenti, le feste, i combattimenti con armi finte o le sassaiole, nelle quali, a volte ci scappava anche il morto. Le Sassaiole non erano infrequenti e spesso venivano organizzate al Prato, proprio dove spesso si giocava anche il Calcio.
Ingerenze religiose (alla fine ebbero la loro influenza) portarono alcune Potenze ad occuparsi anche di sante ricorrenze, facevano beneficenza e organizzavano pellegrinaggi nei santuari come quello della Madonna del Sasso; per raggiungere il monastero si percorreva la strada a piedi, a cavallo o a dorso di mulo, con sacrificio e penitenza.

Una delle lapidi affisse dalle Potenze
Le Potenze affissero anche lapidi e fecero realizzare anche opere d'arte come ad esempio il Tabernacolo delle Fonticine, un'opera della bottega dei Della Robbia eseguita per il reame di Beliemme nell'attuale via Nazionale.
Tra le targhe una è ancora visibile nella facciata della Chiesa di Sant'Ambrogio e un'altra in Santa Lucia al Prato.
Nel 1629, Granduca Cosimo II, viste le crescenti risse e rivalità che si erano create tra le più forti Potenze, le sciolse e non finanziò oltre.
Anche nel contado fiorentino alcune compagnie si erano formate ad imitazione di quelle già esistenti in città. Si erano organizzate a San Donnino, Artimino, Campi, Calenzano e così via. Anche le “Potenze festeggianti” del contado e le conseguenti feste popolari che esse organizzavano, seguirono la sorte delle Potenze cittadine e vennero abolite.
Esistono numerose testimonianze sulle feste e sulle vicissitudini di queste organizzazioni. Avevano uno stretto legame con le attuali associazioni che organizzano feste e manifestazioni ai giorni nostri. Ma di una cosa resto particolarmente curioso; qual'era l'obiettivo delle sassaiole?

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lunedì 19 gennaio 2015

I Quartieri Storici e i Gonfaloni di Firenze

Nel corso dei secoli la città di Firenze ha subito raggruppamenti amministrativi variabili. Naturalmente la gestione amministrativa della città era dettata da alcune regole che la Repubblica Fiorentina o i regnanti imposero per il buon governo della nazione.
Firenze nasce come agglomerato romano e nel corso del tempo si è progressivamente allargata inglobando al suo interno intere borgate che si formavano lungo le vie di comunicazione più importanti di ingresso e di uscita dalla città fortificata.
Nella sua espansione e con il susseguirsi di varie costruzioni di nuove fortificazioni, la città stessa subiva separazioni amministrative interne che a volte si dividevano in terzieri, in quartieri e addirittura in un preciso periodo storico, in sestrieri. All'interno delle suddivisioni, spesso alcune modifiche riguardavano anche i confini delle porzioni di città che erano amministrate da propri gonfalonieri o capitani.
Una delle prime suddivisioni risale all'epoca romana, il Cardo e il Decumano dividevano in modo naturale la città in quattro parti: Regio Sinistrata Citrata, Regio Sinistrata Ultrata, Regio Dextrata Citrata e Regio Dextrata Ultrata.
Dopo l'anno mille un allargamento delle mura verso l'Arno porta ad una modifica dei confini dei quartieri che cambiano anche nome assumendo quello delle porte della città: Porta Episcopi, Porta San Petri, Porta Sante Marie, Porta Santi Pancratii.
Nel 1172 venne costruita una nuova cerchia di mura che inglobò numerosi agglomerati di case ampliando notevolmente il numero di abitanti. La decisione fu in quel momento di suddividere la città in Sestrieri: Porta del Duomo, San Pier Maggiore, San Pier Scherraggio, Oltrarno, Di Borgo, San Pancrazio.


Ma la vera rivoluzione cittadina in senso amministrativo fu quando venne costruita la più grande cerchia di mura della città.

I Quartieri e i Gonfaloni al tempo della fine della Repubblica Fiorentina (1530)
Tra il 1284 e il 1333 in un'operazione architettonica enorme per la città di Firenze vennero costruite le mura che proteggeranno Firenze per circa cinque secoli. Dopo la cacciata del Duca d'Atene il 26 luglio 1343, la città venne nuovamente divisa in quartieri ed ogni quartiere nuovamente suddiviso amministrativamente in Gonfaloni.

Santa Maria Novella, territorio del quadrante nord-ovest della città, colore rosso, Basilica di Santa Maria Novella.
Gonfalone di quartiere: Sole d'oro in campo azzurro.
Gonfaloni di compagnia: Lion Bianco, Lion Rosso, Vipera, Unicorno.

San Giovanni, territorio del quadrante nord-est della città, colore verde, Battistero di San Giovanni.
Gonfalone di quartiere: Raffigurazione del Battistero in campo azzurro.
Gonfaloni di compagnia: Chiavi, Vaio, Drago Verde, Lion d'oro.


Santo Spirito, territorio del quadrante sud-ovest della città, colore bianco, Basilica di Santo Spirito.
Gonfalone di quartiere: Colomba bianca simboleggiante la discesa dello Spirito Santo, in campo azzurro.
Gonfaloni di compagnia: Nicchio, Scala, Sferza, Drago.

Santa Croce, territorio del quadrante sud-est della città, colore azzurro, Basilica di Santa Croce.
Gonfalone di quartiere: Croce d'oro in campo azzurro.
Gonfaloni di compagnia: Bue, Lion Nero, Ruote, Carro.


Questa conformazione amministrativa venne mantenuta per un lunghissimo periodo. Con il tempo i Gongalonierati perderanno sempre di più potere a favore del quartiere, in particolar modo con l'avvento del principato mediceo. Nella piantina di Ruggieri del 1731 i quartieri sono ancora in auge, ma i confini sono stati modificati ampliando in particolare il quartiere di Santa Croce, i Gonfaloni non esistono praticamente più.
Sotto il Granduca Leopoldo una nuova suddivisione amministrativa in terzieri prende luogo e durerà fino alla fine del Granducato di Toscana.

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martedì 6 gennaio 2015

Firenze Capitale d'Italia 1865-1870, cinque anni di...

Inizia con questo post una piccola rassegna dei fatti, degli uomini e dei luoghi che hanno caratterizzato la città di Firenze nel periodo che va dal 1865 fino al 1870, quando per fortuna o per forza, la capitale d'Italia si spostò sulle rive dell'Arno.
Saranno brevi raccolte di dati e di episodi che spero possano far ricordare uno spaccato della vita cittadina che molti di noi hanno studiato, ma poi tralasciato per i più svariati motivi.
 
Il logo adottato per ricordare i 150 anni di Firenze Capitale d'Italia 1865 - 2015

Tutto partì dal Protocollo allegato alla Convenzione che fu firmata il 15 settembre 1864 con lo stato francese, esso prevedeva il trasferimento della Capitale d'Italia.
La trattativa portò ad un compromesso, la Francia non voleva che la Capitale fosse la città di Roma e questo trattato fu la garanzia che questo non avvenisse. Tra le varie città, l'unica che poteva dare una garanzia ed un nome importante al nuovo Regno d'Italia era Firenze.
Tutti sapevano però che il trasferimento non poteva durare a lungo, la città eterna era l'ultimo obbiettivo e Firenze doveva funzionare da traghettatrice; ma non fu tutto così semplice.
Il trasferimento dei numerosi ministeri e delle residenze delle alte cariche dello stato portarono numerose difficoltà di ogni ordine e grado. Torino non voleva lasciare questo privilegio, essere la capitale del regno portava numerosi vantaggi. Il 21 e 22 settembre 1864, poco dopo la firma del trattato, scoppiò una grande protesta nella nordica città. La repressione del Regno fu durissima e sconfinò in un mare di sangue; morirono 52 persone e altri 187 rimasero feriti.
Il 23 gennaio 1865 dopo una indagine interna, la Camera decise che per quegli episodi non era da imputare a nessuno la responsabilità della perdita di vite umane e del danno occorso. Altri tafferugli e scontri con manifestanti si ebbero intorno alla settimana che andava dal 25 al 29 gennaio dello stesso anno e durante il corteo delle carrozze che portavano gli invitati ad un ballo organizzato dalla Casa Reale, vi fu un vero e proprio assalto alla "diligenza", questo episodio fu l'ultimo da parte dei manifestanti e fece terminare questa dura settimana di grandi proteste.
Il re Vittorio Emanuele non accettò di buon grado questo "vergognoso" comportamento da parte dei "suoi" sudditi che egli riteneva forse i più fedeli e vicini al casato. Arrabbiatissimo, pochi giorni dopo, il 3 febbraio 1865, lascia la città di Torino non nascondendo la propria amarezza e sentendosi particolarmente offeso dall'esagerata manifestazione di protesta nei confronti delle istituzioni.
Arrivò quindi il momento del trasloco a Firenze del re e della Casa Reale, del Governo e di tutti i suoi ministeri, un trasloco non libero da proteste e da difficoltà, molto difficile da gestire sia politicamente che sul piano internazionale, sia sulle questioni interne che nella logistica.
Firenze Capitale durerà poco più di cinque anni prima di raggiungere il luogo vero e naturale, Roma, la città eterna.

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domenica 4 gennaio 2015

La Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli - Programma 2015

Ogni anno a Firenze, nel pomeriggio della giornata dedicata all'Epifania del 6 gennaio, si svolge una bellissima manifestazione che ripercorre una “Festa Fiorentina” di antichissima tradizione – la “Cavalcata dei Magi”.
La “Festa dei Magi” risale al periodo storico del Rinascimento Fiorentino, ai tempi di sviluppo della città nei confronti del mondo conosciuto.
La confraternita della “Stella”, chiamata anche “Compagnia dei Magi”, compagnia di laici, per l'intero secolo XV organizzava, ogni tre anni e poi dal 1447 ogni cinque, un solenne corteo, con abiti fastosi e belli, che rievocava, fin dal quel tempo, l'arrivo dei Magi, i Re saggi e stranieri, a Betlemme; Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, rappresentanti le tre stirpi; giapetica, semitica e camitica, che guidati dalla stella cometa, adorarono Gesù Bambino offrendogli oro, incenso e mirra, e ritornando poi ai loro paesi per diffondervi la lieta novella. Il giorno è appunto il 6 gennaio, giorno dell'Epifania che significa “manifestazione” proprio ad esaltare la rievocazione storica che si svolgeva in quel periodo.
La Signoria della Repubblica Fiorentina, decise di sovvenzionare la “Compagnia de' Magi” - "compagnia de ‘Magi que in ecclesia sancti Marci de Florentia congregatur" - nel 1417.
Risulta che della confraternita, negli anni d'oro della famiglia Medici, fecero parte tutti i suoi componenti, oltre che personaggi vicini ai Signori di Firenze, come gli umanisti Cristoforo Landino e Donato Acciaiuoli, il poeta Luigi Pulci e Angelo Poliziano.

La Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli a Palazzo Medici Riccardi

Il Benozzo Gozzoli nel 1459 realizzo in Palazzo Medici, su commissione di Cosimo il Vecchio, un affresco raffigurante "La Cavalcata dei Magi" dove vennero ritratti molti dei personaggi protagonisti dell'epoca; i membri della famiglia, compresi Giuliano e, probabilmente, Lorenzo. Molti altre opere d'arte, in particolare di pittura fiorentina dell’Angelico, del Botticelli, di Leonardo, di Filippo Lippi, traggono ispirazione da questa festa e anche poesie e lodi del XII e XIII secolo.
Particolare è quella di Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico, che compose una laude: "E’ Magi son venuti dalla stella guidati, co’ lor ricchi tributi, in terra inginocchiati e molto consolati, adorando il Messia".
La "Compagnia dei Magi" organizzò la manifestazione fino al 1494, anno in cui i Medici furono cacciati da Firenze e di seguito venne quindi soppressa, qui il Savonarola ha un ruolo fondamentale, probabilmente fece considerare questa festa qualcosa di profano.
Lo stemma della Compagnia, cappato di nero e di bianco, mostra una parte nera centrale nella cui sommità è posizionata una stella d’oro a sei punte, simboleggiante la cometa che indicò la strada ai Magi.
Anche se molto collegata all'istituzione religiosa, questa festa era più uno uno spettacolo, ben organizzato da appositi "festaiuoli" i quali, secondo un decreto della Signoria, dovevano ricevere il massimo rispetto dagli altri confratelli.
I cortei mascherati arrivavano a Firenze dai quartieri vicini e dalle comunità limitrofe portando carri allegorici e nuove tradizioni che attualmente fanno parte più del Carnevale che della festa dell'Epifania.
In seguito infatti la parola Epifania si trasformò dialetticamente e divenne in Firenze "Befanìa" o "Befana". Assunze così con il passare del tempo, un significato più riferentesi al mascheramento, all'inizio del Carnevale, fino a giungere ai tempi attuali dove la Befana assume un significato simile a quello, non certamente proveniente dalla storia fiorentina, di Babbo Natale.
La Befana era spesso attorniata da "Befanotti" o "Befani", giovani dal volto tinto di nero, abbagliati in modo sgargiante e spesso ridicolo, che in un qualche modo richiamavano i Re Magi. Altre più recenti tradizioni circolano intorno a questa festività, anche di un folclore moderno, inteso a esaltarne la solennità.
Ogni anno quindi, a riprendere la manifestazione del tempo, si svolge di nuovo la "Cavalcata dei Magi", che parte nel primo pomeriggio del 6 gennaio, solennità dell'Epifania da Piazza della Signoria e giunge in piazza del Duomo, nella zona detta anticamente "il Paradiso", fra la Cattedrale ed il Battistero.
I "Magi" a cavallo, durante il corteo indossano costumi rinascimentali e sono preceduti dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina che porta il Gonfalone di Firenze e dai Bandierai degli Uffizi – Sbandieratori Ufficiali di Firenze, che attendono in Piazza della Signoria il corteo dei comuni, partito da Piazza Pitti.
Nell'attesa del corteo degli “Ospiti”, i Bandierai degli Uffizi intrattengono il pubblico, che nell'occasione è composto oltre che da turisti di tutte le nazionalità, anche da un gran numero di fiorentini che frequentano il centro storico, provenendo dalla periferia fiorentina e dai quartieri limitrofi.
Lo spettacolo, un armonia di abilità, spirito e tradizione, incanta i bambini e i meno giovani proponendo esibizioni di eccezionale maestria nel “Maneggio della Bandiera”, un vero e proprio grande spettacolo di circa 40 minuti, che ad ogni “Festa Fiorentina”, durante tutto l'anno, viene proposto costantemente a ringraziamento ed al piacere degli spettatori.
Una grande festa e una bella manifestazione, che è rimasta viva a Firenze come altrove, la rievocazione dell’Epifania nei suoi aspetti religiosi, cultuali e tradizionali, che per merito del Comune di Firenze, dell’Arcivescovado e dell'Opera del Duomo, la splendida "cavalcata dei Magi" è stata ormai ripristinata da circa un decennio.
La Piazza del Duomo di Firenze diventa protagonista, schiere di figuranti in costume rinascimentale, il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina con i suoi colori ed i Bandierai degli Uffizi – Sbandieratori Ufficiali di Firenze - con il loro grande spettacolo – fanno da cornice all'offerta dei doni all’immagine di Gesù Bambino, con il lancio dei palloncini carichi di messaggi d'amore e di pace a Gesù, distribuiti dall’Opera del Duomo di Firenze.

Questo il programma 
Martedì 6 gennaio 2015, giorno dell'’Epifania, l'’Opera di Santa Maria del Fiore organizza a Firenze la rievocazione storica della Cavalcata dei Magi.
La manifestazione è giunta alla XIX edizione e nacque nell'’ambito dei festeggiamenti per i 700 anni dalla posa della prima pietra della Cattedrale e della fondazione dell'’Opera.
Venne ripresa un'’antica e gloriosa tradizione fiorentina del XV secolo organizzando un corteo storico, sotto gli auspici dell’Arcidiocesi, del Capitolo del Duomo, in collaborazione con il Comune di Firenze e con la partecipazione dei comuni della provincia.


IL PROGRAMMA 2015
Ore 11:00 - Presepe vivente sul Sagrato del Duomo, con la collaborazione dell'’Associazione Regionale Allevatori della Toscana;
Ore 14:00 - Partenza del Corteo da Piazza de' Pitti, Ponte Vecchio, Piazza della Signoria;
Ore 14.00 - Piazza Duomo, intrattenimento con canti natalizi eseguiti dal “Piccolo Coro Melograno”
Ore 14:30 - I Bandierai degli Uffizi - Sbandieratori Ufficiali di Firenze e il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina si esibiscono in Piazza della Signoria;
Ore 15:00 - Ripartenza del Corteo per via Calzaiuoli con in testa il Gonfalone del Calcio Storico e dei Bandierai degli Uffizi che percorrendo Via Calzaiuoli raggiungerà Piazza Duomo;
Ore 15:30 - Schieramento figuranti nella Piazza del Duomo.
Ore 15:45 - I Re Magi deporranno i loro doni ai piedi del Presepe vivente.
Ore 16:00 - Intervento di Franco Lucchesi, Presidente dell’'Opera di Santa Maria del Fiore e saluto di S. Em.za Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo Metropolita di Firenze.
Ore 16:30 - Lancio dei Palloncini con messaggi di festa e di Pace da parte dei bambini della Diocesi.

Buona Festa dell'Epifania dunque, con una vecchia e ancora fervida tradizione!

Per saperne di più leggi:

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venerdì 2 gennaio 2015

Il Canto alla Paglia, luogo di tante storie

Il Canto alla Paglia di Google Mapps
Il Canto alla Paglia è solo un luogo dove si concentrano storie, arte ed architettura. Un concentrato di vite vissute, dall’artigiano all’artista, dal muratore alla nobile famiglia dei Marignolli. Un luogo vero della Firenze più autentica.

Ora posizionato all’angolo tra Via Cerretani e Borgo San Lorenzo, il Canto alla Paglia anticamente faceva riferimento all’angolo dell’antico Palazzo Arcivescovile poi demolito ed arretrato allineandolo con il Borgo di San Lorenzo. Una lapide ricorda accanto al tabernacolo il posizionamento.
Il nome deriva dall’abitudine di commercializzare in quel luogo, sin dai tempi antichi e fino al XIX secolo, paglia e legna da ardere tanto che la vecchia piazzetta veniva chiamata “della Legna”. Come dice il Vasari nelle sue “Vite”: “Ma al canto, che dalla paglia, che continuamente che vi si vende, la Paglia è chiamato...”

Il Canto alla Paglia vicino al Battistero

Attualmente l’angolo del Canto alla Paglia si presenta con un bel tabernacolo. E’ un’edicola in marmo che custodisce un dipinto ad olio su tavola di circa 55x40 cm. Esso raffigura la Madonna con bambino di un autore ignoto di fine XV secolo. Il bimbo tiene in mano un uccellino legato con un filo ad una zampetta, la Madonna in adorazione a mani giunte è guardata da due cherubini. L’ultimo restauro risale al 1951, di Averardo Tosetti per l’edicola e da Ferruccio Vannoni per il dipinto.
Il tabernacolo ha assunto nei secoli varie denominazioni, come quella del Tabernacolo del Canto alla Paglia proprio per la sua collocazione, ed anche Tabernacolo della Torre rotonda perchè durante i lavori del 1895 furono trovati i resti di una torre d’epoca romana a pianta circolare; l’atro nome è Tabernacolo dei Marignolli, perchè è collocato sull’angolo della Torre de’ Marignolli. La torre non ha fatto sempre angolo con le strade adiacenti e con la Piazza, in una carta prospettica del Buonsignori del 1584 la torre risulta coperta da una casa. Il tabernacolo quindi è di epoca successiva.
La Torre de’ Marignolli si affaccia su Piazza San Giovanni ed apparteneva all'antica ed omonima famiglia dei Marignolli. Era un’importante famiglia fiorentina che contribuì con numerosi personaggi alla vita della Repubblica con la nomina di 5 gonfalonieri e 23 priori. Rustico de' Marignolli fu ucciso negli scontri con i ghibellini e fu sepolto con grandi onori nel complesso Mediceo di San Lorenzo ed un poeta, Curzio de' Marignolli, fu l’ultimo discendente della famiglia e morì nel 1606. La Torre de’ Marignolli era sicuramente molto più alta di quello che possiamo vedere oggi, aveva un aspetto imponente, tutta in pietra come l’attuale basamento. Si notano bene le grandi porte ad arco al piano terra, una per lato, sono sormontate da architravi monolitiche e da ampie ghiere ad arco rialzato a sesto acuto (a punta). Ai lati degli architravi si possono vedere delle “buche pontaie”. Erano buche dove venivano inserite le travi che facevano da sostegno per i ponteggi, tipico modo utilizzato nel medioevo e nel rinascimento in edilizia. Ai piani superiori si intravedono le sagome di alcune finestre tamponate, frutto di successive ristrutturazioni o modifiche architettoniche.
Sul lato destro della torre si nota un palazzo costruito ad imitazione, sopra l’architrave della porta si individua lo stemma dei Marignolli, d'oro con una fascia nera orizzontale.


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