venerdì 18 ottobre 2013

La "buca"

E' vero, pur se etimologicamente incerta, la parola "buca" ha numerosi significati. L'enciclopedia Treccani ne da almeno sette definizioni tra le quali: cavità del terreno, fossa per trappole, gioco per ragazzi, gioco del biliardo, avvallamento del letto o affossamento sulle guance e come vuoto tecnico in elettronica.
A Firenze la buca ha un significato particolare che risale a tanto tempo fa.
Alcune confraternite del Trecento, attive nella Firenze medievale, avevano l'abitudine di ritrovarsi in luoghi interrati. Alcune di loro prendevano il nome proprio dai locali nei quali si riunivano come ad esempio la Confraternita della Buca di Sant'Antonio in via degli Alfani.
Il giorno di San Luca evangelista, santo patrono degli artisti e dei medici, festeggiato il 18 ottobre si organizzava la tradizionale "merenda nella buca", da qui appunto il modo di dire fiorentino: "per San Luca la merenda in buca".
La Compagnia di San Luca era una congregazione di artisti che fu fondata agli inizi del 1300. Dopo la morte di Giotto, in uno dei chiostri della SS. Annunziata, nella cappella dedicata appunto a San Luca, ebbe luogo la fondazione di un'altra Compagnia, quella del Disegno detta anche dei Pittori. Era l'inizio di ciò che adesso chiamiamo "Accademia del Disegno".
Le riunioni delle Compagnie e delle Confraternite non erano mai lasciate alla sola cultura. Ogni incontro veniva allietato da piacevoli banchetti.
E' per questo che a Firenze i locali sotterranei li chiamiamo "Buche". Sono fin dai tempi delle Confraternite luoghi di piacevolezza e ristorazione. I locali sotterranei sono ancora oggi particolari Trattorie, Osterie e Ristoranti che attraverso la loro caratteristica di soffitti a volte e pietra locale, rendono una piacevole atmosfera ai commensali. Buca Mario, Buca di San Giovanni, Buca Lapi sono solo alcuni dei nomi della ottima e particolare ristorazione fiorentina.
Buon appetito!!

© Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata


lunedì 14 ottobre 2013

Il "Votapentole"

Foto Bramo/Sestini - Corriere fiorentino
Il Forte Belvedere è una Fortezza posizionata all'estremità superiore dei Giardini di Boboli a Firenze. Intitolato a Santa Maria in San Giorgio del Belvedere, è la seconda fortezza fiorentina che si affaccia sulla città con una prospettiva panoramica molto bella.

Il Forte Belvedere fu costruito per motivi bellici e di protezione. Era l'ultimo rifugio per la Famiglia de' Medici nel caso in cui la città venisse attaccata o di sommossa interna verso il potere. Il Forte poteva essere facilmente raggiunto da Palazzo Vecchio tramite il Corridoio Vasariano. All'interno del Forte Belvedere i Medici avevano collocato anche a un segretissimo "forziere" che poteva contenere l'intero loro tesoro.
Dalla sua costruzione la fortezza era vigilata a vista poi, alla fine del Settecento dopo l'arrivo a Firenze dei Lorena, si aprì alla popolazione che potè usufruire di un vero e proprio "balcone" su Firenze.

Nel corso della sua secolare presenza sulle colline di Boboli, il Forte di Belvedere non fu mai attaccato e non ha mai avuto una funzione strategica dal punto di vista militare. Non un colpo di cannone per fini bellici è mai stato sparato dai suoi bastioni.
Le cannonate che invece si potevano udire dal dopoguerra erano quelle a salve del "Votapentole". Alle ore 12:00 di ogni giorno, un cannone dalla terrazza del Forte annunciava il mezzogiorno.
I fiorentini, ogni volta che udivano quel colpo di cannone, ribattezzavano l'artiglieria come il cannone delle pastasciutte" o appunto "votapentole", riferendosi all'orario del pranzo.
Era il momento della pausa. Si finiva la mattinata di lavoro per andare a mangiare.
Il 13 ottobre 2013, proprio nella stessa posizione di allora, si è rivissuta una tradizione. Un colpo di cannone è stato deflagrato a mezzogiorno!

© Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

mercoledì 9 ottobre 2013

Il Barometro, invenzione fiorentina di Evangelista Torricelli

Il Barometro di Torricelli
Il barometro, lo sappiamo, è quell'apparecchio che serve per la misurazione della pressione atmosferica.
La misurazione della pressione è data dall’altezza della colonna di mercurio in una canna chiusa a un estremo, preventivamente vuotata, capovolta in modo da essere disposte verticalmente su una bacinella di mercurio. Il primo prototipo fu inventato da un illustre Fisico fiorentino, Evangelista Torricelli.
Il barometro torricelliano fu in seguito modificato e perfezionato, ma il primato fu del nostro beneamato cittadino.
Nel XVII secolo Evangelista Torricelli, mise in cantiere un esperimento che indirettamente permetteva di misurare la pressione atmosferica.
Lo strumento era costituito da un tubo di vetro lungo circa un metro, con selezione di 1 cm², chiuso a una estremità e pieno di mercurio.
Prese poi un recipiente e lo riempì anch'esso di mercurio e vi immerse il tubo tappandone l'altra estremità con il dito.
Togliendo il dito, Torricelli vide che il mercurio del tubo scendeva e si fermò all’altezza di 76 cm.
Evangelista Torricelli
Torricelli dedusse che la pressione esercitata dall’aria sul mercurio del recipiente impediva al mercurio contenuto nel tubo di scendere completamente nel contenitore. I 76 cm³ di mercurio rimasti nel tubo erano quindi la pressione atmosferica che agiva sulla superficie di mercurio del recipiente.
In appendice metto i dettagli dello sviluppo del calcolo della pressione atmosferica, ma quello che oggi è importante per la nostra curiosità è che Evangelista Torricelli aveva inventato il primo strumento per misurare la pressione dell’aria, il barometro a mercurio.
Un fisico fiorentino, nato a Roma il 15 ottobre 1608 e morto poi a Firenze il 25 ottobre 1647, che insieme ad altri colleghi ha portato lustro e notorietà alla nostra città.
Nel 1641 fu presentato a Galileo Galilei ad Arcetri e il manoscritto "De motu gravium" fu la presentazione per la sua assunzione come assistente di Galileo. Fu proprio Galileo che con insistenza lo fece trasferire nella sua abitazione.
Un fiorentino vero, uno di quelli che, pur non avendo il segno distintivo della nascita, ha onorato con grande acume e scienza la città di Firenze diventando il vero erede di Galileo Galilei.

Appendice:
Sapendo che 1 cm³ di mercurio pesa 13,6 g, il peso della colonna di mercurio contenuto nel tubo alto 76 cm con una sezione di 1 cm³, era pari a: 13,6 g x 76 = 1033 g, equivalente a 1,033 kg. Di conseguenza, la pressione esercitata dal mercurio era di 1,033 kg/cm².
Dato che la pressione prodotta dal mercurio nel tubo e la pressione atmosferica erano in equilibrio, Torricelli dedusse che la pressione atmosferica avesse un valore pari a 1,033 kg/cm². 

© Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

domenica 6 ottobre 2013

La Pietra dello Scandalo: trovarsi col "culo per terra"

In Piazza del Mercato Nuovo, proprio dove ancora oggi esiste un mercato turistico, al centro delle logge è posizionata una lastra con intarsi di marmo. Ha una forma circolare e con dei razzi di marmo verde. Raffigura molto probabilmente la ruota del "Carroccio" utilizzato per portare l'insegna bianca e rossa di Firenze e la Martinella, una campana che veniva suonata per l'adunanza delle milizie cittadine.
La pietra ha un forte valore simbolico. Sulla lastra veniva inflitta una punizione esemplare ai condannati. I falsari e i mercanti debitori del tempo venivano sbattuti violentemente su questa pietra col sedere messo a nudo. Questa "esecuzione" si svolgeva nei momenti di massimo affollamento con i conseguenti giochi di scherno della gente. Da questa punizione, che collochiamo nel periodo inoltrato del rinascimento (la Loggia è stata costruita nella metà del '500), ne sono derivati due detti: "trovarsi con il culo per terra" (senza un quattrino), oppure essere "sculato" (sfortunato).
Era assolutamente una pena che colpiva profondamente il senso di onore del condannato. La punizione avveniva quindi in un luogo simbolico.
La Piazza del Mercato Nuovo, era infatti uno dei luoghi simbolo a riguardo l'economia cittadina, le banche, l'usura e le monete, in particolare del Fiorino d'oro. Proprio nel palazzo adiacente, dove ora è marcato come Canto del Saggio, esisteva la Bottega nella quale venivano saggiate le monete per verificarne il reale valore.
Ecco perchè questa pietra è chiamata "Pietra dello Scandalo" oppure anche l'"Acculata".



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