lunedì 3 aprile 2017

Scoppio del Carro 2017 - Programma


Come da tradizione nella domenica di Pasqua davanti al sagrato del Duomo torna lo Scoppio del Carro. Questa cerimonia fiorentina risale ai lontani tempi della prima crociata. Pazzino de’ Pazzi ritorna da Gerusalemme con tre pietre focaie che divengono reliquia. Da sempre accendono la scintilla da cui parte la colombina che "vola" dall'altar maggiore della Basilica di Santa Maria del Fiore verso "I' Brindellone", lo incendia e poi torna indietro. Il buon esito del tragitto, secondo la tradizione popolare fiorentina, è di favorevole auspicio per la città (l'ultima volta che la colombina si inceppò fu nella Pasqua del 1966...)
La manifestazione dello Scoppio del Carro si svolgerà in due giornate: il Sabato Santo con la Benedizione del Fuoco Santo che già dal 2012 è ritornato alle originarie testimonianze e alla domenica mattina, giorno di Pasqua.
Alle 10:00 dopo l'Inno alla Vittoria suonato dai Musici del Corteo avverrà il sorteggio delle sfide di Calcio Storico e alle 11:00 lo Scoppio del Carro:
Scoppio del Carro 2017
SABATO SANTO 15 aprile 2017
ore 20.30 - Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, partirà dal Palagio di Parte Guelfa, Porta Rossa, Por S. Maria, via Vacchereccia, piazza della Signoria, il Gonfalone e il Sindaco si uniranno al Corteo per raggiungere la Chiesa dei Santi Apostoli e Biagio per via Vacchereccia, via Por S. Maria, Borgo SS. Apostoli, piazza del Limbo.
ore 21.00 - (Chiesa SS. Apostoli), il Porta Fuoco e il reliquiario con le Pietre del Santo Sepolcro, proseguirà per Borgo SS. Apostoli, via Por Santa Maria, via Vacchereccia, Piazza della Signoria, via Calzaiuoli, piazza del Duomo.
ore 21.30 – Sagrato-Duomo, schieramento del Corteo ai lati del Portone Centrale dove si unirà la processione che dalla sacrestia arriva sul Sagrato.
Veglia e accensione del fuoco.
Al termine il Corteo e il Gonfalone rientrano per via Calzaiuoli alla propria sede.
DOMENICA DI PASQUA 16 aprile 2017
ore 8.00 - Il “Carro di Fuoco”, accompagnato dal primo Corteo della Repubblica Fiorentina, partirà dal deposito del Prato per raggiungere Piazza del Duomo con il seguente itinerario: via il Prato, Borgo Ognissanti, piazza Goldoni, via della Vigna Nuova, via Strozzi, piazza della Repubblica, via Roma con arrivo in piazza San Giovanni e posizionato in Piazza del Duomo tra il sagrato della Cattedrale e il Battistero.
ore 8.15 - I Bandierai degli Uffizi partiranno dal Palagio di Parte Guelfa e percorrendo via Pellicceria raggiungeranno piazza della Repubblica dove proporranno una grande esibizione.
I Bandierai degli Uffizi, Sbandieratori ufficiali del Comune di Firenze e del Calcio Storico Fiorentino, attenderanno il Corteo proveniente da via il Prato per accodarsi alla parata.
ore 8.45 - Il secondo Corteo della Repubblica Fiorentina partirà dal Palagio di Parte Guelfa, via Porta Rossa, Por Santa Maria, via Vacchereccia, Piazza della Signoria.
ore 9.00 - piazza Signoria, il Corteo della Repubblica Fiorentina, con il Gonfalone e il Sindaco, si muoverà per via Calzaiuoli, via degli Speziali, via Roma, Piazza S. Giovanni.
ore 10.00 – Il Presidente del Calcio Storico Michele Pierguidi con i Capitani delle quattro Squadre, effettuerà il sorteggio per l’abbinamento delle partite di Calcio Storico del Torneo di San Giovanni.
ore 11.00 - SCOPPIO DEL CARRO
Al termine della cerimonia il Corteo e il Gonfalone, usciranno lato Porta del Campanile per piazza del Duomo, via Calzaiuoli, piazza Signoria, via Vacchereccia, Por Santa Maria, Borgo SS. Apostoli, dove lasceranno le reliquie del Santo Sepolcro e rientreranno per Porta Rossa al Palagio di Parte Guelfa. Il Brindellone sarà accompagnato a Porta al Prato dalla Polizia Municipale per il percorso inverso.
Ascolta la trasmissione Dettagli Fiorentini sullo Scoppio del Carro cliccando QUI
oppure approfondisci la storia della tradizione cliccando QUI
e la leggenda del Vigile del Fuoco cliccando QUI

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata  

mercoledì 29 marzo 2017

Il Cambio della Guardia di Firenze - Programma



Il Cambio della Guardia in numerose città europee è uno degli appuntamenti da non perdere per i visitatori di tutto il mondo. E’ un rito che si rinnova periodicamente e per alcune occasioni speciali di grande impatto emozionale.

Il Cambio della Guardia è uno degli atteggiamenti e pratiche militari che non hanno tempo. E’ espressione di sicurezza militare di castelli e di recinzioni protettive di campi di battaglia o di città. Successivamente all’evoluzione delle tattiche di guerra, è divenuta una pratica di forte impatto simbolico delle più grandi realtà militari e civili anche del nostro tempo.
Alcuni esempi sono quello di Londra per la Regina, oppure a quello del Milite Ignoto a Roma, o anche al Cambio della Guardia di Atene, in Grecia, divenuto famoso per le tradizionali calzature dei soldati con il pon pon.

L'Assedio di Firenze - Giovanni Stradano - Palazzo Vecchio

La storia di Firenze ci riporta sicuramente agli anni dell’Assedio del 1529/30, quando Carlo V volle riportare a Firenze la famiglia Medici assediando la città. Firenze aveva un proprio esercito cittadino e Palazzo Vecchio o della Signoria, sede cittadina dell’amministrazione e del potere, veniva protetta da un gruppo militare dell’Esercito della Repubblica Fiorentina: i Fanti di Palazzo, gruppo costituito appositamente per proteggere il “Palazzo” luogo del potere.
L’Esercito della Repubblica Fiorentina era comunque composto da numerosi altri gruppi militari di diverse caratteristiche intrinseche, che all’occasione sostituivano gli stessi Fanti di Palazzo in questo loro importantissimo compito.

Arengario di Palazzo Vecchio
Il Gonfalone di Firenze o del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina si posiziona al centro dell’Arengario, due Militi armati vengono posizionati ai lati dello stesso a Guardia del Simbolo Cittadino e del Palazzo del Potere, il Capitano e un Ufficiale completano la Guardia. La cerimonia è scandita dal rullo imperiale dei Tamburini, dagli squilli di Chiarine, dai movimenti sincronizzati all'usanza militare dell'epoca.



Domenica Metropolitana o Prima Domenica del Mes
Orario: 09.00 - 10.00 - 11.00 - 12.00 - 13.00
La Manifestazione non si svolgerà in caso di pioggia.

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

giovedì 16 febbraio 2017

Programma 2017 della Partita dell'Assedio - 17 febbraio 1530


Il 17 febbraio 1530 Piazza Santa Croce a Firenze divenne teatro di una delle più importanti sfide lanciate dalla Repubblica Fiorentina all’imperatore Carlo V, quando la popolazione assediata da molti mesi dalle truppe imperiali, si cimentò in una partita di calcio, dando l’impressione di non considerare l’esercito dell’Impero degno di attenzione.
Il Comune di Firenze in collaborazione con l'Associazione 50 minuti e il Calcio Storico Fiorentino, segna questa data come la vera rievocazione storica alla quale si riferiscono le gesta dell'istituzione storica del Giuoco del Calcio fiorentino.
E' la partita, quella denominata dell'Assedio, presa come punto di riferimento per le manifestazioni storiche cittadine, per il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e per ogni riferimento storico rievocativo ufficiale della città di Firenze.
Quando nel lontano 4 maggio 1930 vennero ripristinate le tradizioni e le feste popolari in Toscana, il Giuoco del Calcio si fece strada come rievocazione storica per il piacere dei fiorentini e dei forestieri. L'impostazione fu quella di ricercare in quella famosissima partita il punto d'unione, per impostare la tradizione popolare cittadina, (non quindi i Medici e le loro imposizioni ducali e granducali) al periodo repubblicano unico e vera fonte di libertà popolare.
Con questa bella iniziativa delle Vecchie Glorie del Calcio Storico Fiorentino inizia quindi un vero percorso che riporta le vere tradizioni popolari alla ribalta della città e dei fiorentini.

Il 17 febbraio 2017, dopo 487 anni da quella gloriosa giornata, in Piazza Santa Croce avverrà un vero e proprio miracolo, anche perchè la città lo richiede a gran voce. Verrà giocata una partita rievocativa nell'ambientazione storica di allora. Verranno erette palizzate di legno, verranno poste a terra balle di fieno e di paglia a protezione dei limiti del campo, verrà distesa in tutta la piazza la sabbia necessaria a formare un campo di Calcio Fiorentino.
Bianchi contro Verdi come vuole la tradizione e come fu descritto dal Benedetto Varchi nelle sue Istorie Fiorentine:

Alli diciassette i Giovani, si per non intermetter l'antica usanza di giuocare ogn'anno al Calcio per Carnasciale, e si ancora per maggior vilipendio dé nemici, fecero in sulla Piazza di Santa Croce una partita a livrea; venticinque Bianchi e venticinque Verdi, giocando una vitella: per essere non solamente sentiti, ma veduti, misero una parte di suonatori con trombe, e altri strumenti in sul comignolo del tetto di Santa Croce; dove dal Giramonte fu lor tratto una cannonata; ma la palla andò alta e non fece danno a persona.


25 contro 25 - Benedetto Varchi
Prima della partita la sfilata dell'imponente Corteo della Repubblica Fiorentina con le figure al completo. Per questa occasione, i Calcianti delle Vecchie Glorie che scenderanno in campo verranno ribattezzati con i nomi di personaggi fiorentini dell'epoca suddivisi nelle due squadre.

Squadra Bianca
Capitano: Gherardo conte della Gherardesca
Alfiere: Barbarossa de' Bartoli
Spugnaioli: Mariano da Montemaggio, Jacopo Micceri
Calcianti: Morticino degli Antinori, Giovanni Nerli, Alamanno de' Pazzi, Giovanni de' Bardi, Giovanni Ricasoli, Alamanno Alamanni, Goro da Montebenichi, Filippo Arrighetti, Vincenzo Maria capponi, Antonio Rabatti, Filippo del Nero, Tommaso Soderini, Lorenzo di Castiglione, Filippo Guadagni, Enrico principe di Condé, Giordano Martelli, Ceseri Borboni, Napoleone Orsini, Jacopo Giocondi, Tullio Guerriero, Tommaso Rinuccini, Ottaviano Conti, Tommaso Ghelandi, Averardo Salviati, Giovanni Francesco Ridolfi.

Squadra Verde

Capitano: Sinibaldo Gaddi
Alfiere: Raffaello da Cortona
Spugnaioli: Zanobi Bartolini, Bali Pucci
Calcianti: Caccia degli Altoviti, Dante da Castiglione, Francesco de' Medici, Roberto degli Albizzi, Piero Strozzi, Giuliano Capponi, Raffaello Rondinelli, Francesco Guicciardini, Armato dal Borgo, Lione Ricasoli, Piero degli Alfani, Neri Capponi, Salvestro Aldobrandini, Girolamo Carducci, Scipione Gaddi, Giovan Battista Bini, Anguillotto da Pisa, Maffeo Barberini, Niccolò della Morca, Piero Altoviti, Pier Francesco Rinuccini, Giovanni da Turino, Francesco Valori, Vincenzo Torrigiani, Cammillo Vitelli.
Oltre a tutte le autorità locali, numerosi sono i personaggi illustri invitati ad assistere alla Partita dell'Assedio, tutti discendenti diretti degli antenati di quel periodo storico, tra i quali Carlo d'Asburgo Lorena successore di Carlo V, Beatrice Regina d'Olanda discendente di Filiberto di Chalon principe d'Orange, la contessa Alessandra Oddi Baglioni discendente di Malatesta Baglioni, Girolamo Guicciardini successore di Francesco Guicciardini, ecc.. ecc..
PROGRAMMA
Martedì 17 febbraio 2017

ore 13.30 - Raggruppamento del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e delle due squadre di Calcianti in Palagio di Parte Guelfa;
ore 14:30 - Partenza del Corteo Storico in direzione di Piazza Santa Croce sfilando da Piazzetta di Parte Guelfa, Porta Rossa, Piazza della Signoria, Via dei Gondi, Borgo de' Greci, fino a raggiungere la Piazza di Santa Croce luogo della partita.
ore 15:00 -  Basilica di Santa Croce - Benedizione
ore 15:30 - Rischieramento del Corteo e delle due squadre dei Calcianti ed esibizione dei Bandierai degli Uffizi;
ore 16:00 - Inizio della partita rievocativa di Calcio fiorentino, Bianchi vs Verdi;
ore 16:40 - Fine delle ostilità;
ore 16:45 - Premiazione dei partecipanti e della squadra vittoriosa;
ore 17:00 - Rientro del corteo storico al Palagio di Parte Guelfa per lo stesso percorso dell'andata.

L'ingresso alla manifestazione è libero

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

domenica 12 febbraio 2017

Cambio della Guardia di Palazzo Vecchio - Programma



Il Cambio della Guardia in numerose città europee è uno degli appuntamenti da non perdere per i visitatori di tutto il mondo. E’ un rito che si rinnova periodicamente e per alcune occasioni speciali di grande impatto emozionale.

Il Cambio della Guardia è uno degli atteggiamenti e pratiche militari che non hanno tempo. E’ espressione di sicurezza militare di castelli e di recinzioni protettive di campi di battaglia o di città. Successivamente all’evoluzione delle tattiche di guerra, è divenuta una pratica di forte impatto simbolico delle più grandi realtà militari e civili anche del nostro tempo.
Alcuni esempi sono quello di Londra per la Regina, oppure a quello del Milite Ignoto a Roma, o anche al Cambio della Guardia di Atene, in Grecia, divenuto famoso per le tradizionali calzature dei soldati con il pon pon.

L'Assedio di Firenze - Giovanni Stradano - Palazzo Vecchio

La storia di Firenze ci riporta sicuramente agli anni dell’Assedio del 1529/30, quando Carlo V volle riportare a Firenze la famiglia Medici assediando la città. Firenze aveva un proprio esercito cittadino e Palazzo Vecchio o della Signoria, sede cittadina dell’amministrazione e del potere, veniva protetta da un gruppo militare dell’Esercito della Repubblica Fiorentina: i Fanti di Palazzo, gruppo costituito appositamente per proteggere il “Palazzo” luogo del potere.
L’Esercito della Repubblica Fiorentina era comunque composto da numerosi altri gruppi militari di diverse caratteristiche intrinseche, che all’occasione sostituivano gli stessi Fanti di Palazzo in questo loro importantissimo compito.


Arengario di Palazzo Vecchio
Il Gonfalone di Firenze o del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina si posiziona al centro dell’Arengario, due Militi armati vengono posizionati ai lati dello stesso a Guardia del Simbolo Cittadino e del Palazzo del Potere, il Capitano e un Ufficiale completano la Guardia. La cerimonia è scandita dal rullo imperiale dei Tamburini, dagli squilli di Chiarine, dai movimenti sincronizzati all'usanza militare dell'epoca.



Domenica Metropolitana o Prima Domenica del Mes
Orario: 09.00 - 10.00 - 11.00 - 12.00 - 13.00
La Manifestazione non si svolgerà in caso di pioggia.

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

lunedì 6 febbraio 2017

La Guardia del Fuoco di Firenze 700 anni di storia (1316/2016)

Archivi Corpo dei Pompieri di Firenze del Comandante Papini

Fa parte della storia della Città di Firenze un aspetto che per secoli e secoli è stato appannaggio dell'amministrazione e della gestione cittadina fino a quando, nel 1938 una decisione nazionale costituì il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Ma partiamo da circa 1000 anni fa, quando sulla scorta della "Militia vigilum" d'epoca romana, Firenze aveva un servizio organizzato contro gli incendi.
Il primo documento ufficiale è un decreto del Comune di Firenze che risale al 1316 e che riguarda un primo regolamento riferito ai cittadini adibiti a spegnere gli incendi. Era l'istituzione della "Guardia del Fuoco" ufficialmente costituita a Firenze nel 1334. La Guardia del Fuoco di Firenze necessariamente operò nelle grandi emergenze dovute agli incendi in città.
Anche la Guardia del Fuoco era organizzata, così come quasi tutte le istituzioni cittadine dell'epoca, in quartieri, ogni quartiere aveva alcune squadre più o meno numerose che intervenivano con i propri mezzi e attrezzi del mestiere. Le squadre erano composte principalmente da muratori, fabbri, falegnami e in genere artigiani.
I mezzi però non erano molti e l'attività di volontariato dei vari professionisti non fu sufficiente per dare un vero servizio delle emergenze. Quindi nel 1416 il Comune di Firenze realizzò una regolare ed organica formazione, chiamata appunto "Guardia del Fuoco" costituita da:

- 4 squadre di 10 uomini ciascuna: San Giovanni, Santa Croce, Santa Maria Novella, Santo Spirito.
- Ogni squadra veniva comandata dal "Capodieci" ed era formata da 4 Maestrri e 5 Manovali. Erano aggiunti anche due "lanternari" e venti "porti" (cinque per quartiere).

Un Notaio registrava su ogni intervento chi era accorso sul luogo e chi non era presente veniva deferito per la proposta di provvedimenti disciplinari al Gonfaloniere di Giustizia.
Tutti i componenti della Guardia del Fuoco venivano eletti dai Gonfalonieri della città ogni quattro mesi e potevano essere rieletti.

Guardia del Fuoco 1416 - Bozzetto Alfredo Lensi
Il Capodieci ed i Maestri indossavano una veste di cuoio provveduta a proprie spese. Sul davanti di tale veste era dipinta una mannaia e sul dietro un segno distintivo del quartiere del quale dipendevano e cioè: Battistero e chiavi per il Quartiere di San Giovanni, Sole giallo per il Quartiere di Santa Maria Novella, Croce gialla in campo azzurro per il Quartiere di Santa Croce, Colomba bianca con raggi d'oro per il Quartiere di Santo Spirito. I "Porti" avevano una uguale veste di cuoio ma avevano dipinto davanti e dietro una secchia; I "Manovali" non avevano una veste di cuoio ma portavano sulla testa una celata, al pari di tutti i componenti della Guardia del Fuoco.
La prima sede dell'organizzazione fu stabilita nella torre che sorgeva presso l'angolo del Ghetto, in faccia a Santa Maria del Campidoglio.
Questo tipo di organizzazione rimase in funzione per vari secoli e fu sempre oggetto di particolari cure da parte di chi teneva le redini del potere sino ad arrivare al 1760 sotto il governo lorenese che pur mantenendole il nome di Guardia del Fuoco trasformò l'organizzazione rendendola più unitaria. Napoleone nel 1809, riformò nuovamente l'organizzazione fino ad arrivare a diventare la "Compagnia dei Pompieri di Firenze". Il regolamento prevede una uniforme per i pompieri con sfoggio di pennacchi, bottoni lucidi e sciarpe a tracolla, fucile e sciabola. La Compagnia è comandata da un Capitano coadiuvato da un Tenente, da un Sergente, 4 Caporali di prima classe e 2 Caporali di seconda classe. Questa organizzazione risentiva dell'influsso militarista alla francese e i pompieri venivano adibiti anche a servizi che nulla avevano in comune con la sicurezza contro gli incendi o altri sinistri.
Il protettore era Sant'Antonio Abate, colui che aveva superato la prova del fuoco e della tentazione, il 17 gennaio di ogni anno ne veniva celebrata la festa.

Nel 1880 l'architetto Alessandro Papini, ufficiale del Corpo, redige il progetto per i lavori di totale trasformazione ed adattamento dei locali di Piazza San Biagio per renderli più idonei alla funzione di Caserma dei Pompieri e relativo arsenale per gli attrezzi. Produsse anche:

- Nuovo regolamento disciplinare e organico, la cui forza effettiva fui portata a 131 uomini;
- Regolamento amministrativo del Corpo e quello di esecuzione dei servizi; precisazione dell'esecuzione delle varie manovre con distribuzione ai componenti dei relativi libretti;
- Modifiche al materiale per renderlo più idoneo;
- Acquisto della prima pompa a vapore (della ditta inglese "Shand Mason" nell'anno 1888 e di n.13 cavalli;
- Primi atti sulla prevenzione incendi nei locali e teatri;
- Modifica dell'uniforme la quale viene portata ad una forma più seria, più elegante e soprattutto più funzionale.

Nel 1882 viene installato il primo telefono a Firenze; precisamente quello fra il Gabinetto del Sindaco e la Caserma dei Pompieri a San Biagio.

La sede dei Pompieri di Piazza San Biagio ora Parte Guelfa
Sullo sfondo il Palagio di Parte Guelfa

Nel 1921, dopo elaborate pratiche, il Comune di Firenze decise di trasferire il Corpo dei Pompieri da Piazza San Biagio al cantiere di proprietà comunale in via La Farina.

Per unificare il Corpo dei Pompieri di tutte le regioni d'Italia si riunì a Torino il Consiglio della Federazione Nazionale delle Unioni Regionali dei Corpi dei Pompieri.
Tale Federazione fu l'embrione di quel processo evolutivo che, nel volgere di pochi anni, dette origine a una formazione nazionale unitaria dei Pompieri che nel 1935 fu per la prima volta oggetto di un Decreto Legge, con la formazione dei Corpi Provinciali dei Pompieri e con un coordinamento nazionale.
Nel 1941 con la costituzione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, divenne Patrona Santa Barbara che ancora tutt'oggi è celebrata il 4 dicembre di ogni anno.

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

giovedì 26 gennaio 2017

La commemorazione del Miracolo di San Zanobi

Il Corteo della Repubblica Fiorentina per San Zanobi (Foto Dorneanu)
Il 26 gennaio del 429 a Firenze si verificò un evento del tutto innaturale, assimilabile ad un vero e proprio Miracolo. La leggenda ci tramanda che al passaggio delle reliquie di San Zanobi, che venivano trasferite dalla cattedrale di San Lorenzo a quella di Santa Reparata, un olmo secco miracolosamente rinverdì quando si sfiorarono i rami. Da quel preciso istante cominciarono a spuntare nuove foglie verdi. Un documento assolutamente originale che potete ammirare nella foto seguente, è contenuto nel Messale EDILI 145 conservato alla BML nel quale si vede il corpo del Santo portato in direzione di Santa Reparata con dietro l'Olmo rinverdito. Il Corteo è aperto da religiosi in processione e seguito dalle alte cariche religiose e civili-

Minuatura tratta da Biblioteca Medicea Laurenziana ms. Edili 145, c. 139V
A Zanobi è dedicata la Colonna posta lateralmente al Battistero di San Giovanni, davanti alla porta nord. Ha un fusto in granito con sopra un albero in ferro e una croce. Fu eretta in data imprecisata. Abbiamo notizie certe dal 1333, quando fu abbattuta dall'alluvione e successivamente ed immediatamente ricostruita. Sulla stessa colonna di granito vi è un'iscrizione che ricorda la leggenda di San Zanobi.

I Bandierai degli Uffizi per San Zanobi (Foto Dorneanu)
San Zanobi è vissuto nel IV secolo d.C. ed è stato un vescovo di Firenze. E' il patrono principale dell'arcidiocesi fiorentina, assieme a Antonino Pierozzi entrambi Santi della Chiesa Cattolica.
Veri e propri miracoli sono attribuiti a "Zenobio" (altro nome che si ritrova nei testi storici) durante il suo vescovado, la risurrezione del figlio di una pellegrina francese, testimoniato anche da una targa presente sulla facciata di Palazzo Valori e Altoviti, è uno dei più emblematici. Il tronco di quell'albero fu in seguito utilizzato per scolpire un crocifisso che attualmente si trova nella chiesa di San Giovannino dei Cavalieri in via San Gallo. Altre fonti ci tramandano che lo stesso legno fu utilizzato per un dipinto del "Maestro del Bigallo", che raffigura le gesta del San Zanobi nella propria vita vescovile.

Il Saluto alle Autorità (Foto Sabella)

Molti fiorentini non conoscono il vero significato per il quale la colonna è collocata in quella posizione, per questo e per altri motivi legati alla Tradizione Popolare e Religiosa, ogni anno è organizzata una commemorazione di quell'episodio. E' talmente forte nel suo significato che è stato tramandato sino a noi.

Le Madonne Fiorentine depongono un omaggio floreale (Foto Dorneanu)

Con il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, ogni 26 gennaio omaggiamo la ricorrenza del Miracolo di San Zanobi con una Fiorita all'omonima colonna in piazza San Giovanni a Firenze.
Alla presenza delle autorità civili e religiose ogni anno facciamo nuovamente "rifiorire" quell'Olmo che al passaggio del feretro del Santo da secco ritornò in vita.
Un Santo che la città non dimentica e che ogni anno lo ricorda con fiorentini e turisti che si ritrovano per celebrare le proprie tradizioni popolari.

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

giovedì 5 gennaio 2017

La Cavalcata dei Magi di Firenze - Programma 2017

La Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli a Palazzo Medici Riccardi
Nella giornata dedicata all'Epifania, si svolge a Firenze la “Cavalcata dei Magi”. Una “Festa Fiorentina” di antichissima tradizione che quest'anno è arrivata alla XXI edizione dal ripristino del 1996.
La “Festa dei Magi” risale al periodo storico del Rinascimento Fiorentino, ai tempi di sviluppo della città nei confronti del mondo conosciuto.
La confraternita della “Stella”, chiamata anche “Compagnia dei Magi”, compagnia di laici, per l'intero secolo XV organizzava, ogni tre anni e poi dal 1447 ogni cinque, un solenne corteo, con abiti fastosi e belli, che rievocava, fin dal quel tempo, l'arrivo dei Magi, i Re saggi e stranieri, a Betlemme; Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, rappresentanti le tre stirpi; giapetica, semitica e camitica, che guidati dalla stella cometa, adorarono Gesù Bambino offrendogli oro, incenso e mirra, e ritornando poi ai loro paesi per diffondervi la lieta novella. Il giorno è appunto il 6 gennaio, giorno dell'Epifania che significa “manifestazione” proprio ad esaltare la rievocazione storica che si svolgeva in quel periodo.
La Signoria della Repubblica Fiorentina, decise di sovvenzionare la “Compagnia de' Magi” - "compagnia de ‘Magi que in ecclesia sancti Marci de Florentia congregatur" - nel 1417.
Risulta che della confraternita, negli anni d'oro della famiglia Medici, fecero parte tutti i suoi componenti, oltre che personaggi vicini ai Signori di Firenze, come gli umanisti Cristoforo Landino e Donato Acciaiuoli, il poeta Luigi Pulci e Angelo Poliziano.

Il Benozzo Gozzoli nel 1459 realizzo in Palazzo Medici, su commissione di Cosimo il Vecchio, un affresco raffigurante "La Cavalcata dei Magi" dove vennero ritratti molti dei personaggi protagonisti dell'epoca; i membri della famiglia, compresi Giuliano e, probabilmente, Lorenzo. Molti altre opere d'arte, in particolare di pittura fiorentina dell’Angelico, del Botticelli, di Leonardo, di Filippo Lippi, traggono ispirazione da questa festa e anche poesie e lodi del XII e XIII secolo.
Particolare è quella di Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico, che compose una laude: "E’ Magi son venuti dalla stella guidati, co’ lor ricchi tributi, in terra inginocchiati e molto consolati, adorando il Messia".
La "Compagnia dei Magi" organizzò la manifestazione fino al 1494, anno in cui i Medici furono cacciati da Firenze e di seguito venne quindi soppressa, qui il Savonarola ha un ruolo fondamentale, probabilmente fece considerare questa festa qualcosa di profano.
Lo stemma della Compagnia, cappato di nero e di bianco, mostra una parte nera centrale nella cui sommità è posizionata una stella d’oro a sei punte, simboleggiante la cometa che indicò la strada ai Magi.
Anche se molto collegata all'istituzione religiosa, questa festa era più uno uno spettacolo, ben organizzato da appositi "festaiuoli" i quali, secondo un decreto della Signoria, dovevano ricevere il massimo rispetto dagli altri confratelli.
I cortei mascherati arrivavano a Firenze dai quartieri vicini e dalle comunità limitrofe portando carri allegorici e nuove tradizioni che attualmente fanno parte più del Carnevale che della festa dell'Epifania.
In seguito infatti la parola Epifania si trasformò dialetticamente e divenne in Firenze "Befanìa" o "Befana". Assunze così con il passare del tempo, un significato più riferentesi al mascheramento, all'inizio del Carnevale, fino a giungere ai tempi attuali dove la Befana assume un significato simile a quello, non certamente proveniente dalla storia fiorentina, di Babbo Natale.
La Befana era spesso attorniata da "Befanotti" o "Befani", giovani dal volto tinto di nero, abbagliati in modo sgargiante e spesso ridicolo, che in un qualche modo richiamavano i Re Magi. Altre più recenti tradizioni circolano intorno a questa festività, anche di un folclore moderno, inteso a esaltarne la solennità.
Ogni anno quindi, a riprendere la manifestazione del tempo, si svolge di nuovo la "Cavalcata dei Magi", che parte nel primo pomeriggio del 6 gennaio, solennità dell'Epifania da Piazza della Signoria e giunge in piazza del Duomo, nella zona detta anticamente "il Paradiso", fra la Cattedrale ed il Battistero.
I "Magi" a cavallo, durante il corteo indossano costumi rinascimentali e sono preceduti dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina che porta il Gonfalone di Firenze. Nell'attesa del Corteo in attivo da Palazzo Pitti i Bandierai degli Uffizi – Sbandieratori Ufficiali di Firenze, si esibiscono in Piazza della Signoria.
Una grande festa e una bella manifestazione, che è rimasta viva a Firenze come altrove, la rievocazione dell’Epifania nei suoi aspetti religiosi, cultuali e tradizionali, che per merito del Comune di Firenze, dell’Arcivescovado e dell'Opera del Duomo, la splendida "Cavalcata dei Magi" è stata ormai ripristinata ed è uno dei punti essenziali della tradizione fiorentina.
La Piazza del Duomo di Firenze diventa protagonista, schiere di figuranti in costume rinascimentale, il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina con i suoi colori fanno da cornice all'offerta dei doni all’immagine di Gesù Bambino, con il lancio dei palloncini carichi di messaggi d'amore e di pace a Gesù, distribuiti dall’Opera del Duomo di Firenze.

Questo il programma 
Venerdì 6 gennaio 2017, giorno dell'’Epifania, l'’Opera di Santa Maria del Fiore organizza a Firenze la rievocazione storica della "Cavalcata dei Magi".
La manifestazione è giunta alla XX edizione e fu ripristinata nell'ambito dei festeggiamenti per i 700 anni dalla posa della prima pietra della Cattedrale e della fondazione dell'’Opera.
Venne ripresa un'’antica e gloriosa tradizione fiorentina del XV secolo organizzando un corteo storico, sotto gli auspici dell’Arcidiocesi, del Capitolo del Duomo, in collaborazione con il Comune di Firenze e con la partecipazione dei comuni della provincia.

IL PROGRAMMA 2016
Ore 11:00 - Presepe vivente sul Sagrato del Duomo, con la collaborazione dell'’Associazione Regionale Allevatori della Toscana;
Ore 14:00 - Partenza del Corteo da Piazza de' Pitti, Ponte Vecchio, Piazza della Signoria;
Ore 14:00 - Piazza Duomo, intrattenimento con canti natalizi eseguiti dal “Piccolo Coro Melograno”
Ore 14:00 - Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e i Bandierai degli Uffizi si esibiscono in Piazza della Signoria;
Ore 14:30 - Ripartenza del Corteo per via Calzaiuoli con in testa il Gonfalone di Firenze ed il Corteo della Repubblica Fiorentina che percorrendo Via Calzaiuoli raggiungerà Piazza Duomo;
Ore 15:15 - Schieramento figuranti nella Piazza del Duomo e "Cerimonia del Saluto" a cura del Direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino
Filippo Giovannelli.
Ore 15:45 - I Re Magi deporranno i loro doni ai piedi del Presepe vivente.
Ore 16:00 - Intervento di Franco Lucchesi, Presidente dell'Opera di Santa Maria del Fiore e saluto di S. Em.za Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo Metropolita di Firenze.
Ore 16:30 - Lancio dei Palloncini con messaggi di festa e di Pace da parte dei bambini della Diocesi.

Buona Festa dell'Epifania, con una vecchia e ancora fervida tradizione!

Per saperne di più leggi:
Dalla Persia il culto dei Magi e la rappresentazione di Leonardo da Vinci


Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata 

martedì 1 novembre 2016

Il Principe dei Sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino - Il Docufilm

"Il Principe dei Sogni.Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino" Palazzo Vecchio 15 settembre 2015 - 15 febbraio 2016Si è conclusa il 30 settembre 2016 una delle più belle Mostre viste a Firenze degli ultimi decenni. Dopo oltre 100 anni 20 arazzi medicei raffiguranti le storie di Giuseppe Ebreo sono stati esposti a Palazzo Vecchio nel luogo per cui erano stati ideati e realizzati.
Un emozionante docufilm di circa 13 minuti è stato realizzato per l'occasione della mostra a cura del Mus.e col determinante contributo di Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
Ve lo propongo in questo post





La storia degli arazzi 
Gli arazzi con le Storie di Giuseppe vennero commissionati da Cosimo I de’ Medici tra il 1545 e il 1553. I disegni preparatori furono affidati ai maggiori artisti del tempo, Pontormo, Bronzino, Salviati, Allori. 
Sugli arazzi è rappresentata la storia di Giuseppe, figlio di Giacobbe, odiato dai fratelli perché prediletto dal padre. Cosimo I de’ Medici nutriva una particolare predilezione per la figura di Giuseppe, nelle cui fortune vedeva rispecchiate le alterne vicende dinastiche medicee: Giuseppe, tradito e venduto come schiavo dai fratelli, fatto prigioniero in Egitto, riesce comunque, grazie alle sue rare doti intellettuali, a sfuggire alle avversità, a perseguire una brillante carriera politica e a raggiungere posizioni di potere. Abile parlatore, consigliere e interprete dei sogni del Faraone, mette in salvo un’intera popolazione dalla carestia e, infine, dà prova di clemenza e magnanimità, perdonando i fratelli che lo avevano tradito.
Un evento davvero incredibilmente emozionante da condividere con tutti.

Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

mercoledì 26 ottobre 2016

Venezia come Firenze: Botte da orbi!

Il Ponte dei Pugni durante una "battagliola" tra Castellani e Nicolotti
Tutto il mondo è paese!
Questo potremmo affermare dopo aver letto un testo scritto da un anonimo veneziano (interessantissimo) su una delle tradizioni che si erano formate a Venezia dal XII al XVII secolo. E' la storia delle finte battaglie, chiamate in seguito anche battagliole, che nel corso di svariati secoli si sono sviluppate a Venezia ed in particolare sui ponti che sovrastano le calle di una delle città più belle ed originali del mondo.
In quel periodo storico, alla fine del XVII secolo, due erano le fazioni contrastanti della città e facevano riferimento ad altrettante famiglie, quella dei Nicolotti e quella dei Castellani.
Ne esce una analisi sul fenomeno del fazionalismo cittadino veneziano, che tenendo conto delle caratteristiche e delle differenze di fazione o di Parte, si può riscontrare in varie Tradizioni popolari della nostra penisola. La particolarità che unisce il parallelo tra Venezia e Firenze è l'utilizzo dello scontro fisico, a metà tra sport e celebrazione pubblica dello scontro tra fazioni di parte, tra la "Guerra dei Pugni" veneziana e il "Calcio" di Firenze.
Questo parallelo è una preziosa chiave di accesso per analizzare la cultura popolare delle due città che può essere verificata su diversi aspetti; la situazione del fazionalismo cittadino, il ruolo che gli scontri tra fazioni avevano nella supremazia delle scale sociali, come le classi nobiliari e patrizie si rapportavano verso questi scontri di parte.
Del Calcio fiorentino abbiamo già parlato in molte occasioni, ma come nascono le "battagliole"? Chi erano i Nicolotti e i Castellani di Venezia?
Già al tempo del doge Sebastiano Ziani, 39° doge della Repubblica di Venezia, dal 1172 al 1178, la cittadinanza era divisa tra Castellani (sestieri di Castello, San Marco e Dorsoduro) e Cannaruoli (sestieri di San Polo, Santa Croce e Cannaregio, zone ancora paludose e quindi ricche di canne). Nel 1307 ai Cannaruoli furono assegnate anche cinque contrade di Dorsoduro (San Nicolò dei Mendicoli, Angelo Raffaele, San Basegio, Santa Margherita e San Pantalon), allorché vennero ribattezzati Nicolotti. Erano le due fazioni in cui si divideva tutto il ceto popolare.
 
La Guerra dei pugni in una stampa d'epoca

I Castellani, quindi, vivevano nella zona orientale della città ed erano perlopiù operai impiegati nell'Arsenale. I Nicolotti, invece, si concentravano nell'estremità opposta e si dedicavano soprattutto alla pesca; avevano il diritto di eleggere un proprio capopopolo detto doge dei Nicolotti.
Gli scontri tra queste due fazioni risale quindi a molto tempo prima della descrizione anonima già citata, ma non è mai stata repressa dalla Serenissima che non sfavoriva gli scontri, in modo avere un popolo agguerrito e addestrato alla lotta, o anche per dividere gli abitanti che così sarebbero stati incapaci di organizzare una rivolta generale. Si organizzavano così un combattimento dei pugni (in precedenza si usavano anche canne e bastoni) che si svolgeva sopra i ponti di Venezia.
Quello più famoso è da sempre il Ponte dei Pugni, situato nel sestiere di Dorsoduro, nei pressi di Campo San Barnaba.

Invito quindi a scoprire la tradizione delle "Battaglie dei Pugni" di Venezia, auspicando una ripresa di questa tradizione, naturalmente sotto forma di Rievocazione Storica e non di reale conflitto tra partiti o fazioni. Lancio questo messaggio per gli amici Veneti che da sempre sono molto attenti alle Tradizioni popolari e alla Rievocazione e Ricostruzione storica.
Il riconoscimento e la valorizzazione della nostra storia deve necessariamente passare dalla condivisione di esperienze e dalla divulgazione delle più belle e suggestive tradizioni popolari, patrimonio di tutti noi e della cultura internazionale, così come possono rappresentarla Firenze e Venezia.

Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata


venerdì 14 ottobre 2016

Il "mio" Filippo Galli - Due anni dopo

Filippo era un giovane organizzatore, un allenatore e un punto di riferimento dei Bandierai degli Uffizi, gli sbandieratori Ufficiali del Comune di Firenze e del Calcio Storico Fiorentino.


Tutto il mondo del Calcio Storico, della Città di Firenze e tutti i suoi amici, durante le esequie di giovedì 16 ottobre 2014, nella Chiesa di Santa Trìnita a Firenze, lo hanno omaggiato commossi come un grande Fiorentino, da tutti amato e conosciuto per il suo attaccamento alla Famiglia, alla sua Bottega Storica di Coltelleria, ma anche per l'opera di Volontariato Sociale che faceva alla Fratellanza Militare e per il grande impegno profuso verso gli altri, sempre pronto a dare una mano.

Filippo, all'interno del gruppo lo hanno conosciuto tutti. Lo hanno conosciuto in particolare i ragazzi giovani, sia quelli che hanno iniziato a sbandierare e poi dopo pochi allenamenti hanno abbandonato l’attività, che gli altri che sono ancora qui con noi e che hanno la forza di resistere in questo gruppo molto originale e, diciamolo, anche un po’ fuori dal comune.

Filippo, che allenava i più giovani, aveva un ruolo molto importante; li accoglieva, li squadrava, li analizzava, coglieva di loro tutti gli strani atteggiamenti, gli faceva compilare la scheda di adesione al Calcio Storico spiegando il significato di appartenenza ad una grande famiglia e subito gli metteva anche un soprannome.
Come allenatore era evidente a tutti una sua caratteristica particolare, la grande pazienza che aveva nell'insegnamento del “maneggio della bandiera”; con il suo modo calmo e sereno e la sua maniera diretta e decisa, infondeva nei ragazzi la giusta dose di tranquillità e li metteva a loro agio.
Al momento giusto, prima di Pasqua, sceglieva il costume azzurro o rosso da assegnare ad ognuno di loro. Lo faceva a seconda della caratteristica del nuovo bandieraio e questo era per lui motivo di orgoglio, naturalmente i “Blu” erano sempre i migliori.

I suoi 24 anni di appartenenza al gruppo e le oltre 600 esibizioni dicono quanto forte sia stato il suo impegno, non tralascio di ricordare che se 600 esibizioni sembrano tante, altrettanto numerose sono le oltre 5000 ore dedicate agli allenamenti (è una stima naturalmente,  saranno sicuramente di più).

Filippo era una persona vera, un uomo che nella sua capacità ironica di prendere tutto apparentemente alla leggera, portava dentro di se un bagaglio d'esperienza dovuto al suo mestiere di artigiano e commerciante di straordinaria concretezza, una caratteristica probabilmente ereditata dal suo nonno e dal suo babbo Gianfranco.

La sua acuta intelligenza lo aiutava nella mediazione relazionale con le persone, trovava sempre il modo giusto per riuscire a risolvere alcuni problemi e sapeva esprimere la motivazione in modo davvero convincente. Quante volte ci descriveva un’uscita di esibizione degli sbandieratori per la Sagra della ficattola come se fosse il Matrimonio della Regina Elisabetta per farci dare la disponibilità a partecipare.

In tutti i momenti della giornata riusciva sempre a trovare il modo di farci ridere e spesso anche stupire sulle storie che raccontava, i suoi gesti simbolici e le sue affermazioni improvvise ci facevano spesso restare nel dubbio se fosse stato uno scherzo o se parlava sul serio; era proprio questa la sua forza, il suo grande carisma, che lo portava ad essere tanto amato e tanto amico di tutti noi.

Quando lo andavi a trovare in bottega subito ti diceva:
“Oh Giova icché tu ci fai da queste parti?”.
Lo sapeva benissimo che quando si andava li, in via della Spada, era perché volevamo andarlo a trovare, per passare due chiacchiere insieme ad un Amico e se possibile offrirgli un caffè, che regolarmente però, pagava lui.
“Io da Giacosa ci vo' con lo spolverino, mica mi vergogno sai”.

Sono tantissimi gli episodi di Filippo che mi faranno compagnia nelle nostre prossime giornate insieme. Saranno tantissime le situazioni che rivivrò ricordando le sue battute, la sua ironia e la sua simpatia; ogni volta che chiamerò qualcuno con il proprio soprannome o quando ricorderò un'assurdità inventata da Pippo, la sua immagine mi verrà in mente, la sua voce risuonerà nelle mie orecchie, come quella di uno di famiglia.
Le nostre esibizioni e i nostri allenamenti tra qualche giorno riprenderanno e io sentirò, davvero forte, la sua mancanza.

In questi giorni, anche tramite i social network, si è percepito un forte attaccamento da parte di tutti nei confronti di Filippo e vi dirò di più, a me pare che queste forti emozioni ci hanno legato ancora di più l’uno con l’altro.

Io credo che Filippo era, è, e resterà per sempre, un nostro carissimo amico e compagno di viaggio, uno che nella sua purtroppo breve vita ha seminato bene. Lo dimostra l'affetto di tutti coloro che gli vogliono bene e che si sono stretti intorno a lui e alla sua famiglia. Io penso di poter dire che tutti loro, che la famiglia di Pippo, potrà contare sul mio aiuto, ma sicuramente vorrei dire, sull’aiuto di tutti noi.

La sua Magistratura era i Maestri di Dogana, la portava sul petto con onore ed orgoglio, riscuotere le Gabelle era una caratteristica che gli si addiceva proprio. Io ti dico: - Filippo, porta con Te la tua Torre, e insieme a quella di Leonardo, comincia a costruire lassù, il grande Castello dei Bandierai degli Uffizi! -

Io ringrazio pubblicamente Lorenzo Acuti, per avermi fatto conoscere questo gruppo meravigliosamente umano e solidale. Ringrazio ancora una volta tutti voi, Capitano, Gonfalone, Bandierai, Tamburini, bambini e genitori e tutti gli amici, uno ad uno, per avermi fatto conoscere un vero amico, Filippo Galli!

- Pippo, anche per me sarai sempre Tu "il meglio in campo"! -

Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

mercoledì 12 ottobre 2016

Gli Stati Generali della Rievocazione Storica al Festival del Medioevo di Gubbio


Gli Stati Generali della Rievocazione Storica hanno partecipato al ciclo di conferenze organizzate da Federico Fioravanti a Gubbio. Il Festival del Medioevo è una manifestazione unica nel suo genere. Dieci secoli di storia (476-1492) in sei giorni: appuntamenti culturali, mostre, mercati, esibizioni e spettacoli in una delle più belle città medievali d’Italia.
In questo importantissimo contesto, gli Stati Generali della Rievocazione Storica erano presenti con le più alte cariche. Insieme al Presidente degli Stati Generali Filippo Giovannelli c'erano il Presidente del Comitato Storico della Regione Toscana Roberta Benini, il vice presidente Alessio Bandini e gli altri amici del comitato Antonio Marrone, Alessandro Benassai e Cinzia Cardinali.

Il momento della nostra conferenza

Il giorno 7 ottobre la Conferenza dei rappresentanti delle regioni per la cultura e la rievocazione storica presso la Biblioteca Sperelliana di Gubbio. Abbiamo approfondito alcuni aspetti relativi al Progetto di Legge 3804 presentato alla Camera dei Deputati recependo indicazioni su come poter procedere e migliorare ancora su questo filone. Numerosissimi sono stati i contatti con le istituzioni ed Enti locali presenti al Festival, ottimi i contributi da parte di tutti.

Domenica mattina 9 dicembre alle 9:30 abbiamo portato l'esperienza degli Stati Generali della Rievocazione Storica al grande pubblico del Festival del Medioevo. La Rievocazione Storica ha la necessità di integrare la volontà e l'impegno dei Rievocatori con gli studi storici accademici e con lo stimolo continuo delle istituzioni per migliorare il livello qualitativo.
È lo scopo per cui, nella nostra relazione, abbiamo auspicato fortemente questo incontro tra ambiti che adesso sono ancora troppo distanti.
Continuiamo nella diffusione del progetto per un riconoscimento istituzionale della Rievocazione Storica e per elevare le caratteristiche degli eventi e delle manifestazioni legate al nostro mondo. il Progetto di Legge 3804 andrà presto in discussione alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati ed in quella occasione potranno essere apportati i miglioramenti che nel corso di questi incontri sono emersi.

Franco Cardini
Una settimana intensa per impegno e per il livello delle relazioni interessantissime tenute dai massimi esperti nazionali ed internazionali.
RAI Storia, RAI3, RAI Cultura, Franco Cardini, Alessandro Barbero, Ugo Barlozzetti, Attilio Bartoli Langeli, Tommaso di Carpegna Falconieri, Amedeo Feniello, Franco Franceschi, Chiara Frugoni, Marina Montesano, Maria Giuseppina Muzzarelli e tanti altri esperti di storia medievale.

Abbiamo inoltre lanciato una proposta importante. Il mondo della rievocazione ha necessità di avere anche forti simboli a cui aggrapparsi per essere riconosciuto.
Abbiamo proposto all'Accademia della Crusca e ad altre istituzioni e case editrici interessate, che il termine "Rievocatore" possa essere inserito nel dizionari come neologismo riconosciuto e definito.
Un modo per dare atto al grande impegno di tutti coloro che si adoperano per migliorare questo mondo.
Un grazie anche ai miei compagni di viaggio, un passo alla volta riusciremo nell'impresa.
#statigeneralidellarievocazionestorica

Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

sabato 13 agosto 2016

Il Calcio Storico Fiorentino dell'Istituto Luce

E' con grande ammirazione per gli antenati del Calcio Storico Fiorentino, che raccolgo di seguito filmati dell'Istituto Luce che ricordano bene le prime partite giocate a Firenze dalla ripresa del 1930.
Recuperare la storia della riesumazione (come diceva Pietro Gori) del Gioco del Calcio Fiorentino, può farci capire quanta forza ed orgoglio dobbiamo avere noi, che ad oggi continuiamo a perpetrare con gioia questa nostra bella e unica tradizione.



Giornale Luce A0579 del 05/1930


Giornale Luce B0082 del 1932


Giornale Luce A0954 del 05/1932


Giornale Luce B0494 del 06/1934


Giornale Luce B0675 del 08/05/1935


Giornale Luce B0882 del 13/05/1936


Giornale Luce B1092 del 12/05/1937


La settimana Incom 00595 del 17/05/1951


La settimana Incom 00944 del 15/05/1953


La settimana Incom 01096 del 19/05/1954


La settimana Incom 01250 del 19/05/1955


La settimana Incom 01947 del 20/07/1960


Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata


sabato 30 luglio 2016

Rievocare ed "essere" un Personaggio Storico





Tanto interesse ha suscitato il mio post relativo a:  non "figuranti" ma "Personaggi Storici", che ha riscontrato opinioni diverse, tutte interessanti, che trovano terreno fertile negli addetti al settore e negli appassionati. Idee, espressioni e definizioni degne della migliore manifestazione di confronto costruttivo; quello che dovrebbe essere alla base della Rievocazione Storica nazionale ed internazionale.
Ritengo quindi condivisibile il concetto, molto logico, che chi opera nella Rievocazione Storica possa essere definito un "Rievocatore". Molte similitudini possono essere analizzate dal punto di vista lessicale per confermare questa tesi, apparentemente semplice, ma che ancora ha necessità di qualche passaggio per essere completamente assorbita nel lessico e nella mentalità del mondo rievocativo globale. Propongo anche un’azione di gruppo di noi tutti in modo  che lo stesso termine possa essere definito e aggiunto nei vocabolari.

Alcuni esperti di Rievocazione Storica attribuiscono il termine "figurante" a coloro che indossano l'abito di foggia storica sporadicamente. Questa è la definizione di Figurante nel vari vocabolari:
1 - Chi appare sulla scena solo per figura, talvolta pronunciando qualche battuta.
2 - estens. Chi, in un certo ambito, riveste un ruolo di scarsa importanza: in politica si accontenta di fare la parte del figurante.
3 - In teatro, comparsa - persona di scarsa importanza.

Rispetto a queste definizioni, vista anche l’evoluzione della lingua italiana, la contestualizzazione del figurante è spesso applicata all'arte teatrale. L’originalità dell’ambiente rievocativo comprende numerose variazioni e sfaccettature che spesso non sono riconducibili a dogmi o regole certe. Alcune definizioni potrebbero essere adottate con una visione più ampia del termine, evitando parole che hanno un significato negativo che non fanno bene ad un mondo che ha la necessità di crescere e di essere comunicato meglio con una terminologia più consona alla divulgazione.
Credo che chiamare “figurante” colui che immedesima nel suo animo un personaggio storico, non tanto per le volte che indossa un abito di foggia storica, volontariamente e senza nessun altro fine, è molto riduttivo. Il termine “figurante” non fornisce la giusta considerazione allo sforzo profuso da quel rievocatore che in quel momento "vuole" essere quel Personaggio Storico ed esso stesso se lo costruisce addosso, acquistando o confezionandosi l’abito e le attrezzature. Nel momento che lo interpreta, si immedesima. Lui in quel momento lo è! E lo vuole essere! Questo atteggiamento fa parte della passione, dell’orgoglio, dell’immedesimazione, del coinvolgimento emotivo, della voglia di protagonismo che lui stesso mette in campo e nella maggior parte dei casi non lo svolge da professionista.
Ricordo che il mondo della Rievocazione Storica, per la maggior parte di coloro che la praticano, si tratta di una passione, di un hobby, di una pratica di volontariato. I professionisti della rievocazione sono forse più assimilabili a degli attori di teatro professionali, che svolgono lo stesso tipo di attività, ma per un aspetto prettamente economico.

Altro aspetto di riflessione importante sul quale dovremmo soffermarci è la filosofia che il rievocatore dovrebbe assumere come propria e cioè quella che esclude l’esibizionismo personale. Ogni volta che qualcuno esercita un’attività rievocativa, non rappresenta mai se stesso!
L’abito storico indossato spersonalizza l'individuo che esercita l'attività, per assumere un ruolo rievocativo di “personaggio storico”, interpretandolo.
Ecco il perché all’estensione del significato letterale del termine “personaggio” possiamo aggiungere il termine “storico”, con esso si individua colui che spersonalizzando se stesso, assume il massimo livello rappresentativo.

Altra questione è la Ricostruzione Storica che non ha in queste teorie riferimenti coerenti perché trattasi di altro aspetto molto più scientifico che risponde a dettami molto più rigidi e codificati.

 

Se la lingua italiana individua nella definizione del termine "Personaggio” come Storico una persona realmente vissuta nel passato, l’estensione di significato che ho posto all'attenzione di tutti è giustificata dal fatto che chi rievoca un Personaggio realmente esistito possa esso stesso essere definito Storico per estensione di ciò che ho prima espresso. Aggiungo che per approfondire meglio questo aspetto è necessario avere ben chiare le definizioni di Rievocazione Storica e di ciò che serve per avere il quadro più completo possibile, in modo da poter aderire ad alcune regole generali messe a disposizione di tutti coloro che della Rievocazione Storica voglio fare la propria attività, sia professionale che amatoriale. E’ il caso scaturito anche agli Stati Generali della Rievocazione Storica avvenuti in forma di Forum nel Palagio di Parte Guelfa a Firenze il 9 e 10 aprile 2016, dove sono state messe le basi per una legislazione nazionale che incardini questi principi e che dia la possibilità a tutti di aderire o meno ad una codificazione.
Sono altresì convinto che al termine di questo percorso, pur auspicandone il più grande successo, alcuni rievocatori potranno avere opinioni diverse, ma spero che la strada per arrivare ad un risultato positivo sia la più vasta e condivisa possibile e con la partecipazione di tutti...

Sono quindi molto in accordo con chi definisce il termine "Rievocatore" adatto ad individuare colui che esercita la rievocazione storica, ma credo anche che, oltre a farlo riconoscere come neologismo come ho proposto all’inizio, si debba lasciare spazio ad altre definizioni che non siano quella di “figurante”, termine ormai obsoleto, che restituisce una sensazione triste dell’attività del rievocatore assimilandolo ad una semplice comparsa teatrale e non lo rappresenta per ciò che esso stesso esercita realmente all’interno di un evento o di un’associazione.

Credo inoltre che non sia un “errore” (cit) aprire a nuove teorie e argomenti di discussione. L’apertura a nuove possibilità non dovrebbe allontanare gli “accademici, che a quanto pare stanno sempre lontani o intervengono solo se ne hanno un beneficio o di immagine o di danaro” (cit); si tratta di una brutta considerazione di coloro che, al contrario, potrebbero essere utilissimi (direi fondamentali) al confronto e che sono certo essere disponibili ad interloquire con tutti per dare il loro contributo a migliorare ogni aspetto della Rievocazione Storica. Non commetteremo altri errori, sempre che quelli commessi nel passato non siano stati uno stimolo per migliorare. Un grande errore sarebbe quello di chiudere dentro un recinto di norme e paletti il meraviglioso mondo della Rievocazione Storica.

Spero davvero che l’inclusione, partendo dal basso con modestia ma con decisione, possa portare ad accomunare tutti a portare alla luce il grande valore scientifico, storico, culturale e d’esperienza che questo mondo ha all’interno. Auspico una discussione più ampia possibile con l’intervento di tutte le forze disponibili, senza preconcetti ne diktat. La sensazione è che spesso ad essere troppo rigidi si produca una distacco dalla realtà.

Sono uno dei promotori di un forum che ha catalizzato numerose energie di questo mondo. Stiamo lavorando alacremente per la definizione di una legislazione generale che inquadrerà il mondo della Rievocazione Storica come un settore di branche culturali più ampie, cercheremo di evitare però ogni chiusura o limite alla volontà umana di associarsi e di rappresentare ciò che amano della propria storia, nel rispetto della “qualità” e di parametri condivisi nei quali tutti possono riconoscersi evitando l’esclusione di qualcuno.

Credo che potremmo farne un argomento di riflessione e materia di tavola rotonda, argomento che può essere sviscerato con tutte le competenze che siamo in grado di mettere in campo.
Appuntamento agli SGRS 2017

Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...