martedì 1 novembre 2016

Il Principe dei Sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino - Il Docufilm

"Il Principe dei Sogni.Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino" Palazzo Vecchio 15 settembre 2015 - 15 febbraio 2016Si è conclusa il 30 settembre 2016 una delle più belle Mostre viste a Firenze degli ultimi decenni. Dopo oltre 100 anni 20 arazzi medicei raffiguranti le storie di Giuseppe Ebreo sono stati esposti a Palazzo Vecchio nel luogo per cui erano stati ideati e realizzati.
Un emozionante docufilm di circa 13 minuti è stato realizzato per l'occasione della mostra a cura del Mus.e col determinante contributo di Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
Ve lo propongo in questo post





La storia degli arazzi 
Gli arazzi con le Storie di Giuseppe vennero commissionati da Cosimo I de’ Medici tra il 1545 e il 1553. I disegni preparatori furono affidati ai maggiori artisti del tempo, Pontormo, Bronzino, Salviati, Allori. 
Sugli arazzi è rappresentata la storia di Giuseppe, figlio di Giacobbe, odiato dai fratelli perché prediletto dal padre. Cosimo I de’ Medici nutriva una particolare predilezione per la figura di Giuseppe, nelle cui fortune vedeva rispecchiate le alterne vicende dinastiche medicee: Giuseppe, tradito e venduto come schiavo dai fratelli, fatto prigioniero in Egitto, riesce comunque, grazie alle sue rare doti intellettuali, a sfuggire alle avversità, a perseguire una brillante carriera politica e a raggiungere posizioni di potere. Abile parlatore, consigliere e interprete dei sogni del Faraone, mette in salvo un’intera popolazione dalla carestia e, infine, dà prova di clemenza e magnanimità, perdonando i fratelli che lo avevano tradito.
Un evento davvero incredibilmente emozionante da condividere con tutti.

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mercoledì 26 ottobre 2016

Venezia come Firenze: Botte da orbi!

Il Ponte dei Pugni durante una "battagliola" tra Castellani e Nicolotti
Tutto il mondo è paese!
Questo potremmo affermare dopo aver letto un testo scritto da un anonimo veneziano (interessantissimo) su una delle tradizioni che si erano formate a Venezia dal XII al XVII secolo. E' la storia delle finte battaglie, chiamate in seguito anche battagliole, che nel corso di svariati secoli si sono sviluppate a Venezia ed in particolare sui ponti che sovrastano le calle di una delle città più belle ed originali del mondo.
In quel periodo storico, alla fine del XVII secolo, due erano le fazioni contrastanti della città e facevano riferimento ad altrettante famiglie, quella dei Nicolotti e quella dei Castellani.
Ne esce una analisi sul fenomeno del fazionalismo cittadino veneziano, che tenendo conto delle caratteristiche e delle differenze di fazione o di Parte, si può riscontrare in varie Tradizioni popolari della nostra penisola. La particolarità che unisce il parallelo tra Venezia e Firenze è l'utilizzo dello scontro fisico, a metà tra sport e celebrazione pubblica dello scontro tra fazioni di parte, tra la "Guerra dei Pugni" veneziana e il "Calcio" di Firenze.
Questo parallelo è una preziosa chiave di accesso per analizzare la cultura popolare delle due città che può essere verificata su diversi aspetti; la situazione del fazionalismo cittadino, il ruolo che gli scontri tra fazioni avevano nella supremazia delle scale sociali, come le classi nobiliari e patrizie si rapportavano verso questi scontri di parte.
Del Calcio fiorentino abbiamo già parlato in molte occasioni, ma come nascono le "battagliole"? Chi erano i Nicolotti e i Castellani di Venezia?
Già al tempo del doge Sebastiano Ziani, 39° doge della Repubblica di Venezia, dal 1172 al 1178, la cittadinanza era divisa tra Castellani (sestieri di Castello, San Marco e Dorsoduro) e Cannaruoli (sestieri di San Polo, Santa Croce e Cannaregio, zone ancora paludose e quindi ricche di canne). Nel 1307 ai Cannaruoli furono assegnate anche cinque contrade di Dorsoduro (San Nicolò dei Mendicoli, Angelo Raffaele, San Basegio, Santa Margherita e San Pantalon), allorché vennero ribattezzati Nicolotti. Erano le due fazioni in cui si divideva tutto il ceto popolare.
 
La Guerra dei pugni in una stampa d'epoca

I Castellani, quindi, vivevano nella zona orientale della città ed erano perlopiù operai impiegati nell'Arsenale. I Nicolotti, invece, si concentravano nell'estremità opposta e si dedicavano soprattutto alla pesca; avevano il diritto di eleggere un proprio capopopolo detto doge dei Nicolotti.
Gli scontri tra queste due fazioni risale quindi a molto tempo prima della descrizione anonima già citata, ma non è mai stata repressa dalla Serenissima che non sfavoriva gli scontri, in modo avere un popolo agguerrito e addestrato alla lotta, o anche per dividere gli abitanti che così sarebbero stati incapaci di organizzare una rivolta generale. Si organizzavano così un combattimento dei pugni (in precedenza si usavano anche canne e bastoni) che si svolgeva sopra i ponti di Venezia.
Quello più famoso è da sempre il Ponte dei Pugni, situato nel sestiere di Dorsoduro, nei pressi di Campo San Barnaba.

Invito quindi a scoprire la tradizione delle "Battaglie dei Pugni" di Venezia, auspicando una ripresa di questa tradizione, naturalmente sotto forma di Rievocazione Storica e non di reale conflitto tra partiti o fazioni. Lancio questo messaggio per gli amici Veneti che da sempre sono molto attenti alle Tradizioni popolari e alla Rievocazione e Ricostruzione storica.
Il riconoscimento e la valorizzazione della nostra storia deve necessariamente passare dalla condivisione di esperienze e dalla divulgazione delle più belle e suggestive tradizioni popolari, patrimonio di tutti noi e della cultura internazionale, così come possono rappresentarla Firenze e Venezia.

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venerdì 14 ottobre 2016

Il "mio" Filippo Galli - Due anni dopo

Filippo era un giovane organizzatore, un allenatore e un punto di riferimento dei Bandierai degli Uffizi, gli sbandieratori Ufficiali del Comune di Firenze e del Calcio Storico Fiorentino.


Tutto il mondo del Calcio Storico, della Città di Firenze e tutti i suoi amici, durante le esequie di giovedì 16 ottobre 2014, nella Chiesa di Santa Trìnita a Firenze, lo hanno omaggiato commossi come un grande Fiorentino, da tutti amato e conosciuto per il suo attaccamento alla Famiglia, alla sua Bottega Storica di Coltelleria, ma anche per l'opera di Volontariato Sociale che faceva alla Fratellanza Militare e per il grande impegno profuso verso gli altri, sempre pronto a dare una mano.

Filippo, all'interno del gruppo lo hanno conosciuto tutti. Lo hanno conosciuto in particolare i ragazzi giovani, sia quelli che hanno iniziato a sbandierare e poi dopo pochi allenamenti hanno abbandonato l’attività, che gli altri che sono ancora qui con noi e che hanno la forza di resistere in questo gruppo molto originale e, diciamolo, anche un po’ fuori dal comune.

Filippo, che allenava i più giovani, aveva un ruolo molto importante; li accoglieva, li squadrava, li analizzava, coglieva di loro tutti gli strani atteggiamenti, gli faceva compilare la scheda di adesione al Calcio Storico spiegando il significato di appartenenza ad una grande famiglia e subito gli metteva anche un soprannome.
Come allenatore era evidente a tutti una sua caratteristica particolare, la grande pazienza che aveva nell'insegnamento del “maneggio della bandiera”; con il suo modo calmo e sereno e la sua maniera diretta e decisa, infondeva nei ragazzi la giusta dose di tranquillità e li metteva a loro agio.
Al momento giusto, prima di Pasqua, sceglieva il costume azzurro o rosso da assegnare ad ognuno di loro. Lo faceva a seconda della caratteristica del nuovo bandieraio e questo era per lui motivo di orgoglio, naturalmente i “Blu” erano sempre i migliori.

I suoi 24 anni di appartenenza al gruppo e le oltre 600 esibizioni dicono quanto forte sia stato il suo impegno, non tralascio di ricordare che se 600 esibizioni sembrano tante, altrettanto numerose sono le oltre 5000 ore dedicate agli allenamenti (è una stima naturalmente,  saranno sicuramente di più).

Filippo era una persona vera, un uomo che nella sua capacità ironica di prendere tutto apparentemente alla leggera, portava dentro di se un bagaglio d'esperienza dovuto al suo mestiere di artigiano e commerciante di straordinaria concretezza, una caratteristica probabilmente ereditata dal suo nonno e dal suo babbo Gianfranco.

La sua acuta intelligenza lo aiutava nella mediazione relazionale con le persone, trovava sempre il modo giusto per riuscire a risolvere alcuni problemi e sapeva esprimere la motivazione in modo davvero convincente. Quante volte ci descriveva un’uscita di esibizione degli sbandieratori per la Sagra della ficattola come se fosse il Matrimonio della Regina Elisabetta per farci dare la disponibilità a partecipare.

In tutti i momenti della giornata riusciva sempre a trovare il modo di farci ridere e spesso anche stupire sulle storie che raccontava, i suoi gesti simbolici e le sue affermazioni improvvise ci facevano spesso restare nel dubbio se fosse stato uno scherzo o se parlava sul serio; era proprio questa la sua forza, il suo grande carisma, che lo portava ad essere tanto amato e tanto amico di tutti noi.

Quando lo andavi a trovare in bottega subito ti diceva:
“Oh Giova icché tu ci fai da queste parti?”.
Lo sapeva benissimo che quando si andava li, in via della Spada, era perché volevamo andarlo a trovare, per passare due chiacchiere insieme ad un Amico e se possibile offrirgli un caffè, che regolarmente però, pagava lui.
“Io da Giacosa ci vo' con lo spolverino, mica mi vergogno sai”.

Sono tantissimi gli episodi di Filippo che mi faranno compagnia nelle nostre prossime giornate insieme. Saranno tantissime le situazioni che rivivrò ricordando le sue battute, la sua ironia e la sua simpatia; ogni volta che chiamerò qualcuno con il proprio soprannome o quando ricorderò un'assurdità inventata da Pippo, la sua immagine mi verrà in mente, la sua voce risuonerà nelle mie orecchie, come quella di uno di famiglia.
Le nostre esibizioni e i nostri allenamenti tra qualche giorno riprenderanno e io sentirò, davvero forte, la sua mancanza.

In questi giorni, anche tramite i social network, si è percepito un forte attaccamento da parte di tutti nei confronti di Filippo e vi dirò di più, a me pare che queste forti emozioni ci hanno legato ancora di più l’uno con l’altro.

Io credo che Filippo era, è, e resterà per sempre, un nostro carissimo amico e compagno di viaggio, uno che nella sua purtroppo breve vita ha seminato bene. Lo dimostra l'affetto di tutti coloro che gli vogliono bene e che si sono stretti intorno a lui e alla sua famiglia. Io penso di poter dire che tutti loro, che la famiglia di Pippo, potrà contare sul mio aiuto, ma sicuramente vorrei dire, sull’aiuto di tutti noi.

La sua Magistratura era i Maestri di Dogana, la portava sul petto con onore ed orgoglio, riscuotere le Gabelle era una caratteristica che gli si addiceva proprio. Io ti dico: - Filippo, porta con Te la tua Torre, e insieme a quella di Leonardo, comincia a costruire lassù, il grande Castello dei Bandierai degli Uffizi! -

Io ringrazio pubblicamente Lorenzo Acuti, per avermi fatto conoscere questo gruppo meravigliosamente umano e solidale. Ringrazio ancora una volta tutti voi, Capitano, Gonfalone, Bandierai, Tamburini, bambini e genitori e tutti gli amici, uno ad uno, per avermi fatto conoscere un vero amico, Filippo Galli!

- Pippo, anche per me sarai sempre Tu "il meglio in campo"! -

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mercoledì 12 ottobre 2016

Gli Stati Generali della Rievocazione Storica al Festival del Medioevo di Gubbio


Gli Stati Generali della Rievocazione Storica hanno partecipato al ciclo di conferenze organizzate da Federico Fioravanti a Gubbio. Il Festival del Medioevo è una manifestazione unica nel suo genere. Dieci secoli di storia (476-1492) in sei giorni: appuntamenti culturali, mostre, mercati, esibizioni e spettacoli in una delle più belle città medievali d’Italia.
In questo importantissimo contesto, gli Stati Generali della Rievocazione Storica erano presenti con le più alte cariche. Insieme al Presidente degli Stati Generali Filippo Giovannelli c'erano il Presidente del Comitato Storico della Regione Toscana Roberta Benini, il vice presidente Alessio Bandini e gli altri amici del comitato Antonio Marrone, Alessandro Benassai e Cinzia Cardinali.

Il momento della nostra conferenza

Il giorno 7 ottobre la Conferenza dei rappresentanti delle regioni per la cultura e la rievocazione storica presso la Biblioteca Sperelliana di Gubbio. Abbiamo approfondito alcuni aspetti relativi al Progetto di Legge 3804 presentato alla Camera dei Deputati recependo indicazioni su come poter procedere e migliorare ancora su questo filone. Numerosissimi sono stati i contatti con le istituzioni ed Enti locali presenti al Festival, ottimi i contributi da parte di tutti.

Domenica mattina 9 dicembre alle 9:30 abbiamo portato l'esperienza degli Stati Generali della Rievocazione Storica al grande pubblico del Festival del Medioevo. La Rievocazione Storica ha la necessità di integrare la volontà e l'impegno dei Rievocatori con gli studi storici accademici e con lo stimolo continuo delle istituzioni per migliorare il livello qualitativo.
È lo scopo per cui, nella nostra relazione, abbiamo auspicato fortemente questo incontro tra ambiti che adesso sono ancora troppo distanti.
Continuiamo nella diffusione del progetto per un riconoscimento istituzionale della Rievocazione Storica e per elevare le caratteristiche degli eventi e delle manifestazioni legate al nostro mondo. il Progetto di Legge 3804 andrà presto in discussione alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati ed in quella occasione potranno essere apportati i miglioramenti che nel corso di questi incontri sono emersi.

Franco Cardini
Una settimana intensa per impegno e per il livello delle relazioni interessantissime tenute dai massimi esperti nazionali ed internazionali.
RAI Storia, RAI3, RAI Cultura, Franco Cardini, Alessandro Barbero, Ugo Barlozzetti, Attilio Bartoli Langeli, Tommaso di Carpegna Falconieri, Amedeo Feniello, Franco Franceschi, Chiara Frugoni, Marina Montesano, Maria Giuseppina Muzzarelli e tanti altri esperti di storia medievale.

Abbiamo inoltre lanciato una proposta importante. Il mondo della rievocazione ha necessità di avere anche forti simboli a cui aggrapparsi per essere riconosciuto.
Abbiamo proposto all'Accademia della Crusca e ad altre istituzioni e case editrici interessate, che il termine "Rievocatore" possa essere inserito nel dizionari come neologismo riconosciuto e definito.
Un modo per dare atto al grande impegno di tutti coloro che si adoperano per migliorare questo mondo.
Un grazie anche ai miei compagni di viaggio, un passo alla volta riusciremo nell'impresa.
#statigeneralidellarievocazionestorica

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sabato 13 agosto 2016

Il Calcio Storico Fiorentino dell'Istituto Luce

E' con grande ammirazione per gli antenati del Calcio Storico Fiorentino, che raccolgo di seguito filmati dell'Istituto Luce che ricordano bene le prime partite giocate a Firenze dalla ripresa del 1930.
Recuperare la storia della riesumazione (come diceva Pietro Gori) del Gioco del Calcio Fiorentino, può farci capire quanta forza ed orgoglio dobbiamo avere noi, che ad oggi continuiamo a perpetrare con gioia questa nostra bella e unica tradizione.



Giornale Luce A0579 del 05/1930


Giornale Luce B0082 del 1932


Giornale Luce A0954 del 05/1932


Giornale Luce B0494 del 06/1934


Giornale Luce B0675 del 08/05/1935


Giornale Luce B0882 del 13/05/1936


Giornale Luce B1092 del 12/05/1937


La settimana Incom 00595 del 17/05/1951


La settimana Incom 00944 del 15/05/1953


La settimana Incom 01096 del 19/05/1954


La settimana Incom 01250 del 19/05/1955


La settimana Incom 01947 del 20/07/1960


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sabato 30 luglio 2016

Rievocare ed "essere" un Personaggio Storico





Tanto interesse ha suscitato il mio post relativo a:  non "figuranti" ma "Personaggi Storici", che ha riscontrato opinioni diverse, tutte interessanti, che trovano terreno fertile negli addetti al settore e negli appassionati. Idee, espressioni e definizioni degne della migliore manifestazione di confronto costruttivo; quello che dovrebbe essere alla base della Rievocazione Storica nazionale ed internazionale.
Ritengo quindi condivisibile il concetto, molto logico, che chi opera nella Rievocazione Storica possa essere definito un "Rievocatore". Molte similitudini possono essere analizzate dal punto di vista lessicale per confermare questa tesi, apparentemente semplice, ma che ancora ha necessità di qualche passaggio per essere completamente assorbita nel lessico e nella mentalità del mondo rievocativo globale. Propongo anche un’azione di gruppo di noi tutti in modo  che lo stesso termine possa essere definito e aggiunto nei vocabolari.

Alcuni esperti di Rievocazione Storica attribuiscono il termine "figurante" a coloro che indossano l'abito di foggia storica sporadicamente. Questa è la definizione di Figurante nel vari vocabolari:
1 - Chi appare sulla scena solo per figura, talvolta pronunciando qualche battuta.
2 - estens. Chi, in un certo ambito, riveste un ruolo di scarsa importanza: in politica si accontenta di fare la parte del figurante.
3 - In teatro, comparsa - persona di scarsa importanza.

Rispetto a queste definizioni, vista anche l’evoluzione della lingua italiana, la contestualizzazione del figurante è spesso applicata all'arte teatrale. L’originalità dell’ambiente rievocativo comprende numerose variazioni e sfaccettature che spesso non sono riconducibili a dogmi o regole certe. Alcune definizioni potrebbero essere adottate con una visione più ampia del termine, evitando parole che hanno un significato negativo che non fanno bene ad un mondo che ha la necessità di crescere e di essere comunicato meglio con una terminologia più consona alla divulgazione.
Credo che chiamare “figurante” colui che immedesima nel suo animo un personaggio storico, non tanto per le volte che indossa un abito di foggia storica, volontariamente e senza nessun altro fine, è molto riduttivo. Il termine “figurante” non fornisce la giusta considerazione allo sforzo profuso da quel rievocatore che in quel momento "vuole" essere quel Personaggio Storico ed esso stesso se lo costruisce addosso, acquistando o confezionandosi l’abito e le attrezzature. Nel momento che lo interpreta, si immedesima. Lui in quel momento lo è! E lo vuole essere! Questo atteggiamento fa parte della passione, dell’orgoglio, dell’immedesimazione, del coinvolgimento emotivo, della voglia di protagonismo che lui stesso mette in campo e nella maggior parte dei casi non lo svolge da professionista.
Ricordo che il mondo della Rievocazione Storica, per la maggior parte di coloro che la praticano, si tratta di una passione, di un hobby, di una pratica di volontariato. I professionisti della rievocazione sono forse più assimilabili a degli attori di teatro professionali, che svolgono lo stesso tipo di attività, ma per un aspetto prettamente economico.

Altro aspetto di riflessione importante sul quale dovremmo soffermarci è la filosofia che il rievocatore dovrebbe assumere come propria e cioè quella che esclude l’esibizionismo personale. Ogni volta che qualcuno esercita un’attività rievocativa, non rappresenta mai se stesso!
L’abito storico indossato spersonalizza l'individuo che esercita l'attività, per assumere un ruolo rievocativo di “personaggio storico”, interpretandolo.
Ecco il perché all’estensione del significato letterale del termine “personaggio” possiamo aggiungere il termine “storico”, con esso si individua colui che spersonalizzando se stesso, assume il massimo livello rappresentativo.

Altra questione è la Ricostruzione Storica che non ha in queste teorie riferimenti coerenti perché trattasi di altro aspetto molto più scientifico che risponde a dettami molto più rigidi e codificati.

 

Se la lingua italiana individua nella definizione del termine "Personaggio” come Storico una persona realmente vissuta nel passato, l’estensione di significato che ho posto all'attenzione di tutti è giustificata dal fatto che chi rievoca un Personaggio realmente esistito possa esso stesso essere definito Storico per estensione di ciò che ho prima espresso. Aggiungo che per approfondire meglio questo aspetto è necessario avere ben chiare le definizioni di Rievocazione Storica e di ciò che serve per avere il quadro più completo possibile, in modo da poter aderire ad alcune regole generali messe a disposizione di tutti coloro che della Rievocazione Storica voglio fare la propria attività, sia professionale che amatoriale. E’ il caso scaturito anche agli Stati Generali della Rievocazione Storica avvenuti in forma di Forum nel Palagio di Parte Guelfa a Firenze il 9 e 10 aprile 2016, dove sono state messe le basi per una legislazione nazionale che incardini questi principi e che dia la possibilità a tutti di aderire o meno ad una codificazione.
Sono altresì convinto che al termine di questo percorso, pur auspicandone il più grande successo, alcuni rievocatori potranno avere opinioni diverse, ma spero che la strada per arrivare ad un risultato positivo sia la più vasta e condivisa possibile e con la partecipazione di tutti...

Sono quindi molto in accordo con chi definisce il termine "Rievocatore" adatto ad individuare colui che esercita la rievocazione storica, ma credo anche che, oltre a farlo riconoscere come neologismo come ho proposto all’inizio, si debba lasciare spazio ad altre definizioni che non siano quella di “figurante”, termine ormai obsoleto, che restituisce una sensazione triste dell’attività del rievocatore assimilandolo ad una semplice comparsa teatrale e non lo rappresenta per ciò che esso stesso esercita realmente all’interno di un evento o di un’associazione.

Credo inoltre che non sia un “errore” (cit) aprire a nuove teorie e argomenti di discussione. L’apertura a nuove possibilità non dovrebbe allontanare gli “accademici, che a quanto pare stanno sempre lontani o intervengono solo se ne hanno un beneficio o di immagine o di danaro” (cit); si tratta di una brutta considerazione di coloro che, al contrario, potrebbero essere utilissimi (direi fondamentali) al confronto e che sono certo essere disponibili ad interloquire con tutti per dare il loro contributo a migliorare ogni aspetto della Rievocazione Storica. Non commetteremo altri errori, sempre che quelli commessi nel passato non siano stati uno stimolo per migliorare. Un grande errore sarebbe quello di chiudere dentro un recinto di norme e paletti il meraviglioso mondo della Rievocazione Storica.

Spero davvero che l’inclusione, partendo dal basso con modestia ma con decisione, possa portare ad accomunare tutti a portare alla luce il grande valore scientifico, storico, culturale e d’esperienza che questo mondo ha all’interno. Auspico una discussione più ampia possibile con l’intervento di tutte le forze disponibili, senza preconcetti ne diktat. La sensazione è che spesso ad essere troppo rigidi si produca una distacco dalla realtà.

Sono uno dei promotori di un forum che ha catalizzato numerose energie di questo mondo. Stiamo lavorando alacremente per la definizione di una legislazione generale che inquadrerà il mondo della Rievocazione Storica come un settore di branche culturali più ampie, cercheremo di evitare però ogni chiusura o limite alla volontà umana di associarsi e di rappresentare ciò che amano della propria storia, nel rispetto della “qualità” e di parametri condivisi nei quali tutti possono riconoscersi evitando l’esclusione di qualcuno.

Credo che potremmo farne un argomento di riflessione e materia di tavola rotonda, argomento che può essere sviscerato con tutte le competenze che siamo in grado di mettere in campo.
Appuntamento agli SGRS 2017

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mercoledì 27 luglio 2016

Ecco 5 curiosità più belle di Piazza Duomo a Firenze

Bocce e Pallottole a Firenze


Alla sinistra del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, un piccolo slargo denominato “delle Pallottole”, ha fatto un po’ la storia e la leggenda dei curiosi e variegati toponimi fiorentini. E’ spesso preso ad esempio di nomi caratteristici di vie e piazze ed ha sempre un grande successo e simpatica attenzione. La piazza precedentemente di più ampia superficie dava modo alla popolazione di potervi svolgere delle attività ludiche, tra le quali, appunto, il gioco delle Pallottole. Tanto diventò famoso e praticato in quella piazza che necessariamente il toponimo ebbe luogo.
Il gioco delle Pallottole era vietato in molti altri luoghi della città, tanto ciò è vero che, sono ancora visibili alcuni “Bandi” scritti e divulgati su pietra, dove i Signori Otto di Guardia e Balia, la polizia del tempo, vietava il gioco delle pallottole e molto più spesso della palla in generale, per svariati motivi, tra cui il rispetto dei luoghi di culto. Uno di questi bandi è ancora ben visibile su di un fianco della Badia Fiorentina.
Il parallelo ai nostri tempi è molto lineare. L’antico gioco delle Pallottole è sicuramente l’antesignano dell’odierno gioco delle bocce. Sono cambiate alcune regole, ma l’utilizzo delle “pallottole” è sempre lo stesso. Le bocce in questa piazza di Firenze hanno avuto e sempre avranno la loro patria naturale. Qui nasce il gioco delle bocce fiorentine.

L'Annunciazione sul Duomo di Firenze


Non sarà famosa come l'Annunciazione di Leonardo da Vinci oppure quella del Beato Angelico, opere di pittura universali e di una bellezza straordinaria. L'Annunciazione che descrivo di seguito ha molte interessanti particolarità legate al periodo storico del 1300-1340 e alla trasformazione della Chiesa di Santa Reparata nel Duomo.
Ci troviamo sulla facciata ovest di Santa Maria del Fiore, la facciata iniziata da Arnolfo di Cambio, sulla parete esterna quindi, vicino al Campanile di Giotto, si trova una scultura trecentesca. E' un rilievo di forma rettangolare allungato che rappresenta l'Annunciazione.
Non conosciamo il vero autore di questa opera. Lo stesso è da ricercarsi tra i maestri minori fiorentini del tempo che probabilmente contribuirono in maniera determinante anche alla realizzazione della vecchia facciata e del Campanile di Giotto. Alcuni nomi possono essere individuati nel Maestro dell'Armatura, nel Maestro di Saturno o nel Maestro di Noè. Negli stessi decenni erano attivi anche il Maestro dell'edicola degli Ubriachi oppure al Maestro del rilievo dei Tre Re Magi.

Il "Sasso di Dante"


Tra piazza delle Pallottole e via dello Studio si trovava il Sasso di Dante. Su questo sasso, il Sommo Poeta si riposava e nell’attesa guardava la costruzione della Cattedrale. Si narra, a testimonianza dell’eccezionale memoria, che un giorno mentre era seduto ed assorto nei propri pensieri sul solito sasso, passò di lì qualcuno e gli chiese:- “Oh Dante, icchè ti piace di più da mangiare?"
- "l’ovo” – rispose Dante.
L’anno dopo, la stessa persona curiosa, ripassò di li e ritrovò Dante ancora seduto sul suo sasso preferito, sempre assorto e pensieroso e gli chiese:- “co’ icchè?” - “co i’ sale!

Dedalus nel Campanile di Giotto


Una formella del Campanile di Giotto realizzata da Andrea Pisano, rappresenta Dedalo, personaggio leggendario della mitologia greca, grande architetto, scultore ed inventore, noto per essere il padre di Icaro avuto da Naucrate, schiava del re di Creta e anche per essere il costruttore del famoso “Labirinto del Minotauro”.
La storia affascinante di questi personaggi mitologici merita di essere raccontata sinteticamente.
Si dice che Minosse rinchiuse nello stesso labirinto Dedalo e suo figlio Icaro perché indicò a Teseo il modo di uscirne utilizzando un gomitolo di lana. Ma lui stesso non ne seppe uscire che volando. Costruì con delle penne d’uccello e della cera due paia d'ali. Raccomandò al figlio Icaro di non innalzarsi troppo in alto, ma durante il volo Icaro si avvicinò troppo al sole ed il calore fuse la cera facendolo cadere in mare. Dedalo continuò il suo volo, era in fuga e raggiunse la Sicilia.
Sul Campanile di Giotto, quindi, nel lato sud di fronte alla Misericordia di Firenze, Giotto volle inserire una serie di sculture, di piccole formelle. I rilievi in gran parte realizzati da Andrea Pisano, successore alla realizzazione del campanile dopo la morte di Giotto, iniziano con la Creazione dell'uomo e si susseguono con le Virtù, le Arti Liberali a rappresentazione delle attività umane ed i sacramenti. Tra queste Dedalus, scolpito dal 1334 al 1336 insieme ad altre 12 formelle, rappresentato per essere stato l’antesignano degli artisti. Dedalo è stato scolpito curiosamente con ali posticce.

La Colonna di San Zanobi


 San Zanobi è vissuto nel IV secolo d.C. ed è stato un vescovo di Firenze. E' il patrono principale dell'arcidiocesi fiorentina, assieme ad Antonino Pierozzi entrambi Santi della Chiesa Cattolica.
Veri e propri miracoli sono attribuiti a "Zenobio" (altro nome che si ritrova nei testi storici) durante il suo vescovado, la risurrezione del figlio di una pellegrina francese, testimoniato anche da una targa presente sulla facciata di Palazzo Valori e Altoviti, è uno dei più emblematici.
A Zanobi è dedicata la Colonna posta lateralmente al Battistero di San Giovanni, davanti alla porta nord. Ha un fusto in granito con sopra un albero in ferro e una croce. La leggenda ci tramanda che al passaggio delle reliquie del santo, che venivano trasferite dalla cattedrale di San Lorenzo a quella di Santa Reparata il 26 gennaio 429, un olmo secco sarebbe miracolosamente rinverdito quando le reliquie ne sfiorarono i rami. Da quel preciso istante cominciarono a spuntare nuove foglie verdi.
Il tronco di quell'albero fu in seguito utilizzato per scolpire un crocifisso che attualmente si trova nella chiesa di San Giovannino dei Cavalieri in via San Gallo. Altre fonti ci tramandano che lo stesso legno fu utilizzato per un dipinto del "Maestro del Bigallo", che raffigura le gesta del San Zanobi nella propria vita vescovile.
La colonna fu eretta in data imprecisata. Abbiamo notizie certe dal 1333 quando fu abbattuta dall'alluvione e successivamente ed immediatamente ricostruita. Sulla stessa colonna di granito vi è un'iscrizione che ricorda la leggenda di San Zanobi.

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lunedì 25 luglio 2016

Rievocazione Storica: non "figuranti" ma "Personaggi Storici"

Personaggi Storici dell'epoca napoleonica
Negli ultimi 25/30 anni il mondo della Rievocazione Storica ha avuto numerose fasi di cambiamento, a volte molto positivo se visto dalla parte della socializzazione, dell'associazionismo e dell'aggregazione, altre volte meno favorevole ad esempio nel numero crescente di apparenti rievocazioni storiche di scarsa qualità e spesso improvvisate, così come anche apparenti gruppi storici che non rispettano standard minimi di ricerca e di veridicità storica.
L'aspetto che mi preme trattare è riferito all'individuo, a colui che la rievocazione storica la pratica con passione e dedizione.
Indossare e portare un "Abito Storico" che richiama un’epoca più o meno importante del nostro passato, ha una grande rilevanza psicologica in particolare per chi lo indossa e lo rende almeno orgoglioso dell’attività rievocativa individuale a servizio di un fine più grande che è quello di appartenere ad un gruppo di amici, colleghi, conoscenti che operano per uno stesso ed unico fine: rappresentare la storia.
Quando si opera per progettare e realizzare un corteo storico oppure si imposta la costituzione di un gruppo storico o di una rievocazione storica per rappresentare un'epoca o un evento accaduto nel nostro passato, ognuno di noi assume un Ruolo ben definito. Il ruolo rappresentato è legato ad un personaggio del passato o di un'epoca con una propria identità, spesso un nome ed un cognome, una provenienza, una stirpe, un'origine. Ecco perché chi pratica rievocazione storica o appartiene ad un gruppo storico ben strutturato, non può definirsi ne essere definito semplicemente “figurante”.
Tutte le definizioni del termine “figurante” fanno riferimento a qualcuno che ha una parte di scarso rilievo in una rappresentazione, che ha un ruolo di comparsa all’interno di un gruppo.
E’ anche vero che il ruolo che assumiamo nelle nostre rappresentazioni non si può assimilare neppure all’antonimo di figurante che è "eroe" o "protagonista", ma possiamo essere, questo si, “Personaggi Storici”.

La definizione del termine “Personaggio Storico” rappresenta meglio il ruolo che è affidato ad ognuno di noi e cioè di "colui che ha una parte in una rappresentazione storico/rievocativa".

Personaggi Storici d'epoca imperiale romana

Il ruolo del “Personaggio Storico” in caso di partecipazione ad una rievocazione ed ancor più ad una Ricostruzione Storica (attività assai più impegnativa), ha delle regole che devono essere seguite per onorare la propria interpretazione. Alcuni dei punti fondamentali possono essere riassunti nella seguente terminologia:

Dignità, Onore, Passione, Portamento, Compostezza, Ordine, 
Imperturbabilità, Adattabilità, Flessibilità, Volontarietà.

L’Abito Storico e i simboli ad esso collegati, le dotazioni personali, le armi e tutto quello che crea il singolo personaggio (indipendentemente dall'epoca storica rappresentata) è frutto di studi e di ricerche storiche che necessariamente devono essere profonde e con riferimenti bibliografici certi; c'è ancora molto da ricercare nelle nuove scritture e nelle ancora nascoste fonti storiche, possiamo sempre migliorare e affinare ancora di più ciò che si intende rappresentare. Le origini dell'attività rievocativa devono essere più fedeli possibile e devono individuarsi nel periodo storico di riferimento.
Le regole di comportamento del Personaggio Storico non valgono soltanto per il momento topico della rappresentazione, l’immagine globale del gruppo inteso come un insieme di persone che fanno un’attività, è tale da non determinarsi in un singolo momento, ma dall’insieme del comportamento dall’inizio alla fine della manifestazione, dell’evento, della composizione del gruppo, tutto in completa armonia in particolare all'interno del proprio organizzazione figurativa.

Madonna Fiorentina, Personaggio Storico d'epoca rinascimentale

Se esiste un codice etico di comportamento e non viene applicato al meglio, rimane solo un testo pieno di buone intenzioni, rimane solo la lettura di parole e frasi vuote, rimane una sensazione dura nel profondo dell’animo e della coscienza, in questo caso non c’è alternativa, tutto può essere vanità e niente sostanza.

Chi pratica “Rievocazione Storica” lo fa spesso con passione e dedizione e di norma ogni individuo conosce quali sono le regole da seguire, anche quelle non scritte. Sono comunque necessarie alcune linee guida che possono servire ad ogni “Personaggio Storico” ad ogni Gruppo Storico, ad ogni Manifestazione Storica, per tracciare una distinzione tra la Manifestazione e gli alti eventi.

La Rievocazione Storica è una vera e propria opportunità per tutti, per chi la pratica e per chi vi assiste. La qualità delle rappresentazioni è data anche e soprattutto da chi la esegue, quindi per favore non figuranti, ma Personaggi Storici.

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giovedì 21 luglio 2016

Festa di Sant’Anna, “Partigiana della città di Firenze” - PROGRAMMA 2016

Il 26 Luglio di ogni anno, Firenze celebra la Festa di Sant’Anna. Fu una partigiana della causa della Repubblica, proprio perché quel giorno fu cacciato da Firenze Gualtieri di Brienne, meglio noto come Duca d’Atene. Tutto ebbe inizio con una sollevazione popolare il 26 luglio 1343, che mise finalmente fine al dominio tirannico del Duca dopo un intero anno di offese ed ingiustizie.
La figura di Anna madre di Maria vergine divenne quindi molto importante per Firenze.

"S’ordinò per lo Comune, che la festa di Sant’Anna si guardasse come Pasqua sempre in Firenze"

scrive il Villani nelle sue memorie. Da quel giorno i fiorentini ebbero finalmente un riferimento aulico da associare alla libertà, videro in lei una "partigiana della causa della Repubblica" e la innalzarono a protettrice di Firenze. Il suo giorno venne dichiarato giorno di pubblica solennità.
Numerosi sono i manufatti e le altre testimonianze che confortano l’importanza di Sant’Anna per i fiorentini. Uno dei più significativi è l’affresco di Mariotto di Nardo dipinto verso la fine del XIV secolo in una vela dell’Oratorio di Orsanmichele.
E’ proprio in questo luogo che ai nostri tempi si svolge l’ossequio e la commemorazione. Le Arti fiorentine rappresentate dalle insegne del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, con le autorità civili e religiose della città, si recano a rendere omaggio alla Vergine e a sua madre proprio il 26 luglio.
Da Palazzo Vecchio e dal Duomo di Santa Maria del Fiore si muovono i cortei che conducono il Sindaco ed il Vescovo di Firenze alla Chiesa di Orsanmichele. L’altare della Chiesa diviene quindi il luogo centrale della festa, dove tutt’ora ha culmine la ricorrenza che si celebra per la "Santa avvocata della libertà cittadina".
Per la commemorazione, viene officiata la benedizione e la consegna dei Ceri in simbolico segno di riverenza e gratitudine. Questo avviene a ricorrenza di ciò che nel XIV e del XV secolo, quando il culto di Sant’Anna protettrice di Firenze divenne sempre più importante, "Il Gonfaloniere servendo d’esempio a tutti a mezza messa offriva un regalo di frutte, d’allora il popolo inventò figure e uomini ritratti al naturale con teste e mani di cera colorata per regalarli in omaggio alla Santa".
E’ un giorno consacrato alla libertà di Firenze dagli oppressori, un giorno che amplifica la grande voglia delle Confederazioni cittadine di allora di espandersi economicamente, artisticamente e culturalmente, con la correttezza morale del Rinascimento fiorentino.
Alla manifestazione partecipa anche il Comune di Signa e il Rotary Club Firenze Bisenzio.

PROGRAMMA:
ore 20:30 - Il Corteo Storico del Comune di Signa e Lastra a Signa con la rappresentanza del Rotary Bisenzio partirà da Piazza Santa Maria Maggiore e percorrendo via Cerretani, piazza San Giovanni, via Calzaiuoli, arriverà in piazza della Signoria per ricongiungersi con il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e le Autorità presenti sull'Arengario di Palazzo Vecchio;
ore 20:45 - Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina partirà da piazzetta di Parte Guelfa e percorrendo via Pellicceria, via Porta Rossa, piazza del Mercato Nuovo, via Por Santa Maria, via Vacchereccia arriverà in piazza della Signoria.
ore 21:00 - I due cortei ricongiunti percorreranno via Calzaiuoli, piazza Duomo e sul sagrato di Santa Maria del Fiore accoglieranno le Autorità religiose che si uniranno al corteo e sucvcessivamente, percorrendo piazza San Giovanni, via Roma, piazza della Repubblica, via Calimala, via dell'Arte della Lana raggiungeranno Orsanmichele.
ore 22:00 - I Cortei con le Autorità Cittadine e Religiose entreranno in Chiesa per la Benedizione, la consegna del Cero e la funzione commemorativa.

ore 22:30 - I Cortei rientrano alle proprie sedi.


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giovedì 7 luglio 2016

Presentata la Proposta di Legge sulle Rievocazioni Storiche

Una rappresentanza del Comitato degli Stati Generali della Rievocazione Storica


Il 6 Luglio 2016 è stata una bella giornata per tutto il mondo della Rievocazione Storica, dopo il Forum organizzato a Firenze degli Stati Generali di settore, un primo grande passo è stato fatto a favore dell'inizio di un percorso di riconoscimento della Rievocazione Storica da parte delle istituzioni nazionali. Per questo è stata presentata dall'On. Marco Donati, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma, la Proposta di legge n. 3804 «Disposizioni per la promozione, il sostegno e la valorizzazione delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione storica», della quale è promotore e primo firmatario, alla presenza del Presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica Filippo Giovannelli, del Vice Presidente Alessio Bandini e di tutto il Comitato degli SGRS, del Presidente del Comitato Storico della Regione Toscana Roberta Benini, del Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Flavia Piccoli Nardelli.
Particolarmente graditi sono stati gli interventi del Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani a sostegno del progetto, del Presidente del CERS Massimo Andreoli e del Presidente della FIGS Carlo Capotosti, tutti disponibili ad incrementare il dialogo sull'uniformità d'intenti per una legislazione comune a favore della valorizzazione e sostegno alla Rievocazione Storica.
Potete vedere la Conferenza Stampa sul sito della CdD al seguente link:
La Conferenza Stampa in diretta Streaming

La Proposta di Legge si propone di riconoscere le rievocazioni storiche, definirle e tutelarle.
«Le rievocazioni storiche creano un forte spirito di aggregazione e offrono uno spettacolo che, oltre il piacere ludico, è un reale mezzo di promozione culturale, sociale e turistica – ha sottolineato il deputato Marco Donati –. Tali iniziative attirano il turista a visitare borghi di rara bellezza, a volte non compresi negli itinerari turistici mainstream: città e paesi che rappresentano parte dell’inestimabile patrimonio storico e artistico italiano. Inoltre, le rievocazioni storiche sono un elemento di aggregazione e d’integrazione sociale, poiché la ricostruzione dell’ambientazione storica richiede la massiccia partecipazione attiva di tutta la comunità».

«Questa è una legge importante su un tema che mi vede impegnato da anni - dice il presidente del Consiglio regionale toscano, Eugenio Giani - mi complimento con l’onorevole Donati perché il testo è di grande attualità, dopo quella Realacci, e interviene anche sulle competenze tra Stato e Regioni, così come saranno disegnate dalla riforma costituzionale che sarà tema del prossimo referendum confermativo».
 
Con la Presidente della VII commissione Cultura Flavia Piccoli Nardelli

La legge è frutto di un percorso condiviso con gli Stati Generali della Rievocazione Storica, che, con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, del Ministero per le attività culturali, del Comune di Firenze e di molte regioni italiane, ad aprile si sono riuniti a Firenze per un Forum, dal quale sono emerse proposte, progetti e buone pratiche che sono confluite poi nel testo di proposta di legge:

«Siamo molto soddisfatti – ha affermato Filippo Giovannelli, presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica – e ci mettiamo a disposizione per i lavori parlamentari, sperando di definire così anche il Libro Bianco che darà indicazione ai rievocatori su ciò che si deve e che non si deve fare». 

Filippo Giovannelli e Roberta Benini

«È un riconoscimento normativo fondamentale per la rievocazione storica – dice Alessio Bandini, vice presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica –, che nel momento dell’organizzazione saprà come interfacciarsi con le amministrazioni locali, acquisendo quella professionalità necessaria per farsi veicolo di cultura e turismo».

Questa legge avrà ripercussioni molto importanti in tutto il Paese, in particolare in Toscana che più di altre è la regione delle manifestazioni e delle rievocazioni storiche che in passato, per quanto di sua competenza, ha affrontato il tema, consapevole dell’impossibilità di poter applicare direttamente sgravi fiscali:

«La nostra è una visione fortunata – ha detto Roberta Benini, presidente del Comitato per la valorizzazione delle Associazioni e delle Manifestazioni di Rievocazione e Ricostruzione Storica della Regione Toscana –, visto che avevamo già una legge regionale, ma il riconoscimento nazionale è d’importanza esiziale per tutto il movimento e per la sua definitiva valorizzazione. La cultura, quindi, non solo come monumento materiale ma anche immateriale grazie allo storytelling delle varie manifestazioni, fatte da tanti volontari che danno un contributo importantissimo alle economie locali». 

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata
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