sabato 13 agosto 2016

Il Calcio Storico Fiorentino dell'Istituto Luce

E' con grande ammirazione per gli antenati del Calcio Storico Fiorentino, che raccolgo di seguito filmati dell'Istituto Luce che ricordano bene le prime partite giocate a Firenze dalla ripresa del 1930.
Recuperare la storia della riesumazione (come diceva Pietro Gori) del Gioco del Calcio Fiorentino, può farci capire quanta forza ed orgoglio dobbiamo avere noi, che ad oggi continuiamo a perpetrare con gioia questa nostra bella e unica tradizione.



Giornale Luce A0579 del 05/1930


Giornale Luce B0082 del 1932


Giornale Luce A0954 del 05/1932


Giornale Luce B0494 del 06/1934


Giornale Luce B0675 del 08/05/1935


Giornale Luce B0882 del 13/05/1936


Giornale Luce B1092 del 12/05/1937


La settimana Incom 00595 del 17/05/1951


La settimana Incom 00944 del 15/05/1953


La settimana Incom 01096 del 19/05/1954


La settimana Incom 01250 del 19/05/1955


La settimana Incom 01947 del 20/07/1960


Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata


sabato 30 luglio 2016

Rievocare ed "essere" un Personaggio Storico





Tanto interesse ha suscitato il mio post relativo a:  non "figuranti" ma "Personaggi Storici", che ha riscontrato opinioni diverse, tutte interessanti, che trovano terreno fertile negli addetti al settore e negli appassionati. Idee, espressioni e definizioni degne della migliore manifestazione di confronto costruttivo; quello che dovrebbe essere alla base della Rievocazione Storica nazionale ed internazionale.
Ritengo quindi condivisibile il concetto, molto logico, che chi opera nella Rievocazione Storica possa essere definito un "Rievocatore". Molte similitudini possono essere analizzate dal punto di vista lessicale per confermare questa tesi, apparentemente semplice, ma che ancora ha necessità di qualche passaggio per essere completamente assorbita nel lessico e nella mentalità del mondo rievocativo globale. Propongo anche un’azione di gruppo di noi tutti in modo  che lo stesso termine possa essere definito e aggiunto nei vocabolari.

Alcuni esperti di Rievocazione Storica attribuiscono il termine "figurante" a coloro che indossano l'abito di foggia storica sporadicamente. Questa è la definizione di Figurante nel vari vocabolari:
1 - Chi appare sulla scena solo per figura, talvolta pronunciando qualche battuta.
2 - estens. Chi, in un certo ambito, riveste un ruolo di scarsa importanza: in politica si accontenta di fare la parte del figurante.
3 - In teatro, comparsa - persona di scarsa importanza.

Rispetto a queste definizioni, vista anche l’evoluzione della lingua italiana, la contestualizzazione del figurante è spesso applicata all'arte teatrale. L’originalità dell’ambiente rievocativo comprende numerose variazioni e sfaccettature che spesso non sono riconducibili a dogmi o regole certe. Alcune definizioni potrebbero essere adottate con una visione più ampia del termine, evitando parole che hanno un significato negativo che non fanno bene ad un mondo che ha la necessità di crescere e di essere comunicato meglio con una terminologia più consona alla divulgazione.
Credo che chiamare “figurante” colui che immedesima nel suo animo un personaggio storico, non tanto per le volte che indossa un abito di foggia storica, volontariamente e senza nessun altro fine, è molto riduttivo. Il termine “figurante” non fornisce la giusta considerazione allo sforzo profuso da quel rievocatore che in quel momento "vuole" essere quel Personaggio Storico ed esso stesso se lo costruisce addosso, acquistando o confezionandosi l’abito e le attrezzature. Nel momento che lo interpreta, si immedesima. Lui in quel momento lo è! E lo vuole essere! Questo atteggiamento fa parte della passione, dell’orgoglio, dell’immedesimazione, del coinvolgimento emotivo, della voglia di protagonismo che lui stesso mette in campo e nella maggior parte dei casi non lo svolge da professionista.
Ricordo che il mondo della Rievocazione Storica, per la maggior parte di coloro che la praticano, si tratta di una passione, di un hobby, di una pratica di volontariato. I professionisti della rievocazione sono forse più assimilabili a degli attori di teatro professionali, che svolgono lo stesso tipo di attività, ma per un aspetto prettamente economico.

Altro aspetto di riflessione importante sul quale dovremmo soffermarci è la filosofia che il rievocatore dovrebbe assumere come propria e cioè quella che esclude l’esibizionismo personale. Ogni volta che qualcuno esercita un’attività rievocativa, non rappresenta mai se stesso!
L’abito storico indossato spersonalizza l'individuo che esercita l'attività, per assumere un ruolo rievocativo di “personaggio storico”, interpretandolo.
Ecco il perché all’estensione del significato letterale del termine “personaggio” possiamo aggiungere il termine “storico”, con esso si individua colui che spersonalizzando se stesso, assume il massimo livello rappresentativo.

Altra questione è la Ricostruzione Storica che non ha in queste teorie riferimenti coerenti perché trattasi di altro aspetto molto più scientifico che risponde a dettami molto più rigidi e codificati.

 

Se la lingua italiana individua nella definizione del termine "Personaggio” come Storico una persona realmente vissuta nel passato, l’estensione di significato che ho posto all'attenzione di tutti è giustificata dal fatto che chi rievoca un Personaggio realmente esistito possa esso stesso essere definito Storico per estensione di ciò che ho prima espresso. Aggiungo che per approfondire meglio questo aspetto è necessario avere ben chiare le definizioni di Rievocazione Storica e di ciò che serve per avere il quadro più completo possibile, in modo da poter aderire ad alcune regole generali messe a disposizione di tutti coloro che della Rievocazione Storica voglio fare la propria attività, sia professionale che amatoriale. E’ il caso scaturito anche agli Stati Generali della Rievocazione Storica avvenuti in forma di Forum nel Palagio di Parte Guelfa a Firenze il 9 e 10 aprile 2016, dove sono state messe le basi per una legislazione nazionale che incardini questi principi e che dia la possibilità a tutti di aderire o meno ad una codificazione.
Sono altresì convinto che al termine di questo percorso, pur auspicandone il più grande successo, alcuni rievocatori potranno avere opinioni diverse, ma spero che la strada per arrivare ad un risultato positivo sia la più vasta e condivisa possibile e con la partecipazione di tutti...

Sono quindi molto in accordo con chi definisce il termine "Rievocatore" adatto ad individuare colui che esercita la rievocazione storica, ma credo anche che, oltre a farlo riconoscere come neologismo come ho proposto all’inizio, si debba lasciare spazio ad altre definizioni che non siano quella di “figurante”, termine ormai obsoleto, che restituisce una sensazione triste dell’attività del rievocatore assimilandolo ad una semplice comparsa teatrale e non lo rappresenta per ciò che esso stesso esercita realmente all’interno di un evento o di un’associazione.

Credo inoltre che non sia un “errore” (cit) aprire a nuove teorie e argomenti di discussione. L’apertura a nuove possibilità non dovrebbe allontanare gli “accademici, che a quanto pare stanno sempre lontani o intervengono solo se ne hanno un beneficio o di immagine o di danaro” (cit); si tratta di una brutta considerazione di coloro che, al contrario, potrebbero essere utilissimi (direi fondamentali) al confronto e che sono certo essere disponibili ad interloquire con tutti per dare il loro contributo a migliorare ogni aspetto della Rievocazione Storica. Non commetteremo altri errori, sempre che quelli commessi nel passato non siano stati uno stimolo per migliorare. Un grande errore sarebbe quello di chiudere dentro un recinto di norme e paletti il meraviglioso mondo della Rievocazione Storica.

Spero davvero che l’inclusione, partendo dal basso con modestia ma con decisione, possa portare ad accomunare tutti a portare alla luce il grande valore scientifico, storico, culturale e d’esperienza che questo mondo ha all’interno. Auspico una discussione più ampia possibile con l’intervento di tutte le forze disponibili, senza preconcetti ne diktat. La sensazione è che spesso ad essere troppo rigidi si produca una distacco dalla realtà.

Sono uno dei promotori di un forum che ha catalizzato numerose energie di questo mondo. Stiamo lavorando alacremente per la definizione di una legislazione generale che inquadrerà il mondo della Rievocazione Storica come un settore di branche culturali più ampie, cercheremo di evitare però ogni chiusura o limite alla volontà umana di associarsi e di rappresentare ciò che amano della propria storia, nel rispetto della “qualità” e di parametri condivisi nei quali tutti possono riconoscersi evitando l’esclusione di qualcuno.

Credo che potremmo farne un argomento di riflessione e materia di tavola rotonda, argomento che può essere sviscerato con tutte le competenze che siamo in grado di mettere in campo.
Appuntamento agli SGRS 2017

Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata


mercoledì 27 luglio 2016

Ecco 5 curiosità più belle di Piazza Duomo a Firenze

Bocce e Pallottole a Firenze


Alla sinistra del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, un piccolo slargo denominato “delle Pallottole”, ha fatto un po’ la storia e la leggenda dei curiosi e variegati toponimi fiorentini. E’ spesso preso ad esempio di nomi caratteristici di vie e piazze ed ha sempre un grande successo e simpatica attenzione. La piazza precedentemente di più ampia superficie dava modo alla popolazione di potervi svolgere delle attività ludiche, tra le quali, appunto, il gioco delle Pallottole. Tanto diventò famoso e praticato in quella piazza che necessariamente il toponimo ebbe luogo.
Il gioco delle Pallottole era vietato in molti altri luoghi della città, tanto ciò è vero che, sono ancora visibili alcuni “Bandi” scritti e divulgati su pietra, dove i Signori Otto di Guardia e Balia, la polizia del tempo, vietava il gioco delle pallottole e molto più spesso della palla in generale, per svariati motivi, tra cui il rispetto dei luoghi di culto. Uno di questi bandi è ancora ben visibile su di un fianco della Badia Fiorentina.
Il parallelo ai nostri tempi è molto lineare. L’antico gioco delle Pallottole è sicuramente l’antesignano dell’odierno gioco delle bocce. Sono cambiate alcune regole, ma l’utilizzo delle “pallottole” è sempre lo stesso. Le bocce in questa piazza di Firenze hanno avuto e sempre avranno la loro patria naturale. Qui nasce il gioco delle bocce fiorentine.

L'Annunciazione sul Duomo di Firenze


Non sarà famosa come l'Annunciazione di Leonardo da Vinci oppure quella del Beato Angelico, opere di pittura universali e di una bellezza straordinaria. L'Annunciazione che descrivo di seguito ha molte interessanti particolarità legate al periodo storico del 1300-1340 e alla trasformazione della Chiesa di Santa Reparata nel Duomo.
Ci troviamo sulla facciata ovest di Santa Maria del Fiore, la facciata iniziata da Arnolfo di Cambio, sulla parete esterna quindi, vicino al Campanile di Giotto, si trova una scultura trecentesca. E' un rilievo di forma rettangolare allungato che rappresenta l'Annunciazione.
Non conosciamo il vero autore di questa opera. Lo stesso è da ricercarsi tra i maestri minori fiorentini del tempo che probabilmente contribuirono in maniera determinante anche alla realizzazione della vecchia facciata e del Campanile di Giotto. Alcuni nomi possono essere individuati nel Maestro dell'Armatura, nel Maestro di Saturno o nel Maestro di Noè. Negli stessi decenni erano attivi anche il Maestro dell'edicola degli Ubriachi oppure al Maestro del rilievo dei Tre Re Magi.

Il "Sasso di Dante"


Tra piazza delle Pallottole e via dello Studio si trovava il Sasso di Dante. Su questo sasso, il Sommo Poeta si riposava e nell’attesa guardava la costruzione della Cattedrale. Si narra, a testimonianza dell’eccezionale memoria, che un giorno mentre era seduto ed assorto nei propri pensieri sul solito sasso, passò di lì qualcuno e gli chiese:- “Oh Dante, icchè ti piace di più da mangiare?"
- "l’ovo” – rispose Dante.
L’anno dopo, la stessa persona curiosa, ripassò di li e ritrovò Dante ancora seduto sul suo sasso preferito, sempre assorto e pensieroso e gli chiese:- “co’ icchè?” - “co i’ sale!

Dedalus nel Campanile di Giotto


Una formella del Campanile di Giotto realizzata da Andrea Pisano, rappresenta Dedalo, personaggio leggendario della mitologia greca, grande architetto, scultore ed inventore, noto per essere il padre di Icaro avuto da Naucrate, schiava del re di Creta e anche per essere il costruttore del famoso “Labirinto del Minotauro”.
La storia affascinante di questi personaggi mitologici merita di essere raccontata sinteticamente.
Si dice che Minosse rinchiuse nello stesso labirinto Dedalo e suo figlio Icaro perché indicò a Teseo il modo di uscirne utilizzando un gomitolo di lana. Ma lui stesso non ne seppe uscire che volando. Costruì con delle penne d’uccello e della cera due paia d'ali. Raccomandò al figlio Icaro di non innalzarsi troppo in alto, ma durante il volo Icaro si avvicinò troppo al sole ed il calore fuse la cera facendolo cadere in mare. Dedalo continuò il suo volo, era in fuga e raggiunse la Sicilia.
Sul Campanile di Giotto, quindi, nel lato sud di fronte alla Misericordia di Firenze, Giotto volle inserire una serie di sculture, di piccole formelle. I rilievi in gran parte realizzati da Andrea Pisano, successore alla realizzazione del campanile dopo la morte di Giotto, iniziano con la Creazione dell'uomo e si susseguono con le Virtù, le Arti Liberali a rappresentazione delle attività umane ed i sacramenti. Tra queste Dedalus, scolpito dal 1334 al 1336 insieme ad altre 12 formelle, rappresentato per essere stato l’antesignano degli artisti. Dedalo è stato scolpito curiosamente con ali posticce.

La Colonna di San Zanobi


 San Zanobi è vissuto nel IV secolo d.C. ed è stato un vescovo di Firenze. E' il patrono principale dell'arcidiocesi fiorentina, assieme ad Antonino Pierozzi entrambi Santi della Chiesa Cattolica.
Veri e propri miracoli sono attribuiti a "Zenobio" (altro nome che si ritrova nei testi storici) durante il suo vescovado, la risurrezione del figlio di una pellegrina francese, testimoniato anche da una targa presente sulla facciata di Palazzo Valori e Altoviti, è uno dei più emblematici.
A Zanobi è dedicata la Colonna posta lateralmente al Battistero di San Giovanni, davanti alla porta nord. Ha un fusto in granito con sopra un albero in ferro e una croce. La leggenda ci tramanda che al passaggio delle reliquie del santo, che venivano trasferite dalla cattedrale di San Lorenzo a quella di Santa Reparata il 26 gennaio 429, un olmo secco sarebbe miracolosamente rinverdito quando le reliquie ne sfiorarono i rami. Da quel preciso istante cominciarono a spuntare nuove foglie verdi.
Il tronco di quell'albero fu in seguito utilizzato per scolpire un crocifisso che attualmente si trova nella chiesa di San Giovannino dei Cavalieri in via San Gallo. Altre fonti ci tramandano che lo stesso legno fu utilizzato per un dipinto del "Maestro del Bigallo", che raffigura le gesta del San Zanobi nella propria vita vescovile.
La colonna fu eretta in data imprecisata. Abbiamo notizie certe dal 1333 quando fu abbattuta dall'alluvione e successivamente ed immediatamente ricostruita. Sulla stessa colonna di granito vi è un'iscrizione che ricorda la leggenda di San Zanobi.

Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

lunedì 25 luglio 2016

Rievocazione Storica: non "figuranti" ma "Personaggi Storici"

Personaggi Storici dell'epoca napoleonica
Negli ultimi 25/30 anni il mondo della Rievocazione Storica ha avuto numerose fasi di cambiamento, a volte molto positivo se visto dalla parte della socializzazione, dell'associazionismo e dell'aggregazione, altre volte meno favorevole ad esempio nel numero crescente di apparenti rievocazioni storiche di scarsa qualità e spesso improvvisate, così come anche apparenti gruppi storici che non rispettano standard minimi di ricerca e di veridicità storica.
L'aspetto che mi preme trattare è riferito all'individuo, a colui che la rievocazione storica la pratica con passione e dedizione.
Indossare e portare un "Abito Storico" che richiama un’epoca più o meno importante del nostro passato, ha una grande rilevanza psicologica in particolare per chi lo indossa e lo rende almeno orgoglioso dell’attività rievocativa individuale a servizio di un fine più grande che è quello di appartenere ad un gruppo di amici, colleghi, conoscenti che operano per uno stesso ed unico fine: rappresentare la storia.
Quando si opera per progettare e realizzare un corteo storico oppure si imposta la costituzione di un gruppo storico o di una rievocazione storica per rappresentare un'epoca o un evento accaduto nel nostro passato, ognuno di noi assume un Ruolo ben definito. Il ruolo rappresentato è legato ad un personaggio del passato o di un'epoca con una propria identità, spesso un nome ed un cognome, una provenienza, una stirpe, un'origine. Ecco perché chi pratica rievocazione storica o appartiene ad un gruppo storico ben strutturato, non può definirsi ne essere definito semplicemente “figurante”.
Tutte le definizioni del termine “figurante” fanno riferimento a qualcuno che ha una parte di scarso rilievo in una rappresentazione, che ha un ruolo di comparsa all’interno di un gruppo.
E’ anche vero che il ruolo che assumiamo nelle nostre rappresentazioni non si può assimilare neppure all’antonimo di figurante che è "eroe" o "protagonista", ma possiamo essere, questo si, “Personaggi Storici”.

La definizione del termine “Personaggio Storico” rappresenta meglio il ruolo che è affidato ad ognuno di noi e cioè di "colui che ha una parte in una rappresentazione storico/rievocativa".

Personaggi Storici d'epoca imperiale romana

Il ruolo del “Personaggio Storico” in caso di partecipazione ad una rievocazione ed ancor più ad una Ricostruzione Storica (attività assai più impegnativa), ha delle regole che devono essere seguite per onorare la propria interpretazione. Alcuni dei punti fondamentali possono essere riassunti nella seguente terminologia:

Dignità, Onore, Passione, Portamento, Compostezza, Ordine, 
Imperturbabilità, Adattabilità, Flessibilità, Volontarietà.

L’Abito Storico e i simboli ad esso collegati, le dotazioni personali, le armi e tutto quello che crea il singolo personaggio (indipendentemente dall'epoca storica rappresentata) è frutto di studi e di ricerche storiche che necessariamente devono essere profonde e con riferimenti bibliografici certi; c'è ancora molto da ricercare nelle nuove scritture e nelle ancora nascoste fonti storiche, possiamo sempre migliorare e affinare ancora di più ciò che si intende rappresentare. Le origini dell'attività rievocativa devono essere più fedeli possibile e devono individuarsi nel periodo storico di riferimento.
Le regole di comportamento del Personaggio Storico non valgono soltanto per il momento topico della rappresentazione, l’immagine globale del gruppo inteso come un insieme di persone che fanno un’attività, è tale da non determinarsi in un singolo momento, ma dall’insieme del comportamento dall’inizio alla fine della manifestazione, dell’evento, della composizione del gruppo, tutto in completa armonia in particolare all'interno del proprio organizzazione figurativa.

Madonna Fiorentina, Personaggio Storico d'epoca rinascimentale

Se esiste un codice etico di comportamento e non viene applicato al meglio, rimane solo un testo pieno di buone intenzioni, rimane solo la lettura di parole e frasi vuote, rimane una sensazione dura nel profondo dell’animo e della coscienza, in questo caso non c’è alternativa, tutto può essere vanità e niente sostanza.

Chi pratica “Rievocazione Storica” lo fa spesso con passione e dedizione e di norma ogni individuo conosce quali sono le regole da seguire, anche quelle non scritte. Sono comunque necessarie alcune linee guida che possono servire ad ogni “Personaggio Storico” ad ogni Gruppo Storico, ad ogni Manifestazione Storica, per tracciare una distinzione tra la Manifestazione e gli alti eventi.

La Rievocazione Storica è una vera e propria opportunità per tutti, per chi la pratica e per chi vi assiste. La qualità delle rappresentazioni è data anche e soprattutto da chi la esegue, quindi per favore non figuranti, ma Personaggi Storici.

Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

giovedì 21 luglio 2016

Festa di Sant’Anna, “Partigiana della città di Firenze” - PROGRAMMA 2016

Il 26 Luglio di ogni anno, Firenze celebra la Festa di Sant’Anna. Fu una partigiana della causa della Repubblica, proprio perché quel giorno fu cacciato da Firenze Gualtieri di Brienne, meglio noto come Duca d’Atene. Tutto ebbe inizio con una sollevazione popolare il 26 luglio 1343, che mise finalmente fine al dominio tirannico del Duca dopo un intero anno di offese ed ingiustizie.
La figura di Anna madre di Maria vergine divenne quindi molto importante per Firenze.

"S’ordinò per lo Comune, che la festa di Sant’Anna si guardasse come Pasqua sempre in Firenze"

scrive il Villani nelle sue memorie. Da quel giorno i fiorentini ebbero finalmente un riferimento aulico da associare alla libertà, videro in lei una "partigiana della causa della Repubblica" e la innalzarono a protettrice di Firenze. Il suo giorno venne dichiarato giorno di pubblica solennità.
Numerosi sono i manufatti e le altre testimonianze che confortano l’importanza di Sant’Anna per i fiorentini. Uno dei più significativi è l’affresco di Mariotto di Nardo dipinto verso la fine del XIV secolo in una vela dell’Oratorio di Orsanmichele.
E’ proprio in questo luogo che ai nostri tempi si svolge l’ossequio e la commemorazione. Le Arti fiorentine rappresentate dalle insegne del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, con le autorità civili e religiose della città, si recano a rendere omaggio alla Vergine e a sua madre proprio il 26 luglio.
Da Palazzo Vecchio e dal Duomo di Santa Maria del Fiore si muovono i cortei che conducono il Sindaco ed il Vescovo di Firenze alla Chiesa di Orsanmichele. L’altare della Chiesa diviene quindi il luogo centrale della festa, dove tutt’ora ha culmine la ricorrenza che si celebra per la "Santa avvocata della libertà cittadina".
Per la commemorazione, viene officiata la benedizione e la consegna dei Ceri in simbolico segno di riverenza e gratitudine. Questo avviene a ricorrenza di ciò che nel XIV e del XV secolo, quando il culto di Sant’Anna protettrice di Firenze divenne sempre più importante, "Il Gonfaloniere servendo d’esempio a tutti a mezza messa offriva un regalo di frutte, d’allora il popolo inventò figure e uomini ritratti al naturale con teste e mani di cera colorata per regalarli in omaggio alla Santa".
E’ un giorno consacrato alla libertà di Firenze dagli oppressori, un giorno che amplifica la grande voglia delle Confederazioni cittadine di allora di espandersi economicamente, artisticamente e culturalmente, con la correttezza morale del Rinascimento fiorentino.
Alla manifestazione partecipa anche il Comune di Signa e il Rotary Club Firenze Bisenzio.

PROGRAMMA:
ore 20:30 - Il Corteo Storico del Comune di Signa e Lastra a Signa con la rappresentanza del Rotary Bisenzio partirà da Piazza Santa Maria Maggiore e percorrendo via Cerretani, piazza San Giovanni, via Calzaiuoli, arriverà in piazza della Signoria per ricongiungersi con il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e le Autorità presenti sull'Arengario di Palazzo Vecchio;
ore 20:45 - Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina partirà da piazzetta di Parte Guelfa e percorrendo via Pellicceria, via Porta Rossa, piazza del Mercato Nuovo, via Por Santa Maria, via Vacchereccia arriverà in piazza della Signoria.
ore 21:00 - I due cortei ricongiunti percorreranno via Calzaiuoli, piazza Duomo e sul sagrato di Santa Maria del Fiore accoglieranno le Autorità religiose che si uniranno al corteo e sucvcessivamente, percorrendo piazza San Giovanni, via Roma, piazza della Repubblica, via Calimala, via dell'Arte della Lana raggiungeranno Orsanmichele.
ore 22:00 - I Cortei con le Autorità Cittadine e Religiose entreranno in Chiesa per la Benedizione, la consegna del Cero e la funzione commemorativa.

ore 22:30 - I Cortei rientrano alle proprie sedi.


Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

giovedì 7 luglio 2016

Presentata la Proposta di Legge sulle Rievocazioni Storiche

Una rappresentanza del Comitato degli Stati Generali della Rievocazione Storica


Il 6 Luglio 2016 è stata una bella giornata per tutto il mondo della Rievocazione Storica, dopo il Forum organizzato a Firenze degli Stati Generali di settore, un primo grande passo è stato fatto a favore dell'inizio di un percorso di riconoscimento della Rievocazione Storica da parte delle istituzioni nazionali. Per questo è stata presentata dall'On. Marco Donati, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma, la Proposta di legge n. 3804 «Disposizioni per la promozione, il sostegno e la valorizzazione delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione storica», della quale è promotore e primo firmatario, alla presenza del Presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica Filippo Giovannelli, del Vice Presidente Alessio Bandini e di tutto il Comitato degli SGRS, del Presidente del Comitato Storico della Regione Toscana Roberta Benini, del Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Flavia Piccoli Nardelli.
Particolarmente graditi sono stati gli interventi del Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani a sostegno del progetto, del Presidente del CERS Massimo Andreoli e del Presidente della FIGS Carlo Capotosti, tutti disponibili ad incrementare il dialogo sull'uniformità d'intenti per una legislazione comune a favore della valorizzazione e sostegno alla Rievocazione Storica.
Potete vedere la Conferenza Stampa sul sito della CdD al seguente link:
La Conferenza Stampa in diretta Streaming

La Proposta di Legge si propone di riconoscere le rievocazioni storiche, definirle e tutelarle.
«Le rievocazioni storiche creano un forte spirito di aggregazione e offrono uno spettacolo che, oltre il piacere ludico, è un reale mezzo di promozione culturale, sociale e turistica – ha sottolineato il deputato Marco Donati –. Tali iniziative attirano il turista a visitare borghi di rara bellezza, a volte non compresi negli itinerari turistici mainstream: città e paesi che rappresentano parte dell’inestimabile patrimonio storico e artistico italiano. Inoltre, le rievocazioni storiche sono un elemento di aggregazione e d’integrazione sociale, poiché la ricostruzione dell’ambientazione storica richiede la massiccia partecipazione attiva di tutta la comunità».

«Questa è una legge importante su un tema che mi vede impegnato da anni - dice il presidente del Consiglio regionale toscano, Eugenio Giani - mi complimento con l’onorevole Donati perché il testo è di grande attualità, dopo quella Realacci, e interviene anche sulle competenze tra Stato e Regioni, così come saranno disegnate dalla riforma costituzionale che sarà tema del prossimo referendum confermativo».
 
Con la Presidente della VII commissione Cultura Flavia Piccoli Nardelli

La legge è frutto di un percorso condiviso con gli Stati Generali della Rievocazione Storica, che, con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, del Ministero per le attività culturali, del Comune di Firenze e di molte regioni italiane, ad aprile si sono riuniti a Firenze per un Forum, dal quale sono emerse proposte, progetti e buone pratiche che sono confluite poi nel testo di proposta di legge:

«Siamo molto soddisfatti – ha affermato Filippo Giovannelli, presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica – e ci mettiamo a disposizione per i lavori parlamentari, sperando di definire così anche il Libro Bianco che darà indicazione ai rievocatori su ciò che si deve e che non si deve fare». 

Filippo Giovannelli e Roberta Benini

«È un riconoscimento normativo fondamentale per la rievocazione storica – dice Alessio Bandini, vice presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica –, che nel momento dell’organizzazione saprà come interfacciarsi con le amministrazioni locali, acquisendo quella professionalità necessaria per farsi veicolo di cultura e turismo».

Questa legge avrà ripercussioni molto importanti in tutto il Paese, in particolare in Toscana che più di altre è la regione delle manifestazioni e delle rievocazioni storiche che in passato, per quanto di sua competenza, ha affrontato il tema, consapevole dell’impossibilità di poter applicare direttamente sgravi fiscali:

«La nostra è una visione fortunata – ha detto Roberta Benini, presidente del Comitato per la valorizzazione delle Associazioni e delle Manifestazioni di Rievocazione e Ricostruzione Storica della Regione Toscana –, visto che avevamo già una legge regionale, ma il riconoscimento nazionale è d’importanza esiziale per tutto il movimento e per la sua definitiva valorizzazione. La cultura, quindi, non solo come monumento materiale ma anche immateriale grazie allo storytelling delle varie manifestazioni, fatte da tanti volontari che danno un contributo importantissimo alle economie locali». 

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

domenica 3 luglio 2016

La Centauromachia di Michelangelo: Centauri o Calcianti?

La Centauromachia di Michelangelo - Centauri o Calcianti?
Michelangelo Buonarroti si sa, ha sempre fatto della sua arte un gioco di nudi, muscoli e rilievo. Vedendo e analizzando questo bassorilievo dal nome "Centauromachia" ho visto alcune scene molto comuni riconducibili al popolo di Firenze, in particolare a chi, come me, è un grande appassionato delle Tradizioni e del Calcio Fiorentino.
La scena raffigurata da Michelangelo è una lotta della mitologia greca. Si tratta dello scontro tra il popolo dei Lapiti, che erano leggendari abitanti della Tessaglia e i mitologici Centauri, creature metà uomini e metà cavalli. La Centauromachia è infatti la “battaglia dei centauri”.
La realtà che vediamo però esula un po' dalla pura rappresentazione della mitologia. In questo bassorilievo non si notano molto le differenze tra uomo e animale, ma si intravede la volontà di rappresentare una lotta tra combattenti, tutti a torso nudo.
La composizione dell'opera si basa sul movimento. Ogni individuo ha una propria gestualità, i corpi sono avvinghiati l’uno all’altro, lottando e scontrandosi anche duramente
Michelangelo scolpisce quest'opera appena ventenne e si notano da subito tutte le caratteristiche che contraddistingueranno le future opere: la plasticità, il movimento, l’utilizzo della figura maschile nuda. L'Apollo, al centro della composizione, è il fulcro dell'opera, ritroveremo questo aspetto quasi cinquanta anni dopo nel Giudizio Universale della Cappella Sistina di Roma.

I vent'anni di Michelangelo corrispondono ad un periodo storico molto importante per Firenze, Lorenzo de' Medici è morto da pochi anni e la città cerca di riprendersi da momenti altalenanti tra Repubblicani e Palleschi.
E' anche il periodo nel quale si hanno notizie certe di giochi caratteristici della città, come quello del Calcio. Alcuni testi ci ricordano che nel gennaio del 1490 si giocò al Calcio nell'Arno ghiacciato e senza ombra di dubbio si faceva il calcio anche in altri luoghi e in altri periodi dell'anno.
Ho sempre immaginato Michelangelo giocatore di Calcio, l'ho assimilato anche al periodo dell'assedio del 1529-30 in questo post (leggete QUI) e cerco di trovare analogie a origini negli antichi popoli come ho fatto con un bronzo ellenistico (leggete QUI).
Dobbiamo ammettere che in questo bassorilievo nulla potrebbe distoglierci il pensiero da incredibile scene di Calcio Fiorentino. Presi singolarmente o in gruppo, questi personaggi esprimono ogni aspetto ludico, atletico, di scontro e di contrasto che vediamo anche nelle odierne sfide dentro piazza di Santa Croce.
Mi piace da sempre pensare che tutto quello che noi facciamo con passione e gioia per il Calcio Fiorentino, possa essere ricondotto ad aspetti della nostra storia, quella documentata con testi e riferimenti delle cronache fiorentine, ma anche con analogie, paragoni, intuizioni e riferimenti iconografici o dell'arte che possano essere ricondotti al nostro modo di intendere il Gioco del Calcio a Firenze.

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

martedì 28 giugno 2016

Torneo di San Giovanni 2016 del Calcio Storico Fiorentino - Esaltante

Schieramento e saluto del Calcio Storico Fiorentino
Un torneo di San Giovanni davvero esaltante.
Dopo il tentativo di trovare in ogni partita qualcosa di poco piacevole, anche la stampa locale, nazionale ed internazionale ha ammesso che questo torneo di calcio fiorentino è stato davvero bellissimo. Le tre partite disputate hanno ricordato anche ai più vecchi che il gioco del Calcio Fiorentino è bello da vedere e bello da godere.
Questi sono stati i risultati:
11 giugno 2016 - Prima semifinale Verdi di San Giovanni vs Bianchi di Santo Spirito - 5 - 8
12 giugno 2016 - Seconda Semifinale Rossi di Santa Maria Novella vs Azzurri di Santa Croce - 2 - 6 ½
24 giugno 2016 - Finale Bianchi di Santo Spirito vs Azzurri di Santa Croce - 6 ½ - 6
La vittoria sul filo della "mezza caccia" da parte del Quartiere di Santo Spirito e della squadra dei Bianchi ha assegnato simbolicamente la "Vitella" ed il Palio del Maestro Rapisardi che verrà conservato nella sede del Colore. Tre partite che hanno reso onore a questa bellissima tradizione e a questo originalissimo gioco storico.

L'Arena di Santa Croce
Grande anche la soddisfazione per i Personaggi Storici del Corteo della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino. Dopo appena un anno di impegno costante, abbiamo riorganizzato le compagini storiche e siamo riusciti a coinvolgere oltre 500 personaggi, tutti vestiti con costumi militari del rinascimento fiorentino, integrando oltre 150 persone, esordienti nel "sabbione" di Santa Croce. Siamo tutti impegnati a migliorare questo nostro mondo che ci appartiene e che ci rende orgogliosi. Indossare e portare un Abito Storico che richiama un’epoca importante del nostro passato, ha una grande rilevanza psicologica in particolare per chi lo indossa e lo rende orgoglioso dell’attività rievocativa individuale a servizio di un fine più grande che è quello di appartenere ad un gruppo, di amici, colleghi, conoscenti che operano per uno stesso fine: rappresentare Firenze.

Massimo impegno per i dettagli
Rappresentando l’Esercito dell’ultima Repubblica Fiorentina, le Arti e le Corporazioni di Firenze, l'individuo assume un ruolo all’interno del proprio gruppo. Il ruolo rappresentato è legato ad un personaggio del passato con una propria identità, un nome e un cognome, una provenienza. Ecco perché nel nostro caso, essere definiti “figuranti” non è corretto. Tutte le definizioni scientifiche della parola “figurante” fanno riferimento a "qualcuno che ha una parte di scarso rilievo in una rappresentazione", che ha un ruolo di comparsa all’interno di un gruppo. E’ anche vero che il ruolo che assumiamo nelle nostre rappresentazioni non si può assimilare neppure all’antonimo della parola "figurante" che è "eroe".
Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino è composto quindi da “personaggi storici” e cioè coloro che hanno una parte in una rappresentazione storico/rievocativa. Interpretano un personaggio del passato che ha difeso Firenze a costo della propria vita!
Il ruolo del “personaggio storico” ha delle regole che sono seguite onorandone l'interpretazione. Alcuni dei punti fondamentali possono essere riassunti nelle seguenti parole: Dignità, Onore, Passione, Portamento, Compostezza, Ordine, Imperturbabilità, Adattabilità, Flessibilità, Volontarietà.
Continuiamo a proporre soluzioni migliorative, inseriamo elementi di coinvolgimento, di nuova organizzazione e di coesione di gruppo.

Il Gruppo del Proconsolo e delle Arti in posa prima dell'inizio della Parata

Un Riconoscimento Speciale per l'Anno 2016 al Gruppo del Corteo Storico che ha meglio recepito la riorganizzazione generale, riportando all'interno della Parata e dell'Arena di Santa Croce tutte le Insegne ed i Personaggi Storici delle Arti e delle Corporazioni Fiorentine. E' stato davvero bello rivedere per le strade storiche di Firenze le insegne delle 7 Arti Maggiori e delle 14 Arti Minori tutte insieme, del Tribunale di Mercatanzia e del Proconsolo. Un gruppo coeso, dove si respira grande passione e voglia di rappresentare quella parte di Firenze che ha contribuito in maniera determinante alla sua grandezza, un gruppo rinnovato nelle persone e nello spirito, un esempio per tutti.

Ricorderò questo secondo anno con grande piacere, credo la più bella edizione del Torneo di San Giovanni da quando faccio parte di questo bellissimo mondo della tradizione popolare fiorentina. 
L'attività del Corteo della Repubblica dura però tutto l'anno e siamo già al lavoro per le prossime manifestazioni rievocative e della Tradizione. Non c'è pausa per la nostra attività, che anche se di perfetto e assoluto volontariato, porta a grandi risultati in termini di qualità e acquisizione d'esperienza.

Cito per ultimo due record raggiunti dalla manifestazione in questa edizione:
1 - Il Calcio Storico Fiorentino è stato inserito in una speciale classifica tra le 300 Feste più belle del mondo. La lista delle 300 Feste o Festival mondiali hanno una presentazione ed una immagine molto accattivante e è un grande onore vedere che all'interno di questa classifica proposta da www.fest300.com un grande posto di rilievo è occupato dal Calcio Storico Fiorentino.
2 - La Finale di San Giovanni 2016 è stata vista da oltre 600.000 persone sul Canale 15 del digitale terrestre RTV38, realizzando il 6,12 di share senza contare la diretta streaming e le repliche.

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

mercoledì 8 giugno 2016

Il Calcio Storico Fiorentino tra le 300 Feste più belle del mondo

La disposizione del Corteo Storico in Piazza Santa Croce
Se alcuni famosissimi quotidiani o Magazine internazionali stilano classifiche per individuare le 500 più grandi aziende del mondo (Fortune) oppure i 400 personaggi più ricchi del globo (Forbes) esistono anche coloro che recensiscono le 300 feste più belle del pianeta.
Naturalmente la lista delle 300 Feste o Festival mondiali hanno una presentazione ed una immagine molto accattivante e è un grande onore vedere che all'interno di questa classifica proposta da www.fest300.com un grande posto di rilievo è occupato dal Calcio Storico Fiorentino.
Il nostro bel gioco storico è stato selezionato insieme ai grandi rituali di storia millenaria dei paesi asiatici, alle feste per celebrare grandi eventi statunitensi, alle bellissime cerimonie religiose di tutto il mondo.
Chip Conley è uno dei massimi esperti mondiali e grande conoscitore delle feste di tutto il globo. La sua curiosità culturale lo ha portato a viaggiare per il mondo alla ricerca di parate, pellegrinaggi, feste e tutto ciò che crea magia collettiva e gioia di vivere in formato festival.
La segnalazione del Calcio Storico Fiorentino - si legge nella recensione del sito - si basa sul fatto che è stato definito il più insolito evento sportivo del mondo.

"Una volta all'anno, nel mezzo del l'eleganza rinascimentale di Firenze e di fronte all'imponente facciata di marmo della Chiesa di Santa Croce e della statua di Dante, squadre rivali si scontrano in un violento corpo-a-corpo, partita giocata su un campo di sabbia e di come i fan selvaggi fanno il tifo per la loro squadra di quartiere.Si lanciano e bloccano gli avversari con pugni, calci, e lottando a terra, a volte così violentemente da poter portare anche alcune ferite. Lo scontro dura 50 minuti, senza sostituzioni e senza timeout.Al colpo di cannone finale, i giocatori sono incrostati di sangue, sudore e sabbia, le loro maglie strappate a brandelli. La squadra vincente trionfale si porta a casa il primo premio: una tanto ambita Vitella di razza Chianina da cui la famosa specialità bistecca locale, bistecca alla fiorentina, è derivato. Quella notte, uno bellissimo spettacolo pirotecnico sul fiume Arno è lanciato dal Piazzale Michelangelo."

Nell'essere piacevolmente colpito dalla recensione, molto più lunga ed articolata, che descrive a grandi linee quello che succede in campo, è altrettanto molto bello che un grande Magazine si occupi della nostra bella manifestazione e che porti Firenze alla ribalta del mondo intero, attraverso una bellissima tradizione popolare. Oltre all'arte e alla cultura fiorentina, esce una nuova immagine di Firenze, legata alle tradizioni popolari, alla storia, alla vita dei cittadini e dei fiorentini.
Grazie anche al lavoro fatto negli ultimi anni a favore del recupero di questa grande tradizione, che ha visto momenti più o meno belli, numerose sono le collaborazioni con testate giornalistiche mondiali che si occupano di Calcio Storico...e questo non può essere che un grande merito dei fiorentini e della città di Firenze.
wwwfest300.com
La manifestazione è illustrata sul sito di Fest300 dalle foto di Giuseppe Sabella.

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...