La Centauromachia di Michelangelo: Centauri o Calcianti?

Foto: Torrini dal web o social network
Michelangelo Buonarroti si sa, ha sempre fatto della sua arte un gioco di nudi, muscoli e rilievo. Vedendo e analizzando questo bassorilievo dal nome "Centauromachia" ho visto alcune scene molto comuni riconducibili al popolo di Firenze, in particolare a chi, come me, è un grande appassionato delle Tradizioni e del Calcio Fiorentino.
La scena raffigurata da Michelangelo è una lotta della mitologia greca. Si tratta dello scontro tra il popolo dei Lapiti, che erano leggendari abitanti della Tessaglia e i mitologici Centauri, creature metà uomini e metà cavalli. La Centauromachia è infatti la “battaglia dei centauri”.
La realtà che vediamo però esula un po' dalla pura rappresentazione della mitologia. In questo bassorilievo non si notano molto le differenze tra uomo e animale, ma si intravede la volontà di rappresentare una lotta tra combattenti, tutti a torso nudo.
La Centauromachia di Michelangelo - Centauri o Calcianti?

La composizione dell'opera si basa sul movimento. Ogni individuo ha una propria gestualità, i corpi sono avvinghiati l’uno all’altro, lottando e scontrandosi anche duramente
Michelangelo scolpisce quest'opera appena ventenne e si notano da subito tutte le caratteristiche che contraddistingueranno le future opere: la plasticità, il movimento, l’utilizzo della figura maschile nuda. L'Apollo, al centro della composizione, è il fulcro dell'opera, ritroveremo questo aspetto quasi cinquanta anni dopo nel Giudizio Universale della Cappella Sistina di Roma.

I vent'anni di Michelangelo corrispondono ad un periodo storico molto importante per Firenze, Lorenzo de' Medici è morto da pochi anni e la città cerca di riprendersi da momenti altalenanti tra Repubblicani e Palleschi.
E' anche il periodo nel quale si hanno notizie certe di giochi caratteristici della città, come quello del Calcio. Alcuni testi ci ricordano che nel gennaio del 1490 si giocò al Calcio nell'Arno ghiacciato e senza ombra di dubbio si faceva il calcio anche in altri luoghi e in altri periodi dell'anno.
Ho sempre immaginato Michelangelo giocatore di Calcio, l'ho assimilato anche al periodo dell'assedio del 1529-30 in questo post (leggete QUI) e cerco di trovare analogie a origini negli antichi popoli come ho fatto con un bronzo ellenistico (leggete QUI).
Dobbiamo ammettere che in questo bassorilievo nulla potrebbe distoglierci il pensiero da incredibile scene di Calcio Fiorentino. Presi singolarmente o in gruppo, questi personaggi esprimono ogni aspetto ludico, atletico, di scontro e di contrasto che vediamo anche nelle odierne sfide dentro piazza di Santa Croce.
Mi piace da sempre pensare che tutto quello che noi facciamo con passione e gioia per il Calcio Fiorentino, possa essere ricondotto ad aspetti della nostra storia, quella documentata con testi e riferimenti delle cronache fiorentine, ma anche con analogie, paragoni, intuizioni e riferimenti iconografici o dell'arte che possano essere ricondotti al nostro modo di intendere il Gioco del Calcio a Firenze.

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