lunedì 6 febbraio 2017

La Guardia del Fuoco di Firenze 700 anni di storia (1316/2016)

Archivi Corpo dei Pompieri di Firenze del Comandante Papini

Fa parte della storia della Città di Firenze un aspetto che per secoli e secoli è stato appannaggio dell'amministrazione e della gestione cittadina fino a quando, nel 1938 una decisione nazionale costituì il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Ma partiamo da circa 1000 anni fa, quando sulla scorta della "Militia vigilum" d'epoca romana, Firenze aveva un servizio organizzato contro gli incendi.
Il primo documento ufficiale è un decreto del Comune di Firenze che risale al 1316 e che riguarda un primo regolamento riferito ai cittadini adibiti a spegnere gli incendi. Era l'istituzione della "Guardia del Fuoco" ufficialmente costituita a Firenze nel 1334. La Guardia del Fuoco di Firenze necessariamente operò nelle grandi emergenze dovute agli incendi in città.
Anche la Guardia del Fuoco era organizzata, così come quasi tutte le istituzioni cittadine dell'epoca, in quartieri, ogni quartiere aveva alcune squadre più o meno numerose che intervenivano con i propri mezzi e attrezzi del mestiere. Le squadre erano composte principalmente da muratori, fabbri, falegnami e in genere artigiani.
I mezzi però non erano molti e l'attività di volontariato dei vari professionisti non fu sufficiente per dare un vero servizio delle emergenze. Quindi nel 1416 il Comune di Firenze realizzò una regolare ed organica formazione, chiamata appunto "Guardia del Fuoco" costituita da:

- 4 squadre di 10 uomini ciascuna: San Giovanni, Santa Croce, Santa Maria Novella, Santo Spirito.
- Ogni squadra veniva comandata dal "Capodieci" ed era formata da 4 Maestrri e 5 Manovali. Erano aggiunti anche due "lanternari" e venti "porti" (cinque per quartiere).

Un Notaio registrava su ogni intervento chi era accorso sul luogo e chi non era presente veniva deferito per la proposta di provvedimenti disciplinari al Gonfaloniere di Giustizia.
Tutti i componenti della Guardia del Fuoco venivano eletti dai Gonfalonieri della città ogni quattro mesi e potevano essere rieletti.

Guardia del Fuoco 1416 - Bozzetto Alfredo Lensi
Il Capodieci ed i Maestri indossavano una veste di cuoio provveduta a proprie spese. Sul davanti di tale veste era dipinta una mannaia e sul dietro un segno distintivo del quartiere del quale dipendevano e cioè: Battistero e chiavi per il Quartiere di San Giovanni, Sole giallo per il Quartiere di Santa Maria Novella, Croce gialla in campo azzurro per il Quartiere di Santa Croce, Colomba bianca con raggi d'oro per il Quartiere di Santo Spirito. I "Porti" avevano una uguale veste di cuoio ma avevano dipinto davanti e dietro una secchia; I "Manovali" non avevano una veste di cuoio ma portavano sulla testa una celata, al pari di tutti i componenti della Guardia del Fuoco.
La prima sede dell'organizzazione fu stabilita nella torre che sorgeva presso l'angolo del Ghetto, in faccia a Santa Maria del Campidoglio.
Questo tipo di organizzazione rimase in funzione per vari secoli e fu sempre oggetto di particolari cure da parte di chi teneva le redini del potere sino ad arrivare al 1760 sotto il governo lorenese che pur mantenendole il nome di Guardia del Fuoco trasformò l'organizzazione rendendola più unitaria. Napoleone nel 1809, riformò nuovamente l'organizzazione fino ad arrivare a diventare la "Compagnia dei Pompieri di Firenze". Il regolamento prevede una uniforme per i pompieri con sfoggio di pennacchi, bottoni lucidi e sciarpe a tracolla, fucile e sciabola. La Compagnia è comandata da un Capitano coadiuvato da un Tenente, da un Sergente, 4 Caporali di prima classe e 2 Caporali di seconda classe. Questa organizzazione risentiva dell'influsso militarista alla francese e i pompieri venivano adibiti anche a servizi che nulla avevano in comune con la sicurezza contro gli incendi o altri sinistri.
Il protettore era Sant'Antonio Abate, colui che aveva superato la prova del fuoco e della tentazione, il 17 gennaio di ogni anno ne veniva celebrata la festa.

Nel 1880 l'architetto Alessandro Papini, ufficiale del Corpo, redige il progetto per i lavori di totale trasformazione ed adattamento dei locali di Piazza San Biagio per renderli più idonei alla funzione di Caserma dei Pompieri e relativo arsenale per gli attrezzi. Produsse anche:

- Nuovo regolamento disciplinare e organico, la cui forza effettiva fui portata a 131 uomini;
- Regolamento amministrativo del Corpo e quello di esecuzione dei servizi; precisazione dell'esecuzione delle varie manovre con distribuzione ai componenti dei relativi libretti;
- Modifiche al materiale per renderlo più idoneo;
- Acquisto della prima pompa a vapore (della ditta inglese "Shand Mason" nell'anno 1888 e di n.13 cavalli;
- Primi atti sulla prevenzione incendi nei locali e teatri;
- Modifica dell'uniforme la quale viene portata ad una forma più seria, più elegante e soprattutto più funzionale.

Nel 1882 viene installato il primo telefono a Firenze; precisamente quello fra il Gabinetto del Sindaco e la Caserma dei Pompieri a San Biagio.

La sede dei Pompieri di Piazza San Biagio ora Parte Guelfa
Sullo sfondo il Palagio di Parte Guelfa

Nel 1921, dopo elaborate pratiche, il Comune di Firenze decise di trasferire il Corpo dei Pompieri da Piazza San Biagio al cantiere di proprietà comunale in via La Farina.

Per unificare il Corpo dei Pompieri di tutte le regioni d'Italia si riunì a Torino il Consiglio della Federazione Nazionale delle Unioni Regionali dei Corpi dei Pompieri.
Tale Federazione fu l'embrione di quel processo evolutivo che, nel volgere di pochi anni, dette origine a una formazione nazionale unitaria dei Pompieri che nel 1935 fu per la prima volta oggetto di un Decreto Legge, con la formazione dei Corpi Provinciali dei Pompieri e con un coordinamento nazionale.
Nel 1941 con la costituzione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, divenne Patrona Santa Barbara che ancora tutt'oggi è celebrata il 4 dicembre di ogni anno.

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata

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