Dedalus nel Campanile di Giotto e un "Labirinto" per Firenze


Far rivivere il mito di Arianna nella Firenze romana è una proposta originale. Questo post porta alla luce un progetto nascosto, ma molto interessante dal punto di vista culturale, che collega Firenze alla mitologia.
Dedalus nella formella del Campanile di Giotto
L'idea è scaturita da una formella del Campanile di Giotto qualche anno fa, quando fui incuriosito, nel cercare maggiori informazioni sulle formelle realizzate da Andrea Pisano.
Una di queste formelle rappresenta Dedalo, personaggio leggendario della mitologia greca, grande architetto, scultore ed inventore, noto per essere il padre di Icaro avuto da Naucrate, schiava del re di Creta e anche per essere il costruttore del famoso “Labirinto del Minotauro”.
La storia affascinante di questi personaggi mitologici merita di essere raccontata sinteticamente.
Si dice che Minosse rinchiuse nello stesso labirinto Dedalo e suo figlio Icaro perché indicò a Teseo il modo di uscirne utilizzando un gomitolo di lana. Ma lui stesso non ne seppe uscire che volando. Costruì con delle penne d’uccello e della cera due paia d'ali. Raccomandò al figlio Icaro di non innalzarsi troppo in alto, ma durante il volo Icaro si avvicinò troppo al sole ed il calore fuse la cera facendolo cadere in mare. Dedalo continuò il suo volo, era in fuga e raggiunse la Sicilia.

Sul Campanile di Giotto, quindi, nel lato sud di fronte alla Misericordia di Firenze, Giotto volle inserire una serie di sculture, di piccole formelle. I rilievi in gran parte realizzati da Andrea Pisano, successore alla realizzazione del campanile dopo la morte di Giotto, iniziano con la Creazione dell'uomo e si susseguono con le Virtù, le Arti Liberali a rappresentazione delle attività umane ed i sacramenti. Tra queste Dedalus, scolpito dal 1334 al 1336 insieme ad altre 12 formelle, rappresentato per essere stato l’antesignano degli artisti. Dedalo è stato scolpito curiosamente con ali posticce, dotate di manici come impugnature ed il corpo di uomo piumato come un uccello.

La mitologia continua anche in maniera un po’ esoterica. Essa ci introduce in un mistero vago. Teseo che lotta nel labirinto di Cnosso è l'alchimista che combatte tra le difficoltà della Grande Opera, difficoltà dalle quali si esce solo possedendo il filo d'Arianna, ossia la necessaria conoscenza segreta che fornisce la chiave del lavoro da svolgere. Dedalo ed Icaro, rappresentano le materie volatili. Ma il culmine dell'attenzione mostrata dagli alchimisti per i miti greci è raggiunta nell'interpretazione delle vicende di Giasone e del Vello d'oro. Il Vello d'oro, il cui possesso dà l'abbondanza, è la Pietra Filosofale; Giasone che parte sulla nave Argo è l'alchimista che intra-prende la via umida; le fatiche dell'eroe sono altrettante allegorie delle operazioni da compiere per arrivare al perfezionamento dell'Opera.
La piazza nella quale potrebbe essere realizzato il labirinto vegetale dovrà essere necessariamente una piazza capiente. Dovrà risultare impossibile non notare l’installazione. Nella centralissima Piazza del Duomo, nella Piazza della Signoria, in Piazza della Repubblica dovrà apparire un labirinto gigante dove turisti e fiorentini potranno perdersi al suo interno. L’installazione non ha limiti di tempo.
Il disegno del labirinto interno potrebbe riprodurre la Firenze Romana, dove si individuano bene il cardo e il decumano, e le principali strade di comunicazione del quadrato presente nel primo secolo d.C.




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