venerdì 22 maggio 2015

Le "stelle" di Dante Alighieri e i suoi 750 anni


Siamo nel 750 anniversario della nascita di Dante Alighieri. Il più grande poeta di tutti i tempi. La città di Firenze ha reso omaggio alla sua grandezza con una bella iniziativa che vede alcuni grandi e piccoli manifesti di grande formato e di buona grafica, declamare alcune delle più interessanti terzine della Commedia.
Si scoprono inoltre anche delle grafiche a calco come quelle che vedere nella foto, che hanno ancora una volta il merito di rendere fruibile e diffusa una delle più alte espressioni della letteratura e della base per l'origine della nostra bella lingua italiana.
Pensate che anche l'Accademia della Crusca nella stesura del primo Vocabolario della lingua italiana prese come base il poema dantesco.
Ma leggendo e rileggendo questi fantastici versi disseminati in tutta la città, mi è ritornato alla mente una bella curiosità, che peraltro ha un forte significato all'interno del poema, sulla combinazione della fine di ogni cantica.


 
Si perché la fine di ogni cantica della Divina Commedia parla di stelle. Da notare anche che ogni cantica non termina con una terzina, ma con la sola frase riferita alle stelle.
Dante voleva dimostrare che il suo viaggio non riguardava solo l’aldilà con tutte le sue sfaccettature, macabre o celestiali, ma quello che dell’aldilà si concatenasse con la vita reale. E' un viaggio all'interno dell'uomo, con i tre aspetti uno conseguenziale all'altro.

L’inferno si chiude così (Canto 34, 139)
E quindi uscimmo a riveder le stelle.
Esce dall’inferno volgendo lo sguardo alle stelle. Vedere tutto quel male e disperazione può aprirci al desiderio di vederlo svanire.

Il Purgatorio si chiude così (Canto 33, 145)
Puro e disposto a salire le stelle
Si purifica dal male e nasce un nuovo desiderio, quello che va oltre. La fonte dell’amore elimina tutto il male che c’era nel suo cuore.

Il Paradiso termina così: (Canto 33, 145)
l’Amor che move il sole e l’altre stelle.
Arriva e raggiunge Dio, lo guarda e trova il suo io. Chi governa l’universo fisico e spirituale è l'amore.
Vede Dio e ritorna al presente.

Un aspetto della Commedia che ci avvicina alla profondità dell'opera. Una curiosità non leggera e futile, ma profonda e di grande riflessione e meditazione.

A Firenze e a Dante Alighieri auguriamo un 750° di grande rilievo!

Copyright © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata 

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