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Il "Canto di Croce Rossa"

Il Canto di Croce Rossa, già "de' Ricci"
Non si tratta dell'Ente umanitario, si tratta invece di un Canto, particolare parola utilizzata nella toponomastica fiorentina. E' un po' il "cantone", è l'angolo inteso come "spigolo", che si forma sull'incrocio di due vie, il muro di confine quasi sempre ad angolo retto, la "cantonata".
Tra Via del Corso e Via dei Cerchi ai lati di un tabernacolo raffigurante il "Redentore", sono presenti due croci di colore rosso scolpite su lastre di marmo.
Sotto queste strutture una scritta: "Amo chi mi Ama".
In questo luogo, il "Canto di Croce Rossa" appunto, così come cita la lapide toponomastica di marmo bianco di Carrara, aveva luogo un negozio adibito a spezieria. L'Arte degli Speziali infatti, spesso indicava con particolari "Armi della Repubblica" i propri negozi; altra conferma è la Farmacia del Giglio, simbolo per eccellenza della città di Firenze.
Una Croce Rossa quindi, sia da un lato che dall'altro dell'incrocio, pardon; Canto!
La "Spezieria di Croce Rossa" si trovava a pian terreno di una proprietà della famiglia Ricci, ed una delibera datata 1499 cita l'autorizzazione, oltre ad altri permessi, di poter vendere il pane anche al "Canto de' Ricci".
Canto de' Ricci era quindi il nome di questo angolo della Firenze medievale.
A completamento di questo scritto, segnalo che la Crose Rossa in Campo Bianco indicava l'insegna del Popolo. Quando il Capitano del Popolo issava quest'insegna, tutti i 20 ed oltre Gonfaloni della città si mobilitavano all'adunata per essere prondi a difendere la parte Guelfa dagli attacchi Ghibellini.
Un angolo speciale quindi, un luogo che ognuno di noi ha più volte visto, forse guardato e forse per caso scorto da via del Corso. Storie di uomini e di fiorentini si celano dietro piccoli segnali, a volte di grande importanza, che ci indicano ancora una volta il grande passato di Firenze.

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