lunedì 17 dicembre 2012

L'Arcolaio

Un Arcolaio artigianale, tipico della campagna
Ognuno s'immagina il proprio Arcolaio. C'è chi l'ha visto funzionare da piccolo, quando ancora devote e pazienti signore della campagna toscana si dedicavano alla filatura della lana, o anche semplicemente a dipanare matasse di filo, o ancora a ridurre in gomitoli le forniture della filatura per poi usarli come materia prima dell'uncinetto o della maglia fatta con i "ferri".
Una premessa dovuta agli ultracinquantenni, che dalla campagna, ma anche dai salotti della città provengono, dovuta a coloro che hanno vissuto con i propri nonni nella stessa casa, quando ancora si accendeva il focolare e si stava a guardare la fiamma scintillare.
L'Arcolaio è un arnese, spesso di legno, formato da una ruota che gira su un perno. Sulla ruota si metteva la matassa di filato che si dipanava, facendo automaticamente girare l'Arcolaio quando veniva tirato il filo per avvolgerlo in un gomitolo.
Normalmente veniva costruito artigianalmente e quello che vedete in questa foto è il tipico e caratteristico Arcolaio che io riconosco come uscito dalla mia infanzia. Esistono in commercio altre tipologie, anche tornite e più  da oggettistica da regalo che da reale utilizzo.
La locuzione "arcolaio" è divenuta a Firenze, ma anche nelle zone circostanti (sicuramente in Casentino), parte del vernacolo. Non fosse altro che per sostituire un attrezzo altrettanto importante come la trottola.
"Frullare come un'arcolaio"
"Girare come un'arcolaio oppure quanto un arcolaio"

Riporto la definizione dell'Accademia della Crusca per definirne l'utilizzo nel vernacolo fiorentino, assai esplicativa:

"muoversi in continuazione, non star mai fermo; darsi da fare continuamente per procacciarsi il necessario"
e la susseguente risposta di un fiorentino:
"vecchio, vecchio attrezzo - no? - de, che gira, gira dalla mattina alla sera... gira". [...] Quando uno si sposta: "Ho girao com’una trottola!…Quant’un arcolaio"
"Si usa… ancora qui in Sa’ Frediano si usa, sì. Guarda che quello frulla com’un arcolaio, che gira quanto un arcolaio, capito. L’arcolaio l’è quello della lana, mi sembra.. per filare la lana, e giran di continuo, no, per filare la lana, e giran di continuo. E’ gira tanto, quindi, quando si dice a una persona: Guarda quello gira com’un arcolaio e, e, e gira per vedere se fa giornata (R.:cioè?) per vedere se riccatta sordi pe mangiare la, i’giorno (R.: è uno che passa da uno stesso posto?). Sì, e’ gira com’un arcolaio, … si usa ancora questo detto. Andare da tutte le parti".

Altro:
Girare 'n tondo! / Mòvessi di continuo. / Frulla com’ un arcolaio. / Mamma mia, un sta mai fermo, gira com’ un arcolaio. // Girare come un arcolaio, è un termine usato.

La mia nonna mi faceva fare l'Arcolaio quando dipanava le matasse. Lo facevo con le braccia dritte alle quali era infilata la matassa, mentre lei arrotolava il filo in un gomitolo. Lo stesso gomitolo con il quale poi il gatto (Rossino) giocava e con lo stesso filo ricavava un maglione, bello, quello preferito da mia madre.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...