giovedì 24 marzo 2011

Picchiani & Barlacchi, la forma del metallo...

Un amico in questi giorni mi ha fatto scoprire, con grande entusiasmo e con grande sorpresa, una delle aziende fiorentine a conduzione familiare con una stupenda storia, degna di essere raccontata.
Sono quelle eccellenze che emergono solo nella cerchia ristretta degli addetti ai lavori. Le eccellenze fiorentine che fanno grande la nostra città nel mondo, ma che non vengono mai valorizzate abbastanza dalle istituzioni e molto spesso nemmeno aiutate a comunicare culturalmente la propria storia, la propria tradizione e quello che in realtà sono per Firenze.
Ciò che segue lo riporto da alcuni documenti che raccontano un escalation di successi:

La Picchiani e Barlacchi cominciò ad operare nel 1896 a Firenze quando il Sig. Gastone Picchiani, un valente artigiano, decise di iniziare per suo conto questa attività. La sede della Ditta venne posta in una cantina dove si lavorava a lume di candela, e tutto il macchinario era costituito da un pantografo comprato a rate tanto è vero che una volta realizzato il conio lo stampaggio e la rifinitura delle medaglie venivano affidati al lavoro esterno di terzi. L'abilità e la passione del Sig. Gastone fecero tuttavia miracoli e ben presto fu in grado di comprarsi una seconda macchina, costituita da una trancia a mano, e permettersi un primo aiuto nella persona di un giovane garzone che nelle ore serali prestava la sua opera in piccoli lavoretti quali la tranciatura.
Infine, nella famosa cantina, apparve anche il primo bilanciere (sempre azionato a mano) grazie al quale il Sig. Gastone ebbe finalmente il ciclo completo di produzione. Questi primi risultati vennero realizzati in pochissimi anni e già nel 1902, la crescente richiesta di lavoro provocata dall'abilità del Sig. Gastone, permise a quest'ultimo di dare vita, insieme al proprio fratello, a una Ditta regolarmente costituita con tre operai alle proprie dipendenze e con la sede in Via del Fossi. Nel 1915 il Rag. Bruno Barlacchi iniziò, per amicizia, a tenere la contabilità della Ditta nelle ore libere.
Il Rag. Barlacchi, appassionato sportivo, fu preso dal fascino della medaglia di cui intravide le possibilità di sviluppo presenti e future, specie nel campo dello sport, e sarà infatti questo settore che costituirà la chiave principale del successo che permetterà alla Ditta, negli anni seguenti, di trasformarsi in una industria. Ebbe inizio la lunga produzione della Targa Florio che dura fino ai giorni nostri. Nel 1921 la Ditta si trasformò in "Picchiani & Barlacchi" con sede in Piazza Landini e tutto procedeva per il meglio quando le idee politiche dei due titolari (Barlacchi era socialista e Picchiani repubblicano) provocarono varie reazioni culminate nel 1923 in un incendio doloso che distrusse parzialmente lo stabilimento. Questo incidente non scoraggiò i due titolari e nello stesso anno la Ditta riprese la sua attività nella nuova sede di Via Cimarosa dove rimase fino al 1950. La produzione della Ditta risultò, da un punto di vista qualitativo, talmente pregevole che il Rag. Barlacchi, il quale si occupava della parte commerciale ed organizzativa, riuscì nonostante le sue note idee politiche ad imporla sul mercato e a farla preferire anche dalle autorità ufficiali dell'epoca. Ebbene nonostante che il materiale anteguerra sia andato in gran parte perduto esistono negli archivi della "Picchiani & Barlacchi" ben 80.000 conii perfettamente conservati.
Lo Stabilimento si trasferisce nell’attuale sede di Viale F. Petrarca. Nel 1950 il Sig. Gastone Picchiani si ritirò come Socio e al suo posto subentrò il Sig. Giuseppe Lastrucci, cognato del Rag. Barlacchi.
La Società ebbe ancora un nuovo impulso ed estese la sua attività anche a molti stati esteri.
Si può dire che molti dei più importanti avvenimenti nazionali ed internazionali di questi ultimi 25 anni, dall'Anno Santo del 1950, all'incoronazione dello Scià di Persia, all'uccisione di Kennedy, alla alluvione di Firenze del 1966 (tanto per citarne alcuni) siano stati ricordati da artistiche medaglie coniate nello Stabilimento
Basta un solo dato a far capire la mole di lavoro svolta da questa Società e precisamente il numero di conii esistenti nel suo archivio e i tantissimi modelli in bronzo conservati in ogni suo ambiente compreso il vasto cortile.
La maggior parte di questi modelli sono opera di scultori famosi come Pietro Annigoni, Mario Moschi, Bino Bini, Antonio Berti, Gustavo Cenni, Alberto Bechini e Mario Bertini di Pisa, Augusto Rivalta, Vico Consorti (alla cui opera si deve il modello della riproduzione della Porta Santa), Giuseppe Cassioli, Corrado Feroci, Cambellotti, Sergio Benvenuti, Laura Cretara, Giuliano Vangi, Guido Veroi, Iorio Vivarelli,  ecc...
Si tratta di scultori eccezionali che con la loro arte sono riusciti a dare nobiltà e bellezza alle medaglie prodotte dalla Società...


E' veramente ciò che serve a confermare che Firenze, ma soprattutto i fiorentini, hanno contribuito nei secoli a rendere eccezionale ogni elemento che nasce in questa meravigliosa città.

1 commento:

  1. Ed io che, abitando a San Gaggio, ci passo davanti tutti i giorni.
    E tutti i giorni leggo la targa Picchiani & Barlacchi.
    E tutti i giorni mi immagino una tipografia o una autocarrozzeria...

    Quasi quasi gli faccio una visita.

    Saluti

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