Dopo La Gioconda ecco il Salvador Mundi

Ecco un’altra conferma che l’arte e in particolare Leonardo da Vinci, ha un’alta soglia di attenzione nel mondo della comunicazione.
La National Gallery di Londra ha fatto restaurare circa un anno e mezzo fa, un dipinto che i maggiori esperti del momento su Leonardo da Vinci attribuirebbero al pennello del Genio fiorentino.
Il "Salvador Mundi", olio su tavola di legno ritrae Cristo con la mano sinistra che sorregge un globo e la destra che benedice. L’opera sarebbe stata realizzata nel 1499 a Milano.
Carmen C. Bambach, Pietro Marani, Maria Teresa Fiorio e Martin Kemp, sono gli esperti che hanno trovato un comune giudizio sull’attribuire a Leonardo quest’opera.
In contrapposizione Carlo Pedretti ha parlato, con un articolo sull'Osservatore Romano, di non favoleggiare sulle supposizioni e verosimiglianze.
Così come in altre occasioni su opere d’arte più o meno famose, sono state distillate informazioni e stilate storie infinite di attribuzioni plausibili e poi sistematicamente sconfessate. Fare attribuzioni presuppone lo sviluppo di una serie di atti preliminari che si basano principalmente su due parametri fondamentali, i documenti e le indagini.
Certo che le operazioni di restauro che partono dallo studio storico dell’opera e dell’ indagine scientifica e strumentale, danno una grossissima mano in questo.
L’arte e la cultura coinvolgono necessariamente una serie di lavori e di impiego di specialisti che incrementano l’indotto economico-produttivo ed innalzano il livello culturale delle persone.
La National Gallery dal 9 novembre al 15 febbraio 2012 esporrà questo dipinto restaurato all'interno della mostra "Leonardo da Vinci: Painter at the Court of Milan".
Il Pedretti in una mostra da lui direttamente curata quasi trent’anni fa, espose un altro dipinto che ritraeva il “Salvator Mundi”, quello di De Ganay, che poi secondo altri studiosi pareva fosse attribuibile a Boltraffio o addirittura a Marco d’Oggiono.
Insomma, com’è evidente, intorno alle opere d’arte e alle attribuzioni d’artista si sviluppano situazioni molto divergenti che alimentano la voglia di mistero e di conoscenza. Se questo ha una sua importanza, anche il fatto che intorno all’arte si possa creare un indotto economico è una cosa alquanto positiva.

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