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La Rificolona e il Carro Matto

Foto: Oriano Brunetti - www.fantasticando.net
La Rificolona. È una manifestazione di antico folklore che da sempre ha il suo culmine in Piazza Ss. Annunziata. "Ona, ona, ona, ma che bella rificolona..la mia l'é co' fiocchi, la tua l'é co' pidocchi!!..." E’ la storica e caratteristica, canzonetta fiorentina che si sente stornellare durante la processione di lampade e lanterne. E' una delle prime “canzoncine” che il nonno insegna ai nipoti.
L'origine di quest’avvenimento e di queste "lanterne" così luminose e colorate, proviene da un non troppo recente passato, quando i contadini ed i montanari che popolavano i luoghi e le vallate intorno a Firenze si recavano in città per la fiera dell'8 settembre.
Casentinesi, mugellani, garfagnani, pistoiesi arrivavano a Firenze a piedi e illuminavano i sentieri e le strade con delle lanterne o torce dove all'interno avevano candele a sua volta ricoperte da strutture, a volte di stoffa a volte di carta, che serviva da protezione della fiamma dal vento. 
I fiorentini ne fecero una vera e propria tradizione, basata sul tipico sistema di illuminazione e costruivano vere e proprie opere d'arte di carta o cartapesta. Le attaccavano alle finestre oppure in cima ad un'asta creando una spettacolare luminara
Oggi i bambini costruiscono la Rificolona nei giorni precedenti la festa a casa o sempre più spesso a scuola, per poi utilizzarla in occasione della sfilata che si svolge per le strade della città. In commercio si trovano rificolone prodotte industrialmente e sempre di più con disegni e caratteristiche che assomigliano a tradizioni (purtroppo) orientali.
Ancora oggi, in varie parti della città si può ammirare la tradizionale sfilata. I ragazzini di ogni ceto sociale portano con orgoglio la loro rificolona, altri ragazzini con “cerbottane” e stucco, mirano e distruggono le luminare centrandole con una precisione millimetrica.
Così come negli anni cinquanta una sfilata di rificolone si svolse sull'Arno nel tratto fra Bellariva e la pescaia di San Niccolò, sempre più spesso la Società canottieri di Firenze, nel Lungarno Luisa de’ Medici ne organizza una con l'aiuto delle vecchie imbarcazioni dei renaioli.
Se volete ascoltare una piccola trasmissione radiofonica
Il mese di settembre ci riserva ancora un'altra bella sorpresa. La campagna fiorentina sin dai tempi più remoti ha sempre primeggiato nell’attività vitivinicola e nella produzione di alcuni dei migliori vini del panorama nazionale. Era dovere, nel rinascimento più maturo, offrire i prodotti della terra al Signore di Firenze da parte della popolazione del contado. Un po’ per dovere un po’ per diletto il popolo della Val di Sieve, attuale zona di produzione del Chianti Rufina Docg, omaggiava la Signoria del prodotto principe e più pregiato delle loro terre: il vino.
La tradizionale offerta del vino si è tramandata fino ai giorni nostri. La rievocazione di questo nobile gesto, avviene l’ultimo sabato del mese di settembre nell’ambito della manifestazione “Bacco artigiano”. In Piazza della Signoria, la comunità di Rufina, offre alla città di Firenze il vino del Chianti insieme alle chiavi della “Contea di Turicchi”.
Un tradizionale carro, sormontato da una piramide di 1500 fiaschi pieni di Chianti, trainato dai tipici “bovi” di razza Chianina, storicamente ritratto nelle più belle foto storiche dei F.lli Alinari, sfila per le vie fiorentine del centro storico di Firenze.
Il vino sarà benedetto sul sagrato del Duomo dal Vescovo, per essere poi offerto in dono in Palazzo Vecchio alla Comunità fiorentina in rappresentanza della simbolica “Signoria di Firenze”.
Il “Carro Matto”, così è stato ribattezzato, è un’opera di eccezionale maestria costruttiva dei maestri vignaioli della Val di Sieve. I “Fiaschi”, tipici contenitori in vetro di aspetto panciuto e rivestiti di paglia, sono impilati in una piramide ed intrecciati con paglia e legamenti naturali in modo da contenersi l’un l’altro. 
Due bellissime feste La Rificolona ed il Carro Matto, simbolo della cultura popolare fiorentina.

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