mercoledì 26 ottobre 2016

Venezia come Firenze: Botte da orbi!

Il Ponte dei Pugni durante una "battagliola" tra Castellani e Nicolotti
Tutto il mondo è paese!
Questo potremmo affermare dopo aver letto un testo scritto da un anonimo veneziano (interessantissimo) su una delle tradizioni che si erano formate a Venezia dal XII al XVII secolo. E' la storia delle finte battaglie, chiamate in seguito anche battagliole, che nel corso di svariati secoli si sono sviluppate a Venezia ed in particolare sui ponti che sovrastano le calle di una delle città più belle ed originali del mondo.
In quel periodo storico, alla fine del XVII secolo, due erano le fazioni contrastanti della città e facevano riferimento ad altrettante famiglie, quella dei Nicolotti e quella dei Castellani.
Ne esce una analisi sul fenomeno del fazionalismo cittadino veneziano, che tenendo conto delle caratteristiche e delle differenze di fazione o di Parte, si può riscontrare in varie Tradizioni popolari della nostra penisola. La particolarità che unisce il parallelo tra Venezia e Firenze è l'utilizzo dello scontro fisico, a metà tra sport e celebrazione pubblica dello scontro tra fazioni di parte, tra la "Guerra dei Pugni" veneziana e il "Calcio" di Firenze.
Questo parallelo è una preziosa chiave di accesso per analizzare la cultura popolare delle due città che può essere verificata su diversi aspetti; la situazione del fazionalismo cittadino, il ruolo che gli scontri tra fazioni avevano nella supremazia delle scale sociali, come le classi nobiliari e patrizie si rapportavano verso questi scontri di parte.
Del Calcio fiorentino abbiamo già parlato in molte occasioni, ma come nascono le "battagliole"? Chi erano i Nicolotti e i Castellani di Venezia?
Già al tempo del doge Sebastiano Ziani, 39° doge della Repubblica di Venezia, dal 1172 al 1178, la cittadinanza era divisa tra Castellani (sestieri di Castello, San Marco e Dorsoduro) e Cannaruoli (sestieri di San Polo, Santa Croce e Cannaregio, zone ancora paludose e quindi ricche di canne). Nel 1307 ai Cannaruoli furono assegnate anche cinque contrade di Dorsoduro (San Nicolò dei Mendicoli, Angelo Raffaele, San Basegio, Santa Margherita e San Pantalon), allorché vennero ribattezzati Nicolotti. Erano le due fazioni in cui si divideva tutto il ceto popolare.
 
La Guerra dei pugni in una stampa d'epoca

I Castellani, quindi, vivevano nella zona orientale della città ed erano perlopiù operai impiegati nell'Arsenale. I Nicolotti, invece, si concentravano nell'estremità opposta e si dedicavano soprattutto alla pesca; avevano il diritto di eleggere un proprio capopopolo detto doge dei Nicolotti.
Gli scontri tra queste due fazioni risale quindi a molto tempo prima della descrizione anonima già citata, ma non è mai stata repressa dalla Serenissima che non sfavoriva gli scontri, in modo avere un popolo agguerrito e addestrato alla lotta, o anche per dividere gli abitanti che così sarebbero stati incapaci di organizzare una rivolta generale. Si organizzavano così un combattimento dei pugni (in precedenza si usavano anche canne e bastoni) che si svolgeva sopra i ponti di Venezia.
Quello più famoso è da sempre il Ponte dei Pugni, situato nel sestiere di Dorsoduro, nei pressi di Campo San Barnaba.

Invito quindi a scoprire la tradizione delle "Battaglie dei Pugni" di Venezia, auspicando una ripresa di questa tradizione, naturalmente sotto forma di Rievocazione Storica e non di reale conflitto tra partiti o fazioni. Lancio questo messaggio per gli amici Veneti che da sempre sono molto attenti alle Tradizioni popolari e alla Rievocazione e Ricostruzione storica.
Il riconoscimento e la valorizzazione della nostra storia deve necessariamente passare dalla condivisione di esperienze e dalla divulgazione delle più belle e suggestive tradizioni popolari, patrimonio di tutti noi e della cultura internazionale, così come possono rappresentarla Firenze e Venezia.

Copyrigt © Filippo Giovannelli - Riproduzione riservata


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