martedì 25 novembre 2008

I' Castagnaccio


Il “castagnaccio”è considerato un dolce, una tipica torta di popolazioni di varie parti d’Italia dove la presenza della “coltivazione” della castagna e dei castagneti da frutto è particolarmente viva e dove in passato aveva una forte predominanza rispetto alle altre attività agricole della montagna.

L’utilizzo della farina di castagne, base della preparazione del castagnaccio, è stata progressivamente abbandonata con il graduale spopolamento delle montagne a favore delle più moderne città, con il conseguente abbandono delle pietanze tipiche della montagna, tra le quali figura appunto il Castagnaccio.
In particolare nella zona fiorentina, nella sua montagna, nel Mugello e in Casentino, il Castagnaccio assume diverse denominazioni come anche: baldino o bardino.
E’ un dolce tipicamente autunnale, vista anche la stagione della produzione delle castagne con la conseguente essiccatura e la progressiva macinatura per ricavarne la farina (dolce).
Si ottiene facendo cuocere in forno un impasto di farina di castagne, acqua, olio extravergine d'oliva, pinoli e uvetta, disteso in teglia, di spessore variabile ma mai superiore al centimetro. Alcune varianti della ricetta originale fanno inserire all’interno dell’impasto rosmarino, canditi frutta secca come le noci.
In verità, secondo il mio parere, ci sta bene veramente tutto, è una base davvero squisita.

La ricetta base:
Ingredienti: 300 gr. di farina dolce di castagne;
50 gr. o più (sono buonissimi) di pinoli (preferibilmente della zona);
80 gr. di uva passa,
400 ml. d’acqua,
6 cucchiai di olio extra vergine d’oliva,
Il forno a 180 gradi, a bagno l’uvetta per un quarto d’ora, lavorare la farina con l’acqua, un pizzico di sale e un cucchiaio di olio per ottenere un composto omogeneo e senza grumi. Aggiungere i pinoli, l’uvetta strizzata e amalgamare. Predisporre un’ampia teglia di alluminio dai bordi bassi, ungerla d’olio e versarvi il semiliquido, un filo d’olio ed infornare.
30 minuti di cottura a 180°C, finchè sulla superficie non si sarà formata una crosticina croccante.

Fatevelo, buon appetito!!

5 commenti:

  1. Ma bravo! il mio castagnaccio rivisitato:
    latte al posto dell'acqua, 2 cucchiai di zucchero, uno di cacao amaro, pinoli, uvette, gocce di cioccolato, olio e.... panna montata di contorno.
    Ma io non sono toscana e sono una golosona!
    Ciao
    Antonietta

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  2. bono i' castagnaccio anche diaccio!

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  3. tra le ricette "storiche" dovresti postare il paparo al melarancio, progenitore del canard à l'orange di cui si sono appropriati i "cugini" francesi certamente sottraendolo dal libro delle ricette della famosa Caterina de' Medici...... almeno il Petroni lo presenta in questi termini.
    Ciao Antonietta

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  4. delicious!

    I can hardly read Italian, but I still read the words, trying to understand their meanings.

    I love this blog! ....me piachi sta blog

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