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La "Ruota fiorentina"

Palazzo dei Giudici, ora sede Museo Galileo
Il 14 maggio del 1532, poco dopo la ripresa del potere da parte dei Medici con l'insediamento del Duca Alessandro a capo dello stato fiorentino, abolita la Repubblica, si cominciò a riformare anche la giustizia istituendo la Ruota Civile, denominata anche Ruota Fiorentina.
La Ruota civile nacque quindi in seno alla riforma del Consiglio di Giustizia. Fu un provvedimento che rese, almeno teoricamente, una miglioria all'iter giudiziario. Mirava a distinguere in maniera più netta le competenze dei diversi giusdicenti in città e nel dominio e a definire una volta per tutte la procedura per gli appelli. 
Il Tribunale che era stato in opera sino ad allora non venne completamente smantellato. Il nuovo organo manteneva la struttura collegiale precedente, dando la preminenza tra i membri del cosiddetto podestà di Ruota. Tra le novità vi era la redistribuzione delle competenze tra i sei giudici: quattro, uno per quartiere, si occupavano delle cause di prima istanza; gli altri due avevano giurisdizione in solido sulle cause di primo appello per le sentenze emesse dal tribunale di Mercanzia e, individualmente, sulle cause di prima istanza di due quartieri cittadini ciascuno. 
Nella giurisdizione di ciascun quartiere rientravano anche le porzioni di contado e distretto pertinenti sulla base della divisione amministrativa del territorio soggetto a Firenze.
La sede della nuova magistratura era il Palazzo del Podestà, dove si trovava in precedenza il Consiglio di giustizia, per la precisione fino al 1572, quando si trasferì nel palazzo che da allora prese il nome Palazzo dei Giudici.
Dopo questa ridefinizione generale la Ruota fu più volte riformata. Il 31 maggio 1542, ad esempio, era composta da solo due giudici, ognuno dei quali aveva giurisdizione su due quartieri.
Un giudice era incaricato del primo appello per la città e aveva competenza sulle cause trattate dai due giudici di prima istanza, dagli Ufficiali della Mercanzia, dall'Arte della Lana. I tre giudici restanti, infine, erano destinati collegialmente al secondo appello.
L'ultima modifica apportata al tribunale durante il principato mediceo risale al 1717.
La dinastia lorenese, una volta acquisito il Granducato di Toscana, cambiò profondamente l'ordinamento giudiziario.
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