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Baldaccio d’Anghiari, fantasma di Firenze

I fantasmi escono di notte, vivono tranquillamente nascosti nei meandri dei castelli e delle ville medievalie poi nel calar della notte si danno da fare a impaurirne gli abitanti. Come poteva Firenze rimanere esente da queste leggende? Ogni città, ogni luogo storico ha un fantasma famoso e Palazzo Vecchio, da sempre palazzo di potere e residenza di uomini illustri ha immancabilmente il suo.
Non è raro, alla chiusura dei portoni di Palazzo Vecchio, di sentire passi, movimenti, cigolii ma non si riesce a vedere alcun che. Ci sono angoli che a Palazzo Vecchio rimangono ancora avvolti dal mistero e dalla leggenda dei quali, forse, della loro storia non sapremo mai niente. Angoli che sfuggono alle persone ed ai visitatori, ed è proprio in questi luoghi che si annidano i fantasmi. I fantasmi di Palazzo Vecchio sono tanti, ma uno in particolare ha il potere di evocare la curiosità e la paura, di un personaggio storico che ancora dopo tanti anni deve dire la sua; Baldaccio d’Anghiari.
Non gridate il nome, non nominatelo senza valido motivo, parlatene con rispetto e indulgenza e con voce bassa, in modo da non innescarne l’ira.
Baldaccio d’Anghiari (Baldaccio Bruni, Baldaccio da Citerno) figlio di Piero di Vagnone Bruni, nacque a Ranco, presso Anghiari intorno al 1400. Era un valoroso condottiero, uomo capace e coraggioso. Machiavelli lo definisce: “uomo di guerra eccellentissimo, perché in quelli tempi non era alcuno in Italia che di virtù di corpo e d’animo lo superasse; ed aveva intra le fanterie perché di quelle sempre era stato capo, tanta reputazione che ogni uomo estimava con quello in ogni impresa e a ogni sua volontà converrebbono”. Altri lo definiscono come: "Uomo valoroso e pieno di desiderio di guerra; prudente capitano; di animo grande e feroce in guerra; avventuroso ed audace; addirittura grande e grasso".
Senza dubbio un personaggio che faceva parlare di se, anche per i numerosi cambi di fronte nel corso di guerre e battaglie. Ha combattuto per i Malatesta, per Piccinino, per il Conte d’Urbino, poi assoldato spesso dai fiorentini, poi dal Papa contro il Piccinino che precedentemente aveva servito; un tipo stravagante.
E' di nuovo a Firenze ma non al soldo dei fiorentini, tenta inutilmente di conquistare Piombino mentre le sue fanterie scorrazzano e saccheggiano i dintorni suscitando vive proteste del governo.
In quel tempo era Gonfaloniere di Giustizia Bartolommeo Orlandini che volle vendicarsi dell’affronto subito da Baldaccio, con una spietatezza che fa rabbrividire. Il 6 settembre 1441, convocò Baldaccio a Palazzo Vecchio e lo fece uccidere a tradimento. “Fu assalito e ferito e gettato a terra dalle finestre nel cortile e subito così, quasi morto, gli feciono tagliare la testa a piè dell’uscio del capitano, su la piazza, e stettevi il corpo alquante hore..” recitano le conache del tempo.
Il corpo di Baldaccio Bruni fu sepolto nel chiostro di Santo Spirito in Firenze. La vedova Annalena Malatesta, dopo la morte prematura del figlio Galeotto, vendette tutti i suoi averi e trasformò la sua casa d’Oltrarno in un monastero che da lei prese il nome. Il fattaccio commosse tutta Firenze e lo stesso papa Eugenio IV provò dolore e sdegno per quell’efferato delitto, malamente ricoperto dall’accusa di tradimento, con la quale si uccideva due volte il valoroso Baldaccio d’Anghiari.

Da allora il fantasma di Baldaccio d’Anghiari si aggira nei meandri di Palazzo Vecchio aspettando il momento della sua vendetta, la presenza costante della sua immaginaria figura ci fa ricordare le ingiustizie del passato e l’ammonimento e l’efferatezza della giustizia di allora. Il 6 settembre si fa vedere anche nel Castello dei Sorci di Anghiari località natale del Baldaccio, località turistica, curiosità legittima!


Commenti

  1. consiglio di visitare anche l'hotel "pensione Annalena" nel Palazo di via Romana dove vissero tra gli altri Montale, Carlo Levi (che vi scrisse "Cristo si è fermato a Eboli"), la sorella di Napoleone e tanti altri artisti e personaggi della storia.

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