La Cultura contesa!!

Addirittura il Maroni, Ministro dell'interno, cerca nella cultura una via d'uscita alla crisi economica dello stato italiano.
Il Ministro giorni scorsi ha ipotizzato la revoca della concessione al Comune di Firenze della struttura museale di Santa Maria Novella da 141 anni passati dal rogito siglato dal notaio Guerri per la concessione d'uso perpetuo delle chiese al Comune e anche della basilica dell'Alberti.
Dall'altra parte il Comune di Firenze, che non sta di certo a guardare. Un vecchio atto notarile certifica che il David di Michelangelo, ora sistemato alla Galleria dell'Accademia (Museo Statale) è di proprietà comunale.
Se il Comune volesse intraprendere una azione per riprendersi il David e posizionarlo in un museo comunale, cosa succederebbe?

Un po' di storia:
Dal gravissimo dissesto economico che travolse l'amministrazione cittadina dopo il trasferimento della capitale a Roma, lo Stato, per compensare la città, decise di cedere come risarcimento Palazzo Vecchio al Comune: dopo lunghe trattative l'atto fu firmato il 9 novembre 1871. Davanti al notaio Morelli la città fu rappresentata dal Conte Demetrio Finocchietti, ministero degli esteri e Camera dei Deputati da numerosi delegati e il rogito sancì il trasferimento della proprietà di «Palazzo Vecchio con relativi annessi e connessi» dallo Stato all'amministrazione comunale. Tra gli «annessi», secondo il Comune, c'erano l'arengario e le statue che vi erano esposte (compreso il David di Michelangelo, espostovi per espressa volontà dello scultore che ebbe la meglio su una commissione formata da Andrea della Robbia, Piero di Cosimo, Pietro Vannucci, Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli e Cosimo Rosselli e che voleva collocarlo nella Loggia dei Lanzi).
Due anni dopo una commissione mista comune-governo decise di ricoverare la statua al chiuso e fu realizzato, nella Galleria dell'Accademia, il locale progettato da Emilio de Fabris (lo stesso della Facciata del Duomo).
Il trasferimento fu effettuato con uno speciale carro e solo nel 1901 la copia arrivò in piazza Signoria.

La situazione non è delle più semplici, la cultura va amministrata con parsimonia e fatta fruire al maggior numero di persone possibile dandole qualità, per renderle erudite di ciò che il mondo artistico offre ed ha offerto nel nostro glorioso passato.
La cultura "contesa" deve essere di stimolo a fare ancora meglio per raggiungere gli obiettivi e non a fare la "guerra" tra istituzioni per un "pezzo di pane".


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