martedì 15 luglio 2008

Il Cittadino "fiorentino" Ideale secondo Macchiavelli

E' vero, ho aggiunto "fiorentino" perchè credo che proprio alla sua patria si riferisse quando scrisse parole nuove, idilliache, ottimistiche sul cittadino ideale in un'ottica militare del tempo.
Gli eserciti rinascimentali, è ormai noto, si componevano in maggioranza di mercenari, pagati con i soldi pubblici e con le gabelle del tempo. Machiavelli nella sua maggiore opera "Il Principe" pare eccessivamente ottimista rispetto alla situazione reale.
La Repubblica poneva tasse eccessive, non aveva milizie cittadine e i cittadini stessi avrebbero voluto essere protetti ma con meno spese per lo stato.
I fiorentini non sono mai stati guerrafondai. Amavano la pace, ne erano affascinati e coinvolti, amavano il lusso e il benessere, solo gli affari contavano; a conferma delle corporazioni che si crearono nel periodo storico con le Arti Maggiori e le Arti Minori che la facevano da padrone e che esprimevano sempre di più i politici della Repubblica fiorentina.

Dice Machiavelli:
Perchè degli uomini si può dire questo generalmente: che sieno ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori, fuggitori de' pericoli, cupidi di guadagno; e mentre fai loro bene, sono tutti tua, offeronti el sangue, la roba, la vita, e figliuoli, come di sopra dissi, quando il bisogno è discosto; ma, quando ti si appresa, e si rivoltano.

Ecco dove era necessario porre un principe potente, ecco perchè un esercito residente, una milizia fiorentina composta da "Cittadini Ideali" secondo regole militari.
Tutto questo, in parte, succederà...

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