venerdì 19 giugno 2009

PAUL THOREL: RITRATTI

Inaugurata giovedì 18 giugno ore 18 all’Istituto francese di Firenze RITRATTI, la mostra fotografica dell'artista francese PAUL THOREL: 15 opere fotografiche di grande formato (100x200 e 50x100 cm) in bianco e nero ed una serie di miniature (4 x 3 cm) realizzate appositamente per questo evento, che sara’ l’ultimo del quadriennio del direttore Bernard Micaud, che lascia firenze il prossimo luglio dipo 4 anni.

Le foto sono a tecnica mista, lavorate e stampate in digitale su carta fotografica, tecnica che Thorel utilizza da oltre 20 anni. il primo impatto è spiazzante: migliaia di linee sovrapposte che, nella messa a fuoco dell’immagine, fanno emergere volti e di ognuno di questi volti, in un terzo tempo dello sguardo, la specificità di un’espressione.
I volti sono quelli di personaggi più o meno noti che Thorel discretamente ringrazia in coda al bel catalogo (edizioni Polistampa): Marjo Berasategui, Aldo Busi, Enrico Cerchione, Mario Codognato, Guido Costa, Mirta d’Argenzio, Carlo De Rita, Ala Dubini, Anonima Genovese, Giovanni Gorno Tempini, Kathrin Jira, Graziella Lonardi Buontempo, Massimo Minini, Barbara Sallier de la Tour, Alberto Sifola di San Martino, Paolo Stampa, Carlo Starace, Lea Walter.

“In occasione di un soggiorno a Napoli – ricorda Bernard Micaud – ho scoperto l’opera di Paul Thorel e sono rimasto immediatamente affascinato dalla bellezza e dall’originalità del suo lavoro. Ho pensato che lo spazio espositivo dell’Istituto francese avrebbe offerto uno scrigno perfetto per le sue grandi fotografie in bianco e nero, grazie al contrasto tra la bellezza dell’architettura di Michelozzo, il grigio della pietra serena toscana e queste opere, quasi astratte”

“I miei lavori – dice Thorel – sono fotografie a memoria. Tolgo tutti i dettagli naturalistici riconoscibili di un volto, ne elimino la forma; quel che rimane è soltanto l’espressione, è ciò di cui mi ricordo, un’espressione priva degli gli strati superficiali del volto, separata e separabile dalla propria materialità e da ogni carattere somatico”

“Paul Thorel – spiega Guido Costa nel testo critico che accompagna la mostra – lavora esclusivamente, e da sempre, in digitale. Questa scelta gli permette un secondo livello di elaborazione, nata dalla composizione e scomposizione dell’immagine. Proprio l’incrocio di queste due prospettive (quella squisitamente teorica, e quella pratica), avvicina i suoi ritratti più alla pittura che alla fotografia tradizionale, di regola meno sottoposta a manipolazioni così profonde e complesse, permettendogli un’elaborazione dell’immagine analoga per certi versi a quella operata con il pennello, con tanto di sovrapposizioni, velature e pentimenti.”

Artista fotografo di nazionalità Francese nato nel 1956, Paul Thorel, dopo alcuni anni di pittura iniziati nel 1970, seguendo un corso da Carla Accardi a Roma, nel 1979 inizia la sua ricerca sulla creazione di immagini elettroniche all’Institut National de l’Audiovisuel di Parigi. Dal 1982 si dedica al trattamento digitale della fotografia. I suoi lavori sono stati pubblicati su riviste internazionali di fotografia come Aperture, Originale, Zoom, Photographies Magazine e su diversi quotidiani e settimanali italiani. Ha esposto in gallerie e musei francesi, italiani e americani, tra cui la Maison Européenne de la Photographie ed il Palais de Tokyo a Parigi, la Biennale Internazionale della Fotografia di Torino ed il Palazzo Delle Esposizioni a Roma

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