martedì 29 aprile 2008
Un poco di Ferie...
domenica 27 aprile 2008
"LA FAMIGLIA DEL GONFALONE" di Firenze
La "Famiglia del Gonfalone".Il Gonfalone, nelle uscite pubbliche, è accompagnato dai componenti della "Famiglia del Gonfalone", in costume d'epoca della Repubblica fiorentina. Sono quattro le categorie: Alfieri (portano il Gonfalone), Mazzieri (scortano il Gonfalone), Chiarine (annunciano con il loro squillo l'arrivo del Gonfalone della Città di Firenze), Armigeri (soldati armati). D'ora in poi "La Famiglia del Gonfalone" sarà costituita da 19 componenti, così suddivisi: 6 Mazzieri, 8 Chiarine, 3 Alfieri, 2 Armigeri.
Il Gonfalone rappresenta il Comune di Firenze, accompagna il Sindaco od un suo delegato nelle uscite ufficiali. È costituito da un drappo rettangolare, terminante nella parte inferiore a coda di rondine, di color bianco in cui campeggia il giglio rosso aperto e bottonato.
Lo stemma del Comune è stato stabilito con decreto di riconoscimento del Capo del Governo del 27 luglio 1929.
Misura 213 centimetri in altezza e 137 centimetri in senso orizzontale ed è esposto nella sala del Consiglio Comunale.
Il Gonfalone partecipa obbligatoriamente a sette ricorrenze: Anniversario della Liberazione (25 aprile); Festa del Lavoro (1° maggio); Festa della Repubblica (2 giugno); Santo Patrono (24 giugno); Festa della Liberazione di Firenze (11 agosto); Festività del Corpus Domini; Festività di Pasqua.
Sul Gonfalone sono appuntante quattro medaglie d'oro: al Valore Militare, alla Resistenza, del Concilio Ecumenico Vaticano Secondo ed al Valore Civile.
La Medaglia d'Oro al Valore Militare fu attribuita per la lotta, il sacrificio dei fiorentini che riconquistarono la propria libertà dalla dittatura: 11 agosto-1° settembre 1944.
La Medaglia d'Oro fu assegnata il 23 marzo 1961 a Firenze, "custode dei valori della Resistenza".
Durante la Santa Messa celebrata la notte di Natale del 1966, il Papa Paolo VI appuntò la medaglia del Concilio Ecumenico Vaticano Secondo per premiare la perseveranza dei fiorentini dopo le distruzioni dell'alluvione. Fu una sorpresa, perché neanche il sindaco Piero Bargellini era stato informato dell'iniziativa.
Anche la quarta medaglia del Gonfalone rappresenta un riconoscimento ai fiorentini per "le mirabili testimonianze di coraggio, abnegazione, civismo e solidarietà umana dimostrate nel corso delle tragiche giornate dell'alluvione del 4 novembre 1966". Fu assegnata dal Presidente della Repubblica. Fu un riconoscimento anche a tutti coloro che si prodigarono per salvare Firenze.
Dal 25 aprile 2008 anche una donna vestirà i costumi rinascimentali del gruppo dei mazieri del Gonfalone di Firenze.
venerdì 25 aprile 2008
Dante Alighieri - Itinerari danteschi - Via Dante Alighieri
Dante è citato molte volte nell'intera città di Firenze, sono stati a lui dedicati numerosi marmi e lapidi con sopra scritti alcuni versi della Divina Commedia che mettono in risalto la vera indole ed entità del "Sommo Poeta".Una di queste è posta in Via Dante Alighieri, nella casa in cui Dante è nato e così cita: "...io fui nato e cresciuto | Sopra 'l bel fiume d'Arno alla gran villa." Inferno XXIII, 94-95
Questi versi furono scritti in un momento in cui il poeta era in esilio, quando Firenze veniva esaltata proprio per i suoi palazzi ed edifici di rara bellezza.
Dante Alighieri - Dante routes - Dante Alighieri street
In The Dante Alighieri street, on the house where Dante is supposed to have been born.
"...'I wos born, and grew up, | On the lovely river Arno, in the great city." Inferno XXIII, 94-95
These verses are full on the tenderness felt by the exiled Poet for his beloved Florence, at the very time when so many beautiful buildings were going up.
mercoledì 23 aprile 2008
A proposito di agli...
Gl'è a annaffiagli gl'agli,
a zappettagli,
a raccattagli e mangiagli,
digerigli e cacagli."
martedì 22 aprile 2008
Firenze - Via degli Agli
La via si trova nel Quartiere di San Giovanni e deve il suo nome all’antica e potente famiglia Agli. La famiglia era di parte guelfa, dichiarata “grande” e come tale esclusa dalle pubbliche cariche del governo Repubblicano.
La famiglia Agli fu proprietaria di un gran numero di case, palazzi, torri e la loggia che si trova fra la via dei Vecchietti e l’antica chiesa di S.Michele Berteldi, oggi San Gaetano; gli stessi edifici furono demoliti nel riordinamento del centro della città. La famiglia, di cui gli eruditi fanno risalire l’origine ai tempi del governo consolare, si estinse dell’anno 1705 con la morte di Pierantonio Agli.
Agli (via degli) From Piazza degli Antinori to via dei Vecchietti.
The Agli family may (as their name suggest) have sold garlic, which was used not only in cooking but also in medicine. They had houses behind the church of San Michele Berteldi (now San Michele e Gaetano), and towers and palazzi which were destroyed when the old market area in the centre of Florence has been dismantled.
The family became extinct with the 1705 death of Pierantonio Agli.
lunedì 21 aprile 2008
Il Corridoio Vasariano
Il Corridoio Vasariano merita almeno una piccola recensione. Ben più ampia sarebbe la riscrittura delle caratteristiche di questa "opera d'arte" e ancora più interessante scoprire il Vasari in tutte le sue forme.Il Corridio Vasariano è un ambiente che suscita grandi fantasie nel visitatore. E' lungo circa un chilometro ed è nato per motivazioni pratiche, con la funzione di collegamento tra gli uffici dei Medici che erano posizionati in Palazzo Veccio con l’attuale Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti, allora residenza della stessa famiglia.
Palazzo Pitti ospita oggi una parte della collezione di dipinti del Seicento e del Settecento degli Uffizi che quella degli Autoritratti degli artisti. Si tratta di un passaggio stretto, il suo ingresso è all’inizio del secondo corridoio degli Uffizi, passa sopra il Ponte Vecchio e arriva fino a Palazzo Pitti.domenica 20 aprile 2008
Il Coro delle Lamentele..
Sembra un fenomeno in forte crescita, tutti ne parlano, che sia il vero modo per esporre mancanza di innovazione, degrado, mobilità e divieti?Il Coro delle Lamentele si esibisce nelle piazze fiorentine per "lamentarsi" dei problemi della città, prima raccoglie le lagnanze della cittadinanza e poi le canta.
Trecento lamentele, settanta coristi, presenti nel sito internazionale del progetto dei cori di tutto il mondo.
Firenze “ibernata” al '400, mancanza di innovazione culturale, poca attenzione all'arte contemporanea, degrado urbano e negozi storici scomparsi, troppi divieti e poca prevenzione, affissioni selvagge, l'Ataf della vergogna e chi più ne ha più ne metta.
Alcuni video delle esibizioni in piazza, saranno inseriti nei prossimi giorni sul sito www.complaintschoir.org, le immagini su www.corodellelamentele.blogspot.com.
Una bella iniziativa curiosa e fuori dal comune, o meglio, con il Comune di Firenze che in parte sostiene e finanzia gli eventi; ma le questioni che il Coro delle Lamentele pone col canto, chi le deve risolvere se non il Comune?
Questi i dilemmi di Firenze.....!!!!!
venerdì 18 aprile 2008
Firenze - NONSOLOSHOPPING
Guida ai migliori indirizzi della città, alberghi, bar, cafès, negozi, ristoranti e ritrovi.Così "recita" il sottotitolo di questo volume, perchè di un volume si tratta, di Antonio Tassinari, scritto con la collaborazione di Silvia Neddia Frizzi e Roberto Lasciarrea + altri.
All'interno una carrellata di attività commerciali di livello con descrizioni anche in lingua inglese.
Nelle prime pagine scritti su Firenze di Dacia Maraini, Regina Schrecker, Letizia Fortini, Leonardo Domenici, Vivien Hewitt, Simone Fortuna, Odette della Monica.
Un lavoro di grande utilità.
mercoledì 16 aprile 2008
Il Profumo di Afrodite
L'alambicco, le materie prime utilizzate dagli antichi per la preparazione dei profumi.
La mostra illustra anche la tecnica con cui venivano realizzati i profumi, nonché quelle che all’epoca erano le preziosissime materie prime utilizzate, come l’olio d’oliva, la lavanda, il bergamotto, il pino, che servivano per la realizzazione dei pregiati unguenti. Le lontane essenze dei profumi antichi sono state ricreate dagli archeologi sperimentali che hanno così permesso di fare un tuffo olfattivo di 4000 anni agli albori della profumeria. Una mostra più da annusare che da guardare e che ci fa fare un tuffo nell’isola sacra ad Afrodite che si dimostra ancora una volta genitrice di femminili vanità.
domenica 13 aprile 2008
Definire la "Bistecca alla Fiorentina"...!!
Ora basta! Ogni volta che si parla di questo stupendo piatto, ognuno vuole dire come si fa la "Bistecca alla Fiorentina".Il Cecchini lo fa in poesia, gli abitanti della Val di Chiana lo dicono a modo suo perchè la carne proviene dalla razza bovina originaria di quella valle... e come sempre succede a Firenze, "un ci si mette mai d'accordo"!
"Ma la Bistecca gli'è la Bistecca!"
La vera bistecca fiorentina si taglia nella lombata di vitellone di razza chianina, una delle cinque razze protette dal consorzio delle 5R, è una razza bovina "Bianca" ed è stata precedentemente utilizzata come razza da lavoro, prima dell'avvento delle trattrici; ha assunto successivamente il ruolo di produttrice di carne.
Ha nel mezzo l'osso a forma di "T", con il filetto da una parte e il controfiletto dall'altra, ed è alta dai 5 ai 7 centimetri, a crudo.La carne, per essere al meglio, deve essere frollata qualche giorno al fresco, ma attenzione, non la si deve mettere al fuoco dal frigo, peggio ancora dal congelatore, deve essere a temperatura ambiente!
Deve essere cotta sui carboni, senza fiamma; i carboni possono essere da legna appena bruciata (meglio) oppure da carbonella.
Con i carboni ardenti si pone la carne sulla griglia senza condirla; la bistecca si gira una sola volta e si mette il sale e pepe dalla parte appena cotta.
Si cuoce tassativamente 5 minuti per ogni lato, si deve formare una crosticina sulla carne che fa in modo da trattenere i succhi all'interno che la rendono così buona, prelibata e succulenta. Mi viene adesso l'acquolina in bocca.
Ah, dimenticavo, il Cozzi ci dice che va fatta poi cuocere "in piedi" dalla parte dell'osso, finché non rimangano tracce di sangue, la bistecca deve stare in piedi da sola!
Non so dirvi quante ne ho mangiate, ma di certo queste bistecche devono essere di peso, a crudo, non inferiore a 800 grammi, altrimenti siete davanti ad un "falso d'autore" o ad un vero e proprio falso!
venerdì 11 aprile 2008
Firenze - Arti Minori - Arte dei Maestri di Pietra e di Legname
Una scure al naturale posta a banda in campo rosso
mercoledì 9 aprile 2008
Calcio Storico Fiorentino riconosciuto come sport
Nel programma di rilancio della manifestazione era stato preannunciato; il "Giuoco" del Calcio Storico Fiorentino o "Calcio in Livrea" doveva avere delle regole e norme sportive.''L'adesione - si legge nel verbale della delibera - compie un passo fondamentale verso l'obiettivo di un collegamento formale e sostanziale sempre piu' stretto con l'ordinamento dello sport, al fine di mutuarne i principi fondanti''. Dopo la predisposizione del nuovo regolamento che entrera' in vigore nel torneo di giugno, sottolinea una nota, si compie cosi' un altro passo importante per il definitivo rilancio della manifestazione.
Questi sono importanti passi per arrivare alle partite, che ricordo saranno il 14-15-24 giugno, con la volontà, soprattutto delle "Squadre di Colore", di giocare vere partite di Calcio Fiorentino e di rilanciare la manifestazione a livello nazionale.
martedì 8 aprile 2008
Proverbio fiorentino - si mangia di tutto!
...'n 'i corpo c'è buio!Vecchio proverbio fiorentino, usato in particolare nelle periferie e nella valli vicine, indica, nella sua affermazione di non essere troppo schizzignosi su ciò che viene donato come cibo.
Esso si presenta spesso quando il cibo tratta di particolari parti di animali o con scarsa qualità ed igiene, questa situazione si verificava spesso nel passato. La parola "corpo" è intesa come stomaco, il fatto di mangiare ed immettere cibo in una zona dove non si vede - "o si conosce" - che cosa c'è.
"la m'eh cascata 'n terra 'sta schiacciaha, icche fo' la mangio?" - "va vai...'n 'i corpo c'è buio!!"
venerdì 4 aprile 2008
Attaccati a i' tramme!
In assoluto un'altro primato spetta a Firenze, quello che ha voluto che la prima vettura elettrica entrata in funzione sia stata quella del percorso Firenze-Fiesole, attuale linea 7, inaugurata il 19 settembre 1890.L'ultima fu quella della linea 17, Salviatino-Piazzale Kennedy, che chiuse i battenti il 20 gennaio 1958. Da allora solo mezzi a carburante.
L'affermazione "Attaccati a i' tramme!" ha per i fiorentini un significato particolare, sostituisce una ben più volgare affermazione, e la parola "tramme" sostituisce un termine di volgare espressione. In pratica, dopo una scelta di dubbia ragione, quando la persona chiede aiuto, il fiorentino affermerà:- T'ai voluto fa' così, ti sta bene...ora tu' ttattacchi a i' tramme! In definitiva si dovrà arrangiare a risolvere il problema da solo.
Chissà se con la nuova "tramvia fiorentina" ci faranno attaccare al tram?
giovedì 3 aprile 2008
A colpi di ordinanze…
Firenze è particolare e curiosa anche per questo. A Firenze si dice: "...bisogna sempre fassi riconoscere.!!".I nostri amministratori ogni giorno ne pensano una per essere al centro dell’attenzione e emettono comunicati stampa che fanno scalpore sulla pelle di poche persone.
Dopo i lavavetri, provvedimento che ha avuto il suo effetto, non si può negare, negli ultimi giorni è stato annunciato un provvedimento che vieta alle persone, perché di persone si tratta, sdraiate sui marciapiedi, di chiedere l’elemosina.
Si vuole, insomma, ripulire i marciapiedi. Il provvedimento dovrebbe servire a "Eliminare gli ostacoli per i pedoni, specie se disabili, non è né di destra né di sinistra" parole di Cioni. La domanda viene spontanea: “e tutti gli altri ostacoli come le biciclette, le bancarelle abusive, i venditori ambulanti abusivi?”
Dobbiamo riconoscere che i provvedimenti del “lavavetri” e dei “mendicanti” hanno un buon effetto mediatico e riteniamo che probabilmente siamo arrivati alla saturazione, qualcosa deve essere fatto; riteniamo inoltre che si deve lavorare politicamente su aspetti del degrado che interessano un numero più ampio di popolazione e non provvedere soltanto a “bandire” 35 lavavetri padri di famiglia e 5 “mendicanti” in tutta una città come la nostra amata Firenze.
mercoledì 2 aprile 2008
Anche il "Pesce d'Aprile" è nato a Firenze..
Incredibile scoprire che le feste, le tradizioni popolari, gli atteggiamenti, i comportamenti quotidiani e della tradizione nazionale e europea hanno una base storico-leggendaria che si riferisce a Firenze.Un tale Buoncompagno da Firenze, un giorno di primavera annunciò pubblicamente al popolo bolognese che avrebbe, con un apparecchio di propria invenzione, sorvolato la città. In un'affluenza di pubblico in pubblica piazza, invana fu l'attesa di questo uccello volante che mai si presentò. E' cos' che il primo pesce d'aprile ebbe il suo inventore, e solo Dio sa quanto ai fiorentini piace scherzare!
Uno dei pesci d'aprile più clamorosi della storia è stato organizzato a Firenze verso la fine dell'800. Precisamente nel mese di marzo del 1878 la stampa del periodo annunciò che a Firenze soggiunse e si fermò un principe indiano (un monumento ricorda l'evento alle Cascine). Si annunciò la morte e che il 1° aprile, proprio alle Cascine, si sarebbe svolta la cerimonia tradizionale indiana della cremazione del ricco principe e che questa sarebbe stata pubblica. I fiorentini curiosi per natura, affluirono in gran numero sul luogo e vi si formò un grande assembramento, ma del Maraja Indiano nemmeno l'ombra.
Dopo una lunga attesa e lo spazientimento della gente, un gruppetto di ragazzi passeggiando con aria indifferente, cantavano con voce altisonante: "Pesci d’Arno fritti!".
Quella volta i fiorentini furono ben scanzonati, e zitti zitti se ne tornarono a casa...
Al parco pubblico delle Cascine, si concluse quindi la sfortunata vicenda di Chuttraputti, un rajah indiano che morì durante un viaggio di ritorno da Londra. Il Monumento dell'Indiano, il Ponte all'Indiano sono toponimi che il Comune di Firenze ha voluto anche a ricordo di questi eventi.
Dopo la beffa un riconoscimento al personaggio.
martedì 1 aprile 2008
Casa Editrice Leo S. Olschki, una grande passione...
Signore e Signori ecco il "Top"...Nel settore editoriale di nicchia si prediligono tirature estremamente limitate ma durature nel tempo, testi specialistici e tecnici ma di grande levatura culturale.
Nonostante che la maggioranza dei libri sia in italiano, circa la metà del fatturato è destinato all’estero e questo sottolinea il ruolo della Casa Editrice nella diffusione della cultura italiana oltre confine.
La Casa Editrice Leo S. Olschki ha più di 120 anni di attività, costituisce una forza di particolari caratteristiche nel vasto panorama dell’editoria nazionale.
Il simbolo, “dal cuore crociato e diviso”, come la definì Gabriele D’Annunzio, è familiare agli specialisti, agli studiosi, ai bibliotecari di tutto il mondo ed ha un particolare significato per gli istituti culturali e le università.
La Casa Editrice poggia sul lavoro di cinque generazioni della stessa famiglia e questa rara continuità costituisce il presupposto per un lungo cammino ancora da percorrere nel mondo e per il mondo della cultura.
Da Leo ad Aldo, da Aldo ad Alessandro, a Costanza e Daniele Olschki, la quarta generazione, a Serena, la quinta: al lungo e glorioso passato è garantito un futuro pieno di promesse.
