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Il "dramma felice" di CLET

Dopo il precedente post dedicato alla provocazione di Clet, rimango piacevolmente sorpreso da questo artista quando risponde alle mie domande affrontando solo la parte artistica e del significato profondo della sua opera installata sul Ponte alle Grazie a Firenze.
Difficilmente gli artisti rispondono così gentilmente alle provocazioni.
E' così che condivido con tutti voi alcuni passi della sua risposta in modo che ognuno possa vedere l'opera per come è stata concepita:

"in opposizione alle sculture che solitamente rappresentano una personalità storica, un eroe, un santo... questa vuole essere un omaggio al uomo comune alle prese con il quotidiano, alla lotta di tutti giorni per andare avanti comunque.
Ogni nostro passo ci avvicina un po di più alla morte, però, vivere, vuole dire farlo lo stesso, questo passo. E quindi il dramma umano si concentra in questa contraddizione, vivere vuole dire andare verso la propria fine, non si può fermare il tempo come il fiume che scorre ininterrottamente, l'unica alternativa potrebbe essere di vivere il più pienamente possibile, con coraggio e un pizzico di leggerezza. 
La scultura del ponte alle grazie vuole essere un invito a fare un passo avanti, a vivere senza paura, con consapevolezza e leggerezza insieme, perché questo è vivere. E vuole rendere omaggio a tutti quelli che, nel loro piccolo, affrontano quotidianamente questo "dramma felice" che è la vita"...
 
Grazie CLET,  tienici informato...

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