lunedì 27 luglio 2009

La Testa: c'è chi la perde...

Dalla città, in particolare sulle direttrici del cardo e del decumano, le strade si perdono verso i borghi fuor dalle mura e, in genere, conducono ai luoghi dove sono eretti i capestri.
Verso sud, il cardo conduceva a quello maggiormente frequentato. Lungo la strada c’era assai gente che imprecava contro i condannati, riconoscendoli insieme ai propri giudici, colpevoli e quindi meritevoli delle pene loro inflitte. C’era anche per contro chi li confortava, ad esempio con acqua e segni di rammarico. O chi li invitava a pentirsi delle proprie colpe, per un estremo tentativo di salvarsi almeno l’anima di fronte a Dio.
Esiste ancora oggi, quasi alla fine di Borgo la Croce sul lato destro, un tabernacolo per chi si voleva pentire prima di salire sul capestro, forca o rogo che fosse.
Nel 1327, un tal Cecco d’Ascoli scrittore e astrologo, accusato di stregoneria e negromanzia, veniva condotto al rogo. La strada, il cardo in direzione nord, costeggiava la chiesa di S. Maria Maggiore. Il prete di questa antica chiesa, anziché confortarlo e sostenerlo con opere e discorsi caritatevoli magari assolutori, da un finestrino del campanile -poi scapitozzato-, avvertì i ‘famigli’(1) del ‘Bargello’(2) di impedire che lungo il percorso, al condannato, gli venisse data acqua da bere, perché Cecco, avendo fatto un patto col diavolo, con l’acqua si sarebbe salvato dal fuoco.
“Non fatelo bere altrimenti non morrà mai!” gridò ai famigli. Ed il mago pronto : “ Tu prete, il capo di li non toglierai mai!”. Forse che il prete per l’impressione non fu capace di ritirarla dal finestrino? Quella testa bianca , se del prete o di Cecco, è sempre li che aspetta, un po’ beffarda ma anche stupita, che si confermi la sua leggenda.
Francoeffe

(1) famigli : coloro che erano al servizio e/o collaboravano con il Bargello;
(2) Bargello : Comandante delle Guardie del Comune con poteri di polizia .

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