Per recitare Dante ci vuole classe...

Il 17 maggio 2008 nel primo pomeriggio per iniziativa della provincia di Firenze e del suo attuale Presidente è iniziata (e finita) la maratona letteraria "100 Cantori: all'improvviso Dante".La scalinata della Chiesa di Santa Croce ha "espresso" il I° canto dell'Inferno. Gli studenti delle scuole si sono cimentati nelle letture dei canti della Divina Commedia, così come numerosi amministratori dell'area fiorentina.
Silvano Gori ha recitato il II canto dell'Inferno,
il direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini ha recitato il V dell'Inferno,
Stefania Fuscagni dalla Sala del Crocifisso dell'opera di Santa Croce ha letto il VI,
Lapo Pistelli dal ristorante Le Murate ha interpretato il X canto del Purgatorio,
dal Battistero Simone Siliani ha declamato il VI del Paradiso e
l'assessore Giani dalla Chiesa di Santa Maria dei Ricci in via del Corso ha dato voce alla celebre terzina: "Dal centro al cerchio, e sì dal cerchio/movesi l'acqua in un ritondo vaso/ secondo ch'è percosso fuori o dentro";
Riccardo Marasco ha letto il V dell'Inferno,
il III canto dell'Inferno è stato letto dai ragazzi del liceo Michelangelo.
Nella cornice della Società Dante Alighieri, Giulio Stefanelli si è cimentato nella lettura del XXIV canto dell'Inferno.
La maratona si è dislocata fino al chiostro dello Scalzo dove Marcello Mancini ha letto il XXXIII canto dell'Inferno e il primo girone dantesco si è concluso nell'interno di Palazzo Frescobaldi con la lettura del XXIV. Lucio Dalla ha letto il I canto del Purgatorio, Giampaolo Talani ha recitato il IX canto del Purgatorio.

L'iniziativa, se da punto di vista culturale ha un fondamento forte, la partecipazione del pubblico non pare sia stata della stessa importanza. Neanche il maxi-schermo installato in Piazza della Repubblica che proiettava una diretta streaming delle letture dei canti della Divina Commedia ha coinvolto il pubblico. I turisti trapassavano le piazze e i luoghi senza mostrare interesse, dei fiorentini neanche l'ombra.
Il programma della proposta culturale è stata rispettato, il coinvolgimento della popolazione forse meno. Pare che certe iniziative, più che per la popolazione, più per l'arricchimento culturale dei giovani e dei meno giovani vengano proposte per enfatizzare le persone che, in questo modo, ne acquistano visibilità.
Dante nella nostra città è nato, è vissuto, ha combattuto, ha amministrato e ha scritto. Ogni angolo della città porta impresso un riferimento di Dante e delle sue opere.
Forse, l'offerta culturale anche ai turisti non è piaciuta, lodevole l'iniziativa senza un buon risultato.
Non credo nell'ignoranza e nello scarso interesse delle persone. E non credo nella scusa della pioggia, i fiorentini sanno di cosa stiamo parlando. Mica tutti si chiamano Roberto Benigni.

Commenti

  1. Dante, nonostante la rinascita d'interesse dovuta allo sfottitore Benigni, resta il precursore del gossip, pertanto se merita attenzione la sua poesia non lo è altrettanto il suo contenuto. La dimostrazione è che ha saputo ben agire sul lato peggiore dell'animo umano, infatti l'inferno è ben conosciuto mentre purgatorio e paradiso sono quasi ignorati. Comunque ci ha lasciato un'occasione, non per dimostrar classe ma per mostrar coraggio, se si vorrà declamare il canto XXVIII dell'inferno in televisione.

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  2. L'altra cosa che non capisco dell'animo "italiano", o di qualche italiano, è di voler sempre denigrare noi stessi. Nessuno in Italia ha bisogno di compassione, se c'è qualcosa di buono, e a Firenze ne abbiamo molto, dovremmo esaltarlo.
    Continueremo ad acclamare Dante ed a pensare che le sue opere, che consideriamo di alto livello culturale, vanno "declamate" con classe; il coraggio ci vuole, in particolare per ben altre situazioni nel vasto mondo della cultura..
    Grazie di aver commentato e di aver partecipato a far conoscere Dante.

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