giovedì 8 maggio 2008

Su Firenze - Giacomo Leopardi


....Firenze, ch'è la città più culta d'Italia, e dove il popolo in particolare è il più intendente e più civile...

Chi non conosce Giacomo Leopardi.
Vive a Firenze dal 1830 al 1833. Nell'aprile del 1830, il Colletta, al quale il poeta scriveva della sua vita infelice, gli offrì, grazie ad una sottoscrizione degli "amici di Toscana", l'opportunità di tornare a Firenze.
Qui curò, nel 1831, un'edizione dei "Canti", partecipò ai convegni dei liberali fiorentini e strinse un'affettuosa amicizia col giovane esule napoletano Antonio Ranieri. Risale a questo periodo la forte passione amorosa per Fanny Targioni Tozzetti, conclusasi in una delusione, che gli ispirò il cosiddetto "ciclo di Aspasia", una raccolta di poesie scritte tra il 1830 e il 1835 che contiene: "Il pensiero dominante", "Amore e morte", "A se stesso", "Consalvo" e "Aspasia".
Nell'autunno del 1831 si recò a Roma con Ranieri per ritornare a Firenze nel 1832 e nel corso di questo anno scrisse i due ultimi dialoghi delle "Operette", Il "Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere" e il "Dialogo di Tristano e di un amico".
Insomma anche il Leopardi ha lasciato belle impronte nella città del Giglio.

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