Il lucchettio di Firenze

Questo è un modo di esprimere sentimenti che ha un'origine recente. Può, ad ogni modo considerarsi una leggenda metropolitana che ha inizio una quindicina di anni fa per merito degli allievi ufficiali della Scuola di Sanità in Costa San Giorgio a Firenze, che il giorno del congedo, avrebbero usato il lucchetto dello stipo che avevano in caserma per chiuderlo intorno ad un cavo elettrico che penzola da una spalletta del Ponte Vecchio lanciando la chiave in Arno e salutando così la Firenze che li aveva ospitati.
Ora il cavo elettrico per ragioni di sicurezza non viene più utilizzato per attaccare i lucchetti, ma quel che invece è certo e sotto gli occhi di tutti, è il proliferare di quelle piccole serrature che a poco a poco, una incastonata nell'altra, invadono le strutture metalliche nella parte centrale del Ponte Vecchio.
Addirittura vengono anche attaccati alla piccola grata che circonda il busto di Benvenuto Cellini e alle antiche maniglie che sporgono dalle mura secolari che hanno resistito anche all'alluvione del '66.
Adesso non solo i militari in congedo, non solo le coppiette che si giurano un solido amore o un augurio di felicità, ma anche "single" che come fosse un pozzo di desideri, attaccano il proprio lucchetto ed esprimono ciò che più vorrebbero dalla vita.
Altre città, sull'esempio, cominciano a vedere questa "mania", altre città come Londra e Parigi...
"E' proprio vero che ai sognatori dobbiamo regalare sogni!"

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